Dove si può comprare il tuo libro?

(ecco le domande che più spesso mi rivolgono, dopo la classica:

Ah… quindi tu scrivi?!)

  1. Dove si può comprare il tuo libro?

Questa è una domanda difficile. Dunque, vediamo… Se escludi macellerie, ferramenta, fruttivendoli, pescivendoli, panifici e altri luoghi improbabili… indovina un po’? I libri si trovano in libreria. Ebbene sì, in libreria dovrebbero esserci anche i miei, almeno: se si tratta di una grande libreria centrale. Se non li hanno e ti interessano puoi comunque comunque ordinarli o nella libreria stessa o anche sul sito dell’editore (che di solito ti fa risparmiare qualcosina).

  1. Quanto si guadagna?

A parte che io non mi sono mai sognata di chiedere a qualcuno quanto guadagna (tanto più se non ho confidenza, ma non l’ho mai chiesto nemmeno agli amici cari perché i soldi in generale sono un argomento che non mi interessa e cmque mi sembrano affari loro), a parte questo, dicevo… è come se l’attività di scrittura suscitasse la curiosità irrefrenabile di conoscerne il profitto. Dunque, a costoro vorrei dire che, per la maggior parte degli scrittori, l’idea del guadagno è un concetto davvero poco prioritario. A meno che non si ragioni ad alti livelli – i livelli di quei pochissimi che riescono a campare serenamente sulle entrate delle loro opere –, uno scrittore guadagna sempre POCO rispetto a quanto lavora. E questa vi basti come risposta: che gli anticipi siano bassi o medi, non arrivano a ripagare del tempo, delle energie, dell’esperienza, della tecnica, della fantasia, delle public relations, delle spese emotive versate.

  1. Sai che anche un mio amico – o parente/vicino/conoscente/tizio incontrato un giorno in autobus/e chi più ne ha più ne metta – ha scritto un libro?

Lo immaginavo e ti dirò: non mi interessa, conosco già tanti scrittori, sia veri sia sedicenti. Però un conto è scrivere qualsiasi cosa – scrivono tutti e questo può essere un bene, sotto un certo punto di vista, o almeno: io a scuola promuovo sempre la scrittura come “benefica”, appunto –, un conto è scrivere un libro qualunque, un conto è scrivere un libro bello, un conto è scrivere e pubblicare a pagamento o autopubblicarselo e un altro conto è trovare un editore serio.

  1. Mi regali una copia autografata?

Lo sai quante copie mi regala l’editore? Otto. Queste otto me le fanno fuori subito nipotine e parenti stretti, riesco a malapena a salvarmene una per me. E sai che se voglio ordinare altre copie le devo pagare? Un po’ meno che se le comprassi in libreria, certo, però le pago: anche per l’editore hanno un costo, mica gli scendono dal cielo, i libri. Non hai idea di quante copie dovrei acquistare se regalassi un libro a tutti quelli che me lo chiedono, dal medico di base, al postino, al vicino di ombrellone etc. Se facessi contenti tutti mi brucerei in un colpo migliaia di euro (che non ho). E poi comunque non è giusto. Se un mio conoscente apre una tabaccheria, non pretenderei le sigarette gratis. Come mai dagli scrittori ci si aspetta questa prodigalità? Un libro costa in media sui 15-16 euro, su: fate una buona azione per l’editoria e per voi stessi: andate in libreria e compratevelo.

  1. Perché non scrivi un romanzo su di me?

Pensi di aver avuto una vita così interessante da meritare di essere trasposta su libro? Fai una bella cosa: scrivine il plot in un foglio e spediscilo a Da Laurentiis o a un altro produttore cinematografico. Se la tua vita è davvero così incredibile/avvincente come sostieni, di certo qualcuno ne farà un film. In quel caso ricontattami: il libro te lo scriverò subito io.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

26 risposte a Dove si può comprare il tuo libro?

  1. francescovico ha detto:

    Hai tralasciato un’altra domanda fondamentale: “E di cosa scrivi?”. Che è un po’ come chiedere ad uno che fa il cuoco “E cosa cucini?”

