MARIA TERESA VALLE

ATTIVITA’: Cerco di godermi la vita
SEGNI PARTICOLARI: Un’espressione sempre incazzata
LA TROVATE SU: http://www.mariateresavalle.it
https//www.facebook.com/pages Maria-Teresa-Valle/266388803425818

Partiamo dal tuo ultimo romanzo uscito da poco per Frilli, “L’eredità di zia Evelina – Delitti nelle langhe”: se ti chiedessi un altro sottotitolo al libro?
“Segreti in famiglia”.

Quali differenze ritrovi, nella tua scrittura, rispetto al romanzo d’esordio “La morte torna a settembre” (Frilli, 2008)?
Il romanzo d’esordio fruiva di una scrittura del tutto istintiva. Ha avuto bisogno di un lungo lavoro di forbici. Oggi mi sento molto più padrona del mezzo tecnico, ad esempio mi piace usare il “presente storico”, che trovo molto efficace e nell’ultimo romanzo la mia protagonista parla in prima persona. Credo di aver imparato anche a essere meno didascalica e più sciolta nei dialoghi.

Il rapporto con Maria, la protagonista dei tuoi gialli
Per usare un’espressione che leggo spesso sulle pagine di Facebook tra noi c’è una “relazione complicata”. Maria è nata da una mia costola per essere un personaggio nuovo nel panorama del noir, straripante di uomini delle forze dell’ordine stropicciati dalla vita, tormentati e dediti alla bottiglia. Inizialmente mi somigliava come una goccia d’acqua, ma ben presto ha cominciato a ribellarsi. Oggi è diventata un personaggio a tutto tondo e spesso mi sfugge di mano, è testarda e ribelle. Decide lei quello che vuole fare. Sia io che suo marito, il povero Francesco, abbiamo i nostri problemi con lei.

Se ti incontrasse, cosa ti direbbe?
Mi sembra di vederla, davanti a me, con le mani sui fianchi, mi guarderebbe dritto in faccia e mi direbbe: “MT, lascia perdere, faccio io! Tu riposati, vai in palestra, vai a ballare, a scrivere ci penso io.”

E tu, cosa risponderesti?
Io la guarderei dritto in faccia, a mia volta le mani sui fianchi e le direi: “Marì, non fare la furba, che come ti ho creato ti distruggo! Attenta a te!”

Da biologa a scrittrice: hai dichiarato in una precedente intervista che i gialli hanno molte analogie con le pubblicazioni scientifiche…
Per la parte che attiene strettamente alle indagini bisogna assolutamente usare un metodo scientifico, che nel mio caso non vuol dire ricorrere agli esami chimici come il test del DNA o simili, ma dipanare i fili delle vicende con rigore logico. Questo è lo scheletro su cui poggiare la struttura del romanzo. È una parte che mi viene spontanea dall’allenamento che ho fatto esercitando la mia professione, in cui appunto le pubblicazioni scientifiche dovevano rispettare questo criterio.

Quali sono le tue origini?
Nasco in una piccola cittadina del savonese, nell’immediato dopoguerra, da un padre meccanico artigiano e da una madre casalinga. Ho avuto la fortuna di poter giocare per strada e avere le ginocchia sbucciate tutto l’anno (i bambini di oggi hanno ginocchia perfette). Abitando a Varazze passavo le vacanze estive a mollo in mare, e questa era la mia unica villeggiatura. Mi piaceva andare a scuola e devo la mia “capacità” di scrivere alla mia maestra. È lei che mi ha insegnato quello che so.

Tre cose che ti piacciono
Se prendo alla lettera la parola “cose” per significare “oggetti” dico: il gelato, l’ultimo vestito che mi sono comprata e il mio scooter.
Se intendo “cose” in senso più ampio dico: la vita, la vita, la vita.

Tre cose che detesti
Qui l’elenco potrebbe essere molto lungo… se mi devo limitare a tre allora dico: le zanzare, la neve e avere le mani sporche.

L’ultimo sorriso
Ieri sera, in birreria con i compagni dopo la lezione della scuola di salsa

L’ultima volta che hai fatto una bella litigata
Ieri pomeriggio con una ragazza che lasciava scorrazzare tre cani senza guinzaglio nel mezzo dei vicoli del centro storico.

L’ultimo bacio
L’ho dato ai miei nipoti!

L’ultima parolaccia
Ne dico continuamente…

L’ultima canzone che hai ascoltato
Sultans of swing dei Dire Straits

L’ultimo acquisto in libreria
I capolavori di Virginia Woolf

Un nuovo progetto
Sono stata contattata da un gruppo che fa Rock Progressive, i “Neverdream”, che mi hanno proposto una interessante collaborazione. Hanno in programma un nuovo “Concept Album” sul tema della pedofilia. Mi hanno sottoposto un canovaccio con la storia di un “serial killer” proponendomi di scrivere il romanzo da far scaricare on line in contemporanea con l’album in cui i testi delle canzoni raccontano la stessa storia. E’ un progetto sperimentale che mi intriga parecchio. A fine marzo firmerò il contratto, ma ho già cominciato a scrivere i primi capitoli.

Salutaci da biologa
Statemi bene!

E adesso salutaci come ci saluterebbe Maria
Ciao a tutti e non date troppo credito a quello che dice MT.

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