CARMELO PECORA

ATTIVITA’: scrittore/ispettore capo
della scientifica
SEGNI PARTICOLARI:  Visto che di bellezza non posso
parlare diciamo “Simpatico”
LA TROVATE SU: facebook e sul blog di Marilù Oliva, una straordinaria amica!

Partiamo da “USTICA – Confessioni di un Angelo Caduto” (Editrice Zona). Come nasce questo romanzo?
Nello scrivere questa nuova storia ha prevalso il cuore, come
nelle altre del resto. Pero’ volevo rendere omaggio ad un collega
Poliziotto ma soprattutto ad un amico Antonino Greco, un ragazzo
Siciliano, di Palermo, che quel tragico 27 giugno del 1980 si trovava,
per una serie di circostanze sull’ aereo abbattuto sui cieli di Ustica.
Lui prestava servizio presso la Polizia Scientifica di Bologna un posto
che io in seguito avrei conosciuto molto da vicino.

Sia con questo che con i precedenti libri hai trattato una letteratura che avesse attinenza con il nostro contesto storico. Lo scrittore ha un ruolo?
Lo scrittore ha il compito di raccontare e possibilmente di trasmettere delle emozioni. Io non essendo nato scrittore ho deciso di raccontare ai giovani, e di far ricordare a coloro che hanno vissuto quei giorni, uomini e storie di una Italia piena di contraddizioni e misteri.
Ecco, se allo scrittore devo trovare un ruolo e’ quello di custode della
memoria.

“Polvere negli occhi” e la strage di Bologna. Di questo argomento se ne è scritto tanto (Macchiavelli, Biacchessi, etc) ma non è mai abbastanza. Perché è fondamentale continuare a parlarne e non dimenticare?
Perché i nostri giovani non conosco nulla della nostra
storia recente, abbiamo la necessità di invogliarli ad essere curiosi.

“Polvere negli occhi” e “9 maggio ‘78. Il giorno che
assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato” (entrambi editi da ed. ZONA) partono da uno spunto biografico: il tuo esserti trovato, per ciascuno dei due avvenimenti trattati, in un momento preciso, in un posto preciso concomitante con momenti delicati della storia italiana.
Destino o casualità?     
Destino, ne sono assolutamente certo!

Chi è che ha la polvere negli occhi?
Trent’anni fa coloro che a mani nude scavarono tra le macerie della Stazione. Oggi coloro che non vogliono togliere il segreto di stato sulle stragi. Ma è una polvere diversa! Quella di trent’anni fa era intrisa di lacrime, quella di oggi di ipocrisia!

Se tu avessi il potere di potenziare le possibilità e i mezzi della polizia, come interverresti?
Per prima cosa arruolerei i giovani provenienti dalla vita civile. È dal 1996 che non c’è un concorso in Polizia. Poi renderei più vivibili le strutture che quotidianamente ci vedono al lavoro ed infine mezzi tecnologici all’avanguardia.

Cosa pensi delle ronde?
La maniera assolutamente folle
per risolvere ad un problema serio!

I tuoi amici e fan ti chiamano “scrispettore”: quanto ti senti, in percentuale, ispettore e quanto
scrittore? (risposta numerica)
Sincero? 90 % Ispettore, 10 % scrittore.
Però quel 10 % mi piace proprio!!

Secondo me lo sei molto di più (scrittore, naturalmente!). Ora che sei in pensione, come te la passi?
Una parola… BENISSIMO!!
Anche se, in tutta sincerita’, a volte,
essendo relativamente “giovane”, mi colpevolizzo per il fatto di essere
andato in pensione, pur con 40 anni di contributi, cosi’ presto. Ma e’
solo il pensiero di un attimo poi passa…

Hai nostalgia di quando lavoravi?
Nostalgia del mio lavoro di Poliziotto della Scientifica, si
tanto.
Molto meno dell’ambiente che ho lasciato nell’ultimo periodo di
servizio, anche se rivedere colleghi con i quali ho condiviso tante
storie e’ sempre bello.

Ci racconti un aneddoto della tua vita da
ispettore?
Potrei raccontare di quella volta che ho fatto “l’attore”
per la Procura della Repubblica di Forli’. Il magistrato chiese la
ricostruzione di un delitto avvenuto nei pressi del Palazzo di
Giustizia. Un gioielliere per evitare una rapina fece fuoco con la
propria arma uccidendo il rapinatore.
Come Polizia Scientifica si organizzo la scena.
A me tocco’ la parte del gioielliere e non fu facile, nonostante fosse una finzione, prendere la mira e sparare “a salve” verso un’ altra persona. La scena fu immortalata anche da diversi giornalisti.
Il giorno dopo una mia foto foto con un arma in pugno campeggiava sulla prima pagina di un quotidiano il titolo recitava ” UCCISO PER ERRORE”. Qualche mio amico vedendo quel titolo associato al mio volto si senti male, non avevano capito che il titolo si riferiva al rapinatore ucciso e non a me.

Parlaci dei tuoi lettori. Chi sono? Amici, colleghi della scientifica, giovani…
Non saprei, ma di certo colleghi pochi anzi…di meno! Tanti conoscenti, clienti di mia moglie e naturalmente gli amici, quelli veri!

Una volta in cui sei stato troppo poliziotto
Durante una partita di basket, quando Forlì era in A1, il mio capo mi ha dovuto trattenere a forza, un ultras mi aveva veramente fatto perdere le staffe.

Hai faticato, agli esordi, per trovare un editore?
No, al secondo tentativo trovai un editore di Ravenna che, mi chiese “solamente” di comprare alcune copie, cosa che due amici, amministratori di condominio, fecero sponsorizzando il libro. A loro il racconto era piaciuto molto.

Un rifiuto che ti è stato dato
Dal primo editore forlivese al quale avevo proposto “Tre ragazzi in cerca di avventura” mi disse che non rientrava nel loro piano editoriale.

Com’è l’ambiente letterario?
Quello di Bologna straordinario!Quando racconto ai miei amici le peculiarita’ di questo ambiente prendo ad esempio sempre gli amici scrittori bolognesi sempre disponibili con tutti si rispettano e si aiutano tantissimo.  Se sono invidiosi l’uno dell’altro non lo danno mai a vedere.Le altre realta’ non le conosco benissimo per tanto non riesco a dare dei giudizi. Pero’ sono certo che a Roma, tra gli scrittori, ci sono delle belle persone.

A cosa stai lavorando, ora?
Come si dice in questi casi? Non ne parlo per scaramanzia…
Pero’ vi voglio dare un piccolo indizio… Una storia che come poliziotto mi ha fatto soffrire molto…

Una cosa di cui vai orgoglioso
La mia onestà!

Un saluto senza polvere
Ma con gli occhi lucidi per l’affetto che tanti mi dimostrano. A presto!

Ora un saluto da scrispettore
Ciao, Carissimi, Carmelo Crede Che,
Circumnavigando Circoli Culturali, Creerà Contatti Continui Con
Creature Curiose! (scrivevo cose così prima di dedicarmi ai romanzi. Vi abbraccio! Ma non è per perquisirvi…)

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2 risposte a CARMELO PECORA

  1. Angelo ha detto:

    Ciao Carmelo, sei forte, bravo, intelligente e un
    vero un Collega/ Amico .
    Un giorno non appena finira’ la mia vicenda giudiziaria ti chiamero’ per scrivere la propria storia e avventura (chiamiamola così).
    Un abbraccio

  2. Carmelo Pecora ha detto:

    Angelo, quamdo vuoi sono a tua disposizione. Grazie per i complimenti! Un abbraccio

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