CHIARA MOSCARDELLI

ATTIVITA’: single, per scelta s’intende  (anche se di qualcun altro)

SEGNI PARTICOLARI:  piena di bellezza, quella interiore però

La TROVATE SU: twitter, facebook, ovunque, ma tanto non rispondo perché non capisco quando mi arrivano le notifiche

Le tue origini e la tua città

Sono nata podalica, ormai 40 anni fa, a Roma. Se non fossi nata podalica forse sarei nata gatta morta, e allora chissà….

Cosa rispondevi da piccola quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

Volevo essere Danny Amatullo di Saranno famosi, e questo spiega molte cose.

Lavori nell’ufficio stampa di Garzanti: escludendo fiere, saloni del libro, etc, raccontaci una tua giornata-tipo.

In un mondo perfetto la mia risposta sarebbe: appena mi alzo, vado a correre per un’ora al parco, poi mangio frutta e uova, mi faccio la doccia, mi trucco e arrivo al lavoro sorridente e felice. Concludo la giornata con un ape bio parlando dei successi del mio lavoro con gli amici.

Ma questo non è un mondo perfetto e quindi la mia giornata tipo è la seguente: latte e cornflakes  davanti alla tv (trasmettono Heidi, la mattina. Sto male se non la posso vedere). Breve riflessione sull’abbigliamento che tanto è sempre quello sbagliato. Arrivo in ufficio o sudata o surgelata.

Sfoglio i giornali e vengo colta dallo sconforto. Non è uscito il pezzo sperato, chiamo per avere spiegazioni, solitamente non rispondono. Telefonata dell’autore, disperato. Telefonata dell’editore, disperato, telefonata del direttore editoriale, disperato. Vengo chiamata in riunione: piano di lancio per i libri del mese successivo. Vengo colta dallo sconforto. Mando il comunicato stampa. Non risponde nessuno. Vengo colta dallo sconforto. Faccio un paio di telefonate, non risponde nessuno, mando un paio di mail, non risponde nessuno. Altra riunione. Rimango in ufficio fino a notte fonda, sperando che qualcuno risponda. Poi torno a casa, sconfortata. Sudo o mi surgelo perché ho l’abbigliamento sbagliato. Sigaretta sul ballatoio con il vicinato, un paio di telefonate alle amiche, cenetta e, allegra come non mai, mi metto a scrivere. Il secondo libro, quello più difficile, quello che non verrà mai bene come il primo.

Ci racconti un aneddoto da dietro le quinte?

Il tortello di zucca al Festival di Mantova, lo Spritz a Pordenonelegge e la grolla al Festival del Noir a Courmayeur. Ecco le cose che ancora mi fanno amare il mio lavoro.

Hai scritto un libro, edito da Einaudi, dedicato a una categoria femminile molto particolare: “Volevo essere una gatta morta”. Un sottotitolo.

Ma purtroppo mi è andata male.

Sostieni che gatte morte si nasca, non si diventi. Dal momento che siamo sprovviste di una difesa contro le gatte morte, esiste almeno una cura?

Sì. Ucciderle da piccole.

“La gatta morta è una micidiale categoria femminile. Non è divertente, è seducente. Non esprime opinioni, ha paura dei thriller, le pesa la borsa, soffre di mestruazioni dolorose, non fa uscire il ragazzo con gli amici, non si concede al primo appuntamento e fin da piccola ha un solo scopo: il matrimonio. Chiara l’ha studiata per una vita. E ha capito che contro di lei non ci sono armi”. Se ti chiedessi di ipotizzare una categoria maschile equivalente, magari diversa, ma ugualmente nefanda…

Ah, ce ne sono un’infinità, e tutte nefande. Il bello e dannato (che in realtà è un idiota ma lo veniamo a scoprire troppo tardi), l’artista incompreso e l’intellettuale (sono i peggiori), il peter pan (l’uomo che non se la sente di avere legami), il divorziato cinquantenne che vorrebbe tornare sui banchi di scuola, per la compagna di banco, s’intende, non per le materie scolastiche…devo continuare?

Definisci la voce SCRITTORE

Colui che è capace di raccontare la sua vita un milione di volte e in maniera sempre diversa. Curioso e attento a quello che lo circonda, riesce a trasformare ogni incontro in materia da romanzo.

Com’è la situazione editoriale in Italia?

Disastrosa. Ma lo è sempre stata, gli Italiani non leggono, non lo hanno mai fatto. Diventiamo improvvisamente milioni di lettori sono di fronte ai casi editoriali.

3 libri che ti porteresti sulla Luna.

Ovviamente la trilogia delle sfumature. Sono tre, giusto? E’ una trilogia…

L’ultima volta che ti sei arrabbiata

Non mi arrabbio mai, ma rimango delusa facilmente.

L’ultima volta che hai tentato inutilmente

Quando mi sono messa a dieta e l’ho interrotta dopo due settimane.

L’ultima volta che hai tentato con successo

Quando mi sono messa a dieta e ci sono rimasta per due settimane

L’ultimo bacio

Forse era il 1870

L’ultima parolaccia

Qualche secondo fa

L’ultima volta che hai scosso la testa

Adesso.

L’ultima risata

Ieri, con i miei amici mentre giocavamo a Trivial.

Due pregi e due difetti

Coraggiosa e leale, cocciuta e infantile.

Progetti?

Vendere un milione di copie o vincere al superenalotto (già più facile), comprarmi casa, girare il mondo, sposarmi, avere tanti bambini.

Salutaci da impeccabile responsabile ufficio stampa

Vi ringrazio tantissimo e spero di sentivi presto.

E adesso salutaci da gatta morta

Non credo proprio di farcela a rispondere alle vostre domande, ma siete stati gentilissimi.

Chiamatemi ancora.

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4 risposte a CHIARA MOSCARDELLI

  1. chiara ha detto:

    meravigliosa chiaretta!!!! :-)))

  2. Silvana ha detto:

    l’intervista mi ha rallegrato la serata e fatto passare la voglia di lavorare in editoria..
    Grazie Chiara!

  3. Francesca ha detto:

    Ma quanto mi sono divertita

  4. Alessandra ha detto:

    Ecco, per noi “romani” aver perso Chiara (la sua allegria contagiosa e le sue mitiche feste di compleanno!) è un peccato.
    I milanesi sappiano che è solo in comodato d’uso, la rivogliamo qua (a meno che non trovi marito a Milano, nel qual caso siamo disposti a chiudere un occhio).

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