ANDREA COTTI

ATTIVITA’: Scrittore/ sceneggiatore

SEGNI PARTICOLARI: calzini colorati

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Bentornato nel mio blog, Andrea. La prima domanda è d’obbligo: come va?

Terremotato. Letteralmente. Nel senso che da Roma sono risalito a Crevalcore per seguire le condizioni della mia casa di campagna. Che purtroppo non sono buone. La “vecchia signora” reggeva dal 1.700, ma ora è decisamente acciaccata. E’ inagibile, e confesso che non poterci rientrare mi disorienta. Io vivo a Roma da orami più di 5 anni, ma quella a Crevalcore è senza dubbio casa mia.

In questo periodo stai lavorando soprattutto per la televisione. Ci spieghi più nel dettaglio?

Sì, sto scrivendo tanta fiction per la televisione. In particolare, RIS Roma 3, e Squadra Antimafia 5, che andranno in onda su Canale 5 a partire dal prossimo autunno.

Poi, sempre per stare alla fiction, ho in cantiere un progetto pensato assieme a un gruppo di amici. In questo caso, però, non pensiamo necessariamente alla televisione, ma anche agli altri media. Per essere liberi di inventare senza censure, e per potere gestire il progetto stesso dall’inizio alla fine senza intermediazioni. Vedremo. Diciamo che con questi amici, quando pensiamo a questo progetto, abbiamo in mente The Shield, Breaking Bad, Awake…

Hai co-sceneggiato con Leonardo Fasoli “Marpiccolo”, tratto dal tuo romanzo “Stupido”. Sei soddisfatto?

Soddisfattissimo! Per la prima volta – da quando lavoro per il cinema e la TV – tutto è andato come doveva andare, a partire dalla scrittura del film, fino alla sua realizzazione. E per la prima volta sento un film del tutto mio.

“Stupido” non aveva un’ambientazione precisa mentre “Marpiccolo” è girato a Taranto: la ritieni un’ambientazione ideale? Perché?

Sì, Taranto è perfetta. Soprattutto il quartiere Paolo VI, perché rende benissimo quel senso di vuoto opprimente, e di mancanza che c’era anche nel romanzo. Poi è stato bravissimo Di Robilant (assieme al direttore della fotografia) a rendere quasi “poetica” la bruttezza del quartiere.

La produzione di un film comporta una serie di operazioni complesse e delicate. Ci racconti qualche retroscena (anche se non eri presente e magari ti è stato riportato…)?

Posso dirti che la madre di Tiziano nel romanzo è molto diversa rispetto al film, e questo perché a Paolo VI abbiamo incontrato Mary, una giovane donna straordinaria. E poco a poco la Maria del romanzo si è trasformata nella Mary reale, diventando poi la Maria del film. E la Fiat 126 con la quale il padre accompagna a casa Tiziano dopo l’uscita dal carcere, è la 126 di Mary.

Con “Stupido” non è la prima volta che ti occupi di letteratura per ragazzi, penso anche a “Lo stesso discorso di sempre”, “Che brutto nome mi hanno dato”e “Francesco vola”. Da cosa nasce quest’attenzione letteraria verso una fascia di lettori più giovani?

Più che attenzione verso i lettori più giovani, sono proprio i giovani a interessarmi da un punto di vista narrativo. Penso che sia tra i 13 e i 18 anni che decidiamo chi saremo nella vita. A quell’età è tutto più vivo, bruciante e estremo. Non t’innamorerai più come la prima volta, e non soffrirai più come la prima volta che vieni lasciato.

Spettegoliamo un po’. È meglio l’ambiente letterario o quello del cinema? 

L’ambiente letterario è assolutamente meglio. Lasciamo stare gli editori, la “macchina” che deve pubblicare libri e venderli, quello che conta sono gli scrittori, e io posso dirti che quasi tutti i miei migliori amici sono scrittori. Persone a cui voglio bene, che stimo e rispetto.

Sull’ambiente del cinema si dice che: “il più pulito c’ha la rogna”. Ovviamente non sono tutti così. Ovviamente anche nell’ambiente del cinema ci sono persone a cui sono affezionato e che rispetto. Poche.

