MASSIMO VITALI

ATTIVITA’: PSICOLOGO PER AUTOMOBILISTI SEGNI PARTICOLARI: CICATRICE SU SOPRACCIGLIO SINISTRO (UNA LUNGA STORIA DI PIRATI)

LO TROVATE SU: WWW.MASSIMOVITALI.ORG

“Se son rose” è il tuo secondo libro, un romanzo uscito per Fernandel. Un uomo rimasto chiuso nel bagno di un cinema, inizia a riflettere sulla propria vita. Rimarrà chiuso per giorni e andranno a trovarlo una serie di insoliti personaggi. Parlaci di questi personaggi…

I personaggi sono quelli che ci si aspetta di trovare normalmente fuori dalla porta di un bagno delle donne di un cinema: fotografi, maniaci, preti, cani, travestititi, psicanalisti, fabbri, venditori porta a porta.. Personaggi tra i più disparati (e disperati) che tuttavia hanno una caratteristica comune. Visto che da lettore mi capita spesso di arenarmi in certi romanzi in cui non riesco a stare dietro ai nomi dei personaggi, nel mio piccolo ho cercato di venire incontro al lettore: i personaggi secondari di questo romanzo si chiamano tutti Giuseppe.

Ti è mai capitato di restare chiuso in un bagno? 😉

Intendi rimanere chiuso nel bagno delle donne di un cinema? Come tu ben sai, la prima regola per uno scrittore che si rispetti è “scrivi ciò che sai”. Ho barato. Spero che non se ne accorga nessuno.

Pensi che la dimensione esistenziale (nel primo libro le riflessioni ironiche sull’amore, ora sulla vita) ti sia congeniale? Insomma: sei un grande pensatore?

È vero, penso che la dimensione esistenziale mi sia congeniale. Perché credo che senza pensieri non si può mica vivere. Ecco dunque l’urgenza di una dimensione esistenziale nella letteratura: si scrive per sopravvivere.

Ne “L’amore non si dice”, il tuo primo libro, uscito per Fernandel, Teresa, stufa di ricevere quintalate di lettere, impone ad Edoardo di non scriverle più lettere d’amore. Così lui cambia strategia: destinataria è sempre Teresa, ma l’oggetto del suo flusso epistolare non è più l’amore, bensì ogni angolo e aspetto della vita, non solo quotidiana: dal barbiere, ai ricci coi loro aculei, ai fantasmi ai fiori secchi. Massimo, l’amore non si dice. Cos’altro non si dice ancora?

Per esempio “l’assolutamente” della domanda qui sotto. Secondo me “assolutamente” è uno degli avverbi più brutti del mondo. Peggio del prezzemolo. Lo si sente dappertutto. La lingua è importante. Usiamo gli assolutamente come il pepe: ci deve essere, ma non si deve sentire. Parto male?

Cosa, invece, si deve assolutamente dire?

Italiani: smettiamola di esagerare con questi assolutamente! Prometto assolutamente che non lo usero più.

3 cose che hai in comune col personaggio Edoardo.

Direi tutto. Solo che lui vive in un libro e io fuori. Fuori non si può vivere così. In un libro sì. Io mi sento un po’ spaesato.

A pag. 138 magnifichi gli effetti ipnotici del forno a microonde. Ma lo sai che il forno a microonde fa malissimo?

Questa è una leggenda metropolitana come i coccodrilli che vivono nelle fognature di New York. Io ci sono stato nelle fognature di New York: non li ho mica visti i coccodrilli. E poi uso sempre il forno a microonde e guarda come sono alto. (Si vede?)

È stato difficile pubblicare?

Ho spedito i miei scritti a qualche casa editrice fino a tre anni fa quando mi sono accorto che il materiale che inviavo forse non era pronto per essere letto (erano racconti che avevano come filo conduttore la vita di alcune mozzarelle). Perciò ho smesso. Poi l’anno scorso ho letto di un concorso e ho partecipato con uno dei racconti sulle mozzarelle però togliendo le mozzarelle. Ho vinto. Così ho capito la prima regola per farsi pubblicare: mai parlare di latticini.

A pag. 35 Edoardo racconta della presentazione di un autore, al termine della quale lui si è avvicinato allo scrittore e gli ha consegnato delle poesie. Lo scrittore l’ha guardato un po’ perplesso. Approfondiamo un attimo la questione. Secondo te uno scrittore conosciuto dovrebbe mostrare attenzione verso un aspirante? O, per lo meno, non dovrebbe guardarlo con aria stranita quando questi gli chiede di leggere un suo lavoro?

