Romano De Marco

ATTIVITA’: Chief Security Officer

SEGNI PARTICOLARI: Aggressivo

LO TROVATE SU:

www.romanodemarco.it/

www.facebook.com

Milano a mano armata (Foschi editori, novembre 2011).

Credo che la prefazione di un maestro come Eraldo Baldini sia il modo migliore di introdurre il tuo romanzo: “mettete insieme la capacità di azione e di tensione dei “poliziotteschi” italiani anni Settanta, il ritmo e la durezza di certi moderni prodotti televisivi americani, l’oscuro fascino dei coni d’ombra che da decenni si proiettano sulla realtà politica e sociale nostrana. Condite con una scrittura serrata, impeccabile e tagliente, con personaggi scolpiti nel marmo di un solido mestiere narrativo, con un montaggio che richiama la migliore tradizione cinematografica. Collocate il tutto in quella che è, oggi, la maggiore e forse unica realtà metropolitana italiana, quella milanese. Il risultato finale potrebbe essere un romanzo senza respiro, che si dipana tra casi criminali realistici e di forte impatto, trame sotterranee per il potere, disegni che sfuggono inesorabilmente all’opinione pubblica e all’informazione. Un risultato che è raggiunto da questo romanzo di Romano De Marco, che si fa leggere tutto d’un fiato e che, una volta chiuso, costringe a riflettere, come dovrebbe essere per un prodotto letterario che voglia andare oltre la qualità estetica e l’intrattenimento. Un’ottima prova d’autore, insomma, che non mancherà di lasciare il segno.”

Uno dei protagonisti del tuo romanzo è Matteo Serra, uno “sbirro” che si trova coinvolto in oscure trame di potere che vedono il coinvolgimento di apparati deviati delle istituzioni, narcotrafficanti ed esponenti del crimine organizzato. Senza svelarci troppo delle appassionanti trame che caratterizzano la narrazione, puoi presentarci questo personaggio, insieme ai suoi compagni di “viaggio”?

Serra è il classico personaggio ambiguo, politicamente scorretto ma con una innegabile “presa” nei confronti del lettore. Uno sbirro pieno di segreti, perennemente in bilico tra l’illegalità e un personalissimo codice morale, incarna un po’ la inconfessabile voglia che ciascuno di noi ha di farsi giustizia da solo, di percorrere tutte le scorciatoie possibili per raggiungere i propri obiettivi, di vivere la propria vita al massimo e senza freni inibitori. La storia inizia con il suo trasferimento da Roma a Milano, per motivi disciplinari. Entrerà a far parte di una squadra speciale anticrimine, guidata dal commissario Andrea Gherardi, un poliziotto onesto e tormentato. Il suo arrivo porterà sconvolgimenti di ogni genere nella vita dei quattro componenti del team, in un crescendo di sorprese e colpi di scena.

Dalla lettura del romanzo emerge uno spaccato di corruzione e devastazione che richiama in modo evidente alcuni classici della letteratura poliziesca e della produzione cinematografica. Quali sono stati i tuoi principali riferimenti?

I miei riferimenti sono talmente tanti che fatico a classificarli in maniera ordinata. In realtà sono da sempre un vorace consumatore di narrativa di genere, cinema, fumetti, serie televisive. Quando scrivo non ho in mente un modello ben preciso, cerco di partire dalla storia, di delineare i personaggi in maniera coerente e onesta, pensando ai lettori (categoria alla quale non mi dimentico mai di appartenere). Ovviamente, nella fase creativa, i riferimenti vengono fuori spontaneamente attingendo al serbatoio pressoché illimitato di suggestioni narrative e visive  che mi porto dietro. Se proprio devo fare nomi e cognomi direi che nei miei lavori si avverte l’influenza di autori come Alan D.Altieri e Stefano Di Marino che di fatto hanno tracciato la strada per un certo genere di narrativa in Italia. Penso soprattutto ai primi lavori di entrambi, in particolare il romanzo L’UOMO ESTERNO di Altieri e PER IL SANGUE VERSATO di Di Marino. Sicuramente, i punti di riferimento “visivi” sono il filone del cinema poliziesco all’italiana che ebbe il suo momento di gloria fra i primi anni settanta e i primissimi ottanta, e le serie televisive moderne tipo THE SHIELD (capolavoro assoluto) e NYPD Blue.

Non mancano, però, come ha accennato Eraldo Baldini, riferimenti a vicende vere o verosimili,  di pregnante attualità. Come si rapportano le tue storie di pura fiction a quelle reali?

