Il ritratto scomparso di Patrizia Debicke

RECENSIONE di FEDERICA BELLERI

deb1Estate del 2003, tra Belgio, Lussemburgo, Parigi e Firenze. Due famiglie benestanti, proprietarie di castelli, vigneti e scuderie; saranno coinvolte in una serie terribile di eventi. Bambine scomparse, ritrovate a distanza di tempo, morte. Coincidenze? Si sono forse imbattute in un assassino seriale? E’ troppo presto per dirlo, la zona è così tranquilla che parrebbe impossibile. Meglio non creare allarmismi inutili, per ora. 
Muovendoci in ville del ‘400, attraversando saloni ampi e riccamente arredati, potremo poi accomodarci in giardino o a bordo piscina e conoscere Adrienne, una famosa pittrice, incaricata di ritrarre alcuni membri delle famiglie.

Una donna intelligente, sensibile, acuta osservatrice, testimone involontaria di troppe cose. Dovremo però fare attenzione a

Patrizia Debicke

Patrizia Debicke

non inoltrarci nel fitto del bosco, potrebbe essere un rischio. Cosa scopriremmo? Quali oscuri segreti saranno conservati nel buio? Adrienne, una professionista nel settore, un’appassionata ma discreta artista, sarà capace di cogliere l’anima dei protagonisti nei suoi disegni, di catturare un particolare, di fermare un sentimento con una pennellata. Dall’altra parte un feroce assassino, una bestia che troppo spesso cerca di prendere il sopravvento, sprezzante del pericolo e del tempo che scorre inesorabile. E’ una persona davvero così pericolosa? E’ così esasperato dal dolore e dalla sofferenza da non  riuscire più a sopportarli? Una terribile scoperta, in seno alle due  famiglie, un incubo tra passato e presente, da dimenticare al più  presto. Una storia veramente agghiacciante. A nulla servono agio e ricchezze, quando il malessere è così profondo. La bellezza e l’arte nulla possono difronte al sangue che ne richiama, inesorabile, dell’altro. I colori sfumano, lavati dalla pioggia. I contorni si macchiano. La verità è davvero incomprensibile. I temporali purificatori possono solo alleviare la pena.

Questo thriller è la corsa di chi si sente braccato, inizialmente inconsapevole. E’ il nastro da pacchi che copre gli occhi delle piccole vittime. E’ un cavallo imbizzarrito che non si riesce a montare. E’ la paura di dover affrontare il passato e di ciò che potrebbe riportare a galla. E’ l’impossibilità di amare, di un sentimento puro e coinvolgente. E’ la necessità, più crudele, di eliminare chiunque sappia o sospetti, per poter sopravvivere.

Sconcertante, fin dall’inizio. Scorrevole. Buona lettura.


Il ritratto scomparso di Patrizia Debicke

Melino Nerella Edizioni
Gennaio 2014
Pagine 357
Euro 14,00

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