GIANNI MIRAGLIA

Attivita’: ozio e altre derive contemplative, ma anche lo sport obbligatorio e la doccia e poi tutte quelle azioni necessarie a gonfiare la mia presunzione nei confronti della vita. Attorno è come presumiamo di vedere.

Segni particolari: parlare di noi stessi è apologia, anche se non tifassi per me. Posso dire comunque che allo specchio ho sostituito il  più popolare social network, dove vado a guardarmi ogni pochi minuti.

Lo trovate su: mi trovate sul più popolare social network e quando non sono chiuso in casa o  in ufficio,  in giro per milano: bicicletta grigia e berretto giallo. ora che è primavera ho in testa una significativa fascia da ragazzo multietnico proveniente da una periferia difficile: sono attratto dalle subculture, lì ci scopri delle forme vita.

 

Cosa rispondi quando ti chiedono: che lavoro fai?

Che mi occupo di testi per la reclame. Se la domanda è intima, aggiungo che di notte scrivo, negli ultimi due anni e mezzo è stato così, ma ora che è ultimato il mio romanzo guardo i lavori in corso e aspetto che arrivino gli alieni che accoglierò sventolando i loro vessilli, con la speranza di poter fare parte del governo fantoccio che instaureranno sul pianeta.

Riguardo  alla scrittura, anche se ho pubblicato due romanzi, non mi viene da definirmi “scrittore”: nessuno può definirsi tale, questo è l’unico titolo nobiliare che viene decretato da un eventuale pubblico e dai posteri.

E quando da piccolo ti chiedevano: che lavoro vuoi fare?, cosa rispondevi?

Da piccolo ero abbastanza distratto dalle mie cose. Il mondo degli adulti era al di là dei miei territori e non ricordo che mi interessasse più di tanto, non ero un bambino proiettato ai ruoli decisivi di quelli più grandi. Ero attratto però dagli eroi che salvavano la vita altrui o che potevano uccidere, ma senza venire etichettati come assassini.

“Muori Milano muori!” (Elliot, 2011) è ambientato nel 2015. Si tratta di un romanzo post-apocalittico che ha ricevuto particolare attenzione dalla critica. Com’è nata l’idea?

Gli anni passano e il mio egocentrismo da due lire si è annacquato. Ho alzato la testa scoprendo che nella città dei lavori moderni c’è sempre più gente che sta seduta sui marciapiedi o che parla da sola. E’ nato prima il titolo. Volevo rappresentare l’epopea di un antieroe impaurito, impreparato e inadeguato ma che riesce a scoprire il coraggio nell’abbandono di ogni salvagente sociale.

Lo sfaldamento del lavoro e della figura del lavoratore, il precariato, la miseria. Io non credo che le tue previsioni siano molto lontane da quella che sarà la realtà… come le hai costruite?

Di base non guardo la tv e in particolare i tg, per non deturpare la mia già labile e confusa percezione dei fatti. Colgo l’informazione dal web, la inseguo, guardo quei filmati senza voce narrante o in lingue lontane, voglio evitare il supporto di una spiegazione rassicurante che possa deviare il mio schifo, la mia paura, la mia gioia. In questi giorni sono testimone della foga antropologica dei profughi del nord africa: potenza della specie in cerca di un miglioramento, esemplari che diventano alfa per disperazione,  l’essenza più vitale dell’uomo che si ritrova mollando tutto e rischiando la vita per stare meglio o probabilmente peggio, scaglie di vita e dignità  che diventano lo spauracchio dell’esemplare beta ormai decrepito per il troppo cibo facile, le comodità e quelle potenziali scelte mai colte e che diventano la cocente frustrazione d’occidente. Se fossi uno di quei signori scrittori maestrini di vita che danno messaggi al grande pubblico vorrei che tutti cercassero di non farsi condizionare dalle chiacchiere di ogni lurido politicante o dalle ideologie e soprattutto dagli esperti in problematiche, denuncie sociali e grandi soluzioni.

La puzza che infesta l’aria milanese può essere letta in duplice metafora: una puzza morale e un contrappasso alla caratteristica puzza sotto al naso di alcuni milanesi snob. Sei d’accordo?

Milano paga in parte le colpe di coloro che l’hanno invasa da tutta Italia per delle ambizioni magari poco epiche ma comunque comprensibili e da rispettare, siamo figli del benessere e la scuola è  volere di più. Pure io faccio parte di quella massa minore. Vieni a vivere a Milano per cogliere delle opportunità e ti disinteressi del reale e quando ti accorgi che da anni stai perpetrando un’esistenza in stand by cominci a ringhiare, ti aggreghi al coro di coloro che, arrivando da fuori, l’hanno sempre definita “Milano di merda”, enclave popolato di stronzi e allora si inizia con la ghettizzazione e il pregiudizio nei confronti di chi non è alternativo e puro come te, di chi ha i soldi, di chi ha il suv, di chi si mette le camicie belle, di chi si vanta della sua carriera nelle corporazioni multinazionali: ho dovuto mollare quei territori critici, ho dovuto concentrami sulla mia esistenza,  finché credi di aver perso sarai sempre vittima di una Milano di merda che esiste solo negli incubi degli schiavi profumati. C’è anche un importante dettaglio organolettico: Milano puzza davvero di merda, a primavera quando iniziano le grandi concimazioni dei parchi e delle aiuole. Milano è una città che comunque rispetto e che mi ha dato tanto, un osservatorio dell’umano, c’è tutto qui, un caleidoscopio in cui il ricco e il povero si mischiano e si emulano, dove l’apparente abbondanza diventa miseria, il dolore viene coperto dalle belle griffe, dalla perfetta massa magra, da un bel sorriso, dalle vacanze esotiche dietro l’angolo di ogni ponte e fine settimana allungato, tutto è possibile fino all’eventuale crollo, i segnali sono attorno, ogni giorno qualcuno che ci somiglia viene travolto.

