PATRIZIA DEBICKE VAN DER NOOT

ATTIVITA’: SCRITTRICE?
SEGNI PARTICOLARI: TESTARDA, MOLTO LEALE CON GLI AMICI
LA TROVATE SU: WWW.PATRIZIADEBICKE.COM, CORBACCIO EDITORE, GLI AUTORI, MILANONERA EVENTI,

Le tue origini e la formazione
Toscana per tre quarti e un quarto francese. La mia nonna paterna era alsaziana.
Educazione e formazione classica, Prima in un ginnasio italiano a Siena, poi scuola francese e quindi Université di Grenoble.
Poi mentre vivevo e lavoravo: frequentare regolarmente musei, ficcare il naso dappertutto, approfondire quello che mi interessava e soprattutto: leggere, leggere, leggere…

Ultimamente hai vinto parecchi premi…
Oddio parecchi è gran dire. Magari!
A dicembre 2010 al Festival Mediterraneo del giallo e del noir ho preso la statuetta del secondo assoluto dopo l’amico Alfredo Colitto, ma prima di Fred Vargas ( classificata terza e questo fuori Italia conta parecchio).
Il 10 marzo 2012 con Bjorn Larsson ospite d’onore sarò premiata alla carriera nel corso del IX Premio Europa a Pisa.

“L’uomo dagli occhi glauchi” è uscito per Corbaccio nel 2010. Ma quanto è bello quel signore con gli occhi blu?
É vero! É bello quasi troppo bello. Occhi chiari, carnagione pallida. Anche la pennellata sul suo naso, (il tocco finale dato dal Maestro Tiziano?) che suggerisce una leggera frattura in quello che doveva essere un profilo perfetto, non ha minimamente diminuito la sua avvenenza maschile. Un’espressione severa, ma intensa e un fisico imponente, atletico. Il dipinto è chiamato anche con un altro nome: Ritratto di giovane inglese, ma la sua identità da secoli è avvolta nel mistero. Detto anche il ritratto  del duca di Norfolk è datato negli anni che vanno dal 1544 al 1546. Quel mistero è stato la molla che mi ha spinto a cercare… La possibile identificazione con il duca di Norfolk restringeva il campo di ricerca all’Inghilterra nel periodo storico che va dal regno di Enrico VIII a quelli dei suoi diretti successori: Edoardo VI, Maria ed Elisabetta…  Il ritratto di Holbein, che raffigura il duca di Norfolk, mi ha subito fatto scartare quella candidatura e invece altri dipinti che rappresentavano William Cecil, Lord Burghley, prima Segretario di Stato e poi Lord Tesoriere della regina Elisabetta mi hanno indotta a pensare di aver centrato il bersaglio. La somiglianza è forte. La ricostruzione plausibile… Mi sono impadronita della sua vita, della sua identità e ne ho fatto il personaggio della mia storia.

Ancora “L’uomo dagli occhi glauchi”. Su quali fonti ti sei documentata per trattare questo periodo storico?
Testi, archivi e web. Al giorno d’oggi il web ci dà molte indicazioni su dove e come andare a cercare e Google ci consente di disporre di migliaia di libri antichi che si possono leggere e stampare. Bisogna solo scavare e, magari, avere la pazienza di tradurre e interpretare. Ho potuto ricostruire il carnevale veneziano, quello romano, le diverse abitudini di vita inglesi e italiane. Il linguaggio… E poi abiti, gioielli, arredamenti, i fasti delle feste, dei banchetti dei palazzi e la povertà e la semplicità del desco dei poveri.

Cosa ti affascina della storia applicata al romanzo?
La sua capacità di far mantenere al romanzo una freschezza e un’attualità di lettura più duratura di un romanzo tradizionale. In questa epoca fatta di mordi e fuggi, un romanzo storico invecchia molto meno ed è godibile allo stesso modo anche ad anni dalla pubblicazione.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere “L’uomo dagli occhi glauchi”?
Tanto. Quasi un anno e mezzo. Qualche mese per stendere la trama che volava via, come il vento. Il resto per una corretta ricostruzione della  parte storica e della scenografia. Quel fondale che deve far parte integrante del romanzo, senza pregiudicare la scorrevolezza della narrazione.

