#Nessuna più, gli incipit 11

nessuna più fabrizioCIAO MAMMA
di Marco Proietti Mancini

Ciao mamma,
fa freddo, qui. È buio qui dentro. Accanto a me c’è Veronica. Cioè, no. Non c’è più, Veronica, ma la sento qui vicina, riconosco la sua pelle, il suo profumo, il suo odore; anche se adesso ha un altro odore, anzi, tanti altri che non riconosco, ma so che da ora me li ricorderò per sempre, per tutta la vita mi rimarranno dentro. Adesso ho paura a pensare che dovrò vivere, perché questi sono brutti odori, mamma. Ce li ho addosso anche io, ma lei ne ha uno in più.
Siamo strette tra noi, vicine come stavamo sempre, prima. Dio mamma, perché già penso “prima”? Io non voglio che sia prima, io voglio che sia adesso, che sia ancora. Per favore mamma, mi svegli? Adesso tu arrivi e mi chiami, come fai tutte le mattine, mi dici che è tardi, che mi devo alzare, che devo andare a scuola. Che il mio latte è già pronto sul tavolo della cucina, nella mia tazza di quando ero bambina. Adesso mi abbracci e mi calmi, mi sveglio e capisco che ho fatto un brutto sogno

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NON SARÀ MAI L’ULTIMA
di Piergiorgio Pulixi

L’uomo aprì gli occhi e capì di essere fottuto. Era rannicchiato sul pavimento, nudo, le mani impiastricciate di sangue. L’ago della siringa era ancora piantato in vena, e ora ne percepiva la staffilata fredda. Osservò il tubicino di plastica vuoto e imprecò.
Al solo ricordo gli tornò la voglia. Era stato come fare l’amore con Dio. E ora si trovava all’inferno. Batté le palpebre convulsamente come se così potesse far sparire ciò che aveva davanti agli occhi. Ma lei era sempre lì. Tolse la siringa e slacciò l’elastico sul braccio. Si rialzò facendo ricorso alle poche energie rimaste: scopare con l’Onnipotente stanca. Tutto il suo corpo vibrava di tensione. Più la fissava e più non capiva cosa diavolo
stesse succedendo. La conosceva. Certo che la conosceva. Ma lui non le aveva fatto nulla del… lui non ricordava di averle fatto nulla del genere. L’unica cosa che ricordava era la botta data da quell’ero divina che si era sparato la notte prima.

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LA SANTAMARIA
di Paola Rambaldi

Il Pelato era arrivato da poco quando Morfuni fece irruzione nel suo ufficio col libro firma. Era estate avanzata e nella stanza si sobbolliva per via del condizionatore guasto.
«C’è fuori uno… una per parlarle» e ridacchiò.
«Sono insieme?».
«Chi?».
«I due che dovrebbero parlarmi».
Morfuni diventò color prugna. «No, è uno, si fa per dire insomma» e ammiccò.
Quel ragazzo arrivato da poco da un piccolo paesino dei dintorni non si era ancora ambientato e a ogni novità era tutto stupori e risatine come un pupo all’asilo.
«Fai passare».
Quando vide la Pinta comprese.
Pasquale detto la Pinta era un marcantonio che di giorno lavorava in doppiopetto alle Poste e di notte in minigonna e cerone sotto il cavalcavia della statale.

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Una risposta a #Nessuna più, gli incipit 11

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Grazie e ciao

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