CARLO CANNELLA

ATTIVITA’: punk, editore

SEGNI PARTICOLARI: crudele

LO TROVATE SU: facebook, twitter, ma state alla larga da lui

Le tue origini e la tua formazione

Sono nato ad Ascoli Piceno nel 1963. Mio padre era un cavatore. Mia madre, come si diceva allora, una “serva”, lavorava tutto il giorno in casa dei signori. Per quanto mi riguarda sono sempre stato uno studente svogliato, non avevo molta voglia d’imparare. A 16 anni scoprii il punk, non solo come genere musicale ma anche come attitudine, formai una band e cominciai a viaggiare. Questa fase duro’ piu’ o meno 25 anni: facevo concerti, partecipavo alle occupazioni. Nel 2005 lasciai tutto e andai a vivere in Olanda. Fu allora che scrissi “La citta’ e’ quieta… ombre parlano”, un romanzo di stampo autobiografico rigorosamente autoprodotto. Alla mia compagna piacque molto, mi disse: “scrivi un altro libro, qualcuno lo pubblichera’”. Non pensavo che quello che avevo intenzione di scrivere potesse interessare l’industria editoriale, ma non me ne feci un problema e lo scrissi lo stesso.

Entriamo nel vivo del tuo libro: “Tutto deve crollare” (Perdisa Pop, 2011). Una storia cruda e distruttiva divisa in tre parti: la prima, narrata da uno “sporco fascista” trafficante di persone e di organi, un torbido individuo che rapisce una bambina india dall’Amazzonia e ne fa la sua donna-schiava, la seconda parte, raccontata dalla figlia Marta, che – com’è naturale – lo odia, e una terza parte in cui la narrazione torna al punto di vista del trafficante. La prigionia e i tentativi di sottomissione delle donne del romanzo sono metafora di più estese interpretazioni di dominio. Da dove nasce il desiderio di potere: è consolidato nella natura umana o è il prodotto di una determinata società?

Puo’ risultare fastidioso doverlo ammettere ma il desiderio di potere e’ un prodotto della civilizzazione. Per almeno due milioni di anni i nostri antenati hanno vissuto senza dominio, senza sfruttamento, senza inquinamento e mercificazione. Solo con la comparsa dell’agricoltura l’esistenza degli uomini ha preso la via di una distruttivita’ sempre piu’ accelerata e dilagante. Infranta l’originaria unione con la Natura abbiamo sottomesso prima la terra, poi gli animali, poi le donne, poi chiunque altro (schiavitu’, lavoro dipendente, massificazione). Oggi siamo diventati gli anonimi ingranaggi della Megamacchina, funzionali unicamente alla sua espansione in ogni parte del mondo.

Se ti chiedessi una definizione di “potere”?

Fedele alla lezione di Foucault direi “la modalita’ attraverso la quale si realizza un rapporto fra due o piu’ persone”, ad esempio all’interno di una relazione amorosa, o in un rapporto fra maestro e allievo, fra marito e moglie, fra figli e genitori. Potremmo definire questa modalita’ come “azione su un’azione”, generata dalla volonta’ di produrre e indirizzare i comportamenti degli altri.

A pag. 25 fai un discorso sul sistema economico correlato alla presenza di “cretini”: «Li stiamo formando, questi cretini. È un segnale incoraggiante. Chissà cosa sarà di questo paese fra trent’anni. Magari le strade saranno piene di tanti giovani coglioni disposti a spendere qualsiasi cifra per un paio di pantaloni griffati o una boccetta di profumo […]». A che punto siamo nel processo di “istupidimento”?

Preso atto che ogni epoca ha prodotto le proprie vocazioni all’annichilimento e all’egemonia politica, nonche’ gli strumenti intellettuali per cercare di imporle, quel che appare inedito nell’attuale scenario e’ il prefigurarsi di una sola egemonia e, nel contempo, la capacita’ degli apparati culturali di porre fuori gioco le potenziali insidie al suo dispiegarsi senza che vi sia bisogno di ricorrere all’impiego di mezzi coercitivi basati sulla forza fisica. Il sogno di un dominio perfetto basato sull’adesione costante e convinta dei governati alle decisioni dei governanti, si approssima ormai alla realta’. Perche’ possa fare ulteriori progressi sono necessarie pero’ altre sperimentazioni. La fine della storia preconizzata da Fukuyama non e’ ancora dietro l’angolo e un certo numero di fattori di resistenza sono tuttora attivi. In epoca di globalizzazione delle comunicazioni e di contatti in tempo reale in ogni angolo della Terra, l’autentica egemonia non puo’ che essere planetaria, le mentalita’ collettive devono essere influenzate ovunque dai medesimi paradigmi. E’ questa la filosofia su cui si fonda la predicazione dei “diritti dell’uomo”: un’unica specie, un unico modo di pensare e di comportarsi, un’unica religione civile senza una ben individuabile divinita’, ma con Tavole della Legge la cui infrazione destina ai piu’ atroci castighi. Non siamo ancora a questo punto. Possiamo ancora salvarci. Diffidiamo ad esempio di chi tende a semplificarci la vita con le macchine. Invece di fare macchine che sembrano “intelligenti” e che fanno sentire il cliente “stupido”, ora costruiscono e vendono macchine che sembrano “stupide” e che fanno sentire il cliente “intelligente”. Tolgono il maggior numero possibile di funzioni che chiedono qualcosa all’utente e aggiungono funzioni che invece gli “porgono” le cose, riducendo al minimo il lavoro e le competenze richieste. Hanno un solo scopo: annullare la nostra capacita’ di pensare. Non permettiamoglielo.

