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	<description>se non brucia un po&#039;... che libro è?</description>
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		<title>libroguerriero</title>
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		<title>GRAZIA VERASANI</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 08:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[donne e scrittura]]></category>
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		<category><![CDATA[giorgia cantini]]></category>
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		<description><![CDATA[ATTIVITA’:   SCRIVERE, SUONARE SEGNI PARTICOLARI:  SPERO DI SÌ. LA TROVATE SU:  SU UN DIVANO, GENERALMENTE. OPPURE QUI : WWW.GRAZIAVERASANI.IT Nel 2010 è uscito il cd Sotto un cielo blu diluvio: dodici pezzi di cui hai scritto sia la musica &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/23/grazia-verasani/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=545&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ATTIVITA’:  </strong><br />
SCRIVERE, SUONARE<br />
<strong>SEGNI PARTICOLARI: </strong> SPERO DI SÌ.<br />
<strong>LA TROVATE SU:</strong>  SU UN DIVANO,<br />
GENERALMENTE. OPPURE QUI :<br />
WWW.GRAZIAVERASANI.IT</p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/vera.jpg"><img class="alignleft  wp-image-551" title="vera" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/vera.jpg?w=225&#038;h=337" alt="" width="225" height="337" /></a><strong>Nel 2010 è uscito il cd <em>Sotto un cielo blu diluvio</em>: dodici pezzi di cui hai scritto sia la musica che le parole, con abbinato un racconto musicale. Un progetto no budget che è nato sotto una buona stella grazie anche all’aiuto e al talento di musicisti come Arturo Stàlteri, Camilla Missio, Vincenzo Pastano, Frank Nemola. La canzone che ti ha procurato più empatia, mentre la scrivevi</strong><br />
Di sicuro “E.”, che è l’iniziale del nome di un’amica che non c’è più. Ma anche “Con le mani potrei”, nata dopo la fine di una storia.</p>
<p><span id="more-545"></span></p>
<p><strong>Quella che ti ha più divertita</strong><br />
Senza dubbio “Interiora”, un walzer all’insegna dell’ironia.</p>
<p><strong>Una cosa che han detto, della tua voce, che ricordi con piacere</strong><br />
Che è diversa.</p>
<p><strong>La correlazione tra le arti: quanto la scrittrice e la cantautrice?</strong><br />
Soffro di un eclettismo disperato, non so scegliere, posso solo mescolare.</p>
<p><strong><em>Di tutti e di nessuno</em>, uscito con Kowalsky, ha visto per la terza volta protagonista il tuo personaggio seriale Giorgia Cantini (immortalata cinematograficamente nel film <em>Quo Vadis Baby?</em> di Gabriele Salvatores, tratto dall’omonimo libro). Ci sarà un quarto libro dedicato alla Cantini?</strong><br />
Sì, l’ho appena finito. Ora inizierò il lavoro di editing. Salvo cambiamenti dell’ultima ora, l’uscita è prevista per giugno 2012 con Feltrinelli.</p>
<p><strong>Tre cose che hai in comune con l’investigatrice Giorgia Cantini</strong><br />
Le contraddizioni. Le sigarette. Certe battute.</p>
<p><strong>Se la incontrassi, cosa le diresti?</strong><br />
Ci somigliamo.</p>
<p><strong>E lei, cosa ti direbbe?</strong><br />
Cominci ad avere qualche anno più di me.</p>
<p><strong>La tua attenzione per la donna non è nuova. Penso anche allo spettacolo <em>From Medea</em> tratto dal tuo libro omonimo pubblicato da Sironi. Come annuncia il titolo,il libro si concentra su una colpa, l’infanticidio, che lega quattro vite: quelle di Rina, Vincenza, Eloisa, Marga. Chiuse in una stanza, all&#8217;interno di un carcere psichiatrico giudiziario, trascorrono il loro tempo espiando una condanna che è soprattutto interiore: il senso di colpa per un gesto che ha vanificato le loro esistenze. Com’è stata l’esperienza della scrittura di un argomento così drammatico?</strong><br />
La pièce <em>From Medea</em> è nata dalla rabbia di vedere come l’argomento veniva trattato mediaticamente, con grossolana superficialità. E’ un testo nato di getto, che ho sentito molto. Sono felice che sia tutt’ora rappresentato in teatro. Ad aprile uscirà anche la versione cinematografica: <em>Maternity Blues</em>, per la regia di Fabrizio Cattani, distribuito da Fandango, e di cui sono co-sceneggiatrice. Il film è stato in concorso all’ultimo Festival di Venezia nella sezione “Controcampo” e ha già raccolto premi importanti all’estero.</p>
<p><strong>Quando hai deciso che saresti diventata scrittrice?</strong><br />
Non l’ho mai deciso. Ho cominciato a scrivere da bambina: racconti di tre pagine dove i protagonisti morivano sempre. Non ho più smesso.</p>
<p><strong>Quali ostacoli hai incontrato prima di diventarlo?</strong><br />
Ho affidato il primo romanzo, nel ’99, a un piccolo editore, e avevo già pubblicato parecchi racconti su varie riviste: ho fatto la cosiddetta “gavetta”.</p>
<p><strong>Se ne incontrano anche dopo di ostacoli?</strong><br />
L’unico vero ostacolo è riuscire a scrivere un bel libro.</p>
<p><strong>Due cose che ami e due cose che detesti dell’ambiente culturale italiano</strong><br />
