DANIELE PICCIUTI

NOME: DANIELE PICCIUTI (ANCHE CONOSCIUTO COME AGUZZINO INFERNALE)
ATTIVITA’:  FACTOTUM A TEMPO PIENO
SEGNI PARTICOLARI:   EGOCENTRICO A TAL PUNTO DA PENSARE CHE NON SONO PESSIMISTA, MA I PESSIMISTI SONO PIU’ OTTIMISTI DI ME
LO TROVATE SU: HTTP://DANIELEPICCIUTI.WORDPRESS.COM E HTTP://NEROCAFE.NET OLTRE FACEBOOK E QUALCHE ALTRO SOCIAL CHE ANCORA NON HO CAPITO COME FUNZIONA (MA INTANTO CI STO)

Le tue origini
Trentotto anni fa nasceva a Roma un bambino come tanti. Come tanti, crescendo, si rendeva conto di quanto fosse difficile la vita. I primi problemi. Le prime responsabilità.

I primi esami, a scuola e nel quotidiano. Forse è per questo che la fantasia, la creatività, le sento innate in me. Mi sono cresciute dentro per accompagnarmi in questo difficile cammino che è l’esistenza, mi hanno spronato, protetto. La mia origine è, forse, tra le nuvole e il sogno.

Il tuo rapporto con la scrittura
Cambia di continuo. Si evolve. Imparo ogni giorno cose nuove, affino il mio stile, gioco con le parole e con le immagini, soprattutto mi diverto. La scrittura è mia compagna. L’evoluzione materiale di quella creatività di cui parlavo.

“I racconti del Sangue e dell’Acqua” è il tuo libro edito da Bel-Ami edizioni. Perché hai scelto proprio sangue e acqua, due elementi così evocativi? Cosa rappresentano?
Sono gli elementi alla base della vita. Beh, elementi “visibili”, altrimenti dovrei scomporli fino ai minimi termini (molecole e quant’altro). Ho volutamente utilizzato il sangue e l’acqua per realizzare la raccolta. Nell’immaginario comune, il sangue è già rappresentativo del genere horror. La “perdita” di sangue rappresenta la morte. Lo splatter, il pulp ci insegnano che quanto più rosso spargiamo tra le pagine (o sullo schermo, al cinema), quanto più inquietiamo il lettore (o lospettatore). L’acqua? È mistero. Basti pensare alle profondità oceaniche, a quel che celano. Segreti. Creature nascoste. Incubi. L’immaginazione corre. Potremmo dire che dall’acqua emergono gli orrori che spargono sangue all’interno del libro. Anche se non è – solo – propriamente così. Il libro è diviso in due cicli, sangue e acqua. Ogni titolo ha un suo sottotitolo che conduce a quello seguente fino all’ultimo in cui questo doppio ciclo si riunisce formandone uno. Unico e infinito. Come diceva qualcuno “nulla si crea, nulla si distrugge. Tutto si trasforma”.

Se ti chiedessi un sottotitolo al libro?
Come dicevo, ogni racconto, oltre al titolo, ha un sottotitolo. Trovarne uno per il libro? Forse “L’eterno ciclo della vita e della morte”, anche se è un po’ pomposo. Forse meglio “Tredici storie da incubo”.

I tuoi maestri
Maestri è un parolone. Non credo di aver mai avuto un vero maestro, fuorché l’esperienza, il confronto con altri autori. Ti posso dire quali sono gli autori con cui sono cresciuto, sotto il profilo horror: Stephen King, Dean R. Koontz, Peter Straub, H.P. Lovecraft. Per il fantasy Tolkien, Gemmell, Brooks. Più recente la Rowling di Harry Potter da cui ho imparato che la scrittura anche quando è semplice può essere d’effetto. E poi Joe Lansdale. Se non l’avete mai letto, dovete farlo! Da lui ho imparato molto.

Cosa ti dà la carica?
La passione e la voglia di creare, immagino. Oltre a una buona dose di vanità per cui trovo soddisfazione nel vedere scritto il mio nome in copertina. Non che sia successo spesso, ma la lotta continua.

