Sabot/age: chiamatela collezione

sabot2di Marilù Oliva

«In un tempo nel quale si tende sempre più a privilegiare un giallo consolatorio e virato sui toni della commedia, Sabot/age si propone con prepotenza come una comunità viva di autori che si ostinano a volerci raccontare quello che forse non vogliamo sapere, convinti che farcelo conoscere sia e resti il compito principale e il contributo più prezioso che uno scrittore possa dare».     (Luca Briasco)

«Da lettrice e da libraia: la collezione Sabot/age è un luogo della mente prima, del cuore poi, in cui si scopre l’editoria come progetto. Ad abitarlo un po’, come è capitato a me, ci si deve felicemente arrendere all’idea che anche oggi i grandi romanzi superano gli steccati di genere. Forse, più che in passato hanno bisogno di una cornice che renda riconoscibile la loro qualità, prodotto della competenza, della passione e della cura che li hanno generati. Sabot/age è questa cornice, capace di impreziosire senza prevalere».   (Chiara Calò)

Pubblicata da Edizioni e/o, ideata e voluta da Colomba Rossi (direttrice) e Massimo Carlotto (curatore), Sabot/age sta proseguendo il suo percorso con titoli significativi. Il libro inaugurale, La ballata di Mila di Matteo Strukul, è uscito nel 2011. Ad oggi ne sono seguiti altri 12, per un totale di 13 pezzi da collezione cui se ne aggiungeranno prossimamente altri. Non chiamatela collana: questa è una collezione, perché va intesa in senso unitario. Si tratta di libri-gioiello e ciascun elemento impreziosisce il principio di base del progetto, mantenendosi fedele all’intento programmatico: sabotare, scuotere dall’intorpidimento, palesare realtà più o meno nascoste o che magari ci scorrono sotto il naso e non captiamo. Indagare nelle pieghe buie di una società che troppo spesso china il capo: e così gli autori sabotatori trattano di malavita, delinquenza, intrighi economici, deviazioni politiche, femminicidio, corruzione.

I numeri della collezione fino a maggio 2014

I numeri della collezione fino a maggio 2014

Ogni giorno siamo oggetto di balle colossali per farci stare buoni, per costringerci a credere che dobbiamo pagare la crisi perché in fondo è nostra, per obbligarci a ingurgitare cibo senza qualità, a respirare aria inquinata, a bere acqua inquinata, per inchiodarci a un’esistenza dove predomina la precarietà. Non c’è aspetto della nostra vita “sociale” che non sia infettato dalla menzogna. Addomesticare la verità non è una novità in questo Paese, in fondo ci siamo abituati a convivere con la menzogna e a non credere più a nulla. La negazione della verità è la negazione di un diritto fondamentale del cittadino e comporta una destrutturazione della realtà che espelle tutte le storie scomode, quelle che devono essere nascoste a ogni costo sotto il tappeto.                                (Massimo CarlottoIntroduzione a Sabot/age)

Non si può inquadrare Sabot/age in un genere: ne contiene diversi (dal pulp al noir allo storico fino al fanta) e questa mancanza di preclusione conferma la molteplicità degli aspetti coinvolti.

Libri firmati da autori che hanno ripubblicato con Sabot/age

Libri firmati da autori che hanno ripubblicato con Sabot/age

Proposte, manoscritti ed autori vengono selezionati con scrupolo, tanto che poi alcuni scrittori hanno ripubblicato con un proseguimento o un seriale.

Alcuni hanno qui esordito, altri hanno alle spalle varie pubblicazioni. C’è chi investe il suo tempo nell’attività di scrittura o di giornalismo e chi, invece, si dedica anche ad altro, ad esempio: Savarese è magistrato, Mazza bancario, Riccardi colonnello dei carabinieri. Tutti gli scrittori hanno in comune uno sguardo attento sui fenomeni dei nostri tempi (e non solo), tutti hanno un’idea della letteratura ben distante dalle tendenze autocelebrative e omologanti che promuove un certo tipo di mercato, le stesse che ha sottolineato Colomba Rossi:

A differenza di un tempo stiamo assistendo a un ritorno dello scrittore verso l’individualismo e a una scarsa propensione alla condivisione. Eppure la letteratura possiede la forza straordinaria di scuotere, indignare, suggerire riflessioni necessarie. Sempre se, ovviamente, la scrittura e la storia sono di buon livello.

Ma vediamoli uno alla volta, questi gioielli.

1-4

N. 1 – La ballata di Mila di Matteo Strukul

Scenario: Due gang criminali – una cinese e una locale – spadroneggiano in territorio veneto. Principio sabotatore: Mila Zago, meravigliosa eroina, giustiziera dai dread rossi e dal passato truce.

N. 2 – Lupi di fronte al mare di Carlo Mazza

Scenario: Una città depredata, Bari, ritratta con un magistrale affresco che narra di cupidigie e di solitudini. Principio sabotatore: Il capitano Bosdaves, militare ironico e disincantato, al comando di una compagnia di carabinieri.

N. 3 – Una brutta storia di Piergiorgio Pulixi

Scenario: Una banda di sbirri corrotti che  hanno preso il controllo delle strade con pugno di ferro. Principio sabotatore: Biagio Mazzeo e il noir per raccontare un tema scottante come la corruzione nelle forze di polizia.

