Nessuna più, gli incipit #4

Nessuna Rome

LE VOCI DAL MURO
di Maurizio de Giovanni

Tu lo sai. Io ti ho amato. Ti ho amato tanto.
Mi ricordo come fosse adesso, quando arrivavi da lontano,
con quella tua camminata sicura, lo sguardo alto, i capelli che ti
ondeggiavano nel vento. Quanto mi piacevi. Eri così intelligente,
profondo; ogni cosa che dicevi mi incantava, mi sentivo piccola,
stupida di fronte a te. Mi pareva assurdo che ti fossi piaciuta
proprio io, insignificante, ingenua, insicura. Chissà cosa ti interessava di me.

A volte sentivo i tuoi occhi addosso, mentre facevo altro; e non
mi voltavo per incrociare il tuo sguardo, per non interrompere il
ciclo dei tuoi pensieri. Ero consapevole che nella tua grande mente
c’erano zone in cui non potevo entrare, che volevi tenere per
te; e che comunque non avrei capito, perché tu studiavi proprio
il processo del pensiero, ne conoscevi le vie traverse, le strade
sconosciute. Non ti chiedevo niente, tu niente mi dicevi. Il fantasma
del silenzio che poi ci avrebbe circondato, che ci avrebbe
sommerso piano come una marea notturna, buia e muta, cominciava
ad aggirarsi attorno a noi già allora, quando cominciavamo
ad annusarci, a capire chi saremmo stati l’uno per l’altra.
Dovevo capire. Dovevo sapere. La colpa non è stata tua, sai: è
stata solo mia.
Perché io dovevo capire.

– – – – – – – – – – – –

MORIRE DI FACEBOOK
di Romano De Marco

Profilo di Mario
Mario: Ciao bellissima! Ho acceso Facebook solo per chattare
con te.
Serena: Ciao, ke fai di bello?
Mario: Sto x andare in palestra. Tu?
Serena: Ke palle: studio! Finisco tesina poi a casa di mia
amica.
Mario: È vero, che palle lo studio… 🙂 Molto meglio divertirsi,
non credi?

Mario: Ci sei?

Serena: Sì scusa ero al tel.

_____

Mario: Senti, che ne diresti di incontrarci da qualche parte?
Così facciamo una chiacchierata e ci conosciamo meglio.
Dai, ti offro un aperitivo.
Serena: Oggi impossibile magari altra volta ciao.
Mario: Ciao Principessa.
Laura: Ciao.
Mario: Che fai di bello?
Laura: Cazzeggio.
Mario: E se invece ti invitassi a prendere un aperitivo?

– – – – – – – – – – – –

VENITEMI A PRENDERE
di Caterina Falconi

Vidi cos’erano veramente, per la prima volta, alle Poste. Nonostante
fossi la loro badante da due mesi, e la mia famiglia adottiva li conoscesse bene, fino a quel momento avevo guardato
Annamaria e Domenico attraverso il filtro delle chiacchiere
degli altri: come una coppia unita e sfortunata. Ero andata a pagare una multa e aspettavo da due ore che la ressa dei pensionati accalcata davanti agli sportelli si diradasse e sul monitor
comparisse il mio numero quando li riconobbi. Lei piangeva con la mano su un occhio, sembrava una bambina che avesse buscato un ceffone, e Domenico la rassicurava come se fosse stata una nipotina, con un fare consolatorio meccanico che però sortiva il suo effetto. Era difficile che mi avessero scorta e fui tentata di andare ad aiutarli, ma mi trattenne la nitida percezione dell’imbarazzo di Domenico.

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2 risposte a Nessuna più, gli incipit #4

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Grazie

    ________________________________

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