Cosa ti abbatte?
Nella scrittura, veramente poco. Anche quando attraverso momenti no, poi riesco comunque ad andare avanti. La carenza di idee non è un problema per fortuna. Più che altro mi succede che i problemi di tutti i giorni “gambizzino” la mia voglia di scrivere. Ecco, se ho un problema ho difficoltà a concentrarmi, a immergermi nelle mie storie. In questi casi mollo tutto e mi guardo un film. Nella vita, mi abbattono le sconfitte. Fallire in qualcosa. Anche se col tempo ci ho fatto un po’ l’abitudine e ho imparato a rialzarmi.

Cosa ti manda in bestia?
La maleducazione, l’ottusità, la cattiveria della gente. Ultimamente me ne sono capitate diverse di persone così, sulla mia strada. Non riesco proprio a sopportarle. E divento sempre più intollerante. Una volta perdonavo con più facilità. Oggi no. Porgere l’altra guancia non fa per me. Anche se non sono un astioso. Se mi chiedono scusa – e lo fanno col cuore – so perdonare.

L’ultima volta che hai fatto una bella litigata
Ecco. Dal vivo penso sia passato molto tempo. Tre anni, forse. Come dicevo, non sono un litigioso. Più recentemente mi è capitato invece di litigare – e anche troncare rapporti – con persone che conoscevo in maniera “virtuale”, su qualche forum o su facebook. Persone poco importanti, direi. Non so se, in fondo, contino come risposta. Incomprensioni, anche con persone vicine, invece capitano più spesso. Per fortuna lì è possibile ricucire.

L’ultima risata di gusto
Ce ne sono tante per fortuna. Rido quando mia figlia – che ha meno di sei anni – mi prende in giro in modi che non mi aspetto. Coglie tante di quelle sfumature da lasciarmi senza fiato. Sa persino parlare coniugando in modo corretto il condizionale!

Un nuovo progetto
Uno? Direi troppi! Sto scrivendo un thriller in questo momento. Ho tre romanzi di vari generi (un technofantasy, un fantasy per ragazzi e un fantasy hard boiled) finiti a cui devo trovare una collocazione: pubblicazione, cassetto o cesto della carta straccia. Per non parlare di tutte le attività che sono in fermento con Nero Cafè. A volte penso che tutta questa frenesia mi distruggerà. Laura Platamone (che oltre a essere mia attuale compagna nella vita, è la mia editor personale e collega nerocafettiana) dice che sono un impaziente. Ha ragione naturalmente, ma noi scrittori ce l’abbiamo nel sangue, credo. La voglia di realizzarci ci logora.

Sei direttore della rivista (qui scaricabile) Knife di Nero Cafè. Qual è la sua filosofia?
Knife nasce per raccogliere in sé i generi giallo, noir, thriller, horror e mistero in tutte le loro sfaccettature, fino ad arrivare ai parenti più prossimi come gothic e weird. Su Knife parliamo di letteratura, editoria, cinema, teatro, poesia, musica, cronaca e quant’altro vi venga in mente. Ci piace dare un senso di completezza. Knife vuole porsi come riferimento per la cultura “nera” e riunire tutti gli appassionati degli argomenti su citati. Per darti un’idea della nostra determinazione, Nero Cafè ha appena varato il progetto Nero Press, il nostro marchio editoriale, con il quale in primavera pubblicheremo il primo titolo, un romanzo dell’autore americano Kim Paffenroth, una storia che vede protagonista nientemeno che Dante Alighieri alle prese con un’orda zombie durante il periodo del suo esilio e del quale, in effetti, sappiamo molto poco. Cosa ha davvero ispirato Dante nella stesura dell’Inferno? Ecco, questa è l’idea di partenza del Prof. Paffenroth. Su Knife, nel prossimo numero, lo intervisteremo per saperne di più. L’interazione con gli autori è fondamentale per noi. Trovo Knife molto stimolante da questo punto di vista.

Salutaci uscito da Knife.
Volevi dire uscito dal Nero Cafè? In ogni caso avrei senza dubbio un coltello in mano. Sogghignerei. Il resto sarebbe una ferita da arma da taglio. Letale.

E adesso salutaci col sangue e con l’acqua.
ZAK! SPLASH!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in interviste, Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a DANIELE PICCIUTI

  1. Pingback: Marilù Oliva intervista Daniele Picciuti | Laura Platamone

  2. Pingback: Daniele Picciuti intervistato da Marilù Oliva « Danielepicciuti’s Weblog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...