Visto che sei anche un poeta (“Da quale fuoco”, “La fede del poco e del meno”), ci improvvisi due versi sciolti a tema libero?

Non sono versi improvvisati, ma dedicati a una persona speciale. È la prima volta che li faccio leggere a qualcun altro…

Che dolce tristezza, e che male…

Quando il dolore si mescola alla gioia

Che stilla e spinge e preme sul cuore:

Averti è tutto, è in ogni gesto

Non m’illudo, ma ti tengo

E non m’importa nulla del resto

Se solo ci sei, se stai, se rimani

Se assieme doppiamo l’oggi, e poi domani.

Siamo onorati! Oltre a queste raccolte, hai mai scritto una poesia a una donna, per conquistarla?

Ovviamente, sì.

Lei cos’ha detto?

Ha detto sì!

Dal momento che hai scritto anche sceneggiature per “L’ispettore Coliandro”, vogliamo assolutamente un aneddoto. Possibilmente su Giampaolo Morelli.

Su Morelli aneddoti particolari non ne ho. Posso solo dirvi che fuori dal set è comunque identico a Coliandro…

Posso però raccontarvi le pause pranzo durante la scrittura, con Lucarelli che si metteva ai fornelli e preparava il sugo per la pasta con dentro… tutto! Salsiccia, salame, pancetta… sai mai che venga un po’ sciapo…

L’azione più buona che hai fatto.

Le buone azioni non si raccontano, anche perché sappiamo che “nessuna buona azione resterà impunita”.

Quella più cattiva.

Cattive azioni? Io? Ma se sono un agnellino…

Quest’autunno ripartiranno i corsi di scrittura creativa che tieni, insieme ad altri scrittori, per l’Associazione Zanna Bianca (www.zannabianca.net). Cosa rispondi a coloro che ritengono inutili i corsi di scrittura?

Che sarebbe come dire che è inutile andare a lezione per imparare a suonare il pianoforte.

Per saper scrivere bisogna prima leggere?

Tutti, ma proprio tutti, gli scrittori che conosco leggono molto più di quanto scrivano. Tipo, 100 libri letti per ogni libro scritto.

Tre qualità che deve possedere uno scrittore

Attenzione, compassione e resistenza.

Sei mai stato fregato/imbrogliato?

Come si dice qui a Roma: ai voja…

Hai mai imbrogliato tu?

No, sinceramente no.

Due difetti

Testardo ed egocentrico.

Il complimento più bello che hai ricevuto 

Antonio Albanese era alla prima di Marpiccolo a Bologna. Alla fine della proiezione ha abbracciato me, il produttore e gli attori, e ci ha detto: “ragazzi, avete fatto un piccolo capolavoro”.

Tre film da vedere assolutamente e tre da non vedere assolutamente e perché

Da vedere: Carlito’s Way (per me il più bel film di sempre), 21 grammi e Mystic River.

Da evitare assolutamente: Occhi di cristallo (lo uso nei corsi di sceneggiatura per far vedere come non si scrive un film… e adesso Puglielli mi querela…).

E poi – anche se è un po’ come sparare sulla Croce Rossa – tutti i film di Moccia, non perché sono brutti, ma perché mentono.

Raccontaci una tua nevrosi/mania/fobia.

Soffro di vertigini. Mi gira la testa anche solo se salgo su un marciapiedi.

Progetti?

Oltre al progetto-fiction, un romanzo. Finalmente, dopo tanti anni. Un ritorno, per me, in attesa che torni Giulia Vita. Un’altra storia, anche questa pensata assieme a un amico/collega, Filippo Kalomenidis. Una storia durissima, ma raccontata con il ritmo di un thriller.

Salutaci come ci saluterebbe Coliandro, mentre è nei guai.

Minchia, gente, qua mi tocca scappare!

Ora salutaci mentre ti consegnano l’Oscar per la miglior sceneggiatura!

Ci vediamo dopo al bar, offro chinotto a tutti…

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