GRAZIA VERASANI

ATTIVITA’:  
SCRIVERE, SUONARE
SEGNI PARTICOLARI:  SPERO DI SÌ.
LA TROVATE SU:  SU UN DIVANO,
GENERALMENTE. OPPURE QUI :
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Nel 2010 è uscito il cd Sotto un cielo blu diluvio: dodici pezzi di cui hai scritto sia la musica che le parole, con abbinato un racconto musicale. Un progetto no budget che è nato sotto una buona stella grazie anche all’aiuto e al talento di musicisti come Arturo Stàlteri, Camilla Missio, Vincenzo Pastano, Frank Nemola. La canzone che ti ha procurato più empatia, mentre la scrivevi
Di sicuro “E.”, che è l’iniziale del nome di un’amica che non c’è più. Ma anche “Con le mani potrei”, nata dopo la fine di una storia.

Quella che ti ha più divertita
Senza dubbio “Interiora”, un walzer all’insegna dell’ironia.

Una cosa che han detto, della tua voce, che ricordi con piacere
Che è diversa.

La correlazione tra le arti: quanto la scrittrice e la cantautrice?
Soffro di un eclettismo disperato, non so scegliere, posso solo mescolare.

Di tutti e di nessuno, uscito con Kowalsky, ha visto per la terza volta protagonista il tuo personaggio seriale Giorgia Cantini (immortalata cinematograficamente nel film Quo Vadis Baby? di Gabriele Salvatores, tratto dall’omonimo libro). Ci sarà un quarto libro dedicato alla Cantini?
Sì, l’ho appena finito. Ora inizierò il lavoro di editing. Salvo cambiamenti dell’ultima ora, l’uscita è prevista per giugno 2012 con Feltrinelli.

Tre cose che hai in comune con l’investigatrice Giorgia Cantini
Le contraddizioni. Le sigarette. Certe battute.

Se la incontrassi, cosa le diresti?
Ci somigliamo.

E lei, cosa ti direbbe?
Cominci ad avere qualche anno più di me.

La tua attenzione per la donna non è nuova. Penso anche allo spettacolo From Medea tratto dal tuo libro omonimo pubblicato da Sironi. Come annuncia il titolo,il libro si concentra su una colpa, l’infanticidio, che lega quattro vite: quelle di Rina, Vincenza, Eloisa, Marga. Chiuse in una stanza, all’interno di un carcere psichiatrico giudiziario, trascorrono il loro tempo espiando una condanna che è soprattutto interiore: il senso di colpa per un gesto che ha vanificato le loro esistenze. Com’è stata l’esperienza della scrittura di un argomento così drammatico?
La pièce From Medea è nata dalla rabbia di vedere come l’argomento veniva trattato mediaticamente, con grossolana superficialità. E’ un testo nato di getto, che ho sentito molto. Sono felice che sia tutt’ora rappresentato in teatro. Ad aprile uscirà anche la versione cinematografica: Maternity Blues, per la regia di Fabrizio Cattani, distribuito da Fandango, e di cui sono co-sceneggiatrice. Il film è stato in concorso all’ultimo Festival di Venezia nella sezione “Controcampo” e ha già raccolto premi importanti all’estero.

Quando hai deciso che saresti diventata scrittrice?
Non l’ho mai deciso. Ho cominciato a scrivere da bambina: racconti di tre pagine dove i protagonisti morivano sempre. Non ho più smesso.

Quali ostacoli hai incontrato prima di diventarlo?
Ho affidato il primo romanzo, nel ’99, a un piccolo editore, e avevo già pubblicato parecchi racconti su varie riviste: ho fatto la cosiddetta “gavetta”.

Se ne incontrano anche dopo di ostacoli?
L’unico vero ostacolo è riuscire a scrivere un bel libro.

Due cose che ami e due cose che detesti dell’ambiente culturale italiano
Detesto la sua incapacità di scrollarsi di dosso la politica, e la sua rassegnazione a farsi “controllare”. Poi come sempre c’è chi fa gioco di squadra, avendo più o meno in mente la stessa visione delle cose, e altri che pensano solo a autopromuovere se stessi ovunque ce ne sia occasione, o che si sentono dei geni appena scalano una classifica. La società letteraria non esiste più da molti anni. Ma per fortuna esistono ancora persone per le quali l’arte e la cultura sono un modo di vivere.

L’ultimo bacio che hai dato
In stazione.

L’ultimo rifiuto che hai dato
Non rifiuto, al limite scanso.

L’ultima volta che ti sei arrabbiata
Ogni volta che accendo la tv e per sbaglio vedo Giuliano Ferrara o qualcuno come lui..

L’ultimo sorriso che hai fatto
Sorrido in continuazione, anche quando non ne avrei motivo.

Un tuo talento (oltre alla scrittura)
La voce. Avrei voluto continuare a fare doppiaggio.

Un tuo limite
La pigrizia.

Quando qualcuno ti corteggia con eleganza, giochi o sfuggi?
Cerco di giocare sempre a carte scoperte.

Le armi di seduzione che ti conquistano
Il senso dell’umorismo. Il talento. La fantasia.

Cosa ne pensi delle diatribe sui generi? Sono utili, inutili, polemiche…
Inutili.

Quando qualcuno ti chiede quale sia la differenza tra giallo e noir, cosa rispondi?
Parlo in francese e dico “polar”.

Salutaci con un “Vuoto d’aria” (Transeuropa, 2010)
“L’amore è come la musica, si sente e non si spiega.”

Adesso salutaci  come ci saluterebbe Giorgia Cantini
Citerebbe Jimi Hendrix “La storia della vita è più veloce di un batter di ciglia, la storia dell’amore è ciao, arrivederci, alla prossima”.

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