BRUNELLA SCHISA

ATTIVITA’:   giornalista e scrittrice

SEGNI PARTICOLARI:  Temo di non averne

LA TROVATE SU: Il Venerdì di Repubblica, Facebook e pochissimo Twitter

bru1Le tue origini e la tua città

Sono napoletana al cento per cento.

Cosa rispondevi da piccola quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

Non rispondevo perché non ne avevo la più vaga idea.

E adesso cosa dici?

Che voglio fare la scrittrice. Ci ho messo più di quarant’anni per scoprire la mia strada.

Partiamo dal tuo ultimo romanzo, “La scelta di Giulia”, da poco uscito per Mondadori. Un sottotitolo al libro.

Ricordati di non dimenticare!

Per la prima volta hai eletto Napoli come ambientazione. Una terra che conosci bene: che sensazioni ha suscitato questo nuovo, diverso, intimo viaggio nel tuo territorio?

Sono tornata a casa. Un’emozione che non immaginavo.  Allontanarmi da Napoli è stato l’imperativo dei miei ultimi trent’anni. L’ho rifiutata, ma mai negata. Non è stato facile.

Il romanzo abbraccia l’intero Novecento. Come ti sei documentata, in particolare per i dettagli? (penso a Sasà in guerra o all’impresa coloniale di Alessandro Cortesi).

Come faccio sempre quando scrivo romanzi storici. Leggendo, leggendo e ancora leggendo saggi, romanzi e facendo ricerca d’archivio. È un’indagine investigativa che precede l’inizio della scrittura e non finisce mai. Anche quando metto la parola fine al libro continuo a cercare, un dettaglio o qualcosa che mi rimetta in moto la fantasia. Perché poi l’immaginazione fa la sua parte. Quando trovo un documento importante urlo e mi metto a camminare avanti e indietro e se sono in una biblioteca può essere un problema.

La domanda è banale, ma ti chiedo di soddisfare la mia curiosità: cosa c’è, in questo romanzo, della tua vita e della tua famiglia?

Direi che molti fatti sono inventati, i sentimenti sono tutti veri.

bru2Il tema della scelta investe, con modalità differenti, diversi protagonisti del romanzo. Penso ai personaggi maschili, ma non solo: in fondo anche quella della prozia è una scelta, nel momento in cui decide di regalare l’anello alla nipote. È come se il tema della scelta corresse in sottofondo come leitmotiv, sei d’accordo?

Sì, è così. Nel romanzo tutti i personaggi sono chiamati a scegliere (ma non è così nella vita?) e nessuno sembra pentirsi delle scelte fatte, e invece forse, avrebbe dovuto.

Ci racconti una tua, di scelta?

Ho chiesto un’aspettativa di due mesi al mio editore, ci ho aggiunto un mese di ferie e ho lasciato Napoli per Roma e sono andata a Repubblica a fare una sostituzione estiva per le pagine della cultura. Sei mesi dopo ero assunta. Ma erano altri tempi.

L’ultima volta che ti sei arrabbiata

Due settimane fa quando sul mio giornale. “Il Venerdì” è uscita una recensione del mio romanzo di Valerio Magrelli ed è saltata la firma.

L’ultima volta che hai tentato inutilmente

Ieri, quando ho chiamato mio figlio Andrea che vive a Bruxelles e non ha risposto

L’ultima volta che hai tentato con successo

Stamattina quando l’ho buttato giù dal letto all’alba e temendo che fosse successa una disgrazia, ha finalmente risposto.

L’ultima certezza

Che  continuerò a scrivere.

L’ultimo sorriso

Stamattina al radiologo quando mi ha detto che la Moc era buona.

L’ultimo dubbio

Due settimane fa quando mi sono chiesta se era il caso di comprare un quadro della mia amica Rita che mi piace moltissimo e che non potrei permettermi.

Due pregi e due difetti

Con gli amici sono generosa e discreta e dunque depositaria dei loro segreti. In amore  sono prepotente e gelosa.

Cosa ti piace, del mondo editoriale?

L’ostinazione nel produrre oggetti che nessuno compra.

Cosa invece non mandi giù?

Il conformismo. L’autoreferenzialità.

Progetti?

Prendermi un anno sabbatico. Sono così affezionata a Emma e a tutti i personaggi del romanzo che non ho tanta voglia di lasciarli. Forse è normale quando ci metti il cuore.

Salutaci come ci saluterebbe Contessa Lara, protagonista di “Dopo ogni abbandono” (2009).

Conoscerla è stata una fortuna, grazie cara.

E adesso salutaci da “La scelta di Giulia”

“Come aveva previsto il mio professore, sarei andata fino in fondo, a modo mio. Ancora non sapevo che non c’è poi una grande differenza tra la verità e l’immaginazione, e che il confine tra la scrittura e la vita reale è piuttosto labile”.

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2 risposte a BRUNELLA SCHISA

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Grazie

  2. beatriceblackbird ha detto:

    Che coincidenza, giusto lo scorso weekend avevo adocchiato il suo libro in libreria…la prossima volta lo compro, sono curiosa!!

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