Detesto la sua incapacità di scrollarsi di dosso la politica, e la sua rassegnazione a farsi “controllare”. Poi come sempre c’è chi fa gioco di squadra, avendo più o meno in mente la stessa visione delle cose, e altri che pensano solo a autopromuovere se stessi ovunque ce ne sia occasione, o che si sentono dei geni appena scalano una classifica. La società letteraria non esiste più da molti anni. Ma per fortuna esistono ancora persone per le quali l’arte e la cultura sono un modo di vivere.</p>
<p><strong>L’ultimo bacio che hai dato</strong><br />
In stazione.</p>
<p><strong>L’ultimo rifiuto che hai dato</strong><br />
Non rifiuto, al limite scanso.</p>
<p><strong>L’ultima volta che ti sei arrabbiata</strong><br />
Ogni volta che accendo la tv e per sbaglio vedo Giuliano Ferrara o qualcuno come lui..</p>
<p><strong>L’ultimo sorriso che hai fatto</strong><br />
Sorrido in continuazione, anche quando non ne avrei motivo.</p>
<p><strong>Un tuo talento (oltre alla scrittura)</strong><br />
La voce. Avrei voluto continuare a fare doppiaggio.</p>
<p><strong>Un tuo limite</strong><br />
La pigrizia.</p>
<p><strong>Quando qualcuno ti corteggia con eleganza, giochi o sfuggi?</strong><br />
Cerco di giocare sempre a carte scoperte.</p>
<p><strong>Le armi di seduzione che ti conquistano</strong><br />
Il senso dell’umorismo. Il talento. La fantasia.</p>
<p><strong>Cosa ne pensi delle diatribe sui generi? Sono utili, inutili, polemiche&#8230;</strong><br />
Inutili.</p>
<p><strong>Quando qualcuno ti chiede quale sia la differenza tra giallo e noir, cosa rispondi?</strong><br />
Parlo in francese e dico “polar”.</p>
<p><strong>Salutaci con un “Vuoto d&#8217;aria” (Transeuropa, 2010)</strong><br />
“L’amore è come la musica, si sente e non si spiega.”</p>
<p><strong>Adesso salutaci  come ci saluterebbe Giorgia Cantini</strong><br />
Citerebbe Jimi Hendrix “La storia della vita è più veloce di un batter di ciglia, la storia dell’amore è ciao, arrivederci, alla prossima”.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/545/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/545/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libroguerriero.wordpress.com/545/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libroguerriero.wordpress.com/545/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libroguerriero.wordpress.com/545/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libroguerriero.wordpress.com/545/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libroguerriero.wordpress.com/545/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libroguerriero.wordpress.com/545/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libroguerriero.wordpress.com/545/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libroguerriero.wordpress.com/545/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libroguerriero.wordpress.com/545/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libroguerriero.wordpress.com/545/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libroguerriero.wordpress.com/545/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libroguerriero.wordpress.com/545/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=545&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>TONY DJ</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:04:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[VERO NOME: ANTONINO DI LEVA – LO TROVATE SU: www.tonydj.com www.facebook.com Quali sono le tue origini? Italiane, esattamente Sicilia da parte di mamma e Basilicata da parte di papà. In cosa ti senti latino-americano? Ovviamente perché sono nato a Caracas &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/22/tony-dj/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=543&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>VERO NOME:</strong> ANTONINO DI LEVA –<br />
<strong>LO TROVATE SU:</strong> www.tonydj.com<br />
www.facebook.com</p>
<p><strong><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/tony.jpg"><img class="alignleft  wp-image-549" title="tony" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/tony.jpg?w=309&#038;h=295" alt="" width="309" height="295" /></a>Quali sono le tue origini?</strong><br />
Italiane, esattamente Sicilia da parte di mamma e Basilicata da parte di papà.</p>
<p><strong>In cosa ti senti latino-americano?</strong><br />
Ovviamente perché sono nato a Caracas (Venezuela) e ho vissuto i miei primi 11 anni là.<br />
<span id="more-543"></span><br />
<strong>Cosa significa fare il DJ di musica latina, oggi?</strong><br />
Per me ha un significato particolare essendo nato in Venezuela, cioè quello di diffondere la cultura per mezzo della musica cosi ieri come oggi.</p>
<p><strong>Dove lavori come DJ?</strong><br />
Prevalentemente in questo ultimo periodo su Imola (Bologna) e Modena.</p>
<p><strong>Cosa consiglieresti a un aspirante DJ?</strong><br />
Di suonare per far divertire soprattutto se stesso e di conseguenza anche gli altri!</p>
<p><strong>Bologna è ricettiva rispetto alla musica latino-americana?</strong><br />
Bologna è stata la capitale della salsa negli anni 80/90 oggi sta vivendo una situazione particolare dovuta anche alla mancanza di sale da ballo ed ad altre situazioni riguardanti i cosiddetti lavoratori del settore.</p>
<p><strong>Com’è l’ambiente degli “addetti ai lavori”? Siete solidali, vi confrottate in senso costruttivo ?</strong><br />
Posso passare alla seguente domanda? Purtroppo costruttivo non sempre…</p>