A pag. 40 dici “difficilmente noi che respiriamo sentiamo di esser vivi”: tu quando ti senti vivo?

L’inquietudine è il nostro bambino, bisogna coccolarla e trovarne un senso e una svolta. Più o meno, questa è la vita secondo me.

Come ti poni nei confronti dello stile? quali sono le tue prerogative?

Per me scrivere è la distruzione di uno stile presunto, di quegli orpelli esteriori in cui ci si nasconde e che vorremo decretassero la nostra bravura, tipo messaggio da cioccolatino perugina esteso a 160 pagine. Napalm e umiltà per cercare di allontanarsi dal proprio io e trovare una voce che ci conduca per tutto il viaggio: l’obiettivo è un prodotto che abbia la velleità di distinguersi, di essere anni luce lontano dalla fuffa rassicurante che pervade l’editoria, la musica e l’attualità riportata dai media.  Considero il mio lettore una persona intelligente, aperta e informata, quindi io  che scrivo non devo prenderlo per il culo. Chi ha speso dei soldi per comprare un mio libro, deve poter  leggere senza sforzarsi di farlo.

Dicono che sei anticonformista, è vero? Di’ qualcosa di anticonformista.

Credo che sia un’etichetta per inquadrare un prodotto e un autore sottofamoso nel mercato dominato dalle statue cartonate. Se il prossimo sarà un romanzo d’amore diventerei conformista con un passato anticonformista. Ad ogni modo, se può interessare, mi definisco uno che aspira ad affrontare la sua vita in mutande, che probabilmente è  qualcosa di anticonformista.

Di’ qualcosa di politicamente scorretto

Vivi Milano Vivi!

Cosa ti piace e cosa detesti di Milano?

sono un trapiantato che ha trovato la sua dimensione qui a Milano, quel poter vivere, ringhiare e sognare in una non-città che però è  molto più che una tipica città italiana: si è in tanti a vagare in questa isola di fantastico anonimato, puoi andare in giro e pensare ai fatti tuoi e se incontri  qualcuno probabilmente non si chiede sa hai l’automobile o che lavoro fai. E poi di notte, quando le scoregge del terziario avanzato sono spente, scopri angoli umani molto più suggestivi che certe cartoline.

3 libri che ti porteresti sulla Luna

“Fedeli alla tribù” di John King, “Dispacci” di Michael Herr e le novelle di  Marcovaldo.

3 libri che non ti porteresti mai sulla Luna

I primi tre che trovo, fra quelli letti che non ricordo.

L’ultima volta che ti sei arrabbiato

Ieri

L’ultima volta che hai tentato inutilmente

Diciamo che se fallisco, non me ne accorgo e cerco l’impresa in un altro modo. Il mio cervelletto è molto sviluppato.

L’ultima volta che hai tentato con successo

Qualche giorno fa.

L’ultimo bacio

Sto bene con una persona e queste cose non so se è bello dirle.

Allora dicci qualcosa su di te che proprio non immaginiamo

In prima elementare, durante la ricreazione non mi alzavo dal banco. Le urla nei corridoi non mi attiravano. Non vedevo l’ora di tornare a casa. Inoltre non imparavo a leggere, ma forse questo è un dettaglio che si poteva immaginare.

Redigi la voce “scrittore” per il nuovo Zingarelli

In parte ho già annoiato  con l’ argomento scrittore.  Fossi Zingarelli direi colui che è autore di libri pubblicati da una casa editrice e che spesso sono frutto di prevedibilissimi plot. Fanculo le storie da format.

Due tuoi pregi e due difetti

I miei pregi spesso sono difetti agli occhi degli altri: esisto solo io, prima di tutti ci sono io e i miei obiettivi di carta e mi sento legittimato perché li inseguo con fatica, ci soffro, sto sveglio di notte.  Però  è così che riesco a non stare male e a non nuocere alla società.

Salutaci come ci saluterebbe Andrea, il protagonista del tuo romanzo.

“Sì, va abbastanza bene, ho nuovi contatti e si è fatto vivo l’avvocato per la buona uscita. Senti, se  cade la linea è che ho poca batteria… ok ci sentiamo uno di ‘sti giorni” (e poi Andrea continua a camminare, senza pensare a ciò che ha detto, le parole sono l’interfaccia fra lui e ciò che le persone si sono sempre aspettate da lui. Ora gli viene in mente quella canzone che fa “Io e la mia ombra”)

E adesso salutaci mentre Milano muore

La nave affonda, ma i violini continuano a suonare. Ci si vede a largo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in editoria, interviste, romanzo, Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...