GIANLUCA MOROZZI

ATTIVITA’: Scrittore
SEGNI PARTICOLARI: Un occhio in parte marrone e in parte azzurro
LO TROVATE SU: facebook


Come nasce Angie, la protagonista di “Chi non muore” (Guanda, 2011)?
Qualche anno fa mi hanno chiesto di scrivere il soggetto per un mediometraggio noir di ambientazione bolognese e studentesca. Mentre pensavo a cosa diavolo inventarmi, avevo sentito la canzone dei Verdena “Angie”, e il verso “lunedì è l’ora delle streghe, Angie” mi aveva aperto dei mondi. Ho scritto un soggetto, il mediometraggio non si è fatto, ma Angie e Mizar sono sopravvissuti a quella prima, remota idea…


Perché la scelta del noir?
Intanto, perché gli editori me lo chiedono. Poi, perché mi annoierei a far solo ridere o a parlare solo di rock o a legare soltanto vittime di serial killer a una sedia… mi piace passare da un campo giochi all’altro, quando scrivo.

Quando da piccolo ti chiedevano: Che lavoro vuoi fare?, cosa rispondevi?   
La risposta è cambiata negli anni: supereroe, architetto, calciatore, chitarrista, e alla fine scrittore. (Come architetto intendevo: l’architetto che costruirà il palazzo più alto del mondo, di mille piani, in cui abiteranno gratis tutti i poveri della città. Avevo otto anni.)

Quanti libri hai pubblicato?       
Circa quindici.

Di questi dicci…
il più matto: -Serena variabile
il più claustrofobico: -Blackout
quello che fa più ridere: -L’era del porco
quello che più commuove: -Despero

Il plot dell’ultimissimo lavoro…
Angie è una studentessa di 22 anni, fuorisede a Bologna, molto carina e molto simpatica, che si ritrova a indagare su un vecchio caso di cronaca mai risolto: un misterioso triplice omicidio, tre componenti di una sconosciuta band bolognese uccisi in una sola notte, in tre punti diversi della città. Il quarto membro, sopravvissuto perché stava suonando a centinaia di chilometri di distanza, e provatissimo dalla tragedia, la farà innamorare a prima vista. A quel punto, Angie e l’amico Lucio (forse gay) cercheranno di scoprire l’assassino e di far conquistare ad Angie il bel musicista malinconico. La caratteristica del romanzo, però, è che Angie muore a pagina 1, accoltellata dall’assassino misterioso, e ci racconta la storia cadendo a terra negli ultimi istanti di vita…

È uscito per Fernandel “Spargere il sale”, una raccolta di racconti. Tra questi, uno è presentato come “La maledizione della band imprigionata in un eterno bis.” Hai preso spunto dalla tua esperienza di musicista?
No, a noi il bis non lo chiedono mai…

Una delle domande poste nella presentazione è Avete mai provato a chiedere un prestito a una finanziaria quando sulla vostra carta d’identità, alla voce Professione, c’è “scrittore”?. Tu hai mai provato? Ci dici qualche “contro” pratico della condizione di scrittore?
Non ho mai provato a chiedere un prestito, ma in compenso ho cercato di affittare un bilocale. E’ difficilissimo, se fai lo scrittore! Alla fine mi hanno chiesto in garanzia la cedolina della pensione di mia madre… e io ho affittato un altro bilocale.

E qualche “pro”?
Ci sono soltanto dei “pro”, in realtà! Ti alzi la mattina quando ti pare, vieni pagato per scrivere, giri l’Italia,  le ragazze adorano gli scrittori… Vedi dei lati negativi? (A parte la storia dell’affitto, d’accordo.)

Come ti poni nei confronti dello stile? Quali sono le tue prerogative?
Lo stile lo cambio a seconda della storia. Padroneggio tre o quattro stili diversi, e li uso indifferentemente. Non potevo certo scrivere Cicatrici o Blackout con lo stesso stile di Serena variabile o Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte!

Un commento che han fatto al tuo lavoro
“Morozzi è un raccontatore nato.” Ma anche “Che bel libro!”, l’inizio della recensione del Mucchio a Cicatrici.

3 libri che ti porteresti sulla Luna
“Guida galattica per gli autostoppisti” sulla Luna potrebbe servire. Poi due pesi massimi come “L’uomo senza qualità” e “L’arcobaleno della gravità”, così riuscirò finalmente a leggerli.

3 libri che non ti porteresti mai sulla Luna
“La versione di Barney”, “Chiedi alla polvere”, “Bassotuba non c’è”: sono affezionato a tutti e tre, e ho paura che con la gravità lunare volino via.

L’ultima volta che ti sei arrabbiato
Genoa-Bologna 2-1, a dicembre.

L’ultima volta che hai tentato inutilmente  
Ehm… non mi era mai successo, lo giuro… forse sono stanco… lo stress… ho bevuto troppo…

L’ultima volta che hai tentato con successo
Grazie, mister Cialis!

Dicci qualcosa di cattivo/antipatico
Fabrizio Corona

Dicci qualcosa su di te che proprio non immaginiamo
Il primo concerto che ho visto in vita mia è stato quello di Madonna a Firenze, nell’87. In quello stesso anno ho rubato senza volerlo Un cantastorie dei giorni nostri di Claudio Baglioni dal reparto musica della Standa. (Tanto il reato è in prescrizione, no? Ero anche minorenne!)

È vero che non sei più tifoso del Bologna ma sei passato al Milan?
Non dirlo neppure per scherzo.

Ma questa passione per il Bologna: come nasce? Come si può estirpare? 😉
Nasce da mio nonno, che mi ha contagiato, e dalla prima volta che sono entrato allo stadio (un orrendo Bologna-Empoli 0-0 di serie B) e sono rimasto incantato…la passione per il Bologna, piuttosto che estirparla, mi estirpo da solo!

Insegni in una scuola di scrittura. Ce ne parli? Lo sai che i tuoi allievi sono entusiasti?
Sono entusiasti perché dopo le lezioni li porto a bere, in modo che i temi della lezione e la mia incapacità si perdano in una nebbia… no, be’, il corso di primo livello è molto pratico, faccio scrivere molto precisando fin dal primo giorno che non siamo a X-Factor, che non ci sono eliminazioni né stroncature in pubblico, chi vuole leggere i propri racconti fa una cosa molto gradita, chi vuole darli a me senza leggerli lo può fare, chi li vuole stracciare è libero di farlo. Cerco sempre di creare un bel gruppo, per fare una cosa bella, utile e divertente tutti insieme. Al secondo livello faccio scrivere un po’ meno, ma ho due cattivissimi compiti in classe a sorpresa…

Redigi la voce “SCRITTORE” per il nuovo Zingarelli
Uno che si preoccupa di scrivere, più che di spiegare agli altri cosa non devono scrivere e come non devono scriverlo.

Due tuoi pregi e due difetti
Sono accomodante, e non mi annoio assolutamente mai. In compenso non so leggere ad alta voce e non so cambiare una gomma in autostrada.

Salutaci come ci saluterebbe Nemo Quegg, direttamente dal romanzo che ti ha fatto piazzare in finale al Premio Scerbanenco 2010: “Cicatrici” (Guanda)
Ci vediamo nella prossima vita!

Adesso salutaci come “Chi non muore”
Non affezionatevi a me, perché, ahimè, tra poco muoio.

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