<p><strong>La salsa importata in Italia subisce necessariamente una mezcla con le abitudini musicali e di ballo degli italiani. Credi che sia negativo questo ibridamento?</strong><br />
Per quanto riguarda la prima parte assolutamente si! Anche perché dopo tanti anni gli artisti Latini si sono accorti di avere molte richieste da parte dell’Italia. Questo non può essere che positivo sia per loro che per l’Italia stessa.</p>
<p><strong>Verso quali generi è più orientato il tuo pubblico?</strong><br />
Ho sempre voluto cercare di non differenziare i generi, perché ritengo che la salsa come da suo nome stesso sia un insieme di ritmi, quindi perché differenziare o favorire un genere rispetto all’altro?!</p>
<p><strong>Cos’è la salsa e dov’è nata?</strong><br />
La salsa come la conosciamo noi è nata a New York negli anni ’70 ma sicuramente ha origini più remote a partire dall’Africa passando per Cuba ed altri paesi.</p>
<p><strong>Se dovessi spiegare senza peli sulla lingua come si balla il reggaeton, cosa diresti?</strong><br />
Francamente parlando, ballando il reggaeton si simula l’atto sessuale, questo mi pare evidente dal primo momento che vedi il ballo stesso. E ovvio che tutto sommato è solo una interpretazione per il divertimento e contatto fisico quasi come ogni ballo di coppia, certamente può essere un pochino volgare rispetto ad altri!</p>
<p><strong>Riscontri una maniera di vivere la salsa (e ballarla) con sabor e una maniera più esibizionista? Quali sono le cause?</strong><br />
Ahhhh….. qui si tocca un tasto dolente!!!! Per fortuna la maggior parte delle persone lo pratica con sabor e divertimento. In altri casi purtroppo ci si accorge che altre persone la vivono diversamente cercando solo di farsi vedere tralasciando tutto quello che è importante, divertirsi, conoscersi ed altro. Devo ammettere che purtroppo le cause si possono trovare alla fonte cioè da chi insegna senza trasmettere il vero significato del ballo stesso.</p>
<p><strong>Raccontaci un aneddoto da dietro le quinte.</strong><br />
Ogni tanto capita che il cd possa saltare e quando in quel momento tutta la sala rivolge lo sguardo interrogativo in consolle non vi dico il sudore freddo che si sente… ma si prende il microfono si fanno due battute e la serata riprende meglio di prima!!</p>
<p><strong>Una hit parade con i 5 brani più ballati ora</strong><br />
Aire – Croma Latina<br />
Esclavo de tu piel – Ricardo Castillon<br />
Historia de un taxi – Marc Anthony Ricardo Arjona<br />
Por un segundo – Aventura<br />
Fiesta – Berna Jam</p>
<p><strong>Cosa ti dà la carica?</strong><br />
La pista</p>
<p><strong>Cosa ti abbatte?</strong><br />
Nulla</p>
<p><strong>Cosa ti manda in bestia?</strong><br />
Le persone che ti mettono i bastoni tra le ruote anche quando fai del tuo meglio.</p>
<p><strong>Due tuoi pregi e due difetti</strong><br />
Aspetta che chiedo a mia moglie… Dice, la capacità di far divertire tutti. Due sono troppi! Difetti, non ti dico quanti me ne ha detti…</p>
<p><strong>Dove ti troviamo come dj</strong><br />
Le mie serate sono una fissa al venerdì a Imola e ogni tanto una a Bologna e una a Ferrara<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Salutaci carico come se avessi appena aperto la notte e invitaci alle tue serate</strong></p>
<p>Atencion, publico, atencion! (questa l’ho rubata a Willy) pronti per partire e ballare fino alla fine?!!</p>
<p><strong>E adesso salutaci con una bella citazione da un brano a scelta</strong><br />
Vivo en un mundo de mentiras fabbricando fantasias para no llorar…</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libroguerriero.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libroguerriero.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libroguerriero.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libroguerriero.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libroguerriero.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libroguerriero.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libroguerriero.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libroguerriero.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libroguerriero.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libroguerriero.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libroguerriero.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libroguerriero.wordpress.com/543/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=543&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>SABRINA NOBILE</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 12:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tv guerriera]]></category>
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		<description><![CDATA[ATTIVITA’:  iena- mamma – lettrice – e molto altro Com’è cominciata la tua attività a Le Iene? Dieci anni fa, con un gruppo di amici avevamo allestito una piccola produzione. Avevamo fatto un programma un po’ matto e un agente &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/21/sabrina-nobile/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=539&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ATTIVITA’:</strong>  iena- mamma – lettrice – e molto altro<strong></strong></p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/nobile-ok.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-540" title="nobile ok" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/nobile-ok.jpg?w=640" alt=""   /></a><br />
