Elena e Michela Martignoni

ATTIVITA’: scrittrici di romanzi e molte altre cose ancora
SEGNI PARTICOLARI: sorelle, una mora – una bionda
Le TROVATE SU: http://www.elenaemichelamartignoni.com

IMG1Le tue origini e la tua città

Elena: MILANO
Michela: MILANO

Cosa rispondevi, da piccola, quando ti chiedevano che lavoro volevi fare? E adesso cosa dici?

Elena : La ballerina classica; stare sulle punte mi piaceva. Adesso dico “faccio tanti, forse troppi, lavori!”

Michela: La scrittrice, anche perché una specie di maga me lo aveva predetto e me n’ero convinta. Adesso dico: casalinga.

Avete scritto a quattro mani per la collana Fleurs di Mezzotints Ebook “Memorie e peccati. L’amante di papa Borgia”. Come avete proceduto, sul piano metodologico?

Noi abbiamo sempre e solo scritto solo a 4 mani, quindi anche per Memorie e peccati abbiamo iniziato con una discussione tra noi per capire l’orientamento generale da dare al libro, l’interpretazione del personaggio, ecc. Poi abbiamo trovato un’ossatura portante, cioè una scaletta di massima. Ci siamo rimesse a studiare, ci siamo divise i capitoli e abbiamo iniziato con la stesura individuale, che poi è stata contaminata dall’altra in diversi gradi di passaggio.

Su quali fonti vi siete documentate?

Sulla famiglia Borgia abbiamo già scritto tre romanzi e diversi articoli, nonché partecipato a convegni, quindi per nostra fortuna possediamo una vasta bibliografia che continua ad arricchirsi. Su Vannozza Cattanei purtroppo le fonti sono scarse, si sa poco di lei. Comunque ci siamo servite in primis della Lucrezia Borgia di Maria Bellonci che per noi è un testo sacro, dell’esauriente Gustavo Sacerdote (Cesare Borgia) e di Giustizia per i Borgia di Mario Stranges che ha scandagliato tutti i documenti con l’occhio attento del magistrato. Oltre a questi testi base abbiamo ‘ripassato’ tutti gli altri, dal maestoso Clemente Fusero, ai diari del Burcardo e a molti altri.

Siamo agli inizi del XVI secolo: Giovanna «Vannozza» Cattanei, madre di Cesare e Lucrezia Borgia, ormai anziana, rievoca la sua storia con Rodrigo, Memo1poi papa Alessandro VI: una relazione segnata da una rara e profonda intesa e da un travolgente erotismo. Chi idea vi siete fatte, sul piano erotico e con documenti alla mano, di Papa Alessandro Borgia? Quanto invece avete affidato alla fantasia?

Sottolineiamo che Memorie e peccati, così come gli altri nostri libri sui Borgia sono romanzi. Ci teniamo a questa precisazione perché, in merito soprattutto a Memorie e peccati, alcune lettrici (in particolare ‘le borgiane accanite’) hanno cercato errori storici per coglierci in fallo.
Siamo state in forse per mesi se scrivere un saggio o un romanzo sui Borgia. Abbiamo infine optato per il romanzo proprio per dare spazio alla fantasia e all’interpretazione. Il che non è stato facile… soprattutto con personaggi noti come i Borgia, scegliere un’interpretazione richiede coraggio.
Abbiamo sempre cercato di rimanere in un contesto credibile e di non commettere ‘falsi storici’, di non inventare nulla quando la Storia e i documenti ci supportavano. Utile ci è stato consultarci con esperti, come Mario Stranges e Learco Andalò, veri esperti nel campo.
Nel romanzo però, dialoghi, pensieri, e nel caso dell’erotico, situazioni scabrose, non possono avere supporto documentale e quindi bisogna sopperire con la fantasia.
Per fare un esempio: abbiamo cercato a lungo e inutilmente di trovare la data certa in cui Rodrigo e Vannozza si conobbero. Gli studiosi in questo caso si sono sbizzarriti e le teorie più disparate si sprecano. Alla fine abbiamo optato per l’ipotesi di Mario Stranges supportato anche da Lorenzo Pingiotti. In assenza di documenti, si ricorre alla logica. Vannozza e Rodrigo ebbero quattro figli a partire dal 1475 (anno di nascita del primogenito Cesare): non essendo entrambi più giovanissimi, tutto fa supporre che si siano conosciuti non molto prima di quella data. Considerato che Rodrigo fece un viaggio in Spagna durato circa due anni e tornò a Roma nel 1473/74 si può collocare l’inizio della relazione intorno a quella data. Abbiamo ipotizzato che si conobbero nella bottega di pittore del padre di Vannozza, il che è possibile, ma non documentato.
In merito a Rodrigo Borgia, stiamo scrivendo il secondo episodio di Memorie e peccati che lo vede protagonista, quindi ci teniamo questa risposta… per la prossima intervista!

Ci raccontate un aneddoto non conosciuto?

Sulle nostre ricerche borgiane ne abbiamo tantissimi… Siamo finite nella sperduta Jativa alla ricerca delle origini dei Borgia, sulle rive del Trasimeno per descrivere i luoghi della congiura di Magione, per poco non siamo state arrestate dagli uomini dei servizi segreti perché gironzolavamo con aria indagatrice in una loro zona di controllo, in realtà stavamo cercando la casa di Vannozza, ma vai a spiegarglielo! Degno di una risata è l’aneddoto che vede Elena chiedere ai guardiani dei Musei Vaticani di poter aprire la finestra dell’appartamento Borgia (ai tempi non ancora aperto ai visitatori). Voleva vedere quello che Rodrigo avrebbe visto affacciandosi alla finestra… Il guardiano, in un bel romanesco doc, le disse: Ahò signò, qui tutti guardano dentro, perché lei vo’ guardà de fora?’ Comunque la finestra gliel’ha aperta: dava su un… parcheggio. I tempi erano cambiati! Lei ci è rimasta male.

