È facile amare i grandi scrittori morti

MauroC’è un libraio speciale, che scrive poesie, adora Lansdale, non disdegna il pulp, divora libri su libri e lo fa senza pregiudizi, con passione e devozione. Organizza incontri, reading, il suo negozio è il ritrovo folle di chi non si accontenta, i volumi sono tutti selezionati (non ci troverete mai il libro di Fabrizio Corona, per dirvi). Delle volte dorme lì, Libreria Stilelibero ubicata a Foggia, alla mattina si sveglia solo al canto di Willocks e, se qualcuno entra chiedendogli delle fotocopie, è un uomo morto. Ora, Mauro Falciani – ecco il nome di questo libraio tanto speciale, conosce parecchi scrittori, perché loro stati nel suo covo e lì si sono attardati, fino a notte fonda, a parlare di polvere e letteratura. Questa è la poesia che ha scritto pensando ai suoi tanti amici scrittori – quelli tosti, quelli contemporanei e bravi – spesso strapazzati da editori e lettori solo perché hanno il torto di non essere né classici, né morti, né stranieri, né sostenuti ma una major che li spinga in classifica. Chapeau, Mauro!

È facile amare
i grandi scrittori morti,
i vivi no,
bisogna lasciarli a marcire,
loro lavorano e si sbattono per scrivere,
mandano avanti famiglie,
curano i figli,
ora adesso,
sono vivi e raggiungibili,
molti vengono anche nella tua città,
potresti conoscerli, scoprirli,
combattono con case editrici miopi,
guerrieri e guerriere
contro il dio Soldo, e il dio Dammitutto
in cambio di poco, di nulla,
contro indifferenza ed idiozia,
se sei contemporaneo, leggi i contemporanei,
se sei vivo, leggi soprattutto i vivi,
fai guadagnare loro, ora, adesso
per gli eredi dei grandi,
c’è già tutto l’oro del mondo,
leggili ora, gli scrittori vivi,
alcuni sono già grandi, sono già classici,
leggi i disperati, i diseredati e gli esclusi,
per i fortunati c’è tempo,
per i ricchi, non perderlo il tempo,
il libro più bello
lo devi ancora leggere,
l’autore più bravo/a,
lo devi ancora scoprire,
leggi i contemporanei, i giovani,
segui il loro percorso, la crescita,
avrai delle sorprese,
quando sarai anche tu un classico,
leggerai anche i classici,
e ora vai a informarti
sulla prossima presentazione,
lascia fare la classifica,
ricordati
di non santificare il franchising,
pensa a chi è proprietario
del più grande gruppo editoriale
e come ha fatto a diventarlo,
ama soprattutto
le piccole case editrici indipendenti,
pilastri del vero sapere
e del vero godere,
eroi donchisciotteschi
come i piccoli librai sfigati
nel paese dell’arroganza dell’ignoranza,
quindi amici e amiche
leggete liberi e libere,
vivete meglio.

Mauro Falciani, libraio indipendente.


Ps.Il mio abbraccio a tutti gli amici scrittori e amiche scrittrici,
che ho conosciuto, che sono vivi e che scrivono ora, adesso,
e che lavorano duro, per vivere, e scrivere.
Comprateli e leggeteli. Ora.

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4 risposte a È facile amare i grandi scrittori morti

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Chapeau

  2. Milvia ha detto:

    L’ho conosciuto, questo libraio poeta. Nel suo covo ci si sta bene, e gli scrittori vivi sono contenti di passarci del tempo. Ma credo che ci stiano bene anche gli scrittori morti, o, meglio, i loro libri, in quell’accogliente covo. Poi, chi può dirlo quando uno scrittore è morto? Uno scrittore è morto quando le sue parole diventano vuote di significato.

    • libroguerriero ha detto:

      sì, di scrittori “morti” ne ha tra gli scaffali. che poi, come sottintendi tu, non muoiono mai veramente alcune voci. la poesia voleva forse spronarci, più che a dimenticare i morti, a non snobbare i vivi e a considerare prezioso qualcosa non in base all’assenza 😉

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