FRANCO FORTE

ATTIVITA’: scrittore, sceneggiatore, traduttore, editore, consulente editoriale

SEGNI PARTICOLARI: odia la cravatta

LO TROVATE SU: http://www.franco-forte.it

Cosa ti senti di essere, nella tua essenza più profonda?

Lo stesso che sono in superficie: uno scrittore. Io sono un grande appassionato della scrittura, in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue forme, ed è per questo che nel tempo ho fatto un po’ tutti i mestieri legati alla macchina da scrivere (prima) e al word processor (dopo). L’essere poi riuscito a far coincidere la mia passione (e un po’ di ossessione, ammettiamolo) per la scrittura con il lavoro che mi consente di vivere e di mantenere una famiglia… mi fa sentire un privilegiato, per quanto io non abbia certo ottenuto tutto questo vincendo alla lotteria, bensì lavorando duro e con caparbietà per parecchio tempo (e senza mai abbassare la guardia, neppure adesso).

Prova a spiegarci il tuo rapporto con la letteratura.

L’ho detto, è unico e imprescindibile, perché tutto sommato è un’ossessione. E come si sa le ossessioni non soddisfano mai, neppure quando si raggiungono traguardi per altri considerati di alto livello.

È uscito per Mondadori “Roma in fiamme”, la biografia romanzata di Nerone. Partiamo dalle fonti.

Le fonti sono state prima i classici (Svetonio, Tacito, Dione Cassio), poi tutti gli studi più importanti degli storici moderni, da Chambers a Malitz, passando per le nuove scoperte archeologiche che hanno contribuito a riscrivere l’iconografia classica diffusa su Nerone. Questo lavoro di ricerca e di studio è la parte più difficile, faticosa e lunga da realizzare. In media, se per scrivere un romanzo storico mi ci vuole un anno di lavoro, almeno sette mesi sono dedicati solo alla ricerca e allo studio delle fonti storiografiche, il che significa partire dal web per le nozioni più generiche e poi approfondire sui testi degli storici, acquistando tonnellate di libri, frequentando biblioteche e andando sul posto, quando possibile. Al termine di questa vera full immersion in tutti gli aspetti del mondo e dei personaggi che devo ricreare, e dopo che dettagli, curiosità e aspetti più generali sono stati ordinati in un file nel mio computer, comincio a scrivere, e alla fine mi rendo conto che di tutto il materiale che ho raccolto sì e no ne userò un dieci per cento. Credo sia questo il vero segreto del buon romanzo storico: non lasciare nulla al caso, prepararsi al massimo prima, e poi evitare di essere leziosi e pedanti (e cattedratici) infarcendo il libro di tutto quello che si è appreso, perché altrimenti si rischia di scrivere non un romanzo ma un trattato di storia.

Cosa ti ha colpito di questo imperatore?

Ci ho messo un anno per dare la mia interpretazione di Nerone in questo romanzo, una interpretazione che per la prima volta nella storia viene direttamente dal punto di vista di Nerone stesso, e che quindi mi ha costretto a “immedesimarmi” molto in questo egocentrico, un po’ folle ma anche geniale imperatore. Di sicuro, però, posso dire che gran parte dell’iconografia negativa costruita attorno a Nerone è stata ormai smantellata pezzo per pezzo dagli storici, alla luce delle nuove interpretazioni delle fonti classiche e, soprattutto, della ridicola e stravagante interpretazione che ne ha dato Hollywood, con la pagliacciata di Quo Vadis. Nerone non era un santerellino, anzi, era uno psicopatico molto attuale e vicino a certa politica spettacolo dei nostri giorni (a lui il Bunga Bunga faceva davvero un baffo…), un visionario che credeva di essere un grande artista del canto e della citarodia, e per certi versi un bambinone cresciuto troppo in fretta (pochi sanno che è diventato imperatore a soli 17 anni), eppure non era un incendiario, non era un persecutore di cristiani, ed era molto più attento alle condizioni economiche dell’impero e del popolo di quanto non lo siano certi politici d’oggi. Un personaggio, insomma, tutto da riscoprire…

Ma alla fine… è stato lui o no a incendiare Roma?

