OLGA PISCITELLI

ATTIVITA’: giornalista, fotografa, saggista

SEGNI PARTICOLARI: curiosa

LA TROVATE SU: http://unduetrebloggete.blogspot.com/

twitter, flickr, friendfeed, linkedin, facebook e molto altro

Dopo aver lavorato come giornalista per numerose testate (Repubblica, La Stampa, L’Unità, Anna, Donna Moderna, IlNuovo.it), oggi collabori principalmente con l’Espresso e con Il Corriere della sera. Vivi a Milano… cosa ne pensi del Sindanco attuale? 

Ho appoggiato fin da subito la candidatura di Giuliano Pisapia, cioè fin da quando a luglio 2010 decise di correre per le primarie. Credo che sia il sindaco giusto per Milano; ho la fortuna di conoscerlo e so che è una persona perbene, capace di ascoltare gli altri, un professionista serio che, secondo me, ha già cambiato il modo di guardare alla cosa pubblica in città. Erano anni che non si vedeva una partecipazione e un entusiasmo come quelli che hanno caratterizzato questa sua campagna elettorale.

Cosa ha indotto al cambiamento? Abbiamo ancora capacità d’indignazione?

È saltato il tappo. Il Berlusconismo, in questi 17 anni ci ha fatto credere che l’ignoranza poteva essere una carta vincente, che non serviva imparare dal passato, guardare alla storia, bastava un po’ di furbizia e molte buone amicizie. Un giro giusto, insomma. Ha retto, finché la crisi economica ha travolto tutto. La società civile ha saputo reagire, perché ha le antenne e da un osservatorio privilegiato come quello dell’associazione con la quale collaboro, Libertà e Giustizia, ho visto che la preoccupazione man mano si è trasformata in indignazione e via via in protesta e impegno.

Quando da piccola ti chiedevano: Che lavoro vuoi fare? Tu cosa rispondevi?

Volevo fare la poliziotta o il medico dei pazzi. Più tardi mi sono aperta un’altra possibilità: la benzinaia, perché mi piaceva l’odore della benzina.

Hai pubblicato per Zona Colpo grosso. Bande e solisti della rapina all’italiana. Com’è nata l’idea?

L’idea di una storia delle rapine in Italia nasce da una chiacchierata al bar con Luigi Bernardi. Commentando la cronaca nera, ci chiedevamo come fosse possibile per un rapinatore dei nostri tempi trascurare la videocamera del bancomat o che dopo uno scippo, il ladro potesse usare il telefonino trovato nella borsetta per chiamare la mamma. Le lunghe chiacchierate con Luigi, live o al telefono, sono sempre state molto intense. Bernardi aveva una rubrica nelle pagine di cultura che curavo per ilNuovo.it, il primo quotidiano italiano esclusivamente online. Gli avevo imposto solo un limite: 20 righe. Entro questo spazio, riscriveva i delitti che ogni settimana lo colpivano di più. Uno sguardo sociologico sul mondo del male, bonsai di cattiveria domestica, concentrati di assurdità. La sua bravura ha fatto sì che diventassero libri, Pallottole vaganti per Derive/Approdi e Il Male stanco per Zona. Preceduti in ordine di tempo da A sangue caldo, sul caso di Erika e Omar. Quella volta, ero inviata a Novi Ligure e sentivo Luigi al telefono, nella speranza che potesse darmi una chiave di lettura. Non ci si capiva niente, il male sembrava fuori, estraneo alla villetta a schiera, lontanissimo. Poi si rivelò per quello che era: un’orribile storia di famiglia. L’intuizione di Bernardi fu quella di capire che quella storia era esemplare e parlava di criminalità, di mass media e di politica.

Com’è il tuo rapporto con la scrittura?

Mi affascina la scrittura mi piace il segno grafico che si forma sulla pagina, anche quando è solo una luce, un cursore sul desktop. Per inseguire quel segno, appena posso, mi metto alla prova: con il giornalismo, in tutte le due forme, con la scrittura diaristica per il blog, da ultimo anche con la fotografia.

Com’è l’ambiente culturale/letterario italiano?

Abbastanza stanco, mi sembra. L’impressione è che circolino sempre gli stessi nomi: ci sono poche novità. Una delle pochissime scrittrici giovani che salvo è Michela Murgia: storie intense, scrittura tagliente. Di molti altri, dopo aver letto il libro, mi rimane il dubbio che non ci sia dietro una scoperta letteraria, solo la confezione di un bisogno commerciale.

Esiste una scrittura al femminile?

Non necessariamente, non mi piacciono le differenze di genere, non nella scrittura. Elisabetta Bucciarelli, ad esempio, è un’altra scrittrice che apprezzo. Se si togliesse il suo nome, i suoi libri potrebbero tranquillamente avere una voce maschile.

Due tuoi pregi e due difetti

Pregi: sono calma e tenace.

Difetti: sono permalosa e cocciuta.

Cosa non sopporti in generale?

La menzogna.

Cosa invece ti piace molto?

La chiarezza.

L’ultima volta che hai pensato: “Basta!”

Nel deserto, qualche giorno fa: ho capito che si può fare a meno di tutto.

L’ultima volta che hai pensato: “Questa cosa va rifatta”

Ogni volta che faccio una cosa.

L’ultima volta che hai dubitato

Dubito sempre.

L’ultima volta che hai avuto una certezza

Non ne ho.

L’ultimo sorriso

Sorrido di continuo. In modo particolare, solo per mio marito. Così sostiene lui. Ma in generale è più facile sorridere che ridere.

Chi “maneggia la cultura” ha dei compiti o deve solo rispondere della propria arte?

L’arte non è libera e ha sempre delle regole che deve rispettare. Anche non avere regole è una regola.

Progetti?

Due mostre fotografiche e un po’ di viaggi.

Hai studiato storia dell’arte, scrivendo anche di quello, per i cataloghi Cariplo, per esempio. Salutaci scegliendo un dipinto a scelta nella storia dell’arte.

Un solo dipinto è difficile, scelgo tutti quelli che Caravaggio ha dipinto per la chiesa romana di San Luigi dei Francesi, alle spalle del Senato. È cronaca pura, è arte, è storia e in fondo è già fotografia.

E adesso salutaci dal tuo libro inchiesta “Sos clima”, uscito con Famiglia Cristiana nel 2001. Un appello dalla Terra ai suoi abitanti.

Mi gira la testa, ho la febbre. Chi ha un’aspirina?

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in interviste e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...