Ubik Monterotondo, parla Chiara Calò

NOME LIBRERIA: Ubik Monterotondo

UBICATA: Monterotondo (RM)

SUL WEB: http://www.ubiklibri.it

NOME LIBRAIA: Chiara Calò

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Il mestiere di libraia in poche righe.

Il nostro compito è custodire un confine, rendere possibile un incontro. La libreria è una specie di zona franca in cui ogni lettore possa trovare il suo libro, senza troppe interferenze,  magari procedendo per errori e tentativi.

Ubik 1

Da sinistra: Angelo Callerame, Lucia Garaio e Chiara Calò

La filosofia della vostra libreria.

La nostra libreria vuole essere un posto che appartiene ai lettori e al territorio. Un luogo di tutti, una piazza moderna in cui nessuna lingua e nessuna parola, scritta o detta, sia straniera.

 Come ci sei arrivata? 

Ci sono arrivata perché ho detto di sì alla proposta prima di uno, poi di molti amici. Eravamo un gruppo che aveva un progetto. Adesso abbiamo un sogno che non è più soltanto nostro.

Da piccola cosa rispondevi quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

La prof.

Una cosa del tuo lavoro che ti manda in panico

La possibilità di toccare ferite scoperte, consigliando un libro.

Una cosa che ti affascina

L’imprevedibilità di ogni singola giornata.

Una cosa che devi imparare

Avere pazienza.

Una cosa che vorresti diffondere

La curiosità dei nostri lettori, la passione dei miei colleghi.

In tema di case editrici. Una cosa che non ti piace.

Quando prestano attenzione solo ai rendimenti del trimestre successivo.

Una cosa che invece ti piace

Quando hanno il coraggio di pubblicare titoli che rappresentano una scommessa per i lettori e, quindi, per il futuro.

Un libro cui non rinunceresti mai in negozio (e perché)

Le vene aperte dell’America Latina di Eduardo Galeano, perché è appassionato e disperato, come tutte le dichiarazioni d’amore.

Un libro che ti ha guarita da qualcosa

Il Novantatrè, di Victor Hugo.

ubik 2

L’ultimo libro che hai consigliato

Come una bestia feroce, di Edward Bunker.

C’è un titolo che ti rifiuti (o ti rifiuteresti, se potessi) di vendere?

Mai!  È il lettore e solo lui a dover decidere quali libri meritano di essere venduti e quali no.

Secondo te, visto che il mercato librario non naviga in buone acque, quale sarebbe una soluzione per risollevarne le sorti? Proponi tre provvedimenti.

1. Moltiplicare le occasioni di lettura gratuita e i luoghi in cui è possibile entrare in contatto con un libro.  La lettura è un’esperienza irrinunciabile solo dopo averla fatta e troppi non ne hanno mai avuto l’opportunità.

2. Investire sul nostro mestiere, pensando l’alta formazione per librai non come un’opportunità per appassionati, ma come una necessità per professionisti.

3. Chiedere una legge seria che, impedendo campagne sconto aggressive, tuteli tutte le librerie.

E adesso ci intrufoliamo nella tua vita. Una cosa che fai malvolentieri.

Cucinare. E rendere i libri che mi sono piaciuti.

Una volta che hai perso la testa

Diciamo che in questo periodo ci sto provando.

L’ultima volta che hai rinunciato

Col tizio di Bunker di cui sopra.

L’ultimo sorriso

Al telefono con Marilù. Adesso.

Cosa ti spaventa?

La possibilità di perdere il senso del limite, ontologico e fisiologico. E, ovviamente, i temporali.

Salutaci invitandoci alla tua libreria.

Ti aspetto per un caffè.

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 risposte a Ubik Monterotondo, parla Chiara Calò

  1. Marco Piva - corpi freddi ha detto:

    Se una libreria può rappresentare la testimonianza di un modo serio di lavorare, del coraggio di mettersi in gioco, del profondo rispetto riversato nei confronti del lettore e della passione autentica e incondizionata verso un mestiere e “Il libro”, la Ubik di Monterotondo è in cima alla lista.
    Per il lettore la libreria diventa una casa, il luogo del caldo rifugio. Quando ne varchi le sue porte percepisci che sei entrato nel tuo habitat naturale.
    Ma c’è un fondamentale riconoscimento a cui è necessario dare atto. Ubik Monterotondo ha lanciato (e vinto) una sfida: quella di non accodarsi in maniera passiva ai trend imperanti, ma cercare di promuovere la VALIDA e CORAGGIOSA letteratura, quella che spesso non fa rima con il facile guadagno. Sono rimasto impressionato dal livello di preparazione dei collaboratori (Chiara e Lucia, in primis), ma anche di un circolo di lettori scafato e unito come una famiglia. Questo deve essere il rapporto libraio – lettore, uno scambio fruttuoso che alimenta ambo le parti. Ubik non nutre pecore, ma forma lettori più aperti mentalmente e consapevoli, nel nome del rispetto che citavo in apertura.
    Personalmente auguro ogni bene a queste ragazze, con tutto il cuore. Perchè sono belle dentro e fuori, perchè nel loro sorriso si rispecchia il loro amore per un lavoro che è diventato una missione.
    In un settore in difficoltà dove non si osa e ci si piange addosso, Chiara e Lucia rispondono con la dedizione e il sacrificio.
    Orgoglioso di essere uno di loro.

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