FRANCESCA SCOTTI

ATTIVITA’: L’INTERVISTATA È IMPREPARATA E CONFUSA

SEGNI PARTICOLARI: TUTTI

LA TROVATE SU:WWW.QUALCOSADISIMILE.IT

Le tue origini

Nel mio sangue scorre un ottavo siciliano che domina sulla componente lombarda rendendomi amante della nebbia ma anche del sole cocente.

Il tuo rapporto con la scrittura Per me scrivere è come entrare in una bolla, e quando la magia funziona non esiste nient’altro. E’ estremamente piacevole, divertente, senza sofferenza. Quella arriva tutta quando rileggo!

Esiste una peculiarità della scrittura al femminile?

Sulla scrittura al femminile non so dirti molto nel senso che è da poco che ho cominciato a leggere autrici donne. Inizialmente, non so per quale motivo, ero un po’ diffidente ma poi, in scrittrici come la Highsmith, la Munro o la Jackson ho trovato un’intensità che mi ha coinvolta intimamente come non mi era mai capitato. “Qualcosa di simile” (Edizioni Italic peQuod) è la tua opera d’esorio: dieci racconti che affrontano diverse tematiche con una bella scrittura intensa ma sciolta, tanto che la tua prosa è stata paragonata a Yoko Ogawa e Shirley Jackson.

Se ti chiedessi un sottotitolo al libro?

Per rispondere a questa domanda prenderò in prestito il titolo di una recensione di Mariella Soldo: Quel non dire fluttuante: dieci racconti che attraversano la musica, l’oriente, il cibo, le amicizie.

Uno dei temi che affronti è collegato con la musica. Cos’è la musica per te e che genere di musica ascolti?

Il mio rapporto con la musica nasce in maniera accademica e si è sviluppato lungo un percorso iniziato con il pianoforte e proseguito in conservatorio con l’oboe e il violoncello. L’obiettivo, non del tutto consapevole, è sempre stato lo stesso: cercare un mezzo espressivo, la mia voce. Ma è la scrittura, in questo momento, lo strumento nel quale mi riconosco di più, quello più congeniale. Ascolto musica di generi molto differenti. Gli ultimi tre ascolti ad esempio sono stati il Trio op. 100 di Schubert, Lemonade delle Cocorosie e Une sorcière comme les autres di Jorane.

Cosa ti dà la carica?

La curiosità

Cosa ti abbatte?

Scoprire che anche l’ultima pianta che mi hanno regalato non è sopravvissuta alle mie cure.

Cosa ti manda in bestia?

La gente che arriva in ritardo.

L’ultima volta che hai fatto una bella litigata.

Non sono una cultrice del litigio e se mi lascio coinvolgere in qualche sfuriata poi cerco di dimenticarmene.

L’ultima risata di gusto.

Guardando un episodio del Flying Circus dei Monty Python.

Un nuovo progetto in cantiere.

Scrivere qualcosa di respiro più ampio ma senza dimenticare il lavoro fatto con la scrittura per il racconto. Forse più che un progetto è un’ambizione! Ami l’Oriente.

Salutaci con una bella citazione orientale

Nulla è troppo difficile per chi lo deve fare

E adesso salutaci lasciandoci “Qualcosa di simile”…

“Sul tragitto di casa, neppure la musica che grondava dai megaschermi di Hachiko Square la distolse dal suo estraniamento. Nell’ultimo periodo aveva perso anche l’appetito. Prima di arrivare nel quartiere dove viveva svuotava il cestino del pranzo vicino ai cespugli,sperando che a beneficiarne fosse qualche gatto randagio. E invece erano sempre i corvi ad arrivare per primi.”

 

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