DEBORA SPATOLA

ATTIVITA’: MAMMA ANTICONVENZIONALE E INCALLITA RACCONTASTORIE.
SEGNI PARTICOLARI: UHM.
LA TROVATE SU: http://www.deboraspatola.it ,SU FACEBOOK, E SULL’ISOLA CHE NON C’È.

Raccontaci le tue origini e la tua città
Sono palermitana e lo sono rimasta a distanza di dieci anni. Ho lasciato Palermo in preda a quelle crisi adolescenziali in cui si dice “scappo da questa città”. È stata una scelta difficile e vivere da sola era molto faticoso ma mi ha resa quella che sono adesso. Tuttavia la Sicilia mi è rimasta radicata dentro e non se ne andrà mai. La cosa bella di Palermo è che c’è arte dovunque, e che sono tutti artisti.

Cosa rispondi quando ti chiedono che lavoro fai?
Dico che faccio la mamma e basta. Dire che scrivo fa uno strano effetto alla gente, e io non voglio mettermi al centro dell’attenzione.

Il tuo romanzo si intitola “Villa Luna”, (Arduino Sacco Editore). Quali temi tratta, oltre a quello del rapimento, del male, della violenza e dell’imprevedibilità delle situazioni?  
In “Villa Luna” c’è la passione per la vita, anche se sembra un controsenso con quello che hai appena detto. È una storia psicologica dove affronto il tema di una precisa psicosi che porta il rapitore a fare quello che fa. Ma parla anche di danza e, in maniera subliminale, del culto per la Dea madre. Non come religione a parte però, come devozione per la donna, la sua femminilità che è madre della vita.

Venus, la protagonista, è una ballerina rapita per essere abusata e uccisa. Ma qualcosa fa saltare i piani… cosa c’è di tuo in Venus?  
Sarebbe più esatto chiedermi cosa c’è di mio nel rapitore. Mi sento molto più vicina a lui, emotivamente. D’altronde si sa, non è il sadismo che spinge a compiere certe azioni, spesso è soltanto semplice bisogno di rivalsa. Può degenerare fino ad arrivare alla completa perversione. È un po’ come urlare. E i piani saltano per questo: la ballerina rapita percepisce l’urlo disperato di questo “psicopatico” e inizia paradossalmente a rispondere alla sua richiesta di attenzione.

Così si legge nella presentazione del tuo sito http://www.deboraspatola.it/: “Villa Luna fa da palcoscenico a due corpi che s’incontrano e si respingono, si odiano e si amano, si temono e si desiderano fino a compenetrarsi a tal punto da assimilare in sé la forma perfetta della malattia: l’amore”. Cos’è per te l’amore?
Questa domanda è più difficile di quella sui segni particolari 🙂 L’amore diventa ossessione con una facilità estrema. Diventa ossessione tutte le volte. Mi piace perché mi piacciono le cose forti. Anche se ho imparato a gestire perfino questo. L’amore per me è il più godurioso tra i vizi. Anche quando  fa soffrire.

Qual è il tuo rapporto col male?
Come quello con l’amore. È una passione forte, innata dentro di me. È un rottweiler che tira al guinzaglio e che trattengo a fatica.

Com’è la situazione editoriale in Italia?
Tutti dicono che è un disastro ma io trovo ci sia un certo equilibrio. Il fatto è che ormai siamo tutti scrittori. Ci sono scrittori ovunque, siamo sotto assedio. Di conseguenza ci sono più editori che supermercati e un panorama editoriale multicolore che ne presenta di tutti i tipi. Lo trovo divertente.

Hai faticato a pubblicare? Trovi che per una donna sia più difficile che per un uomo o ci sono le stesse possibilità/difficoltà?
Non lo so. Credo che sia uguale. La protagonista è l’opera, non lo scrittore, spero. Comunque sì, una gran fatica trovare editore e una gran fatica la fase di promozione. È molto meglio la fase di scrittura che quella di edizione.

Un commento che han fatto al tuo lavoro, che ricordi con piacere
Ho un SMS sul cellulare che rileggo quando mi sento giù. Dice: “grandi emozioni, villa luna è un capolavoro”. Me lo ha scritto un’amica, non vale, vero? Però è un’amica attendibile! 🙂

3 libri che ti porteresti sulla Luna
“Norwegian Wood”, “Follia” e, se sono concessi i manga, “Video Girl AI”. Me ne sono appena pentita, sono tre storie d’amore? Mi stupisco di me.

3 libri che non ti porteresti mai sulla Luna
Facciamo tre a caso di Palahniuk. È il mio scrittore preferito. Così non vedrei l’ora di tornare.

L’ultima volta che ti sei arrabbiata
Tantissimo tempo fa, non me lo ricordo. O forse, non è mai accaduto.

L’ultima volta che hai tentato inutilmente
Ieri. Invitare a cena fuori mio marito è più difficile che trovare editore.

L’ultima volta che hai tentato con successo
Ho la sensazione di non esser mai riuscita in niente. Sicuramente non è vero ma dato che sono pessimista e perennemente insoddisfatta, devo rispondere così.

L’ultima volta che hai pensato: “Fantastico!”
È un po’ come la risposta che ti ho dato prima. Sono anedonica. No, aspetta, ho pensato “fantastico” quando la famosa scrittrice Marilù Oliva mi ha proposto di fare un’intervista. In realtà sono io che avrei voluto intervistare lei 😉

L’ultima volta che hai avuto paura
Ho sempre paura. Anche adesso. Ho una fobia patologica per gli scarafaggi. Temo di trovarmeli perfino sulla tastiera del pc. È solo una delle mie  nevrosi 🙂

L’ultimo bacio che hai dato
Stamattina, ai miei bimbi che vanno a scuola 🙂   O intendevi il bacio quello passionale che si dà a un uomo? Beh, non amo i baci. Ho altre preferenze.

Due pregi e due difetti
Sono la persona più tollerante della terra. Riesco a comprendere gli errori di chiunque. E sono creativa. Due difetti… urca ne ho tantissimi. Quelli che mi pesano di più (e anche a chi vive con me), sono patologicamente disordinata e ho la testa perennemente altrove, lontanissimo.

Progetti?
Presto partirò in esplorazione degli oceani e razzierò beni e tesori in tutto il mondo con la più grande nave da pirati e il gruppo più malconcio mai esistito.

Salutaci irriverente
In siciliano: ma vattinni va’!

Adesso salutaci da Villa Luna
L’ultima cosa che ricordo, stavo cercando la porta. Dovevo trovare un passaggio per tornare dov’ero prima. “Rilassati”, disse l’uomo notturno, qui siamo programmati per accogliere. Puoi lasciare la stanza e pagare quando vuoi, ma non potrai mai andartene realmente”.

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