<strong>Com’è cominciata la tua attività a Le Iene?</strong><br />
Dieci anni fa, con un gruppo di amici avevamo allestito una piccola produzione. Avevamo fatto un programma un po’ matto e un agente ci aveva messi in contatto con Parenti.</p>
<p><strong>Ma tu quanto sei Iena? Facci un esempio.</strong><br />
Per niente, sono un pezzo di pane! Sono iena nel senso che le iene hanno il pregio di mantenersi cazzare a lungo!<br />
<span id="more-539"></span></p>
<p><strong>Tra i tanti tuoi servizi, sono memorabili quelli in cui testi il livello culturale dei nostri politici. Ti aspettavi tanta ignoranza nella nostra classe dirigente?</strong><br />
No, assolutamente. Infatti quei servizi non sono stati fatti con lo spirito di smascherare la loro ignoranza. Non eravamo mossi da un intento denigratorio.</p>
<p><strong>La risposta che ti ha più scioccata</strong><br />
Elisabetta Gardini, che non ha saputo rispondere alla domanda: “Cos’è la Consob?”</p>
<p><strong>La risposta che ti ha più divertita</strong><br />
L’on. Fini Giuseppe, convinto che il Darfur fosse un fast food</p>
<p><strong>Il servizio più sudato</strong><br />
Quasi tutti i servizi delle Iene sono molto sudati</p>
<p><strong>Ci racconti qualcosa da dietro le quinte?</strong><br />
Bisognerebbe venire alla redazione. Siamo un gruppo molto particolare, ci sono molte iene che dal vivo sono ancora più simpatiche che in televisione.</p>
<p><strong>Cosa ti piace?</strong><br />
Il caldo, il mare, la cioccolata, camminare, mi piacciono moltissimo i miei figli. Poi mi piace leggere. E fare il bagno caldo.</p>
<p><strong>Cosa invece detesti?</strong><br />
La rucola (rughetta in romanesco, ndr!), essere molto stanca, non dormire la notte</p>
<p><strong>L’ultima volta che ti sei arrabbiata</strong><br />
Sono una che si arrabbia di rado, ma da quest’estate la percentuale di arrabbiature è salita esponenzialmente. L’ultima volta mi sono arrabbiata con la Tata dei miei bimbi.</p>
<p><strong>Ma quando ti arrabbi cosa fai?</strong><br />
Cerco di spiegarmi ossessivamente perché penso che, alla base della diatriba, ci sia sempre un fraintendimento. Quindi punto ad appianarlo.</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai riso di gusto</strong><br />
Coi bimbi rido spesso.</p>
<p><strong>L’ultimo libro letto</strong><br />
Un saggio di filosofia, “L’anima e il corpo”, di Sandro Nannini.</p>
<p><strong>L’ultima parolaccia</strong><br />
Non la ricordo</p>
<p><strong>L’ultimo desiderio</strong><br />
Che finisca questa neve</p>
<p><strong>2 pregi e 2 difetti</strong><br />
Pregi: paziente e sto bene coi bimbi<br />
Difetti: capelli sottili e pigrizia</p>
<p><strong>Un uccellino mi ha detto che stai seguendo un Master in “Consulenza filosofica”. Salutaci con filosofia.</strong><br />
In comune tra la filosofia e questo mestiere c’è che si fanno tante domande!. Pensa che nei primissimi servizi – quelli precedenti a Le Iene – intervistavo le persone al mercato e chiedevo che differenza ci fosse tra il sentirsi vivi e morti. Un signore che sbucciava i fagiolini una volta mi disse: Io mi sento vivo quando sono utile agli altri.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libroguerriero.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libroguerriero.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libroguerriero.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libroguerriero.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libroguerriero.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libroguerriero.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libroguerriero.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libroguerriero.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libroguerriero.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libroguerriero.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libroguerriero.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libroguerriero.wordpress.com/539/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=539&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>EVA CLESIS</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 05:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[NOME: EVA CLESIS, MA È UNO PSEUDONIMO ATTIVITA’: SCRITTRICE, GRAFICO, STUDENTESSA E PRECARIA, IL TUTTO PER NECESSITÀ SEGNI PARTICOLARI: NONSENSE LA TROVATE SU: WWW.FACEBOOK.COM/EVACLESIS, SU TWITTER COME EVACLESIS SU WWW.MYSPACE.COM/EVACLESIS. Raccontaci le tue origini e la tua città Sono nata &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/20/eva-clesis/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=514&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NOME:</strong> EVA CLESIS, MA È UNO PSEUDONIMO<br />
<strong>ATTIVITA’:</strong> SCRITTRICE, GRAFICO, STUDENTESSA E PRECARIA, IL TUTTO PER NECESSITÀ<br />
<strong>SEGNI PARTICOLARI:</strong> NONSENSE<br />
<strong>LA TROVATE SU:</strong> WWW.FACEBOOK.COM/EVACLESIS,<br />
SU TWITTER COME EVACLESIS<br />
SU WWW.MYSPACE.COM/EVACLESIS.</p>
<p><strong><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/0362bassa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-515" title="0362bassa" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/0362bassa.jpg?w=640" alt=""   /></a>Raccontaci le tue origini e la tua città</strong><br />