N. 4 – Sinistri di Tersite Rossi

Scenario:  2023, l’Italia è un Paese obnubilato dal Partito della Felicità e le opposizioni sono bandite. Principio sabotatore: Un metaforico viaggio a ritroso nel ‘900 italiano: le risposte sul futuro si celano nelle ombre passate

5-7

N. 5 – Non passare per il sangue di Eduardo Savarese

Scenario: Luca, romano, giovane ufficiale dell’esercito deve consegnare gli effetti personali di Marcello, deceduto in Afghanistan, alla nonna Agar. Principio sabotatore: L’amore omosessuale e l’incontro-scontro con Agar

N. 6 – Undercover di Roberto Riccardi

Scenario:  Sette tonnellate di cocaina in viaggio verso l’Italia e la misteriosa scomparsa di un agente infiltrato. Principio sabotatore: Rocco Liguori, agente undercover della Direzione antidroga. 

N. 7 – Regina nera di Matteo Strukul

Scenario: E se in Italia per la prima volta venisse proposta una candidata premier donna? Principio sabotatore: Il grandioso sequel di Mila Zago e la questione della violenza sulle donne.

8-10

N. 8 – Trinacria Park di Massimo Maugeri

Scenario: Un parco tematico in una piccola isola siciliana e un’epidemia che si diffonderà a breve. Principio sabotatore: Un’accusa dei mali che deturpano la Sicilia e una mano implacabile che sveste gli attori delle loro maschere.

N. 9 – Venga pure la fine di Roberto Riccardi

Scenario: Il colonnello Dragojevic, condannato per la strage di Srebrenica e altro, è in coma per overdose da farmaci. Principio sabotatore: Sempre Rocco Liguori, con un grandioso ritorno.

N. 10 – Alcazar di Stefania Nardini

Scenario: È il 1939, sono scattate le leggi razziali, Marsiglia è una città italiana e vi si dirige, da Napoli,  una nave con  a bordo una compagnia teatrale. Principio sabotatore: Il recupero di un pezzo di storia di emigrazione italiana negata.

11-13

11 – Il cromosoma dell’orchidea di Carlo Mazza

Scenario: Bari, alla vigilia delle elezioni amministrative: favoritismi, intrighi e, nel frattempo, un misterioso suicidio. Principio sabotatore: Ancora il capitano Bosdaves, che metterà a nudo la dura realtà.

N. 12 – La notte delle pantere di Piergiorgio Pulixi

Scenario: Soldi, sesso, potere e… droga. Cosa succede quando si oltrepassa il labile confine tra legalità e illegalità? Principio sabotatore: Rimpatriata del riuscitissimo Biagio Mazzeo, che questa volte finisce in carcere.

N. 13 – Le inutili vergogne di Eduardo Savarese 

Scenario: Benedetto, ginecologo napoletano dedito al volontariato, vive chiuso all’amore e, all’occorrenza, aziona una seconda vita fatta di incontri occasionali. Principio sabotatore: L’omosessualità e la spiritualità, la concupiscenza e il senso di colpa, il desiderio versus la disapprovazione del dogma.

sabot1

Anticipo una notizia: l’ultima uscita del 2014 – 8 ottobre -si intitolerà Nel posto sbagliato e sarà firmata da Luca Poldelmengo  e concludo con queste belle parole, dedicate alla collezione da Luca Crovi:

Sabot è un termine colorato che indica da una parte gli zoccoli di origine aostana, dall’altra può significare la scatoletta di legno aperta da un lato e applicata a un manico di legno che si usa per distribuire le carte in certi giochi come bacarà e chemin de fer, ma persino la guaina metallica che si attacca al piede dei mobili. Sabotage indica invece sabotaggio sia in lingua inglese che in lingua francese. Sabotage è stato anche il titolo di uno dei dischi più seminali dei Black Sabbath nonchè il nome di battesimo di uno dei più tosti gruppi metal mai apparsi sulla scena italiana. Pensare a una collana editoriale come Sabotage mi fa venire così in mente il legno scolpito, smussato, scavato degli zoccoli. Un legno apparentemente rozzo ma capace di resistere a qualsiasi intemperia e indossato dai contadini nelle cascine e sulle strade innevate e impervie di montagna. Chiunque potrebbe scivolare indossando un sabot ma non gli uomini e le donne per cui sono stati costruiti e che sanno resistere a climi e a tempi difficili cosi come gli autori della collana ideata da Colomba Rossi e Massimo Carlotto. Tutti quelle che ne fanno parte hanno imparato a scrivere storie che danno stabilità alla letteratura noir ma anche a quella pulp, di fantascienza, d’avventura e di denuncia sociale. Storie forti e che non possono traballare come i sabot che danno stabilità ai tavolini e permettono loro di stare in piedi. Romanzi dalla forza deflagrante che riescono a destabilizzare sia la tranquillità del lettore che infrangono con il loro originale mix di generi la possibile routine dello scrittore di genere. Avventure che sabotano mondi e personaggi. Storie che hanno la forza corrosiva del metallo musicale. Storie non per tutte le orecchie e venate di nero. Non c’è più bisogno di spiegare ai lettori cosa sia la Sabotage, lo hanno capito fin dall’inizio leggendo le storie di Strukul, Riccardi, Pulixi, Mazza, Savarese, Oliva, Maugeri.  Storie che hanno un suono unico, potente, travolgente. Storie che colpiscono duro. Storie che hanno un cuore che sanguina. Storie che vorrei continuare a leggere.

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2 risposte a Sabot/age: chiamatela collezione

  1. Francesco Ludovisi ha detto:

    Non recensisci più dal 14 in poi?

    • Libroguerriero ha detto:

      Ciao Francesco: ne abbiamo recensiti diversi, dal 14 in poi (mi sembra che l’ultimo sia Poldelmengo, cercalo sul blog). Però tieni conto che non possiamo recensire TUTTE le uscite di una collana o di un autore, sia da nostro regolamento (leggi qui: https://libroguerriero.wordpress.com/about/) sia perché non sarebbe giusto impegnarci solo con una collana e non con le altre, con tutto che io ho una passione particolare per sabot/age. Ciao!

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