Ci racconti un aneddoto del nobile casato de “L’oro dei Medici”?
La relazione della prima notte di Caterina de Medici ed Enrico di Francia ha i toni dell’aneddoto o meglio dell’opera buffa. I due sposi, quattordicenni, furono accompagnati al talamo nuziale ‘di riguardo’, con colonnine laminate d’oro e finali in pietre preziose da un corteo regale. Una lettera dell’ambasciatore di Milano riferisce:  Il re Francesco in persona volle mettere a letto gli sposi, e qualcuno ha detto che volle vederli giostrare e che entrambi si mostrarono valorosi nel certame…” Anche lo zio di Caterina, papa Clemente VII, controllò che il matrimonio fosse’consumato’ guardando da uno spioncino.

“La gemma del cardinale” è il romanzo precedente. A te quanto piacciono le gemme?
Molto, soprattutto quelle colorate. Vorrei essere un marajah del XIX secolo e avere i mezzi per collezionarle

Quanto c’entri tu con Milanonera?
Faccio parte del team dei redattori,sono editor degli E-books, sono membro della giuria di qualità del Nebbia Gialla.
Insomma faccio parte dello zoccolo duro dell’associazione

Un commento al tuo lavoro
Un commento che mi piace molto è questo: “É difficile raccontare bene la storia maggiore. É il dono che ha Patrizia Debicke…”   Poi un secondo, più recente, a proposito del L’uomo dagli occhi glauchi: “…appena ho avuto tempo di respirare… l’ho divorato. O meglio sei tu ad aver divorato me”.

Com’è la situazione editoriale, in Italia?
Dominata da alcuni colossi che condizionano il mercato, pur garantendo spesso un pluralismo di informazione e di idee. Frequentata da molti medi e piccoli editori di diversa matrice, alcuni ottimi e, purtroppo, sovraffollata da “case editrici”… che case editrici non sono e taglieggiano chi scrive e vuole proporsi al pubblico.

Definisci la voce SCRITTORE.
Qualcuno che scrive e cerca di proporre correttamente agli altri i propri sogni, le fantasie, le idee. E qualche volta ci riesce.

Un consiglio per chi volesse approcciarsi al thriller storico: Ricerche e basi serie. Ma questo vale per ogni autore. Storico o no! Se si danno dei dati devono essere corretti. Prima approfondire, poi saper trovare l’umiltà per relegare mesi di indagini a fare da cornice alla narrazione.

3 libri che ti porteresti sulla Luna
Il gattopardo
La guerra e la pace
…e forse Il piccolo principe… si prestano tutti a  essere riletti spesso.

3 libri che non ti porteresti mai sulla Luna
Preferisco non dirlo. Un autore pensa sempre di scrivere un capolavoro e chi sono io per disilluderlo…

L’ultima volta che ti sei arrabbiata
Ieri, oggi e… domani, ma poi mi passa subito.

L’ultimo bacio che hai dato
É stato quasi un bacio di Giuda… ma non ti dico a chi!

L’ultima volta che hai pensato: “Questa non ci voleva!”
L’ultima volta che sono andata dal dentista.

L’ultima volta che hai pensato: “Fantastico!”
Quando il mio dentista ha detto che i miei guai si potevano risolvere facilmente.

2 pregi e 2 difetti
La generosità e la comprensione. L’accidia e l’invidia

Prossimi progetti?
Tentare di far imparare il mio nome alla gente e scrivere, scrivere, scrivere…

Salutaci Nera come il giornale di cui sei co-llaboratrice.
Un saluto alla ‘Nera’ scrittura gloriosamente farcita di intrighi, delitti, crudeli efferatezze e un ‘E VAI!’ a Paolo Roversi il nostro direttore di Milanonera, a tutti i soci e ai nostri numerosi e straordinari collaboratori, con l’augurio di fare sempre meglio.

Adesso salutaci glauca come gli occhi di quel bell’uomo in copertina.
Rendo doveroso omaggio a storia, misteri, passioni, avventura e amore. Un grazie di cuore per quanto mi ha dato lo scrivere e, al mio bell’uomo, l’auspicio di fare tanta, tantissima  strada con le sue lunghe gambe.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in interviste, romanzo, Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...