ALESSANDRO BERTANTE

ATTIVITA’: scrittore

SEGNI PARTICOLARI: irascibile

LO TROVATE: a casa

Cosa rispondi quando ti chiedono che lavoro fai?

Scrittore e docente universitario.

Dove insegni?

Insegno narratologia alla NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti a Milano.

 

E da piccolo, cosa rispondevi quando ti chiedevano che lavoro volevi fare da grande?

Non ne avevo la più pallida idea.

La scrittura e la creazione. Hai la sensazione di dominare i momenti creativi o a volte li senti sfuggire?

Ho sempre la sensazione di dominarli.

“Nina dei lupi” (Marsilio, 2011). È stata sottolineata la dimensione epica del romanzo. Sei d’accordo?

Io sottolinerei più quella evocativa.

Come nasce il personaggio di Nina?

Nasce negli anni perché all’origine della storia c’era un paese chiuso dalla galleria. Poi, nel corso del tempo, è arrivato Alessio. Dopo sono giunti i lupi e, per ultima, Nina, che però è stata la chiave di volta: con lei il romanzo è diventato un’altra cosa.

La scelta dei nomi.

I nomi sono importantissimi e in tutti i romanzi li scelgo con grande cura. In questo caso volevo dare una sensazione di arcano e di lontananza dalla civiltà. Tutti i nomi hanno un valore simbolico.

Ci fai qualche esempio?

Alessio è il personaggio di tutti miei romanzi, il mio alter ego. Fosco porta nel nome la risposta Diana rimanda alla dea mediterranea neolitica.

È stata fatta una raccolta di adesioni per la partecipazione del romanzo al Premio Strega, dove sei arrivato tra i primi dodici finalisti. Cosa ne pensi?

Ne sono fiero e soffisfatto perché questo gruppo, fondato da Teresa Ciabatti e Giuseppe Genna, ha avuto successo e ha convinto l’editore Marsilio.

3 libri che ti porteresti sulla Luna

“Delitto e Castigo” di Fëdor Dostoevskij. “La vita davanti a sé”, di Romain Gary “Colla” di Irvine Welsh

3 libri che non ti porteresti mai sulla Luna

Non tre. Tremila.

L’ultima volta che ti sei arrabbiato

Mezz’ora fa. Con una mia amica che ha fatto una sciocchezza nei mie confronti.

L’ultima volta che hai tentato inutilmente

Mezz’ora fa, con la mia amica. Ho tentato inutilmente di spiegarle il perché.

L’ultima volta che hai tentato con successo

L’altro ieri, a Roma. Un’ottima presentazione del mio libro.

Una cosa molto difficile

Mantenere le amicizie.

Una cosa molto facile

Farsi colmare dalle proprie debolezze.

L’ultimo bacio Ieri.

A cosa non rinunceresti mai?

Alla stima degli altri.

A cosa invece hai saputo rinunciare?

Al denaro.

Due pregi e due difetti

Generoso e sincero.

Permaloso e vendicativo.

Com’è l’ambiente letterario-culturale?

Guerra per bande.

Progetti?

Un nuovo romanzo.Una storia metropolitana e contemporanea.

Salutaci mandandoci Al Diavul (Marsilio, 2008, vincitore del Premio Chianti).

Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi. (Così rispose il legato pontificio Arnaud Amaury, abate di Cîteaux, quando, nel 1209, in occasione della crociata contro gli albigesi, gli si chiese come distinguere chi, delle persone rifugiate in una chiesa, dovesse essere riconosciuto eretico e quindi bruciato sul rogo e chi no.)

Adesso salutaci come ci saluterebbe Nina, alla fine del romanzo.

Segui lo sguardo del lupo.

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