Sono nata trent’anni fa a Bari, in Puglia, da una famiglia di origini toscane da parte di padre, il che ha fatto sì che in ogni anno scolastico della mia vita gli insegnanti leggessero il mio cognome sul registro e dicessero “ma tu non sei di qui!”.<br />
Ho vissuto per molto tempo in provincia di Bari, poi a Roma, poi all’estero, poi a Bari e infine di nuovo a Roma. Un domani chissà, mi piacerebbe cambiare e vivere altrove. Sono molto legata alla mia regione, alla mia casa natale, alle mie tradizioni, ma non penso che il posto in cui sono nata mi rappresenti come una fotografia e non amo sentire quei discorsi in cui l’esaltazione della terra si sposa al campanilismo. Credo che quanto più riuscirò a vedere il mondo, tanto più mi sentirò davvero a casa.</p>
<p><span id="more-514"></span><strong>Hai pubblicato &#8220;E intanto Vasco Rossi non sbaglia un disco&#8221;  (edizioni Newton Compton), </strong><strong>una storia corale dove il singolo trova il suo spazio espressivo. Come l&#8217;hai portata avanti, tecnicamente parlando?</strong><br />
All&#8217;inizio ho diviso la storia per filoni e mi sono concentrata su quelli in modo separato, per poi unirli in un momento successivo. L&#8217;intreccio del romanzo è a piramide rovesciata: i protagonisti hanno più scene narrative degli altri personaggi, ma c&#8217;è una connessione tra tutti. Poi, quando ho iniziato a prendere confidenza con la storia, ho continuato in modo unitario, lavorando su un corpo unico.</p>
<p><strong>Cosa rispondi quando ti chiedono che lavoro fai?</strong><br />
Con grossa meraviglia mia, da quest’anno ho iniziato a guadagnare scrivendo, per cui potrei anche dire “scrittrice”, ma di rado rispondo così. In questo lo pseudonimo aiuta e la mia timidezza fa il resto. Il più delle volte, avendo fatto tanti lavori per mantenermi, mi presento con il mio nome di battesimo, che tra parentesi adoro, e dico il lavoro che svolgo in quel momento, anche se non è mai l’unica cosa che faccio. Ora ad esempio sono segretaria e redattrice per un portale.</p>
<p><strong>Nel 2005 è uscito il tuo primo romanzo, “A cena con Lolita”, (Pendragon). Cosa è cambiato da allora ad oggi? In cosa ti senti cambiata professionalmente?</strong><br />
Dopo il primo romanzo ho iniziato a scrivere con regolarità, a lavorarci sodo anche quando non mi andava, perché mi sembrava che scrivere fosse l’unico modo per sentirmi autentica, per diventare quel che ero in potenza a costo di tutti i sacrifici che questa scelta avrebbe comportato e comporta tuttora. Pubblicare un libro con un titolo così criticato in realtà è stato come farsi la croce da sola, ma mi ha insegnato alcuni fondamentali sulla scrittura e altri sulla vita e le persone. Uno è che sono tutti pronti a sparlare e giudicarti (anche inventandosi cose di sana pianta, come quando a Bari dicevano che i miei mi avessero cacciato di casa dopo aver letto “A cena con Lolita”), per cui tanto vale provare a riderci su. Due è che qui ci prendiamo maledettamente sul serio specie nel campo dell’arte e della cultura, escludendo anziché aprendoci a quanto è diverso dal nostro punto di vista e dai vecchi retaggi, il che a mio avviso è una rovina. Tre, che se qualcosa andrà male lo farà, ma questo lo diceva già Murphy e nel mio caso aveva ragione. Quattro, che inviare manoscritti senza avere nessun punto di riferimento concreto in una casa editrice, scrivendo l’indirizzo sulla busta e stop, equivale a non spedire niente rimettendoci però i soldi.</p>
<p><strong>Il tuo secondo romanzo, “Guardrail” (casa editrice Las Vegas, 2008) ha una protagonista chiamata Alice che sottende riferimenti –in negazione o in parallelo &#8211; ad Alice nel paese delle meraviglie. Come potrebbe essere, secondo te, un paese, per diventare davvero delle meraviglie?</strong><br />
Il nostro Paese reale cade a pezzi, mi sembra pieno di incongruenze e di inefficienze a cui con orrore ci stiamo abituando pur di andare avanti. Al posto di nuovi valori stiamo perdendo i vecchi, ma intanto inventiamo poco. Il mio Paese delle meraviglie dovrebbe essere civile, giusto, coraggioso, forte della regola aurea, ma soprattutto non stereotipato e interdipendente. Un posto in cui la gente pensa con la propria testa eppure coopera, riuscendo a non vivere solo di condizionamenti sociali e massmediatici ma a vivere in modo creativo senza essere irrispettosa. Un Paese a misura d’uomo e d’ambiente. Qualcosa a metà tra l’Italia e il Nord Europa, ecco, sarebbe già meraviglioso.</p>
<p><strong>Per Newton Compton è uscito “101 motivi per cui le donne ragionano con il cervello e gli uomini con il pisello”. Come lo definiresti? Un manuale per&#8230;</strong><br />
Un manuale per ridere dei luoghi comuni sugli uomini e le donne. Quando mi è stato proposto dalla casa editrice ho accettato subito quella che per me era quasi una provocazione, visto l’argomento e la facilità di scivolare nell’ovvio. Allora ho cercato di realizzare un libro che non fosse banale, ma che fosse una lettura godibile e piena di spunti di riflessione oltre che condivisione di esperienze culturali. Per questo, anziché aggirare i luoghi comuni e le frasi fatte su uomini e donne, ci sono andata a sbattere in pieno, cercando di prendere spunti vari (come il testo della canzone Teorema di Ferradino o le trame di molti film, dato che amo il cinema) per sdrammatizzare i vari “si dice”. Poi è ovvio che sia le donne che gli uomini ragionino con il cervello, ma nel caso del libro, il ragionare con il cervello delle donne vuole indicare la caratteristica che avrebbero di essere cervellotiche e troppo riflessive, schiacciate da regole sociali pensate al maschile. Secondo me aveva ragione Zadie Smith quando in un’intervista diceva che l’Italia è un Paese molto maschilista.</p>
