ODIO E AMORE

lorianoHo domandato a Loriano Macchiavelli un contributo per un articolo che sto scrivendo a partire dalla recensione di un interessantissimo saggio Adelphi di Eibl-Eibesfeld, un antropologo che ha studiato le motivazioni dell’aggressività. Gli ho chiesto dunque una breve dichiarazione in merito all’ondata di odio/malessere che si registra in giro, negli ambienti letterari (e non solo). Ecco, mi aspettavo due righe veloci o un rifiuto. Lui invece mi ha dedicato qualche ora del suo lunedì per scrivere questo pezzo bellissimo che pubblico a parte, qui sotto, come introduzione benefica del discorso sull’odio e sull’amore che farò nei prossimi giorni. Un grazie di cuore a Loriano per la sua generosità.

Odio e amore

di Loriano Macchiavelli

Non ho pretese di interpretare il dramma della nostra epoca, che è, in tutti i campi e quindi non solo nell’editoria, il troppo odio e il troppo amore (che quando tracima diventa odio). So però che non sono un’esclusività dei tempi che stiamo vivendo. E dovete credermi sulla parola e sull’età che, purtroppo, non è più verde. Fortunatamente e per il momento, neppure appassita del tutto.

Epoche di violenza anche più dura di quella che stiamo vivendo, si sono verificate, direi, a cicli continui. Ce lo ricorda la storia. Arrivavano all’apice, oltre il quale probabilmente non c’era ritorno, e sembravano calmarsi.

Oggi siamo in uno di quei periodi.

Se cerco le motivazioni della crudeltà e della violenza attuali, me ne vengono in mente una quantità. Ve ne racconto una, la prima in ordine sparso. L’impunità.

Non mi riferisco all’impunità da una legge più o meno giusta, imposta dagli uomini ad altri uomini e per ciò opinabile e spesso ingiusta.

A proposito: la legge non è mai giusta. e non è mai uguale per tutti. Ma forse ve ne sarete accorti anche senza il mio greve suggerimento.

L’impunità alla quale mi riferisco è quella assicurata dall’anonimato.

Un tempo (trent’anni fa?) due persone che si erano fatte del male (inteso in tutte le sue manifestazioni) prima o poi si incontravano. Se non accadeva, si faceva in modo che accadesse. O, in ogni caso, sapevi da dove venivano l’dio e la violenza e potevi arrivare all’autore.

Già questa possibilità metteva limiti all’offesa.

Ci si incontrava, ci si guardava negli occhi, ci si diceva ciò che si dove, si passava a vie di fatto o ci si chiariva.

Oggi, dove trovo chi m’insulta, chi mi ferisce con la sua crudeltà e violenza? Se ne sta nascosto, ben rintanato dietro i sofisticati meccanismi di un computer, protetto da un anonimato che lo rassicura.

Chi sei?

Da dove vieni?

Cosa vuoi da me?

Soprattutto, perché?

È la manifestazione di violenza più squallida del nostro mondo perché porta con sé la certezza dell’impunità. Anche solo verbale, perché s’insulta e si ferisce al sicuro persino da un confronto di opinioni. Che spesso è il più difficile e pericoloso per chi è abituato al segreto elettronico.

Ricordo un’espressione in uso ai tempi di mia gioventù. Veniva, forse, quell’espressione, dal medioevo e dalla spada da estrarre dal fodero per punire l’insulto ricevuto: “Vieni fuori che facciamo i conti”.

A volte si facevano, a volte la violenza finiva lì.

Quante volte l’ho sentito dire e quante volte sono uscito io stesso a fare i conti.

A chi rivolgo oggi la sfida a venire fuori, alla luce, e a chiarire?

Al mio computer. O al telefonino. O a una delle innumerevoli diavolerie nelle quali mi sto perdendo.

Forse è proprio il fatto che io mi stia perdendo, che io non sappia più con chi sono in contatto e per chi io stia scrivendo queste cose, che me le fa scrivere.

Loriano

Montombraro, un lunedì qualunque.

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in editoria, Uncategorized e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...