Basta dire sciocchezze sul femminicidio

Valentina Nappi,

una grande tristezza mi è calata addosso dopo aver visto il tuo messaggio su youtube (Datela, contro le femministe) e non solo perché è una serie sconclusionata di luoghi comuni. Per la pochezza, per l’aridità, ma perché attesta il trionfo dell’ignoranza e si basa su un modello di affermazione non più solo berlusconiano, secondo il quale smerciare il proprio organo sessuale spiani ogni strada.

Sarebbe bello se tu, che strumentalizzi il femminicidio a gambe aperte, andassi in uno di quei centri antiviolenza in cui volontarie prestano gratuitamente le loro competenze, nel tentativo (a volte disperato) di salvare vite di altre donne. Sarebbe bello che tu ti informassi, prima di parlare. Scopriresti che la maggior parte delle vittime dei femminicidi non sono quelle che tu chiami “fighe di legno”, ma sono mogli che subiscono quotidianamente i soprusi e le botte dei loro mariti, solo per timore che il male si riversi anche sui loro figli. Oppure sono ragazze normalissime, molestate da ex ora diventati stalker. O prostitute: vittime ideali, perché si addentrano in automobili sconosciute, si lasciano condurre ovunque, nessuno le difende e spesso nessuno nemmeno reclama il loro cadavere.

Sarebbe bello che tu sfogliassi un libro di storia contemporanea e scoprissi cos’è stato il femminismo, quanto è stato vitale per tutte noi (e anche per te, che altrimenti oggi non avresti nemmeno diritto di voto). Ora non esiste più, il femminismo: esistono donne consapevoli e donne succubi di un modello finto di femminilità. Le donne che sanno, che s’informano, che si oppongono, proprio in virtù della loro consapevolezza, vivono il sesso molto meglio delle seconde, fidati. Non perché siano più brave, semplicemente perché la consapevolezza implica la possibilità di scelta e la scelta punta sempre alla qualità.

Valentina,

leggiti gli articoli, confrontati con la forza e l’intelligenza di alcune donne coraggiose che possono insegnarti che la violenza si contrasta solo con la cultura, con la solidarietà. Perché il femminicidio si insinua anche tra le tue parole. Innanzitutto negare, come fai tu, è il primo oltraggio. E l’oggettivazione finale che proponi è il secondo oltraggio, ma soprattutto è il fulcro attorno al quale si è sviluppata e si corrobora la nostra cultura del femminicidio.

Se non vuoi informarti, continua a postare video issata su un water, con gambe spalancate, davanti allo sfondo triste di detersivi e carta igienica. Ma per favore, abbi la decenza di non parlare più di femminicidio.

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2 risposte a Basta dire sciocchezze sul femminicidio

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Grazie,  Il problema è che spesso si fa  un uso sbagliato della parole femminicidio parola  solo italiana,  Femminicidio = violenza  su donne  o uccisione di donne da parte di persone della stessa famiglia di chi commette il delitto. E quindi su mogli, figlie nipoti per i motivi più aberranti che possono essere religiosi, sessuali, disumani. in inglese femicide indica invece che la vittima di un delitto è una donna  e da qui, io credo sorga l’errore  di definire femminicidio (che ha un latro significato)  ogni spaventosa, ineluttabile violenza contro una donna.

    SOLO SPAVENTOSA CRUDELE VIOLENZA  indiscriminatamente contro una qualunque  donna senza nessuna giustificazione  e che troppo spesso uccide. PARLIAMO  allora DI VIOLENZA, diciamo no a qualunque violenza, mai giustificata da nessuna plausibile ragione.  abbraccio patrizia

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