Padre Nostro dei Sabot

sab1Titolo:   Padre Nostro

Autore:   Collettivo Sabot

Editore:   Rizzoli

Il libro:   Rafael Velásquez è un rispettabile imprenditore, vive a Madrid, non ha mai pescato in vita sua ma compra una lenza per verdesche. L’acciaio inox, del resto, è perfetto anche attorno al collo di un cristiano. Un capitano dei carabinieri gioca una partita a scacchi con tre re e nessuna regina. Sulla scacchiera molti sono i pedoni sacrificabili, resta solo da capire chi muoverà per primo. Almamuerta è un sicario all’antica, si porta dietro un’anima morta, in tasca l’immagine di una santa e il segno della croce se lo fa con la pallottola tra le dita. Una tenente della Guardia Civil spagnola con pochi scrupoli sul lavoro si trova di fronte la linea di confine tra avere e non avere, tra salvarsi e naufragare. Sullo sfondo una sanguinosa guerra, gelosie e vendette, quintali di droga e sequestri. Tutti contro tutti, padri contro figli, una faida in cui non ci sono alleati, solo nemici da eliminare. Dalla Colombia di Escobar al Cartello di Madrid passando per la branca scissionista della Camorra napoletana, “Padre Nostro” è un noir che delinea la nuova, spaventosa geografia del traffico della cocaina sulle rotte del Mediterraneo.

Uscito  2014

Pag.    440

Euro  19

ISBN 9788817072243

Di questo libro Massimo Carlotto ha scritto, nella prefazione:

«Padre Nostro incrocia la tradizione del noir mediterraneo

con quella della narco-letteratura sudamericana.»

ISTRUZIONI PER L’USO

Composizione ed eccipienti:

Una bella prefazione di Massimo Carlotto, che anticipa progetto, scrittura e sabor dell’opera. Tre parti divise in: Paradiso – Purgatorio – Inferno. Un po’ di Madrid, Genova, la Colombia, il carcere madrileno di Valdemoro e luoghi che si fanno presenze forti. Poi personaggi memorabili: Don Pedro de la Ardila, detto el Nazareno, capo del più grande Cartello di narcos in Europa, sicari, mercenari colombiani, malavitosi napoletani, la tenente della Guardia Civil Tania Sagrato e un capitano dei Carabinieri. Diversi personaggi secondari, inoltre, che vi allungheranno la mano per farvi entrare in questo movimentato mondo di malavita versus giustizia. E coca, tanta cocaina. Alle spalle della narrazione, si sente un preciso impegno di inchiesta e di indagine su realtà socio-criminali e non solo. Il lavoro di gruppo è riuscito sia a livello di impalcatura romanzesca sia a livello formale: la narrazione procede fluida e le voci dei singoli autori cantano all’unisono, convergendo in un unico stile che si mantiene intatto dalla prima all’ultima parola.

Indicazioni terapeutiche:

Riduttore per chi soffre di manie di onnipotenza

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Consigliato a tutti, benefico per:

– Chi vorrebbe leggere dentro alle persone, come Rafael Velásquez

– Chi, come Don Pedro, pensa che l’unico spazio per i deboli sia sotto due metri di terra

– Chi non si chiede mai “E se avessi fatto la cosa sbagliata?”

– Mangiaspaghetti camorristi

– Chi non è mai stato assetato di giustizia

– Vittime-angeli

Controindicazioni:

Ciro Auriemma

Ciro Auriemma

Non adatto agli stupidi:

«Lo stupido è una persona che causa un danno a un altro individuo o a un gruppo di individui senza al contempo apportare nessun beneficio per sé, o addirittura causando una perdita.

Una delle leggi fondamentali della stupidità umana di Carlo Cipolla recita più o meno così».

Posologia, da leggersi preferibilmente:

Con l’Ave Maria di Schubert, cantata da Barbara Bonney, in sottofondo.

Effetti indesiderati:

Stefano Cosmo

Stefano Cosmo

Vi verrà voglia di gironzolare per i bassifondi come piccoli criminali, anche solo per una sera.