<p><strong>Com’è la situazione editoriale in Italia?</strong><br />
Rispecchia l’Italia? Io non condanno il fatto che le case editrici non siano delle opere pie ma facciano a monte dei ragionamenti di convenienza economica sui libri da pubblicare. Tutto però è una questione di misura. L’editoria è in crisi, d’accordo, ma il problema secondo me è che manca una letteratura italiana indipendente e competitiva e che anche nei libri come nel cinema, l’eredità neorealista è ancora pesante. Insomma, gli editori per avere certezze di guadagno seguono le tendenze e a meno che l’autore non sia strombazzato o già noto, lo ignorano. Si muovono come padroni di un’azienda qualsiasi, anziché essere promotori e scopritori di nuove voci culturali. Manca il talent scouting e l’editoria diventa così una forza trainata (dai critici, dal web, dal cinema, dalla tv) anziché un traino.</p>
<p><strong>E l’ambiente letterario-culturale?</strong><br />
Nell’ambiente letterario devi imparare a sgomitare un po’ per farti notare, cosa in cui io sono un totale disastro. L’autore non è più una figura che si muove in un ambiente ma che si promuove, deve adeguarsi e sapersi costruire una rete di appoggi e consensi per andare avanti, e spesso ricalca le solite tendenze perché sa che così può pubblicare più facilmente.</p>
<p><strong>Un commento che han fatto al tuo lavoro, che ricordi con piacere.</strong><br />
In genere alcuni mi dicono che ho una scrittura curata, dietro la quale si nota una dedizione particolare. È vero che dedico tutto il tempo che posso alla scrittura, e che la scrittura segue sempre una o più immagini mentali che mi sforzo di mettere sulla carta con più precisione possibile rispetto all’ideale.</p>
<p><strong>3 libri che ti porteresti sulla Luna</strong><br />
Tre libri per me sono pochi e non riesco a trovar mici riflessa. Tuttavia, visto che è appena uscito il film, cito con piacere la “Versione di Barney” di Mordecai Richler, un libro che mi è rimasto molto impresso e che contiene una delle battute più belle della storia della letteratura. Poi, “Una banda di idioti” di O’Toole e un classico come il “Don Chisciotte” di Cervantes. Così però escludo tutti i noir e i romanzi hard-boiled, forse il mio genere preferito se parliamo di generi. Ma tu me ne hai chiesti tre!</p>
<p><strong>3 libri che non ti porteresti mai sulla Luna</strong><br />
Di solito leggo cose molto diverse tra loro, ma ho i miei gusti personalissimi. Diciamo che non porterei mai con me i libri di Paulo Coelho, un autore che proprio non sopporto, i noir di Jean-Claude Izzo o un libro alla Dan Brown.</p>
<p><strong>L’ultima volta che ti sei arrabbiata</strong><br />
Di solito mi incazzo e mi scazzo con le persone per cui provo affetto, perciò sarà successo con il mio compagno qualche giorno fa. Considero la rabbia una faccenda molto personale, e faccio fatica ad arrabbiarmi con le persone che non amo o non stimo. Non sono capace né di arrabbiarmi né di mostrare rabbia, è un mio limite. Piuttosto sono una che si fa prendere dai cinque minuti per questioni di instabilità umorale… poi però mi calmo.</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai tentato inutilmente</strong><br />
Io tento sempre qualcosa, tento di continuo, potrei dire oggi, ieri o l’altro ieri e non mentirei. Fare tentativi è una costante della mia vita, avere rifiuti o insuccessi fa parte di essa.</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai tentato con successo</strong><br />
La scorsa settimana ho consegnato un racconto su un tema che non avevo mai svolto per una grande rassegna, e sembra che sia andata bene.</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai pensato: Fantastico!</strong><br />
In vita mia sono stata abituata ad avere più brutte sorprese che belle e non mi entusiasmo con facilità. Sono un saliscendi continuo di emozioni, cerco di controllarmi tra picchi e cadute. Dieci giorni fa ho firmato un contratto di edizione, e ho pensato con contentezza “Be’, anche questa è fatta”. Va bene al posto di “Fantastico”?</p>
<p><strong>L’ultimo bacio</strong><br />
Con questa domanda mi fai pensare a un bellissimo romanzo di James Crumley che si intitola “L’ultimo vero bacio”. E io sono una baciatrice seriale, quindi mi è capitato un secondo fa.</p>
<p><strong>Due pregi e due difetti</strong><br />
Aspetta che chiedo in giro. Fatto. Sono una persona generosa e piena di premure, dicono. Per i difetti non c’è bisogno di chiedere, ne ho troppi: se proprio dovessi scegliere, i più limitanti sono la mia inquietudine che non mi rende mai serena, e un animo passionale e battagliero con tendenza a fare catastrofi.</p>
<p><strong>Progetti?</strong><br />
Ho appena finito un romanzo a cui tengo molto ma che non so quando pubblicherò, mentre il mio prossimo romanzo in pubblicazione uscirà con la Newton Compton agli inizi del prossimo anno.</p>
