Inverno rosso

Recensione di Federica Belleri

cover-inverno-rossoDopo “In perfetto orario” Robin 2009 e “La gabbia dei matti” Agenzia X 2011, torna Luca Rinarelli con il suo terzo romanzo”Inverno Rosso”, Eris
Edizioni. Siamo a Torino, nel freddo inverno del 2009. Sopra  una coltre di neve che continua a cadere alternandosi alla pioggia, qualsiasi colore risalta prepotente. Senza tetto ai margini della società dormono
nella notte gelida, ma sono quasi sempre in grado di ripararsi per non morire assiderati. Nei luoghi più remoti della città vengono trovati cadavere. In silenzio, senza clamore. Freddo, alcol o droga? Nulla di tutto questo. L’arma utilizzata è all’apparenza un oggetto che non nuoce a nessuno e che non lascia segni evidenti. Ma è, purtroppo, molto efficace. Uno dopo l’altro i clochard vengono abbattuti come alberi malati, da eliminare. Nel frattempo un uomo dall’accento particolare, alto, biondo e fisicamente preparato, si aggira per le strade di Torino. E’ freddo e determinato… è a caccia.

Werner ha gli occhi verdi e la barba rossa. Vive a Torino da molti anni ormai. Fa il lavapiatti e ha un passato difficile, che non riesce a dimenticare. Ha vissuto per un po’ per strada ed è debitore verso un senza tetto che lo ha aiutato a crearsi una vita diversa. La sua dipendenza dalla vodka è radicata. E’ difficile mantenere un contatto visivo con lui, il suo sguardo sfugge e spesso, sembra altrove.
Una trasmissione radiofonica condotta da Ilenia porta a galla parecchi dubbi sulla morte dei barboni. Chi è veramente in pericolo? Gli homeless uccisi cos’hanno in comune?
Rabbia, sgomento, incredulità. Werner non comprende il motivo di questo accanimento, deve indagare, scavare, per ottenere delle risposte. In sella alla sua vecchia Bianchi percorrerà Torino rischiando di schiantarsi su pozzanghere ghiacciate. Si rifugerà in locali dove troppo spesso si è ubriacato. Farà incontri casuali molto importanti che gli daranno spunti per la sua ricerca. Già, ma chi sta cercando esattamente?
Si troverà di fronte il passato, spietato e violento. I suoi lineamenti
duri e rugosi si incroceranno con quelli vivi e delicati di Ilenia: sarà
capace di amare ancora? I suoi occhi indagatori dovranno per forza posarsi in quelli vacui dei senza tetto, sulle loro dita gonfie e
gelate, sulle loro scarpe inzuppate e i loro vestiti privi ormai di
qualsiasi colore. Ma chi è Werner in realtà? E che pista sta seguendo?

In una Torino dove i clochard e i disoccupati sono in aumento e la
produzione industriale migra all’estero dove i costi sono inferiori,
Werner scoprirà una tragica sperimentazione, al limite dell’assurdo.
Dovrà armarsi nuovamente e si sentirà in dovere di eliminare il crudele assassino.

Ci riuscirà? Lo scoprirete…

Verrà aperta la caccia all’uomo e sarà uno shock per molti, soprattutto per lui. Nessuna via di scampo per chi si aggira nelle stazioni, attorno a capannoni abbandonati, lungo binari morti dove riposano vagoni dismessi. La morte insegue, inesorabile. Cala su poveri cristi senza un’apparente logica. Ma è anche braccata e deve fare in modo di non venire scoperta.
In un ritmo sempre crescente il cerchio si chiude, in un vortice di
motivazioni folli. Unica soluzione? Uccidere.
Un groviglio di sentimenti, uno sguardo dopo l’altro a colmare l’assenza di parole, emozioni contrastanti, zone d’ombra e di luce, respiri affannati che si impongono di tornare regolari. Una giustizia pulita come forma di riscatto; anime povere, sole e semi abbandonate che sopravvivono grazie ad associazioni di volontari e che urlano il loro bisogno d’aiuto.
Un muro da far crollare, per capire, per accorciare le distanze… come quello di Berlino.
La presentazione di Enrico Pandiani e le illustrazioni di Marco Martz completano il quadro di questa storia e la rendono viva fino alla fine.
I personaggi di questo romanzo noir vi entreranno nel cuore. Lettura intensa, scrittura incisiva. Toccante e da brivido al tempo stesso.
Ilenia? Prenditi cura di lui…
Buona lettura.

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