Non ritengo che la mia narrativa possa essere definita “di denuncia”. I miei sono romanzi di intrattenimento che hanno il loro punto di forza nell’intreccio della trama e nella tensione che ne scaturisce per il lettore. Spesso mi sento dire (da chi apprezza le cose che scrivo) frasi del tipo “non sono riuscito a smettere di leggere fino a notte fonda”. Mai nessuno mi ha detto “il tuo romanzo mi ha fatto riflettere sulla situazione socio-politica del nostro paese”. Indubbiamente, in MILANO A MANO ARMATA, rispetto al mio romanzo di esordio FERRO E FUOCO,  sono presenti più allusioni a quel genere di situazioni che Baldini, nella sua lusinghiera prefazione ha definito “coni d’ombra che da decenni si proiettano sulla realtà politica e sociale nostrana”. Ma sono solo accenni, scenari nei quali ho voluto  inquadrare la vicenda che, comunque, rimane “fiction criminale” senza pretese sociologiche di sorta.

Milano a mano armata non è il tuo esordio. Hai citato il tuo precedente romanzo, “Ferro e Fuoco”, pubblicato nel 2009, addirittura ne “Il Giallo Mondadori”. Vuoi parlarcene? E come è cambiato, se è cambiato, il tuo modo di scrivere riguardo agli aspetti linguistici, stilistici, strutturali, etc.?

FERRO E FUOCO è nato proprio da una irrefrenabile voglia di raccontare storie per omaggiare quell’universo immaginario che fa parte della mia cultura, quindi della mia personalità. Il regista Mario Di Iorio lo ha definito “un sapiente frullato di situazioni e personaggi stereotipati che, proprio grazie a una miscelazione calibrata e mai scontata, riescono prepotentemente a riacquistare freschezza e originalità”. È fondamentalmente un romanzo poliziesco metropolitano molto action e molto violento, ma è anche una storia di arti marziali e una saga famigliare che si dipana fra due continenti. Doveva essere il primo episodio di una serie sul Giallo Mondadori, ora ripartirà in libreria, a febbraio 2012, per l’editore PENDRAGON di Bologna, che ha acquistato i primi due capitoli e ha opzionato tutte le future storie che avranno per protagonista Rinaldo Ferro, un capitano dei carabinieri che è anche un moderno samurai. Riguardo ai cambiamenti nel mio modo di scrivere,  dopo Ferro e Fuoco, ho cercato di progredire dal punto di vista stilistico. Adesso utilizzo spesso la prima persona alternando le voci dei personaggi alla terza persona onnisciente che in Ferro e Fuoco era la unica voce narrante. Non nascondo di fare regolarmente ricorso a un editing professionale per ogni mio romanzo, prima di proporlo a un editore. La struttura, invece, è sempre la stessa: capitoli brevi, azione, dialoghi e una tensione crescente pagina dopo pagina per tenere volutamente “incollato” il lettore al romanzo, fino alla fine.

Quali sono le condizioni ideali per poterti immergere nella scrittura? Come nasce l’idea e come si concretizza, poi, davanti a una tastiera? Hai dei rituali particolari?

Guarda, come sai di mestiere faccio altro, quindi posso concentrarmi nella scrittura solo durante il tempo libero. Me ne resta ben poco dopo essermi dedicato ai miei bambini di 11 e 7 anni (sono un papà separato con l’affido condiviso dei figli) alla mia compagna e ai circa trenta libri che leggo nel corso di un anno. Diciamo che in genere scrivo a notte fonda, sotto l’effetto di potenti dosi di Red Bull e Pocket Coffee… Riguardo alle idee, in genere elaboro storie, trame, intrecci a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi condizione possibile. Mentre guido, prima di addormentarmi, mentre cerco di concentrarmi in ufficio…  Più della metà di MILANO A MANO ARMATA è stata scritta a notte fonda, con un mini PC, sul portico del bungalow di un villaggio turistico dove avevo portato i miei figli in vacanza nel 2010. Attualmente avrei materiale per almeno una ventina di romanzi… Purtroppo mi manca il tempo di scriverli (anche se ne ho qualcuno già pronto).

Collabori con la Mondadori pubblicando ne “I Classici del Giallo”, saggi sulla letteratura di genere, il cinema, le serie tv americane. Collabori con la rivista “Action” (Delos Books) diretta da Stefano Di Marino. Sei Direttore Artistico della rassegna “Estate Letteraria” che si svolge a Ortona. Vuoi parlarci di tutte queste esperienze?

