CRISTIANA ASTORI

ATTIVITA’: scrittrice

SEGNI PARTICOLARI: occhio di Ra tatuato sul polso destro, neo a forma di cuore sulla tempia sinistra, eccetera.

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rosso

Cosa rispondi quando ti chiedono che lavoro fai?

Sono traduttrice, bibliotecaria & scrittrice. Confido ogni giorno nella mancata lungimiranza di Bradbury che mi renderebbe disoccupata all’istante.

E da piccola, cosa rispondevi?

Sarei diventata archeologa, ovvio. Avevo imparato a memoria un libro di mio padre sulla tomba di Tutankhamon.

Raccontaci brevemente una tua giornata-tipo

Mi alzo verso le nove e non faccio niente. Poi appunto questo niente su un quadernetto per riciclarlo all’istante quando devo scrivere di qualcosa. Oppure faccio un sacco di cose e appunto sul quadernetto di non aver fatto niente. In genere di lì viene il materiale migliore.

È appena uscito “Tutto quel rosso” per Mondadori. Un secondo sottotitolo al libro.

Il libro recita “Nel profondo del delitto” e direi che ci sta bene. Ma se dovessi inventarne un altro, direi “Il Male ha un nuovo colore”.

Che legame c’è con “Tutto quel nero”, uscito l’anno scorso sempre per Mondadori?

“Tutto quel nero” è incentrato sul cinema di Jesus Franco e sulla sua musa, Soledad Miranda, morta nel 1970 in un tragico incidente, “Tutto quel rosso” si ispira invece ai film di Argento e in particolare a “Profondo rosso”. Nelle mie intenzioni la prima storia doveva essere autoconclusiva, poi i lettori (e anch’io ammetto) si sono appassionati a Susanna Marino, la studentessa disoccupata, distratta e testarda che si caccia sempre nei guai e così ho scritto questa nuova avventura.

Questi due romanzi hanno atmosfere fortemente cinematografiche, ci elenchi i film che ti hanno colpita maggiormente (aggiungendo anche la motivazione)?

Sono tanti, troppi. Per citarne qualcuno: “Velluto blu” di David Lynch per le atmosfere spiazzanti e sospese nel nulla, “Una lucertola con la pelle di donna” di Lucio Fulci e “Che cosa avete fatto a Solange?” di Massimo Dallamano per il loro intreccio oscuro, morboso e crudele, “Tesis” di Amenabar per la sua capacità di evocare il terrore attraverso il realismo delle situazioni e la scarsità di mezzi, “Drive” di Nicholas Winding Refn perché lui è uno squilibrato dal cuore puro e appena lo vedi non puoi resistere a scrivere di macchine.

Sul tuo “Il re dei topi e altre favole oscure” (Alacràn, 2006) Lansdale ha scritto, come frase di lancio: “Una scrittrice di storie lucide e taglienti, una stella brillante che diffonde rapidamente il suo chiarore nei cieli della letteratura”. Digli qualcosa che non gli hai ancora detto.

Che lo vorrei avere come zio. Non mancherei più nessuna riunione di parenti e starei per ore ad ascoltare i suoi aneddoti di vita texana. Zio Joe. Suona benissimo.

Hai paura dei roditori?

No. Infatti nel racconto il Re dei topi non ammazza proprio nessuno, Lui…

Hai scritto un racconto originale e vampiresco, “… Ti piace il sangue?”, per la raccolta curata da Sergio Altieri “Anime Nere Reloaded”. Ci credi ai vampiri?

No. Infatti nel racconto “Ti piace il sangue” i vampiri non ammazzano proprio nessuno, Loro…

 Hai anche tradotto per il Giallo Mondadori alcuni libri di Jeff Lindsay sul famosissimo serial killer giustiziere Dexter Morgan. Se lo incontrassi, cosa gli diresti?

Ho ordinato una maglietta in America, dice: Kill me, Dexter

E lui cosa ti risponderebbe?

Kill me, KRI

… sarebbe un incontro problematico, mi sa!

Se incontrassi un vampiro, che cosa gli diresti? E soprattutto… che cosa faresti?

Dipende. Se beve solo sangue, come quelli di Anne Rice, gli direi che sono anemica. Se preferisce la birra, come quelli di Garth Ennis, gli direi che concordo e andremo a sbronzarci di Guinness in un pub vicino.

Ci dai una definizione da dizionario della voce “horror”?

Un coltello che ti affonda dentro e ti terrorizza e ti fa urlare ma quando non ce l’hai ti manca e a volte non puoi proprio farne a meno.

Ed ora ci dai una definizione della voce “scrittore”?

Chi affonda quel coltello.

Due cose che ami e due cose che detesti dell’ambiente editoriale/culturale italiano

Detesto gli editori che valutano i romanzi non dalla loro forza, ma dal numero di battute (ovviamente,  devi essere il più breve possibile, se no li fai andare in rovina). Sono infatti felice di aver salvato “Tutto quel nero” da tale scempio, scegliendo di tenerlo nel cassetto, piuttosto di sottoporlo a tagli. Detesto anche chi scrive per posa, senza aver nulla da raccontare, ma si limita a seguire le mode, con la stessa smania di protagonismo con cui andrebbe al Grande Fratello.

Amo invece gli editori che credono in te e sono disposti a scommetterci su. Sono infatti contraria a pubblicare a pagamento. Chi lo propone è spesso uno squallido sfruttatore che si prende i soldi senza  distribuirti. Credo inoltre che se non c’è proprio nessuno a cui sei piaciuto, neanche un minuscolo editore, forse nella tua scrittura c’è qualcosa da rivedere.

Qual è la grande soddisfazione del tuo lavoro?

Quando vedi i tuoi personaggi muoversi e parlare e ti limiti a trascrivere le loro battute come se te le dettassero.

E quando qualcuno legge un tuo pezzo e ti dice “anch’io mi sono sentito così… come hai fatto?”, oppure “ti ho letto tutto d’un fiato e mi sono divertito a pazzi”…. anzi, approfitto di questo spazio per ringraziare tutti quelli che in questi giorni mi stanno scrivendo le loro impressioni su “Tutto quel rosso”… sono seriamente commossa, grazie di cuore!

3 libri che ti porteresti sulla Luna

Un atlante stradale, l’I-King e le ricette di Suor Germana.

3 libri che non ti porteresti mai sulla Luna

Tutti quelli che ho amato, perché ce li ho già dentro.

L’ultima canzone ascoltata

“Everything dies baby that’s a fact but maybe everything that dies someday comes back…”

Una tua dote

Sono fondamentalmente buona.

Un tuo limite

Sono buona. Fondamentalmente.

Svelaci un piccolo segreto

Facciamo due. Non apro mai la porta a chi mi suona il campanello a sorpresa e per i miei appunti di scrittura voglio solo quaderni sobri e in tinta unita. Sono il terrore dei cartolai.

Progetti sanguinari? 

Meglio non rivelare in anticipo i propri misfatti.

Hai scritto anche un romanzo a fumetti, “L’amore ci separerà” (De Falco). Salutaci come se uscissi dal fumetto.

… Che l’amore non vi separi!

E adesso salutaci rossa come “Tutto quel rosso”

Visto il colore dei miei capelli per ora mi basta agitare la mano. Al prossimo libro, invece, mi toccherà fare un salto dalla pettinatrice…

 

 

 

 

 

 

 

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Una risposta a CRISTIANA ASTORI

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Brava e simpatica

    ________________________________

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