TERRI CASELLA MELVILLE

 ATTIVITA’:   Scrittrice

SEGNI PARTICOLARI:  5 tatuaggi.

La TROVATE SU: FB come Terri Casella Melville oppure http://www.theresamelville.it

Le tue origini e la tua città.

Vivo a Roma, dove sono nata da mamma siciliana e papà lombardo. Credo che la mia metà meridionale prevalga su quella nordica.

Cosa rispondevi da piccola quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

La scrittrice e il “medico dei pazzi”.

E adesso cosa dici?

La scrittrice. Rimpiango però di non aver studiato medicina.

Ci racconti come nasce il tuo pseudonimo?

Nel 1996 facevo il mio esordio in Mondadori con “Anima prigioniera” nella collana Doppia Vita, curata al tempo dalla Grandi&Associati. Presentai a Stefano Tettamanti una rosa di pseudonimi tra cui Theresa Melville, significativo dell’ammirazione per l’immenso Herman. Contro le mie previsioni, Stefano scelse proprio quello: Melville suonava bene letto sia all’inglese che alla francese, questa fu la sua motivazione. Geniale. Feci la coda come un pavone all’idea di portare quel cognome, la faccio ancora adesso.

Quanti romance hai pubblicato per Mondadori?

27, inclusi due racconti per altrettante antologie.

Qual è quello che ti è costato di più, in termini emozionali?

“L’altro uomo”, uno dei due romanzi contenuti nel volume “Amanti perduti”. Oltre che in termini emozionali, quel romanzo mi costò parecchio anche in termini di consensi, perché non fu accolto con favore. La reazione negativa mi trovò impreparata, ne feci un dramma. E sono ancora convinta che quel romanzo sia tra i miei migliori scritti.

Dalla tua esperienza, ti sei fatta l’idea che esista un pregiudizio rispetto al genere? Da cosa nasce?

Il pregiudizio c’è, e come tutti i pregiudizi nasce dall’ignoranza. Chi critica il romance in realtà non lo conosce; non conosce Defoe, Hardy, la Gaskell, la Austen… La fulgida lista è lunga. Comunque, criticare e ghettizzare un genere letterario è a mio parere inaccettabile. Semmai, testo alla mano, si critichi un autore. Allora la vicenda cambia aspetto e la critica può anche avere un senso.

Ti sei occupata anche di noir, penso a “L’amore obliquo”, uscito in e-book per Emmabooks. Un sottotitolo al libro.

“Non ha fine il lamento senza voce”. Credo che questo verso di Thomas Stearns Eliot esprima molto efficacemente la disperazione di chi ha oltrepassato certi confini e non sa – che è diverso da non può – tornare indietro.

Ma l’amore… quando è obliquo?

Quando si nasconde, quando si traveste. Quando a furia di mistificazioni diventa “altro”, tradisce la propria natura, si trasforma e nuoce.

Com’è la situazione editoriale in Italia?

Allarmante. Ci sono opere eccellenti che passano inosservate, grandi classici che non vengono ristampati, e libri indegni in testa alle classifiche. Non si può mercificare la cultura senza arrecarle gravi danni. Le piccole case editrici andrebbero sostenute. Va combattuto il pregiudizio secondo il quale “minore” è sinonimo di “peggiore”.

L’ultima volta che ti sei arrabbiata

È accaduto stamattina, guardando su FB alcune immagini di animali torturati. Mi auguro che i responsabili di quelle atrocità paghino con gli interessi, e siccome credo nella giustizia a lungo termine, confido che accadrà.

L’ultima volta che hai tentato inutilmente

…di trovare il coraggio per iscrivermi in palestra. Succede quasi una volta al mese: arrivo lì davanti, mi fermo a guardare l’ingresso e me ne vado.

L’ultima volta che hai tentato con successo

…di cucinare un piatto a base di pesce. Risale alla settimana scorsa: un successo insperato, perché ai fornelli sono una frana.

L’ultimo bacio

Due, ai miei due figli, quando stamane sono usciti per andare a scuola.

L’ultima parolaccia

Liberatoria e molto sentita, all’indirizzo di un grottesco politicante intervistato in televisione.

L’ultima volta che hai scosso la testa

È un gesto che non mi appartiene: passo direttamente all’arrabbiatura.

L’ultima risata

Poco fa, quando mi litigavo lo sgabello ergonomico con Porzia, la più ferina delle mie due gatte.

Due pregi e due difetti

Ottimista e tenace. Vendicativa e intransigente.

Progetti?

Sto lavorando al terzo libro della trilogia dei Tourangeau che uscirà a luglio 2013 per Mondadori. Poi vorrei dedicarmi a un nuovo noir – ho già pronti due soggetti.  Nel frattempo mi godo l’uscita a breve del mio primo vampiresco con Emmabooks: “Antropomorti”. Roba da brivido.

Salutaci  da “Eros e Thanatos”, l’antologia Mondadori cui hai partecipato nel 2010.

Bentrovati negli inferi.

E adesso salutaci noir come il tuo ultimo libro

A presto. Tu non mi vedrai, ma ci sarò.

Gracias por todo, Marilù, y saludos a La Guerrera – ma guai a chi mi tocca Repetita che mordo.

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