Sono felice di aver mantenuto questo legame con la Mondadori e di avere l’opportunità di scrivere nella rubrica “I segreti del giallo”. Due miei articoli sono stati pubblicati nel 2010 e nel 2011 e il prossimo uscirà a gennaio 2012 nel “Giallo serie regolare”. È un mini saggio sul personaggio di Dexter Morgan che mette a confronto le sue due incarnazioni, quella televisiva e quella letteraria. Andrà in appendice alla riedizione economica del quinto romanzo della serie di Dexter tradotto dalla bravissima Cristiana Astori. La collaborazione con Action, la rivista digitale della Delos Books, è nata dal rapporto di grande stima e amicizia che mi lega al direttore e promotore della iniziativa, Stefano Di Marino. Il mio primo contributo uscirà sempre a gennaio 2012 nel secondo numero e sarà dedicato a una icona del cinema “poliziottesco”, il compianto Maurizio Merli. La rassegna “Estate Letteraria”, invece, è una iniziativa nata in maniera estemporanea nella estate del 2011. Sono stato invitato dall’assessore alla cultura della provincia di Chieti ad organizzare (con un preavviso davvero minimo) una serie di incontri con autori, per diversificare l’offerta culturale della estate abruzzese. Sono molto soddisfatto di essere riuscito ad accogliere nella mia terra nomi prestigiosi come Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Mauro Marcialis e Barbara Baraldi. Nella prossima edizione intendo rilanciare con un maggior numero di date e una maggiore presenza di autrici al femminile, sperando di riuscire anche stavolta a reperire i fondi necessari…

So che sei anche un appassionato di fumetti…

Più che appassionato direi maniaco… Leggo fumetti da una vita, ho una collezione di circa settemila pezzi. Negli ultimi anni ho ridotto drasticamente gli acquisti per motivi di spazio ed economici, limitandomi ai soli  volumi da libreria che poi trovo il tempo di leggere. A differenza di qualche anno fa, evito di acquistare cose solo per stiparle nelle librerie. Ma, come si dice, “il primo amore non si scorda mai”…

Immagino che un tipo passionale e instancabile come te abbia in cantiere tanti altri progetti per il futuro…

In effetti qualche progetto c’è… Un contratto già firmato per i primi due capitoli della serie di Rinaldo Ferro che, come ho già detto, usciranno, entrambi in libreria, nel corso del 2012. Ho anche altri due romanzi belli e pronti, sempre di genere thriller ma non polizieschi. Con l’aiuto della mia strepitosa agente, Loredana Rotundo, cercherò con tutta calma una decorosa collocazione per questi due lavori nei quali credo moltissimo. Nel corso del 2012 vorrei dedicarmi anche a scrivere il terzo capitolo di Ferro e, forse, il seguito di MILANO A MANO ARMATA…

Due tuoi pregi e due difetti.

Iniziamo dai difetti… Innanzitutto se qualcuno tocca le persone che amo, divento violento. Spesso, poi, mi faccio assalire dall’ansia se le situazioni stressogene, in ambito famigliare e lavorativo, si sommano fra loro.

Come pregi, sicuramente mi faccio in quattro per gli amici e poi… mantengo fede alla parola data, costi quel che costi.

 

 

 

 

 

L’ultima volta che hai pensato: “Adesso basta: chiamo Matteo Serra!”

Quando qualcuno ha divelto il tergi lunotto della mia automobile. Poi, però, ho risolto da solo…

L’ultima volta che hai pensato: “Ora mi accomodo, chiudo gli occhi e me la godo…”

Tutte le volte che Sonia,  la mia meravigliosa compagna, mi riempie di attenzioni e di coccole.

Salutaci mentre Milano si arma

Occhi aperti e colpo in canna amici. Sta arrivando Matteo Serra.

Salutaci mentre Milano si disarma

Relax e buona lettura a tutti amici. E mi raccomando: leggete italiano!!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Romano De Marco

  1. Fede ha detto:

    Ho letto Milano a mano armata, e trovo Romano De Marco un grandissimo autore. Secondo me sarebbe un grande sceneggiatore di fiction e di action-movie. Peccato che in Italia lavorino sempre gli stessi…
    So che fra qualche giorno De Marco presenterà il suo libro a Pescara e correrò a farmelo autografare…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...