  2. Thid ha detto:

    Lol! Ma anche: “Ho pensato questa trama fighissima, è perfetta per un romanzo, lo scrivi?”

  3. Giuseppe Mirabella ha detto:

    Condivido tutto quanto e appieno, aggiungo solo che, avendo scritto qualcosina anch’io – saggi, monografie e riviste – e avendo vendute un numero di copie vicino alla zero, per poter far conoscere quello che ho scritto sono stato costretto a regalarne la maggior parte… al postino, al medico di base, al vicino d’ombrellone.
    D’altronde – mutatis mutandis – anche Marinetti, per diffondere il suo movimento, regalava le sue opere…

  4. libroguerriero ha detto:

    grazie, ragazzi. poi ce ne sarebbero altre due o tre di domandine, ma le tralascio… 😉

  5. francescovico ha detto:

    Al medico di base ho regalato una copia anch’io 🙂

  6. Patrizia Debicke ha detto:

    Hai ragione! Ormai rispondo sempre. Sull’Web o nelle librerie con pazienza, ordinandoli. bacio patrizia

    ________________________________

  7. ScarletRust ha detto:

    Ma come si può essere tanto egocentrici da domandare di scrivere un libro sulla propria vita?
    Non ci posso credere.

  8. libroguerriero ha detto:

    Francesco: il medico di base, il dentista, etc… 😉
    Patrizia: un beso!
    Scarlet: eheh, tra l’altro l’ultima domanda è quella che mi lascia più spiazzata, perché davvero non so cosa rispondere 😉

  9. Matteo Strukul ha detto:

    Cristo ti adoro! Qui c’è il senso di tutto! MS

  10. libroguerriero ha detto:

    Adorescion ricambiata, Strukul!

  11. lucfilLuca ha detto:

    Cara Marilù, mi trovo ogni tanto a passare da queste parti…
    Post davvero illuminante. Tutte le cose che descrivi mi sono capitate (eccetto il medico di base, che è mia moglie, e aveva già il libro).
    Ma è vero anche quello che ti ha scritto Thid: molti propongono di scrivere un libro su questo o su quello…
    Un caro saluto

  12. libroguerriero ha detto:

    grazie Luca! se tua moglie è medico di base… allora si merita doppiamente il libro, complimenti!

  13. Alessandro Madeddu ha detto:

    Il punto 4 è antico come l’editoria: già Marziale si lagnava di coloro che gli chiedono in regalo il libro dei suoi versi, e dava loro l’indirizzo della libreria che nel Foro li vendeva 🙂

  14. libroguerriero ha detto:

    Magnus Marziale! 😉

  15. pino naso ha detto:

    Faccio capolino per la prima volta e, rimango meravigliato per l’armonia delle varie risposte, nelle quali mi riconosco…

  16. Pingback: Cinque domande stupide da fare a uno scrittore | Noir italiano

  17. libroguerriero ha detto:

    grazie Pino, con imperdonabile ritardo! 😉

  18. Cecilia ha detto:

    Troppo divertente (seppur tragico) questo spaccato di vita dello scrittore, che alla luce degli altri appare sempre come un privilegiato, che può disporre a proprio piacimento delle case editrici, per avere copie su copie dei propri romanzi, che guadagna uno sproposito, ecc.
    Quello che invece appare come motivo preponderante che spinge lo scrittore a scrivere è la passione. Almeno questa è la mia opinione. Tutto il resto è un contorno..

  19. Irene Vanni ha detto:

    Ricordavo il post ma l’ho riletto volentieri quando l’ho trovato linkato su twitter, perché sei riuscita a esporre in maniera divertente aneddoti veritieri e fastidiosissimi. Purtroppo i diretti interessati non lo leggeranno, perché in genere chi pone questo tipo di domande scrive e basta, non legge.

  20. Oreste ha detto:

    Io lo leggo solo adesso. Sei veramente forte 😀

  21. vale ha detto:

    Assolutamente perfetta sotto ogni aspetto. Che fa tanto Mary Poppins, lo so, ma perfetta resta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...