MICHELE DALAI

ATTIVITA’: editore

SEGNI PARTICOLARI: una barba rossa originale e non tinta

LO TROVATE: su facebook e twitter

Le tue origini e la formazione

Sono un milanese di padre mezzo toscano e madre tutta sicula. Ho vissuto per sette anni a Venezia e sono sopravvissuto per altri 30 a Milano, ora da due e mezzo abito a Torino, una bellissima scoperta. Studi umanistici, ho avuto l’enorme fortuna di crescere in mezzo ai libri e il vero privilegio di lavorarci. Faccio l’editore, scrivo per alcune testate e quando posso collaboro con radio e televisione.

Cosa rispondevi da piccolo quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

Ho fornito le versioni più disparate, attraversando tutti i grandi classici dell’infanzia, dall’astronauta al pompiere. Però già a sei anni scrissi una storia da me illustrata (quindi molto male) della gita di Andreotti e Lama. Qualcosa di sinistro si avvertiva fin da allora…

E adesso cosa rispondi?

Comunico, che è una risposta terribilmente adeguata e da vero paracelo salottiero. Cosa che non sono. Mi piace scrivere, amo scegliere e pubblicare i lavori degli altri. All’incrocio delle due rette ci sono io.

Passiamo al tuo libro d’esordio uscito per Mondadori: “Le più strepitose cadute della mia vita”. Antonio Flünke ha un problema: all’improvviso perde l’equilibrio e cade nelle situazioni più imprevedibili e la caduta viene accompagnata da una risata. Oltre alle sue, il libro è costellato di altri celebri cadute: da quella di Margaret Thatcher a quella di papa Wojtyla ed Enrico Berlinguer. La caduta si estende a metafora di un’altra mancanza di equilibrio?

No. Nonostante i tempi terribili che viviamo la caduta, le cadute del romanzo non hanno valore metaforico, sono compiute e concluse nel loro senso. Quelle di Antonio, il protagonista, sono semplici e disastrose cadute, bonificate da una grassa e imperiosa risata

Se ti chiedessi un sottotitolo al libro?

Il meglio è passato

La tua più strepitosa caduta fisica.

Davanti ai miei futuri suoceri, mi sono alzato da tavola per dare una mano e sono precipitato in terra senza alcun motivo apparente, frantumandomi un ginocchio

Una tua caduta non fisica.

Tutti i momenti, pochi per fortuna, in cui la mia solida forza di volontà cede il passo a pensieri cupi. Che non fanno per me. Li considero cadute e non ce n’è una in particolare. Tutti gli altri disastri della mia vita, da persona goffa e vivace, li considero sani incidenti di percorso, non cadute

Antonio, il protagonista, vuole fondare una boy band: 3 componenti di cui due perfetti per il loro ruolo e uno –Antonio, appunto – invece inesperto. Ma tu le segui le boy band? Qual è la tua preferita?

Backstreet Boys. Non le seguo ma le apprezzo e non certo per puro divertimento antropologico. Bisogna avere il coraggio di ammettere che il pop, se bello, è davvero contagioso.

Sei tra i cofondatori del marchio editoriale Add. Se il significato è “aggiungere”, il nome deriva dall’acronimo dei tre fondatori: cosa aggiunge Add rispetto al panorama editoriale?

Una prospettiva laterale, l’idea di poter produrre qualità a getto continuo senza avere il portafoglio e le possibilità delle major. L’eclettismo delle agende dei fondatori. Essere arrivati al primo posto in classifica in nemmeno un anno di vita del marchio è stato emozionante

Ci fai un esempio? Le ultime uscite…

Indignatevi! di Hessel, che sta nello stesso catalogo di Leone Cane Fifone e del Premio Nobel per la pace Ellen Sirleaf. Questi siamo noi

Cosa trovi impagabile, insostituibile del mondo editoriale?

Alcune delle persone che lo frequentano e animano sono eccezionali, veri talenti

Cosa invece cambieresti volentieri?

Altre persone che lo frequentano e lo animano sono orribilmente scarse

Due tuoi difetti

Testardo come pochi altri, a volte molto indolente

Due pregi

Pregio irrinunciabile è l’idea che parlare dei miei pregi sarebbe orribile. Non fatelo fare a me.

Una cosa che non faresti mai

Vendermi, nonostante sia molto laico e tollerante, considero la mia integrità fondamentale

Una cosa che fai malvolentieri

Mostrarmi cortese con chi non apprezzo

Una cosa che ti fa sorridere

I cani. Sono meravigliosi, passo ore e ore a guardarli fare cose stupide e a sentirmi uno di loro

Tre consigli libreschi

Versilia Rock City di Fabio Genovesi, Life di Keith Richards e Il Tempo è un Bastardo di J.Egan

Prima di salutarci: progetti?

Vorrei riuscire alla fine, a fare l’astronauta o almeno il pompiere. Scrivere, mi pare un progetto bellissimo

Salutaci aggrappato, così non cadi

Cado lo stesso, ma vi saluto avvinghiato al corrimano

E adesso salutaci con un’aggiunta

Vi saluto molto felice che l’origine di questa piccola intervista sia un romanzo che ho amato scrivere e che mi regala cose belle ogni giorno

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in editoria, interviste, romanzo, Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...