SERGIO ROSSI

ATTIVITA’:  EDITORE DI BLACK VELVET EDITRICE CON OMAR MARTINI
SEGNI PARTICOLARI:  RISPONDO SPESSO ALLA DOMANDA “SÌ, MA PER DAVVERO, CHE LAVORO FAI?”
LO TROVATE SU:  TWITTER @SERGIOROUGES; FACEBOOK, WWW.BLACKVELVETEDITRICE.COM

Black Velvet è entrata nel gruppo Giunti: ci racconti cosa comporta questa acquisizione?
La casa editrice è entrata nel gruppo Giunti dall’estate 2010: questo ci ha permesso di avere una maggiore distribuzione e promozione, una strutturazione industriale più solida e professionale, e la copertura di un ufficio stampa che sta facendo un enorme lavoro, davvero impressionante, e di un ufficio marketing che ci coinvolge in iniziative sempre molto belle e che sopporta pazientemente i nostri ritardi nella consegna dei materiali per la promozione. Il lavoro mio e di Omar consiste nello scoprire i migliori, almeno per noi, romanzi a fumetti in Italia e all’estero, pubblicarli, venderli e incassare per produrne e acquistarne altri. In mezzo ci sta la lavorazione editoriale: tradurre e far tradurre, controllare tutto, emendare da refusi ed errori (o almeno provarci), seguire gli autori, impaginare e letterare i libri, fare belle copertine tenere i rapporti con i commerciali, l’ufficio stampa, le fiere, i lettori e così via: insomma, la vita “normale” di una casa editrice, solo in piccolo, dato che BV è composta da me, Omar e il fondamentale Ottavio Gibertini, maestro di grafica, e dei vari collaboratori con cui collaboriamo e, ovviamente, degli autori italiani e stranieri di cui pubblichiamo i libri. Rispetto ad altri marchi del gruppo, BV non si occupa di narrativa letteraria ma questo non ci impedisce di scambiare idee e opinioni con gli altri editor (loro sì che lo sono) di Giunti o degli altri marchi del gruppo. Per esempio all’ultima fiera del libro per ragazzi ho trovato un libro illustrato molto bello non adatto per Black Velvet ma perfetto per Motta Junior: all’editor di Motta Junior è piaciuto e quest’anno uscirà con questa etichetta: c’è insomma una bella osmosi.

C’è crisi anche nel mondo del fumetto?
Sì, certo: calano i consumi alimentari, figuriamoci i fumetti. C’è anche da dire che l’editoria è un settore perennemente in crisi per tanti motivi anche strutturali, quindi all’inizio della recessione ha retto meglio di altri ma stavolta si sente davvero anche in questo settore. Noi di BV stiamo riducendo le uscite per lavorarle meglio, anche perché in generale si sta esagerando con le troppe novità che spesso impediscono la formazione di un catalogo, oppure ingolfano i lettori con titoli di non propria eccelsa qualità. Questo porta al paradosso che senza novità è difficile che si amplino i cataloghi… insomma, bisognerebbe trovare una procedura empirica ma efficace, da monitore giorno dopo giorno, per monitorare le vendite e insieme non fermare la pubblicazione di novità. Novità che no vuol dire “ricerca spasmodica del bestseller”: i bestseller ci vogliono, ma la costruzione di questi a tavolino difficilmente ha funzionato. Mi rendo conto che quanto ho scritto è contraddittorio, ma la realtà editoriale spesso lo è.

Quali generi si prediligono?
Come BV prediligiamo gli autori che usano i generi letterari per raccontare, e non viceversa. Per esempio, il volume Sangue amaro di Jessica Abel, Gabe Soria e Warren Pleece utilizza il tema dei vampiri young adult per raccontare una storia di formazione utilizzando il genere al punto di prenderne anche in giro i luoghi comuni: insomma, è come Jessica Abel usa i vampiri che ci interessa, non i vampiri in sè. I nostri libri parlano, o almeno tentano, di raccontare l’oggi: questo vale sia per le novità sia per i classici che peschiamo dalla nostra memoria o dai nostri scaffali: basta pensare ad autori come Guido Crepax, di cui stiamo ripubblicando l’opera, oppure al Cerebus di Dave Sim, come alla striscia Doonesbury o alle storie di Gianni De Luca. C’è poi il settore Junior diretto ai lettori dai cinque anni in su, che ospita personaggi come i Puffi, i Mumin e anche Antonio Rubino; e la saggistica, dove abbiamo pubblicato la miglior biografia di Andrea Pazienza in giro. Nel settore Autori contemporanei ospitiamo autori italiani come stranieri: non importa il genere, ci interessa la qualità della proposta, che deve accordarsi con le altre in catalogo per ampliarlo, uno per tutti il francese Bastien Vives. Spero i lettori si accorgano di questa coerenza di proposta.

