SIMONE SARASSO

colossATTIVITA’: scrittore

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Cosa rispondi quando ti chiedono che lavoro fai?

Scrittore

E da piccolo, cosa rispondevi?

Che domande! L’agente segreto, naturalmente!

Ti occupi soprattutto di romanzi storici: cosa rende uno storico tale?

L’amore per le cause, più che per le conseguenze.

 “Colosseum” (Rizzoli, 2012): un sottotitolo (oltre a quello che già c’è: “Arena di sangue”).

Il passato non è mai stato così spettacolare.

A seguito delle tue ricerche, cosa ti è rimasto di questo mondo di gladiatori?

Le scoperte più interessanti le ho fatte riguardo alla condizione servile e al tipo di privazioni che doveva subire chi era schiavo o semplicemente non godeva della cittadinanza romana. In un mondo ingiusto, dove la sperequazione sociale era ai massimi storici, rischiare la vita nell’arena poteva essere il minore dei mali.

A quali fonti ti sei ispirato?

Ho lavorato su due fronti: fonti classiche come Marziale e Plinio il Giovane da un lato, e recenti trattati d’archeologia architettonica e sociologia antica (per ricostruire l’ambientazione) dall’altro.

Avrai certamente visto la serie Spartacus: cosa ne pensi?

Una grande produzione. Col giusto grado di adrenalina mischiato a un’estetica da XXI secolo. Certo, non è come leggere un saggio di Burckhardt. Occorre stare al gioco e sospendere l’incredulità. Ma ne vale la pena.

La tua trilogia (3 romanzi di cui ad oggi ne hai scritti due: Confine di Stato, Settanta) è stata definita Trilogia sporca dell’Italia. Cosa rende sporca l’Italia, a partire dagli anni da te trattati?

Una semplice, esterna considerazione (che vale pure per la Roma antica, guarda caso): il potere assoluto corrompe assolutamente.

Hai utilizzato per Settanta la definizione di alternate history fiction. Ci spieghi in cosa consiste la differenza tra questa e il romanzo storico?

L’alternate history fiction, o romanzo ucronico, racconta un’altra storia, simile a quella vera, ma con alcuni piccoli, significativi spostamenti, che rivoluzionano l’intero palinsesto. Più o meno, il genere dell’AHF risponde alla domanda CHE COSA SAREBBE SUCCESSO SE…?

Fatti e finzione. Hai dichiarato che in Confine di Stato la percentuale era 70% di attinenza alla realtà mentre in Settanta è scesa al 50%. Quale parte di realtà hai tagliato?

Cambiano i nomi (i nomi di tutti), ma cambia anche il ruolo dei protagonisti: Argento, il mio omologo di Moro, non si comporta affatto come il suo corrispettivo storico. E lo stesso vale per molti altri protagonisti della mia storia.

Hai studiato e narrato uno spaccato molto delicato della storia d’Italia. Quali sensazioni hai provato?

Il mio lavoro nasce dall’indignazione, si nutre d’empatia nei confronti delle vittime innocenti e culmina nello sdegno nei confronti del cuore nero del nostro marcescente Paese.

Quali vorresti che provassero i tuoi lettori?

Le stesse indignazioni che ho provato io. Magari unite alla voglia di saperne di più sulla recente storia d’Italia.

La storia si ripete?

Mica tanto. Tu pensa che cinquantasei anni fa un senatore della Repubblica, il cui figlio fu implicato in uno scandalo a sfondo sessuale, si dimise per il timore che quella macchia sulla propria vita personale potesse inficiare il proprio operato pubblico. Fino a poco tempo fa avevamo un presidente del consiglio implicato in scandali sessuali incredibili e governava con dei carichi giudiziari pendenti sulla capoccia; e invece di dimettersi faceva delle leggi ad hoc per non farsi processare… C’è una bella differenza, no?

La memoria e la sua conservazione. Proposte?

Continuare a raccontare. Non c’è altro modo di resistere all’oblio…

Un commento su un tuo lavoro che ti piace ricordare

Un lettore (poi diventato un amico), dopo il reading a OFFICINA ITALIA 2009, mi venne incontro con una copia di CONFINE DI STATO esclamando: “Questo è un cazzo di libro!”

Se ti proponessero un salto nel tempo che epoca e che luogo sceglieresti?

Sto bene dove sto. Ma magari una sbirciatina al futuro la darei volentieri. Un salto di una cinquantina d’anni, niente di che…

Progetti?

Il terzo volume della Trilogia Sporca, IL PAESE CHE AMO, sarà consegnato all’editore (sempre Marsilio) a marzo 2013. Fino ad allora non ci sarà altro. Forse…

Tre libri che porteresti sulla Luna

WORLD WAR Z di Max Brooks, Q di Luther Blisset, IL POTERE DEL CANE di Don Winslow

Tre libri che non porteresti mai sulla Luna

IL SIGNORE DEGLI ANELLI di Tolkien, MERCOLEDì DELLE CENERI di Hawke e INDECISION di Kunkel

Due difetti

Sono un pigro beone…

Due pregi

…ma anche un paziente burlone.

L’ultima volta che ti sei arrabbiato

Boh? Coi vicini perché facevano casino alle due di notte? Non ricordo.

L’ultimo smacco

Il derby perso tre a zero. Son del Toro, dunque soffro spesso…

L’ultima certezza

Don Winslow. Quell’uomo non sbaglia un libro.

L’ultima cosa che hai scoperto negli archivi

Nei “miei” archivi ho trovato una copia di STAGIONI DIVERSE di King contenente il racconto STAND BY ME. Non ricordavo nemmeno d’averlo comperato. Una bellissima scoperta.

Salutaci come ci saluterebbe Costantino da “Invictus” (Rizzoli)

A Oriente il sole sorge prima. Non dimenticatelo.

Salutaci dal Colosseum

Tutto o niente, gente. Tutto o niente.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Una risposta a SIMONE SARASSO

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Viva Simone!

    ________________________________

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