#Nessuna più, gli incipit 9

Nessuna più.Sara2STALKER di Raul Montanari

Io sto benissimo da quando non ci sei più.
Dal giorno che mi hai mollato, sai, intendo dire mollato sul serio, in via definitiva, non tutti quei no che erano come stilettate nel costato ma mi lasciavano ancora una speranza, quei no come:
«Andiamo a letto?».
«No!».
Oppure:
«Dai, ti porto fuori a cena».
«No!».
O anche:
«Prendiamo la macchina e andiamo a fare un giro in quel
posto dove ci siamo conosciuti, eh? Ti ricordi?».
«No!».
Questi erano ancora dei no sopportabili, ma io dico dopo quel NO grande, enorme, conclusivo, la pietra che hai messo sopra il nostro amore che ormai era diventato il mio amore, quando ho scoperto che ti vedi con quell’altro e che addirittura sei incinta – insomma, ecco, da quel giorno, che per me è il giorno vero in cui mi hai lasciato, la mia vita è cambiata in meglio.
Scusami se te lo dico, non rimanerci male, ma è la verità: io da allora mi sono messo il cuore in pace e sto bene, finalmente, perché ho smesso di tenermi dentro questa bestia che mi mordeva, mi divorava un pezzo alla volta.

– – – – – – – – – – 

L’INIMMAGINABILE
di Gianluca Morozzi

L’emisfero sinistro del cervello di un essere umano è anche
detto l’Ingegnere.
L’emisfero destro è anche detto il Poeta.
L’emisfero sinistro è quello pratico e razionale.
L’emisfero destro è quello creativo.
Quando l’essere umano in questione è uno scrittore, la specializzazione dei due emisferi si estremizza.
Quando l’essere umano in questione è uno scrittore, la divisione
degli emisferi diventa netta e assai precisa.
L’emisfero sinistro si occupa delle questioni pratiche, di contare
gli spiccioli per il caffè sul bancone del bar, di non mettere
benzina al posto del diesel al self service, di telefonare all’idraulico,
di spiegare in modo credibile alla vostra fidanzata che non
dipende da voi se una ex ha deciso di taggarvi su Facebook in
una foto.  L’emisfero destro, mentre l’emisfero sinistro fa tutte queste cose pratiche e noiose, scrive. Crea. Mette insieme trame, personaggi, dialoghi. Risolve incongruenze, sposta capitoli, inventa finali. Assorbe un graffito sul muro e lo fa diventare uno spunto. Vede una donna sull’autobus e la trasforma in personaggio secondario.

– – – – – – – – – –

PENSIERI SULL’ACQUA
di Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini

Sta urlando prendendosi la testa tra le mani. La canna da pesca
gli è scivolata via.
Finisce in terra, semplice pezzo di legno sull’argine del fiume
Po.
Il pescatore mi guarda, io sono di fronte a lui, a una distanza
di sensazione amara e anche di rifiuto.
Gli sono grata, vorrei sorridergli, ringraziarlo perché mi ha
trovata.
Ma non posso.
Non posso più.
Perché sono morta.
Mi chiamo…
Il mio nome è già stato trasportato via dall’acqua che mi ricopre
come un vestito gentile.
Non ha molta importanza. Ho solo pensieri, ormai, non ho
più voce. Niente di fisicamente riconducibile.
Nei pensieri i nomi si sfaldano, si sbriciolano e l’acqua melmosa
che è entrata nella testa li ha lavati via, tutti quanti.
È un po’ un ricominciare a vivere. Senza riferimenti concreti,
tranne la memoria.
L’unica cosa che voglio dire invece è che sono una donna.
Turca.
Sono morta.

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2 risposte a #Nessuna più, gli incipit 9

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    grazie

    ________________________________

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