CRISTIAN BORGHETTI

ATTIVITA’: scrittore
SEGNI PARTICOLARI: eroicamente naif
LO TROVATE SU:
http://m.facebook.com/profile.php?refid=7
http://www.gruppoperdisaeditore.it/Catalogo/Perdisa-pop/Pop²/Tre-volte-all-inferno.aspx

Le origini e la formazione
Le mie origini affondano nella lettura prima di tutto e nel cinema poi. Sono sempre stato un vorace lettore; in questo mia madre mi “sfamava” regalandomi le pagine di Salgari; Verne; Dumas… Poi sono arrivato a Poe e Lovecraft; Marlowe e Shaklespeare; Byron e Mary Shelly; Baudelaire e i maledetti; Wilde. Dalla lettura alla scrittura il passo e’ stato naturale e scrivere e’ stato subito un bisogno; una necessita’. Ho scritto versi e poesie fino ai racconti di “Ora di vetro” scritti a 20 anni. Quei racconti giovanili, pubblicati sotto sprone di mia moglie nel 2006, mi hanno portato all’attenzione di  Alan D Altieri e poi a Perdisa.


Hai studiato Filosofia Estetica all’università di Milano: quanto la filofosia ti è compagna quotidiana?
Ho studiato filosofia senza conseguire la laurea; ho frequentato pochissimo.
Filoso su tutto in ogni momento: filosofo sulla bellezza sopratutto. Fa parte della mia natura.

Cosa ti senti di essere, nella tua essenza più profonda?
Un sognatore

Il tuo rapporto con la scrittura
Bisogno; necessita’; sangue; vita.
Questo e’ scrivere.
Cito e parafraso da Dracula di Bram Stoker: “il sangue e’ la vita”; io scrivo con il sangue e il sangue e’ scrittura.

“Tre volte all’inferno” (Perdisa Pop, 2011), tre romanzi brevi dal sapore gotico. Ti chiedo il titolo di ciascuno e un aggettivo che lo descriva.

Il bacio di Medusa (il nero veleno e’ gia’ nei tuoi occhi)
Romanticamente terrificante

Il canto di Lucifero (ballata in dio minore)
Aulicamente sconvolgente

Il labirinto del basilisco (il sagrato’ l’ombra e la paura)
Paurosamente mistico

Quanto dei tuoi demoni hai trasposto in questo libro?
Io sono il mio demone; ci sono tutto io in questo libro e ci saro’ negli altri.

Cosa pensi della suddivisione dei generi e soprattutto cosa pensi di chi misura la letteratura in base al genere di appartenenza?
Non condivido la suddivisione dei generi: e’ un limite.
Se consideriamo “Tre volte all’inferno”, come definirlo o incasellarlo? E’ gotico; e’ erotico; e’ noir; e’ horror; e’ giallo psicologico: e’ una commistione di generi.
“La nuova frontiera del gotico” ha anche questo significato: allargato.
Io sono convinto che si leggerebbero più libri senza creare una suddivisione; non abbiamo bisogno di una “apartheid” sui generis.
Non posso nemmeno considerare il genere come misura della letteratura: la letteratura non si misura, si ama incondizionatamente.

Un commento ricevuto che ami ricordare, ricevuto su “Tre volte all’inferno”
“Dai tempi di Tiziano Sclavi non emergeva una voce cosi potente dell’horror italiano”

Tre tuoi pregi e tre difetti
Persevarante
Stravagante
Umano parte 1

Stressante
Intransigente a volte
Umano parte 2

L’ultimo tentativo
“Un uomo che camminava per un campo s’imbatté in una tigre.
Si mise a correre, tallonato dalla tigre, giunto a un precipizio, si afferrò alla radice di una
vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l’orlo: soltanto la vite lo reggeva. La tigre lo fiutava dall’alto, tremando, l’uomo guardò giù, dove, in fondo all’abisso,
un’altra tigre lo aspettava per divorarlo. Due topini, uno bianco e uno nero, cominciarono a rosicchiare pian piano la vite,
l’uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Afferrandosi alla vite con una mano sola, con l’altra spiccò la fragola…
com’era dolce!” (Racconto Zen)

L’ultima volta che ti sei arrabbiato
Con un libraio egocentrico…

L’ultima volta che hai riso di gusto
Dopo aver beffato quel libraio egocentrico…

L’ultima volta che hai pensato: “Qui c’è qualcosa che non funziona”
Leggendo un libro…

L’ultima che hai pensato: “Qui funziona tutto a meraviglia”
Sabato 22 ottobre, Libreria Internazionale Cavour, presentazione di “Tre volte all’inferno”: 80 persone, pienone e pubblico coinvolto.

Una cosa che detesti e una cosa che ti piace
Detesto la stupidita’; mi piace la bellezza.

Un saluto horror
Grazie per il vostro sangue, miei futuri, terrorizzati, lettori.

Adesso salutaci con un progetto
Aurevoir ad “Aprés L’encre (dopo l’inchiostro una macabra scena di morte)”, il mio ultimo manoscritto.

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