Nessuna più, gli incipit #1

SATANA NELLA ZONA GIORNO
di Alessandro Berselli

nessuna più fabrizioCome si uccide il diavolo, come?
Si chiama un prete? Un esorcista?
Sì, forse.
Ma il prete mica lo ammazza, il prete lo fa uscire e lo mette da un’altra parte, ma dove poi, dove cazzo lo mette, dove?
Questo, santo Dio, non ce lo dice nessuno.

Seguite il ragionamento.
Il diavolo esiste, no? Il diavolo entra dentro le persone.
E le cambia, le fa diventare cattive.
Anche le persone buone. Soprattutto le persone buone.
E te ne accorgi da un sacco di cose che il diavolo è entrato dentro una persona.
Vi faccio un esempio.
Prima era gentile, ti preparava la colazione.
Poi, a un certo punto, non te la prepara più.
Mangia per conto suo, e il caffè è freddo, e quando mi sveglio non è in cucina, è in sala, cosa sta facendo in sala?

– – – – – – – – – – – – – – –

DENTE PER DENTE
di Francesca Bertuzzi

Il dente mi balla in bocca. Cos’è? Un molare? Forse. È grosso, comunque. Mi ricordo che quando da piccola iniziavano a ballarmi i denti da latte, lo dovevo dire subito a mamma. Aveva il terrore che me ne ingoiassi uno per intero e che finissi per soffocarmici, quindi, appena un dentino si muoveva, lei metteva in atto tutte le strategie per levarlo prima che cadesse da solo. A volte ci girava intorno il filo interdentale e lo strattonava con forza. Era la tecnica che più odiavo, perché non le riusciva mai al primo colpo. Più efficace era quando ci si metteva con le pinze. Da vederci viola, però era solo un attimo e tutto finiva lì. La gengiva nuda e molle… il sapore dolciastro.
Non ingoiare il dente. Ecco su cosa mi devo concentrare ora.
Se è un molare bello grosso, come credo, c’è il rischio che mi si pianti in gola. Che incubo morire soffocata.

– – – – – – – – – – – – – – –

GUARDAMI
di Sara Bilotti

Sei molto bella con questo vestito. Dietro le lenti scure, si vede solo un lembo di verità, viola e gonfio di consapevolezza. Lo sai, vero, che hai il suo pugno ancora incastrato nell’occhio? Eppure sei bella, sembri leggera, serena. È così che vuoi che ti vedano gli altri. Ma, sai, è tutto un grosso equivoco. Gli altri non vedono il sangue che pulsa, indignato, dietro gli occhiali, ma non vedono neanche la tua leggerezza. Non vedono e basta.
Questione di sopravvivenza.
Io ero arrivata a pesare trentotto chili. Trentotto chili vuol dire che il mio ginocchio era grande quanto il tuo braccio. Che la spina dorsale disegnava grani di rosario sotto la pelle, a cui Luca si aggrappava come fossero maniglie, per arrampicarsi e pregare Dio dall’alto del mio corpo sottile. Sembrava devozione, ma era disprezzo per tutto ciò che faceva di me ciò che ero, una ricerca costante del mio negativo, che confermava la sua esistenza.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in femminicidio, racconti, Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Nessuna più, gli incipit #1

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Bacio luciferino?

    ________________________________

  2. nicoletta sipos ha detto:

    Bella idea per riproporre un libro che dev’essere sostenuto al massimo – per il messaggio che porta e lafunzione che si assume. Brava!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...