Ovviamente no. Anzi, senza di lui di Roma sarebbe rimasto ben poco…

C’è qualcosa che non immaginavi dell’epoca e che vuoi svelarci?

È questo il bello: non immaginavo quasi niente, perché avevo un’idea classica di Nerone, e quindi completamente sbagliata. Ha fatto cose ancora più assurde e incredibili di quelle comunemente raccontate, ma tante altre molto più intelligenti e meditate. Il bello sta nello scoprire un imperatore completamente diverso da quella specie di Anticristo che la tradizione cristiana ha imposto a tutti i costi alla storiografia ufficiale, e questo pur andando contro le testimonianze di gente come lo stesso San Paolo, che nella sua Lettera ai Romani scrive chiaramente che Nerone è un imperatore saggio e giusto, a cui bisogna portare rispetto e obbedienza.

Se Nerone leggesse questo romanzo, cosa ti direbbe?

Che è poco musicale…

E tu, cosa gli risponderesti?

Che per fortuna oggi la narrativa riesce a esorcizzare una realtà che, ben più delle tragedie antiche, si esprime a una tale bassezza morale da fare credere che sia tutta una farsa. Tipo quelle che Nerone impersonava a teatro.

La cultura ha un ruolo? Chi “maneggia la cultura” ha dei compiti o deve solo rispondere della propria arte?

Io la cultura la mangio tutti i giorni, e credo che molti altri dovrebbero farlo. Anziché riempirsi la bocca di avidità, di desiderio di potere, di alta finanza e di sopraffazione sugli altri (tutti termini da moderno Vangelo, per molte persone che conosco, soprattutto quelle nei posti di potere della nostra società), se questa gente assaggiasse un po’ di sana cultura ogni tanto, non solo vivrebbe meglio (alla faccia di Tremonti) ma farebbe vivere meglio anche tutti noi.

Un commento ricevuto su un tuo libro

Quello di lettore, che mi ha confessato di avermi odiato nel momento in cui stava per finire “Carthago”, perché sapeva che non avrebbe più potuto continuare a leggerlo. A meno di ricominciare da capo…

Tre tuoi pregi e tre difetti

Sono permaloso, forse troppo sicuro di me stesso, e Leone con ascendente Leone. Ma sono anche generoso, non me la tiro per niente e credo di avere un certo talento con la scrittura.

L’ultimo tentativo

Di che cosa?

L’ultima volta che ti sei arrabbiato

Ah, quello succede continuamente.

L’ultima volta che hai riso di gusto

Idem come sopra…

L’ultimo bacio

Cinque minuti fa… a mia moglie.

L’ultima volta che hai pensato: “Qui c’è qualcosa che non funziona”

Purtroppo leggo molti dattiloscritti di autori esordienti. E quella frase mi sfugge troppo spesso…

L’ultima che hai pensato: “Qui funziona tutto a meraviglia”

Dopo la prima stesura di “Roma in fiamme”. Ci credi se ti dico che ho revisionato pochissimo? Mi è scaturito tutto di getto, come durante una pura estasi creativa. Ah, che meraviglia! Peccato non succeda più spesso…

Il tuo primo libro 

Avevo 12 anni. Ce l’ho ancora in un cassetto e mi diverto come un matto a rileggerlo ogni tanto. Un condensato di boiate incommensurabili…

Progetti?

Troppi per elencarli tutti.

Salutaci horror come l’antologia uscita per Delos Books, con 365 racconti horror, uno al giorno per un anno.

Buona scorpacciata di carne e sangue a tutti.

Adesso salutaci come ci saluterebbe Nerone.

Buona scorpacciata… e basta.

 

 

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