Credo che in quel momento lo scrittore guardasse con aria stranita Edoardo perché con tutto quello che poteva chiedergli gli aveva chiesto se era venuto in treno e poi non gli aveva neanche comprato il suo libro. Certe cose non si fanno. Per il resto credo che ogni scrittore sia cosciente del fatto che ogni aspirante tale vorrebbe fargli leggere almeno una volta, almeno una virgola, di ciò che ha scritto.

3 passioni

Io che sono una persona banale rispondo scrivere. Mi piace quasi quanto sapere che qualcuno legge quello che scrivo. Poi mi piace andare per mercatini a scovare le edizioni dei libri che non si trovano più in libreria perché sono vecchi. Io amo le vecchie edizioni dei libri. È una passione talmente grande che ingloba anche la terza.

3 libri che ti porteresti sulla Luna

Nessuno. Si rovinerebbero durante il viaggio. Al limite mi porterei un taccuino per scrivere cosa si vede da lassù.

3 libri che non ti porteresti mai sulla Luna

In questo caso ti direi sicuramente La casa dei libri di Richard Brautigan, Il grande libro dei Peanuts di Charles Shulz, Natura morta con picchio di Tom Robbins ma solo perché ne posso dire solo tre. Ad esempio dal dentista potrei non portarmi mai qualunque libro di Achille Campanile e mentre sono sotto la pioggia senza ombrello non porterei mai qualunque libro di Gianni Rodari, Donald Westlake, Raymond Queneau e un libro che ho letto di recente e consiglio a tutti: La vita davanti a sé di Roman Gary.

L’ultimo bacio che hai dato

Con la lingua?

L’ultimo rifiuto che hai dato

Una bottiglia di vetro alla Hera, domenica pomeriggio, nell’apposita campana verde col buco sopra.

Una volta che ti sei arrabbiato

Un pomeriggio alla prima presentazione del libro nella mia città, copie presenti in libreria n.30, richieste del pubblico più del doppio che è tornato a casa senza. Dediche fatte sui palmi delle mani.

L’ultimo sorriso che hai fatto

Adesso, per avere proprio l’ultimo ultimo.

Preda o cacciatore?

“Nessun fiocco di neve è mai caduto nel posto sbagliato.” (L’ho letta poco fa in un quaderno che mi hanno regalato, mi sembrava che in qualche modo non c’entrasse niente e allora l’ho scritta.)

L’ultima volta che hai pensato: “Questa non ci voleva!”

A Pasqua, quando il figlio della mia ex ha vomitato sul divano di casa mia e sulla coperta di lana fatta a mano e sul cuscino di cotone però a forma di pera ma soprattutto ripeto sul divano.

L’ultima volta che hai pensato: “Fantastico!”

Quando ho scoperto che a differenza della coperta e del cuscino il divano di pelle non entra in lavatrice.

2 pregi e 2 difetti

Ma valli a capire…

Ma il tuo libro… a che genere appartiene?

Ai libri che non hanno le ruote allora per spostarsi hanno bisogno del passaparola.

E tu, a che genere appartieni?

Bella domanda, la migliore di tutte. Talmente bella che non la so nemmeno io. Ti dispiacerebbe passarmi il sale?

Progetti?

Ho finito la prima stesura di un nuovo romanzo che parla di un uomo che deve riflettere e allora sto riflettendo anche io se è giusto che lui rifletta oppure no.

Salutaci con una delle tue belle ricettine polivalenti del tuo primo libro.

Direi di procedere con la ricetta delle uova alla pizzaiola. Svolgimento: prendi due uova fresche e poi appoggiale sul tavolo perché non è adesso che servono. Ora prendi una maschera da sub e un coltello con cui dovrai affettare una cipolla. Affettala proprio con livore, come se ti avesse fatto un torto tipo farti piangere l’ultima volta che ne hai sbucciata una. Poi togli maschera e coltello e spargi in una padella antiaderente dell’olio a cui aggiungi il trito di cipolla pentito. Quando è talmente pentito da imbrunire come un tramonto aggiungi della polpa di pomodoro, un po’ di sale e molto origano a seconda di quanto ne hai in casa. Fai cuocere per cinque minuti puoi finalmente riprendi le uova e rompile sul laghetto colorato dentro la padella. Quando l’albume si sarà rappreso spegni il fuoco, aggiusta di sale e il piatto e pronto!

Adesso salutaci appena uscito da “Se son rose”

“Così come dal bagno delle donne del cinema Corallo, è molto difficile uscire da “Se son rose”.. una volta iniziato il romanzo non ne esci più! Un caro saluto a tutti, torno subito..

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in editoria, interviste, romanzo, Uncategorized e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...