CORPI ESTRANEI

CORPI ESTRANEI di Paola Ronco

Perdisa Pop, Romanzi, 2009, euro 14

Torino, due anni dopo il G8 di Genova, praticamente giorni nostri, otto giorni per la precisione. Estranei ai propri corpi che manifestano in forma diversa un disagio esistenziale, i protagonisti di questo romanzo sono attanagliati al loro passato, alle loro angosce, al cammino intrapreso più per fatalità che per libero arbitrio.

 

 

Tre personaggi che agitano le loro precarietà su trame apparentemente inconciliabili ma convergenti verso un finale solo: Cabras (in terza persona), un agente zoppo declassato a fotocopiatore, Alessia (in focalizzazione interna), una studentessa con lavoretti saltuari a corto di respiro e Silvia (ancora in terza persona, con suggestiva linea di pensieri affidata ai corsivi), una precaria fissa (permettetimi l’ossimoro) in un’agenzia di P.R., fidanzata a un poliziotto che non ama, peccato che stiano per andare a vivere nella casa appena acquistata. Tre vite che pare dunque abbiano poco da spartire l’una con l’altra, se non fosse che gli eventi del G8 di Genova le legano a una tragica vicenda. E la stessa calibro nove. Sullo sfondo questo fantasma del passato mentre, al presente, Torino è scossa da un altro fantasma, quello criminale di una banda che uccide i reietti e gli stranieri della città.

Sapiente intreccio e personaggi riusciti sia nel girotondo quotidiano (piccole mancanze, ingiustizie, prevaricazioni sul lavoro, incomprensioni, ma anche scambi d’ironia e carezze) sia nel difficile ruolo di chi fa i conti con la fisicità, col dolore. Sembra quasi un impedimento, questo corpo che fa le bizze, e Paola Ronco chiarisce in che senso: «Il corpo non dovrebbe essere un impedimento, anzi. É programmato per sentire, per fare da collegamento tangibile alla realtà, per aiutarci a capire cosa ci fa stare bene. È un fatto, però, che il mondo è pieno di gente che sta male nel proprio corpo, che se ne vergogna, che vive male. E le ferite non sono sempre e solo fisiche, come nel caso di Cabras.»

Un ottimo romanzo d’esordio per quest’autrice torinese classe ‘76, che vive a Genova e che ha già dato prova di sè con racconti e con un primo romanzo, non ancora pubblicato, finalista all’esigentissimo premio Calvino 2006.

Vi segnalo anche il bel book trailer,

diretto da Maurizio Mongiovì

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