<p><strong>Salutaci  parafrasando</strong><br />
È una storia con tanti personaggi, ambientata a Bari a dicembre, dove accadono tante cose in sole 24 ore. E detto questo vi saluto e mando un bacio virtuale all’intervistatrice.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/514/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/514/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libroguerriero.wordpress.com/514/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libroguerriero.wordpress.com/514/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libroguerriero.wordpress.com/514/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libroguerriero.wordpress.com/514/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libroguerriero.wordpress.com/514/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libroguerriero.wordpress.com/514/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libroguerriero.wordpress.com/514/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libroguerriero.wordpress.com/514/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libroguerriero.wordpress.com/514/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libroguerriero.wordpress.com/514/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libroguerriero.wordpress.com/514/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libroguerriero.wordpress.com/514/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=514&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LE RAGAZZE DELLA SCRITTURA</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 05:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[donne e scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[la mia biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[lucia ravera]]></category>

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		<description><![CDATA[Lucia Ravera LE RAGAZZE DELLA SCRITTURA Oltre i tabù, la letteratura contemporanea femminile in Italia (Ladolfi Editore) Oggi, più che mai, in Italia, attraversiamo una stagione letteraria nella quale proliferano i nomi di donne, autrici non solo, come tradizione vuole, &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/20/le-ragazze-della-scrittura/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=526&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong>Lucia Ravera</strong><br />
<strong>LE RAGAZZE DELLA SCRITTURA</strong><br />
<em><strong>Oltre i tabù, la letteratura contemporanea</strong></em><br />
<em><strong>femminile in Italia</strong></em><strong><strong> (Ladolfi Editore)</strong></strong></p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/rav.jpg"><img class="alignleft  wp-image-527" title="rav" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/rav.jpg?w=232&#038;h=232" alt="" width="232" height="232" /></a>Oggi, più che mai, in Italia, attraversiamo una stagione letteraria nella quale proliferano i nomi di donne, autrici non solo, come tradizione vuole, di poesie, ma anche e in larga misura di narrativa. Eppure, come accadde in passato ad altre Muse, di queste scrittrici, fatta eccezione per quelle che si aggiudicano la gloria (passeggera) di qualche celebre (e dibattuto) premio, poco si sa. Non esistono d’altra parte storie della letteratura che si prendano la briga di elencare, descrivere organicamente, con arte cesellatoria e sequenzialità cronologiche la produzione femminile dagli albori ai giorni nostri.</p>
<p><span id="more-526"></span>Di cosa parlano le donne del terzo millennio? Qual è il loro rapporto nei confronti della letteratura? E quale il ruolo che ad essa assegnano nella società?</p>
<div id="idTab1">
<p>Intorno a questi e ancora altri quesiti, si è avviato il viaggio di Lucia Ravera alla scoperta della scrittura contemporanea femminile italiana: una scrittura che, oltre a riempire fugacemente gli <em>stores</em> e scomparire in un baleno dalle librerie, può suggerire nuovi alfabeti, attraverso cui leggere i libri e, in misura più significativa, la vita; una scrittura che è innervata dei nostri tempi, di cui è testimonianza e denuncia, una scrittura che non necessariamente consola, che non emula se stessa, ma si cala nel perenne mutare e sostare delle cose, una scrittura che esprime un “sentire” dal quale non si può, non si deve prescindere.</p>
<p>Per l&#8217;acquisto cliccare <a href="http://www.ladolfieditore.it/shop/product.php?id_product=83">qui</a>.</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libroguerriero.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libroguerriero.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libroguerriero.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libroguerriero.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libroguerriero.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libroguerriero.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libroguerriero.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libroguerriero.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libroguerriero.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libroguerriero.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libroguerriero.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libroguerriero.wordpress.com/526/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=526&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>LEO WILBER</title>