Avvertenze:

Non rispondete a una domanda con un’altra domanda, non è educato

 

Pillole:

«La vecchiaia è il ladro più abile. È in grado di rubare tutto. L’energia. La voglia di vivere. La bellezza. La forza. Il tempo che scorre è pazienza per definizione. Puoi tenerti stretto ciò che per te è importante, ma ti aspetterà al varco e te lo toglierà. Sarà lì quando abbasserai la guardia, quando ti assopirai. E al tuo risveglio ti sorprenderai cambiato. Avrai perso qualcosa. La vecchiaia è bastarda; non ha scrupoli nell’umiliarti. Si insinua dentro di te e giorno dopo giorno ti sradica. Ti allontana da ciò che sei finché arriva un momento che non ti riconosci più allo specchio. Ti guardi riflesso, ma quello che vedi è un altro. E ti spaventi, perché in quel corpo che non riconosci più ti senti un estraneo. Ti trovi proiettato in una nuova realtà che ignoravi o ti eri costretto a ignorare. E quando sei obbligato a farci i conti, non sai da dove iniziare. Lì capisci che hai solo due strade da scegliere: o accetti che la vecchiaia ti derubi e non c’è autorità a cui tu possa appellarti, o ti appoggi strenuamente al ricordo di ciò che eri e vivi nella memoria, arrivando a confondere passato e presente. È una questione di forza. È un esercizio di

Piergiorgio Pulixi

Piergiorgio Pulixi

adattamento.».

– – – – – – – – – – – – – – – – –

«Lo sguardo di don Pedro fu eloquente più di qualsiasi parola; il figlio capì all’istante che avrebbe fatto meglio a non intervenire. Quello era il messaggio: sta’ zitto. Non era più lo sguardo di un padre che ammonisce il figlio, ma quello del boss di uno dei cartelli della droga più potenti al mondo che mette in guardia un suo sottoposto per fargli capire che non deve tirare troppo la corda. Juan sentì la stessa sensazione che provava da bambino, quando sapeva che sarebbe arrivata la punizione per un guaio appena commesso».

 

Gli autori: Il Collettivo Sabot è un gruppo di sei scrittori, fondato da Massimo Carlotto nel 2007. Ne fanno parte: Ciro Auriemma, Stefano Cosmo, Michele Ledda, Andrea Melis, Piergiorgio Pulixi e Renato Troffa. Questo libro è però stato scritto da tre di loro: Auriemma, Cosmo e Pulixi.

Ciro Auriemma
Nato a Cagliari nel 1975 dove vive e lavora, è autore di: Perdas de Fogu Edizioni E/O 2008), Donne a perdere (Edizioni E/O 2010). Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su «il manifesto», «Micromega», «E-Emergency».

Stefano Cosmo
Nato nel 1982, vive a Marghera. Laureato in Diritti Umani, lavora come operatore sociale. Appassionato di kickboxing, è cintura nera secondo dan. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su «il manifesto», «E-Emergency».

Piergiorgio Pulixi
Nato a Cagliari nel 1982, vive a Londra. Ha pubblicato Perdas de Fogu (Edizioni E/O 2008), L’albero dei Microchip (Edizioni Ambiente 2009), Donne a perdere (Edizioni E/O 2010) e la serie poliziesca iniziata con Una brutta storia (Edizioni E/O 2012) e La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014).

Il Collettivo deriva il suo nome dal vocabolo francese “Sabot” che sta alla radice del termine sabotare. Durante la rivoluzione industriale, infatti, i lavoratori “sabotavano” i macchinari gettando le loro calzature in legno tra gli ingranaggi della fabbrica, per interromperne il ritmo disumano. Fin dall’etimo del proprio nome, dunque, il Collettivo esprime l’intento attraverso il proprio lavoro di arrestare gli ingranaggi della menzogna e del silenzio che impediscono la narrazione dei fatti criminali e delle grandi storie negate. Il collettivo Sabot considera la scrittura uno strumento attraverso cui ottenere la condivisione della verità, e il mezzo per innescare un moto di critica verso le ingiustizie e le incoerenze della nostra società. In questo modo scrivere diventa per i Sabot un modo di lottare, e leggere una forma di resistenza sociale e culturale.

 

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2 risposte a Padre Nostro dei Sabot

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Bello, grazie

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