LE VENDICATRICI – KSENIA (Carlotto/Videtta)

–          Eppure ci deve essere un modo.

–          Per fare cosa? – domandò Luz, che stavolta le sedeva accanto.

–          Per riuscire veramente a stare alla pari.

–          Con chi?

–          Con loro, gli uomini.

vendicatriciÈ da poco uscito il primo romanzo de «Le Vendicatrici», scritto a quattro mani da Massimo Carlotto e Marco Videtta, ciclo che continuerà ad essere pubblicato nei prossimi mesi da Einaudi – più precisamente a giugno (Eva), settembre (Sara) e novembre (Luz).

Questo primo tassello, romanzo dalla copertina rossa, è dedicato a Ksenia, la bella siberiana cui hanno sottratto la vita e il passaporto, per costringerla a sposare un rozzo e disgustoso strozzino, Antonio Barone.

Nella terra d’origine di Ksenia le donne non vengono trattate coi guanti – “Laggiù gli uomini bevevano e picchiavano le mogli. Bevevano e si dimenticavano dei figli” –, ecco perché lei si è fidata della classica illusione del principe azzurro e si è ritrovata invischiata in una situazione orrenda: sui documenti figura moglie di Barone, ma di fatto è una schiava a tutti gli effetti e deve sottostare alle sue perverse richieste sessuali (che consuma sempre in compagnia di una terribile e – all’inizio – misteriosa signora sui 45 anni, la signora dei Parioli). Quando il lettore scoprirà chi è, questa misteriosa donna, proverà un forte raccapriccio.

Barone non è un criminale affascinante, viene contrassegnato dalle stigmate della voracità e dell’ottusità: ha “un trogolo al posto del cervello e del cuore”, è “un sacco di letame” ignorante e assolutamente insensibile rispetto a tutti coloro che sta mandando in rovina con la sua attività di usura.

Di fianco a questa grettezza d’animo e alla brutalità odiosa, la delicatezza di Ksenia risplende in tutto il suo candore. Perfino la rabbia si fa purezza. Così pura che, quando incontra altre donne ferite, purezza e odio si miscelano con grazia ed esplodono in quelle che saranno memorabili detonazioni. Bello che due autori uomini abbiano scritto di quattro eroine del genere.

–          La mia vendetta è un progetto complesso, ma lo scopo che ora abbiamo in comune è punire questi criminali.

–          La giustizia punisce.

–          Qui la legge e i suoi tribunali non c’entrano nulla. Ci siamo tu e io. E la nostra vendetta.

vendica

Conosciamo  Luz – colombiana di Cali, pelle creola e fluenti capelli scuri, prostituta molto cinica quando racconta dei suoi clienti, forse perché ne ha davvero viste di tutti i colori –, quindi Eva – profumiera tradita, fregata e abbandonata da quello scavezzacollo di suo marito – e infine Sara, vero nome di Monica, ferocemente sodomizzata da due energumeni stronzi.

Per una serie di coincidenze architettate con maestria dagli autori, queste quattro grandi donne sfregiate dalla vita e annichilite dall’altro sesso, si incontrano: allora la vendetta sgorga naturale come unico viatico possibile di sopravvivenza. La vendetta non fine a se stessa, però, ma come opportunità per ristabilire un equilibrio scardinato e in questo sta tutta la sua sacralità: il lettore non può esimersi, parteggia per queste erinni sfortunate che impongono la loro giustizia e lo fanno con serietà, quasi con onestà, mantenendo intatta la loro femminilità ferina, sia quando colpiscono con violenza, sia quando si concedono una debolezza. Come Eva, non rassegnata ad aver perso il marito, pur dopo tutte le umiliazioni cui lui l’ha sottoposta.

La loro forza è la rabbia, la solidarietà – quella solidarietà che manca spesso alle donne – e, per assurdo, proprio l’apparente vulnerabilità.

Come Uma Thurman in Kill Bill, anche qui i cammini verso la meta finale sono disseminati di momenti sciamanici: si alterneranno espiazioni, riti di passaggio, perdite e conquiste. E, chiuso il libro, il lettore – qualsiasi lettore: uomo e donna – sentirà che un po’ di giustizia è stata versata. Finalmente.

Collana: Stile libero Big
pp. 328
15,00
ISBN 9788806212698

GLI AUTORI:

vend2Massimo Carlotto (Padova, 1956), è tra gli scrittori italiani uno di quelli che con maggiore consapevolezza ha usato il noir come genere capace di raccontare le trasformazioni, anche nascoste, della società. Ma ogni definizione gli va sempre piú stretta, come dimostra il suo percorso d’autore, che tende sempre piú a una forma di romanzo oltre ogni genere, che si avvale del thriller e del noir senza limitarsi in essi. Scoperto da Grazia Cherchi, ha pubblicato il primo libro nel 1995 (Il fuggiasco, edizioni e/o). Sono seguiti, sempre per e/o, i romanzi La verità dell’AlligatoreIl mistero di MangiabarcheLe irregolari. Buenos Aires horror tourNessuna cortesia all’uscitaIl corriere colombiano,Arrivederci amore, ciaoIl maestro di nodiL’oscura immensità della morteNiente, piú niente al mondoNordest (con Marco Videtta), La terra della mia anima, e il recentissimo Alla fine di un giorno noioso. Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato, con Francesco Abate, il bestseller Mi fido di te. Sempre per e/o è uscito con molto successo il romanzo storico Cristiani di Allah. Carlotto ha scritto anche, tra l’altro, molti racconti e drammi. Il suo personaggio piú noto è Marco Buratti, l’Alligatore, detective ex carcerato, che forma un intero ciclo fino al 2009. Nel 2012, per Einaudi Stile libero, ha pubblicato Respiro corto; nel 2013 Cocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e Ksenia, il primo romanzo del ciclo «Le Vendicatrici» (con Marco Videtta). I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero.

vend4Marco Videtta è nato a Napoli nel 1956 e vive a Roma. Ha pubblicato saggi e articoli su cinema e letteratura. Lavora come sceneggiatore, story editor e produttore per la fiction televisiva e il cinema. Con Massimo Carlotto ha scritto il bestseller Nordest, premio Selezione Bancarella, e Ksenia, il primo romanzo del ciclo «Le Vendicatrici» (Einaudi Stile Libero 2013). Nel 2009 ha pubblicato per e/o Un bell’avvenire. I suoi romanzi sono stati tradotti in francese, inglese e tedesco.

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2 risposte a LE VENDICATRICI – KSENIA (Carlotto/Videtta)

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Bello! bacio

    ________________________________

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