Nessuna più, gli incipit #3

Nessuna più. 4LETTERA A LAURA
di Milvia Comastri

Da molto tempo, ogni notte prima di addormentarmi, e ogni mattina al risveglio, è sempre la stessa immagine a riempirmi gli occhi: le tue gambe che sbattono in maniera convulsa contro il lenzuolo. Una gamba, poi l’altra, una gamba, poi l’altra. Parossisticamente. Fino a quando il movimento rallenta, come se tu ti fossi stancata, di quel balletto. Ancora un sussulto e, come in un fermo immagine, le tue gambe finalmente restano immobili. Mi chiedo come mai io riesca a vedere solo le tue gambe, e non il corpo intero, non le braccia che annaspano nel vuoto, non il cuscino che copre il tuo viso, non le mani che lo tengono premuto, per soffocare il tuo respiro, per cancellare le tue parole.
Hanno detto che è così che sei morta. Soffocata da un cuscino. Lì, in casa tua.

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FUOCO AMICO
di Laura Costantini e Loredana Falcone

Lo stridere della sedia sul pavimento è coperto dalla voce concitata
di Luisella. È ancora arrabbiata quando si siede a tavola davanti alla colazione. Quell’ultima bastardata poteva evitarsela: presentarsi alla festa di famiglia sapendo di non essere il benvenuto. Presentarsi, Lui e la sua faccia chiusa. Chiusa come la sua bocca. Lui non risponde mai. Lui è la sua faccia. Luisella si china sulla tazza del caffellatte, lo esclude dalla vista. Anticipa il momento che sta per arrivare. Lui oggi deve andarsene. Deve lasciarla libera. Di riprendersi il tempo che gli ha dedicato, di riappropriarsi degli entusiasmi che Lui ha spento, dei progetti che ha bocciato. Libera di ridere insieme ai figli che Lui non ha voluto, non ha accettato. Non ha amato. Luisella alza lo sguardo verso il corridoio. I bambini dormono ancora nei loro letti mentre Lui le armeggia alle spalle.

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CHIARA
di Andrea Cotti

La vampata di calore mi colpisce all’improvviso. È come se per qualche istante nelle vene mi scorresse olio bollente. Prendo un fazzoletto dalla borsa e mi tampono il sudore alla radice dei capelli.
Paola mi guarda e se ne accorge.
«Tutto bene, dottoressa?».
È la “mia” poliziotta da quando sono entrata in Procura, cinque anni fa, e inoltre, come me, è una donna. Ha qualche anno in più di me, so che c’è già passata, e so che capirebbe. Non ha senso mentirle.
Invece mento lo stesso. «Sì, va tutto bene» dico.
Invece non va bene niente. Oggi compio 33 anni, e nemmeno una settimana fa ho scoperto di essere incinta. Un bambino in arrivo che né io né mio marito avevamo programmato.
Quindi, semplicemente, sono terrorizzata.

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3 risposte a Nessuna più, gli incipit #3

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    grazie

    ________________________________

  2. CentoAutori ha detto:

    Lettera a Laura Inquietante…

    • libroguerriero ha detto:

      sì, sono tutti molto inquietanti questi racconti, soprattutto quando, anche senza volerlo, si cercano tracce nella realtà. i racconti sono inventati, ma purtroppo si trova riscontro in molti dei tristi fatti di cronaca…

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