Se non fossi diventato quello che sei, cos’avresti fatto?
Temo l’ingegnere, come voleva mia madre, oppure il fisico, come dice la laurea che ho in armadio. In realtà non so vedermi in altro lavoro che non sia editoriale, forse per mancanza di immaginazione.

Il tuo rapporto con il fumetto
Vitale: ho imparato a legger sui fumetti, Topolino per la precisione, a quattro anni. Mio fratello maggiore si era stufato di leggermi lui le storie e quindi mi ha insegnato a farlo da solo, da l^ non ho più smesso. Se cercate un colpevole, prendetevela con lui. È quindi una questione di imprinting, come le oche di Konrad Lorenz. Il Fumetto è il linguaggio che preferisco in assoluto, pur avendo comunque esperienza lavorativa e autoriale anche in campo letterario e teatrale.

Dei disegnatori che ammiri
Molti, troppi. Per non dimenticarmene nessuno cito i più ovvi: Magnus, Pratt, Moebius, Alberto Breccia, Winsor McCay. Su tutti il cuore batte per Floyd Gottfredson, il disegnatore del Topolino a striscia. In genere prediligo scrittori e disegnatori che hanno una forte caratura narrativa: per me il Fumetto è un linguaggio narrativo, se non narra nulla un fumetto rimane una collezione di poster, magari belli ma sempre poster. Seguo molto gli sceneggiatori: anche qui cito i più ovvi come Pierre Christin, René Goscinny, H.G. Oesterheld, Bill Walsh, Guido Nolitta aka Sergio Bonelli, Alan Moore, Carl Barks, Romano Scarpa, Guido Martina, G.B. Carpi.

Cosa risponderesti a coloro che affermano che il fumetto è un sottogenere?
Che dovrebbero leggere qualche fumetto vero prima di giudicare, non fermarsi a ciò che leggevano a quando erano piccoli: sicuramente cambierebbero idea. Purtroppo il Fumetto in Italia ha avuto una vita travagliata che lo ha relegato nelle sentine, non solo della Cultura con la “C” maiuscola, qualunque cosa si possa intendere con questa parola, ma anche dell’industria editoriale in genere: simili pregiudizi nascono anche da lì. Ci sono anche a problemi sistematici dell’ambiente dei Fumettisti, spesso autoreferenziale, che ha prodotto e produce ancora opere e atteggiamenti autolesionistici. Per fortuna di tutti, compreso io, ci sono stati in passato editori, autori ed operatori che hanno lavorato molto per “sdoganare” – passami il termine – il Fumetto, spesso rimettendoci letteralmente la camicia, e anche oggi ce ne sono molti che stanno lavorando in quella direzione: speriamo che anche BV sia in questo novero.

Le prossime uscite Black Velvet
Sta per uscire una bella biografia di Fidel Castro scritta e disegnata dal tedesco Reinhard Kleist, quindi seguirà una novità editoriale che non posso anticipare ma che si farà sentire, noi lo speriamo.

Un artista con cui ti piacerebbe lavorare
Ce ne sono moltissimi, quindi dirò solo autori NON di fumetto: tra gli scrittori, gli italiani Michele Mari, Daniele del Giudice, Marco Malvaldi, Piersandro Pallavicini; tra gli “stranieri”, Murakami Haruki, Fred Vargas e Jean Echenoz. Più di tutti, mi sarebbe piaciuto lavorare con Grazia Nidasio, l’autrice di Valentina Mela Verde, Adriano Carnevali, autore de La contea di Colbrino, e Mino Milani, il più grande scrittore italiano d’avventura della seconda metà del XX secolo: tre punte del Corriere dei ragazzi, il giornale che ha influenzato la mia generazione.

Entri per un giorno in un fumetto. Quale scegli e perché?
Monsieur Jean di Dupuy&Berberian, perché è ambientato a Parigi.

Due difetti e due pregi
Difetti miei: troppi; pregi: troppo pochi, temo

L’ultima volta che hai pensato: “Questa cosa sì che la voglio fare!”
L’altro giorno guardando un libro a fumetti non ancora tradotto da nessun editore. Ovviamente non dico il titolo.

L’ultima volta che hai strappato un foglio di carta
Oggi: io lavoro sempre con un mucchio di fogli di carta. Se poi l’ho scritto io, normale che finisca strappato.

L’ultimo sogno ad occhi aperti
Poco fa, dico davvero: sogno ad occhi aperti e parlo da solo, la mia compagna e le sue figlie mi prendono sempre in giro per questo (hanno anche ragione).

Progetti?
Ricominciare a scrivere qualcosa di mio, è passato un po’ di tempo dall’ultima volta.

Salutaci da supereroe
Verso l’infinito, e oltre (Buzz Lightyear, da Toys di John Lasseter)

Adesso salutaci in stile Black Velvet
A presto (siamo un po’ laconici)

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