Un profilo di Cesare Borgia

Si rischia lo stereotipo perché le caratteristiche di Cesare universalmente note sono quelle del bel tenebroso, dell’uomo che non deve chiedere mai… dell’assassino crudele.
In realtà fu un giovane (morì a soli 32 anni) intelligente, sensuale, con grande progettualità e molto coraggio. Fortunatissimo finché visse suo padre, disgregato dalla malattia e tradito da tutti in seguito.

E di Lucrezia

Lucrezia era una donna intelligente e colta, dotata di una straordinaria sensibilità e di un’ardente sensualità. Amava la poesia e la cultura, si intendeva di politica ed era in grado di conversare alla pari con grandi personaggi. I nemici dei Borgia e i creatori della leggenda nera ne hanno fatto lo stereotipo della dark lady e dell’avvelenatrice. Niente di più falso. Maria Bellonci, il cui saggio consigliamo caldamente ai lettori, ne fa un ritratto di rara delicatezza.

Sfatate un falso mito sui Borgia

Alessandro VI e suo zio, Callisto III sono considerati tra i peggiori papi che la Chiesa abbia avuto. In realtà non è così. Callisto III fu papa per soli tre anni, ma la sua figura morale fu ineccepibile, gli si può solo rimproverare l’eccessivo nepotismo, consuetudine però riscontrabile più o meno in ogni pontificato. Entrambi furono anche esperti giuristi e, sebbene possa sorprendere, convinti e dediti credenti. Fu Rodrigo Borgia ad esempio a introdurre il Rosario come preghiera alla Madonna, alla quale era molto devoto.

ele e mic fotoCosa pensi delle 50 sfumature?

Elena: per le donne di oggi è stato un modo di avvicinarsi all’eros in letteratura senza essere giudicate ‘depravate’. Non mi ha però colpito in modo particolare, l’ho trovato un po’ banale sia nella trama sia nella lingua. Meglio Anais Nin.

Michela: Penso che il giudizio delle lettrici sia quello che conta, e se a tante donne è piaciuto un motivo ci sarà. A me personalmente il libro non è piaciuto, ma penso che l’eterna favola del principe azzurro (anche se qui è un po’… strano e crudele) funzioni sempre. Il merito è aver avvicinato alla lettura donne che ne erano lontane. Conosco una signora che prima di quel libro non leggeva mai, e ora si è convinta a farlo. Ben venga!

Dai una definizione di erotico

Elena: eccitante e vitale
Michela: tutto ciò che stimola i sensi.

Cosa ti piace del mondo della scrittura?

Elena: la possibilità di esprimermi, di comunicare e di confrontarmi, di giocare con le parole e le storie

Michela: la creatività e il confronto con persone appassionate

Cosa invece non mandi giù?

Elena: il fatto che gli editori nostrani preferiscano importare mediocri stranieri e non investano nei giovani italiani, ne conosco alcuni che meriterebbero più attenzione e visibilità.

Michela: l’invidia, l’ingiustizia, la discriminazione, le scelte inspiegabili degli editori

L’ultima volta che ti sei arrabbiata

Elena: quando un nostro amico scrittore si è visto ritirare dalle librerie un suo libro comico perché la proprietà editoriale lo riteneva offensivo per la squadra del cuore… ma non c’era libertà d’espressione in questo Paese?

Michela: io sono un ariete rissoso, mi arrabbio così tanto che l’ultima volta non me la ricordo più… forse leggendo una recensione negativa di un lettore del web che non ha capito niente di quello che volevo dire… ma è un’arrabbiatura stupida, w la libertà di opinione.

L’ultima volta che hai tentato inutilmente

Elena: di catalogare in modo razionale i libri che ho in casa: fallimento totale, ora sono rassegnata al disordine delle mie librerie

Michela: di ottenere una recensione da un giornale femminile, ma io e la direttrice non ci siamo piaciute…

L’ultima volta che hai tentato con successo

Elena: di scrivere un racconto erotico/noir partendo da un titolo improvvisato

Michela: un bel colloquio con il mio editore Alessandro Manzetti che ha accettato di far tradurre Memorie e peccati in spagnolo, e mi ha dato speranze per l’inglese!

L’ultima certezza

Elena: scrivere, scrivere, scrivere… con Michela

Michela: scrivere con mia sorella mi dà molta soddisfazione!

L’ultimo sorriso

Elena: per il mio magnifico nipotino Enea

Michela: quando vedo i miei figli sorridere.

L’ultimo dubbio

Elena: scrivo prima la lista della spesa… o la lista dei personaggi?

Michela: ma chi me lo fa fare?

Due pregi e due difetti

Elena= pregi: (a parte sapermi scegliere la partner con cui scrivere) creatività e pazienza , difetti : testardaggine e infiammabilità

Michela= pregi: entusiasmo e fantasia. Difetti: volubilità e precipitosità.

Salutateci come ci saluterebbe Papa Borgia

Belle signore! Gioite, divertitevi, amate e leggete tanti libri!

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2 risposte a Elena e Michela Martignoni

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    D’accordo, bacio

  2. valeria ha detto:

    bravebravissime scrittrici, simpatiche, deliziosamente ferocemente sincere e pure belle. Cosa domandare di più? Un nuovo romanzo, ça va sans dire!

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