FIORENZA RENDA

ATTIVITA’:  mi occupo di case e di storie. Non necessariamente in quest’ordine

SEGNI PARTICOLARI:  leggo i tarocchi e ci prendo pure.

La TROVATE SU: facebook, twitter  e  spesso in giro per Via del Pratello

fiorenza

Le tue origini e la tua città

Sono nata a Palermo ma ho sempre vissuto a Bologna.

Cosa rispondevi, da piccola, quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

Rispondevo che avrei voluto diventare una Strega vera, con tanto di scopa di saggina (anche se propendevo per i tappeti volanti, che mi parevano più comodi di una scopa), oppure l’inventore come Archimede Pitagorico. O di finire a capo di una banda di ladri di opere d’arte. Di produrre vino, affettare salami. Insomma, ero una bambina ondivaga.

E adesso cosa dici?

Che a parte i furti di opere d’arte che mi paiono troppo complicati e non scevri da conseguenze, continuo a pensarla allo stesso modo. Ondivaga uguale, comunque.

“Bassotuba è tornato” (Minerva Edizioni) è ambientato in una località molto particolare, Bagno di Guazza. Come è nato questo paese che sembra quasi risentire di una ventata di realismo-magico, rivisitato in puro stile emiliano?

È nato pensando alla  Brescello di Don Camillo e Peppone, ma anche alla Brigadoon di Vincente Minnelli. Un paese incantato dove chiunque vorrebbe se non vivere, perlomeno passare, prima o poi.

Hai dichiarato che questo libro è debitore di Guareschi, di cui sei grande ammiratrice. Cosa ti ha ammaliato, di lui?

La capacità di raccontare il quotidiano con il lessico ed i ritmi narrativi di una favola. Rassicurante e consolatorio. Irresistibile.

La musica è fondamentale in questo libro, come si evince dal titolo. Perché proprio il bassotuba? Tu lo suoni?

No, il bassotuba  è uno strumento enorme, praticamente alto fior2quanto me. Avrebbe la meglio! È che mi sono realmente imbattuta in un suonatore di bassotuba con una storia meravigliosa da raccontare. È stato inevitabile rubargliela e trasformarla in un filo conduttore.

Senza anticipare niente, diciamo però che nel libro si tratta anche di confini e di annullamenti. Di vita e di morte. Tu cosa pensi della morte?

Credo che intesa come la fine di tutto, semplicemente non esista. Sono convinta che sulla terra si torni molte volte, che si continuino ad incontrare le persone che abbiamo amato, esistenza dopo esistenza. In fin dei conti, è solo una questione di prospettiva.

Per Giraldi hai scritto “Uomini, cialtroni e altre nefandezze” (2006): ci racconti di un cialtrone?

L’apoteosi di tutti i cialtroni secondo me è il cialtrone confuso, quello che dice cara ti amo, ma non sono sicuro di essere innamorato di te. Oppure l’esatto contrario, cara sono innamorato di te, ma forse amo tua sorella. Prima  o poi, il cialtrone confuso l’abbiamo incontrato tutte. Anche le figlie uniche.

Ma come si tengono a bada, i cialtroni?

Prevenendoli con un accurato studio di settore, tipo leggendo ed applicando i contenuti di Uomini Cialtroni ed altre nefandezze. C’è poi da dire che se non son cialtroni non li vogliamo, perciò….

Cosa ti piace, del mondo editoriale?

L’odore della carta, Kindle permettendo. La possibilità che fornisce a noi lettori di vivere continuamente altre vite, anche se solo il tempo di un romanzo.

Cosa invece non mandi giù?

Mi spiace che si stiano perdendo le piccole librerie di quartiere, ormai tante hanno chiuso e tante altre chiuderanno. Che si sia perso il rapporto col libraio, che stiano sparendo i librai di una volta, quelli che i libri li leggevano tutti e sapevano di cosa avevi bisogno con un solo sguardo e te lo tiravano giù da uno scaffale. Che la grande distribuzione stia annientando le nicchie.

L’ultima volta che ti sei arrabbiata

Stamattina! Ho un fidanzato cialtrone accademico, arrabbiarsi è inevitabile.

L’ultima volta che hai tentato inutilmente

Domenica, mi si è smontata l’ennesima maionese che tentavo di fare in casa con l’olietto buono e le uova bio. Niente.. Vivo di Calvè.

L’ultima volta che hai tentato con successo

Scusa se continuo sul filone cibo, ma a me piace cucinare, direi quando ho fatto il pane. Mi viene sempre buonissimo. Vabbè, non è proprio cucina molecolare.

L’ultima certezza

Oddio, non sono mai sicura di niente…

L’ultimo sorriso

Poco fa. Vivere con due cani, un gatto e un ricercatore universitario aiuta a prendere la vita con una certa comicità.

L’ultimo dubbio

L’ULTIMO?!

Due pregi e due difetti

Allora i pregi che sono un’ottimista e che tendenzialmente non mi arrendo facilmente. I difetti che sono che non mi arrendo facilmente e che sono un’ottimista. Dipende dai punti di vista, trovo siano caratteristiche con una certa bivalenza. Se ne vuoi due diversi di difetti: sono pigra e ho sempre male ai piedi. Fosse per me girerei in ciabatte sempre.

Progetti?

Sto lavorando al testo teatrale tratto da Bassotuba è tornato, lo metterà in scena Claudia Penoni, un’attrice bravissima. Ne sono onorata.

Salutaci come ci saluterebbe un abitante di Bagno di Guazza.

Beh di sù, Giovane! Mica te ne andrai lasciando qui quei sei chili di luganeghe che ti ho messo via,  vero?!

E adesso salutaci da “Corticatodici”, la trasmissione che conduci su Nuova Rete.

La nuova edizione di Corticatodici è in fase di elaborazione, probabilmente arriveremo a tarda primavera se non al prossimo autunno! Comunque, ragazzi, se avete un corto, che sia  girato con una web cam, col cellulare o in modo professionale, scrivete a corticatodici@gmail.com o sulla nostra pagina facebook e fatevi mandare in onda!

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2 risposte a FIORENZA RENDA

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Grazie abbraccio patrizia

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