A proposito degli indios, a p. 57 il protagonista mette in correlazione la loro libertà col disinteresse per il denaro. La discrasia tra l’Amazzonia e la civiltà modernizzata investe più elementi e riguarda quelli più pratici (abitudini, economia, igiene…) ma anche quelli più astratti.

Si. Penso che la distanza che ci separa dal mondo primordiale non stia tanto nei modelli economici, tecnologici o culturali, bensi’ nell’Economia, nella Tecnologia, nella Cultura in quanto tali. Consiste nell’ideologia della Paura che ci tiene legati a noi stessi, nella mentalita’ del dominio che pregiudica ogni relazione, nella domesticazione a cui siamo soggetti. Ormai, nell’universo della civilta’, anche la beneficenza e’ diventata un business, una voce economica di marketing iscritta nei bilanci di societa’ multinazionali, istituti di credito, congregazioni religiose, municipalita’, artisti e sportivi “socialmente impegnati”. Al contrario degli indios siamo ridotti a merce, siamo morti. E per dirla con le parole di Jacques Ellul “solo cio’ che e’ vivente sceglie da se’ le sue attitudini, i suoi gesti, i suoi orientamenti”.

 Le comparse di Berlusconi colorano di sfumature grottesche i toni tesi del romanzo. Si può dire che è proprio lui o meglio dire che è stata una mia impressione? 😉

Una tua impressione, of course.

Sai cosa mi è piaciuto di più del tuo libro? Ho sfogliato pagine che dichiarano guerra al buonismo ma lo fanno non, come spesso capita, ostentando arroganza. Lo fanno invece con l’arma più forte: mettendo in campo vera letteratura. Gli atteggiamenti delle scritture: tu, anche come editore, li riconosci. Da quali atteggiamenti rifuggi?

Penso che un romanziere, pur sapendo bene da che parte stare, debba sempre offrire ragioni al nemico. Debba cioe’ essere in grado di allargare gli orizzonti del lettore,fare in modo che si ponga molte domande, non dargli risposte preconfezionate. Per riuscire in questo la forza della letteratura e’ fondamentale. Di conseguenza rifuggo dalla tendenza ai moralismi, agli assolutismi.

Perché la scelta del nome “Senzapatria” per la tua casa editrice?

Cosi’ dovrebbe essere la letteratura, no? Senza confini, una sola lingua.

Cosa spinge, in questo periodo di crisi anche editoriale, ad aprire una nuova casa editrice?

Almeno nel mio caso continuo a ripetermi che e’ successo per passione. Temo invece si sia trattato solo di un’alterazione delle facolta’ psichiche e mentali. Non puo’ essere che cosi’, solo i pazzi possono farlo.

Le nuove uscite di Senzapatria

Diverse cose tra cui:

“Farina di sole”, un romanzo di Nunzio Festa incentrato sulla figura di Cesare Battisti;

“Qualcuno era un po’ grasso”, esordio di Mattia Filippini;

“Maddalena e le apocalissi”, di Luigi Bernardi;

“Memorie immaginarie e ultime volonta’”, il testamento letterario del poeta estremo Luigi Di Ruscio, morto a Oslo il 23 febbraio scorso a 81 anni;

“Trittico del morire” di Giulio Mozzi;

“Bolano salvaje”, una raccolta di saggi sullo scrittore cileno Roberto Bolano.

Due tuoi pregi e due difetti

Non credo di essere il piu’ indicato per rispondere.

Comunque: il non arrendermi troppo facilmente e saper comunque accettare qualunque destino;

non riuscire a valutare le conseguenze di certi miei comportamenti e la tendenza a credere che si possa sempre trovare un punto d’incontro con gli altri.

L’ultimo viaggio

Due anni fa, a Parigi. Ho visitato due cimiteri e un ossario nei pressi di Montparnasse.

L’ultima malinconia

Ieri. Ho ripensato a mio padre.

L’ultima risata di gusto

Ieri, ho tolto il riduttore del water alla bambina e lei e’ sprofondata giu’ rimanendoci incastrata.

L’ultima volta che ti sei arrabbiato

Dieci anni fa. Di recente la persona con cui litigai e’ stata ammazzata dal padre con un colpo di pistola.

L’ultima volta che ci hai ripensato

Quando devo prendere una decisione ci penso sempre due volte. Pero’ non mi guardo mai alle spalle dopo averla presa.

Cosa non sopporti in generale?

La falsita’, l’ipocrisia.

Cosa invece ti piace molto?

La tranquillita’ d’animo nelle persone.

Cosa stai scrivendo ora?

Ho iniziato un nuovo romanzo che vorrei fosse molto diverso dal precedente,nello stile e nella lingua. E anche una raccolta di racconti incentrati su persone che si sentono sperdute.

Sei senza patria. Salutaci da cosmopolita.

Ciao. A ben incontarci da qualche parte verso questo mondo.

E adesso salutaci mentre tutto crolla.

Mi raccomando.I pezzettini utili da una parte e gli scarti dall’altra.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in editoria, interviste, romanzo, Uncategorized e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...