SACHA NASPINI

NOME: Sacha Naspini

ATTIVITÀ: Scrittore

SEGNI PARTICOLARI: Caffè e sambuca

LO TROVATE SU: Facebook, www.sachanaspini.eu

Sacha Naspini è il tuo nome vero o è un nome d’arte?

Ciao! Dovessi scegliermi un nome d’arte, mi piacerebbe Bogdan Blaga.

Oggi esce per Elliot Le nostre assenze. Ci dici sul romanzo qualcosa che non hai anticipato a nessuno?

La prima bozza di questo libro ha visto la luce durante l’estate del 2010. Era un periodo bello intenso, mi davo alla scrittura quando potevo. E avevo questo malloppo di cose da raccontare. Per la prima volta in assoluto c’erano i posti miei, quelli che ho vissuto nell’infanzia, nell’adolescenza. E i miei nonni, le loro vite pazzesche. Ciò che nel romanzo riguarda quei personaggi corrisponde a fatti veri, io mi limito ad adattarli sui binari di una vicenda che segue un altro percorso. Ma è stato bello scrivere anche di loro, glielo dovevo. Anzi, è ancora troppo poco. Per il resto potete trovare tutte le anticipazioni qui: http://www.sachanaspini.eu. Leggi l’articolo completo

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ALESSANDRO ZACCURI

ATTIVITA’: scrittore e giornalista

SEGNI PARTICOLARI: la curiosità

LO TROVATE SU:  www.facebook.com/#!/profile.php?id=1359756769 twitter.com/#!/AlessZaccuri

www.avvenire.

Le tue origini e la formazione
Nato a La Spezia nel 1963, figlio unico, padre bancario e madre casalinga. Ho giocato da solo per gran parte dell’infanzia, da lì a diventare un lettore il passo è brevissimo. Primi tre anni di elementari a Pavia, a Milano dal 1972: liceo classico, laurea in lettere (classiche, ma con specializzazione nel Medioevo) alla Cattolica. Di formazione, insomma, sarei filologo. Leggi l’articolo completo

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L’IMPICCATO

L’impiccato

di Russel D. McLean

“Il più esaltante debutto nella letteratura scozzese degli ultimi anni. Segna l’arrivo di un incredibile talento.”
JOHN CONNOLLY

Autore: Russel D. McLean

Traduttore: Matteo Strukul

Pagine: 264 Leggi l’articolo completo

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GUERRERA GRAPHIC 3

Prosegue la graphic novel sulla Guerrera.

E’ sparito Belzebù, l’inquietante serpente di Viviana.

Chi glie’ha rubato? E come si fa a sottrarre una bestia così imponente? Leggi l’articolo completo

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SE UNA NOTTE D’INVERNO C’è UN LETTORE…

FUEGO riletto dal critico e saggista MAURO CONTI

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“Ho riletto Fuego recentemente. Fuori faceva un gran freddo; era venuta una bella nevicata. Avevo qualche linea di febbre e una gran voglia di riposare, ma non mi riusciva di dormire. Ho ripreso in mano il nuovo romanzo di Marilù Oliva, Fuego, e mi sono sistemato sul divano dentro un plaid caldo. Avevo letto il romanzo precedente della Oliva, Tu la pagaras, ambientato come questo nelle scuole e nelle sale da ballo di musica latino americana a Bologna, e mi era piaciuto, mi aveva lasciato una sensazione piacevole, di pienezza, come quando hai portato a termine un lavoro, o quando termini un buon testo letterario…” Leggi l’articolo completo

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13 PROTASI PER L’ASPIRANTE SCRITTORE

I 13 “se” per l’aspirante scrittore di Marilù Oliva

  1. Se non hai letto almeno un’ottantina di libri, rimedia.
  2. Se non ricordi i rudimenti della grammatica, studiateli prima su un bel manuale.
  3. Se ti mancano queste prime due condizioni, aspetta a cercare di pubblicare, non ti bruciare. Ti sembrerà di perdere tempo, invece sarà tempo guadagnato. Poi nell’editoria i tempi sono dilatati.
  4. Se hai letto solo italiani, respira un po’ di aria internazionale. Leggi l’articolo completo
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DIETROLOGIA di FABRI FIBRA

Il titolo è esplicativo sulla tenuta del libro e lo è anche la copertina: un Fabri Fibra dalla cintura in su, la pelle un manto tatuato, in bocca una simil-canna da cinquecento euro arrotolati in fase di accensione, lui è tutto proteso nella contemplazione dell’atto e spicca su uno sfondo grigio scuro. Anche questo è linguaggio: pensiero, arte e fumo, ecco in tre parole il messaggio dell’immagine e subito scatta la curiosità.

Ho letto questo libro perché – da neofita – sono molto attenta al panorama del rap italiano (considero il rap una forma letteraria alla stregua della poesia e lo inserisco nel programma scolastico ogni volta che è possibile: ai ragazzi piace, li invoglia a giocare con l’italiano, a riflettere, a confrontarsi, e – least but not last – ad abituarsi alla critica senza rinchiudersi a riccio in sterili permalosità)

Edito da Rizzoli, con un sottotitolo invitante – I soldi non finiscono mai – e con una prefazione di Marco Travaglio, il libro è, come ha dichiarato l’autore: «Un’affermazione politica a trecentosessanta gradi, ma nell’accezione più onesta della parola politica».

Di dietrologia l’artista ne fa, l’intento è lodevole: si rivolge ai giovani incurante delle accuse di populismo che prevede arriveranno, anzi, procede per la sua strada compiaciuto e sicuro del fatto suo, domandandosi «come mai queste cose che chiamano popolari non si sentano più spesso in giro e comunque fra i ragazzi non sono né argomenti né meccanismi noti». I temi affrontati sono molteplici, dal senso profondo del rap, alla ribellione come forma di risposta all’ottusità, all’immobilità di un paese dove la gente non è competente né disposta a faticare, ma insegue il sogno del successo immediato e del guadagno facile. Il rapper affronta anche l’argomento delicato della mancata integrazione in Italia e lo fa alla sua maniera, senza giri di parole:

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