		<link>http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/19/leo-wilber/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 07:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[salsa]]></category>
		<category><![CDATA[la banda del puerto]]></category>
		<category><![CDATA[leo wilber]]></category>
		<category><![CDATA[oscar de leon]]></category>

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		<description><![CDATA[NACIDO: Las Villas, Cuba, 1975 TRABAJO: Cantante LO TROVATE: leowilber@virgilio.it E facebook                  (Oscar de Leon &#8211; a sinistra &#8211; con Leo Wilber &#8211; a destra) Le tue origini e la tua formazione musicale/canora Ho cominciato a studiare musica nel &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/19/leo-wilber/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=521&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NACIDO:</strong> Las Villas, Cuba, 1975<br />
<strong>TRABAJO:</strong> Cantante<br />
<strong>LO TROVATE</strong>:<br />
leowilber@virgilio.it<br />
E facebook</p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/leo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-522" title="leo" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/leo.jpg?w=640" alt=""   /></a>                 (<strong>Oscar de Leon</strong> &#8211; a sinistra &#8211; con <strong>Leo Wilber</strong> &#8211; a destra)</p>
<p><strong>Le tue origini e la tua formazione musicale/canora</strong><br />
Ho cominciato a studiare musica nel 1986 alla (E.V.A) Scuola Vocazionale d&#8217;Arte di Santa Clara con specializzazione in percussione e canto.</p>
<p><strong>Parlaci del tuo lavoro, de <em>La Banda del Puerto</em> e della tua discografia</strong><br />
Ho avuto l&#8217;onore si essere chiamato da Diego Fabbian, maestro e direttore della La Banda Del Puerto, per dare un “sabor” nuovo e diverso al gruppo, per il mio modo di improvvisare e di coinvolgere il pubblico. È stata un&#8217;esperienza meravigliosa perché ci siamo trovati subito in “sintonia” ed è nata “La salsa soy yo”, anche grazie alla collaborazione con il maestro Rodolfo Guerra.</p>
<p><span id="more-521"></span></p>
<p><strong>Quali sonorità ti appartengono?</strong><br />
Nella musica sono molto tradizionale, mi piace il Son per improvvisare e il Bolero-Chà per toccare il cuore della gente!! Mi considero un poeta romantico.</p>
<p><strong>Si può definire la tua canzone “La salsa soy yo” un tributo a tutti i salseri? In che senso?</strong><br />
Certo di sì!! Ma non è dedicata soltanto ai “salseri” bensì a tutte le persone che in un modo o nell&#8217;altro fanno il loro mestiere mettendoci “el corazon”!! Dal contadino che ara la terra al dottore che salva una vita!!! È dedicata a persone come te, ad esempio, che ci mettono l&#8217;anima nel lavoro che fanno&#8230; e certamente anche se nella canzone menziono solo i grandi della salsa, vale anche per quelli che la fanno e che ancora non hanno avuto la fortuna di essere famosi, pur avendo talento!!<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>I tuoi maestri e gli artisti di riferimento</strong><br />
Ho avuto un grande e giovane maestro all&#8217;epoca, il professor Fernando Pina (batterista); che ancora oggi chiamo “profe”. Lui diceva sempre la musica nasce in te stesso; lo studio è per perfezionarla, ma senza trasformare il tuo talento! Indipendentemente che piaccia o meno al pubblico, se sei originale farai la differenza&#8230;.</p>
<p><strong>Come si vive la salsa in Italia, dal punto di vista musicale</strong>?<br />
La salsa in Italia in questo momento è cambiata, e non in meglio, purtroppo, perché la gente si è abituata ad ascoltarla solo attraverso i dischi; ma in questo modo si è persa la magia dell&#8217;ascolto della musica dal vivo che ti posso assicurare fa tutto un altro effetto!!! Il calore che emanano gli strumenti e le voci dal vivo nessun “CD” te lo può dare. Spero tornino presto le band salsere nelle sale da ballo e così i “bailadores” potranno assaporare le nostre radici.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>E dal punto di vista del ballo?</strong><br />
Beh qui “tanto di cappello” come dite voi;io sono rimasto a bocca aperta quando sono arrivato nel 1999 in Italia proprio a Vicenza e ho visto come gli italiani ballano la salsa; era da non credere, e ovviamente a quei tempi si suonava dal vivo!!!! Tutta un&#8217;altra atmosfera in pista!</p>
<p><strong>Com’è stato lavorare con artisti del Calibro di Teresa Caturla e Oscar de Leon?</strong><br />
Non posso dirti semplicemente “ho realizato un sogno” perché cantare con queste persone è stato di più, è stato un dono di Dio!<br />
Tete, che è come chiamano Teresa, è adesso una delle voci del “Buena vista social club” e ha più di 70 anni. Per noi cubani è un mito e cantare insieme a lei “El cuarto de tula” e finire tutti e due sdraiati per terra a mover la cintura&#8230;.è una esperienza che solo la musica ti puo regalare e adesso nel mio album duetterò con lei.<br />
Oscar de Leon è “il Dio de la Salsa in terra” con lui ho cantato niente meno che: “Bonito y sabroso” del grande Benny Morè!! Io non avrei mai immaginato di riuscire a farlo un giorno pero la vita, se ci credi, ti dona i miracoli e questo e stato per me!! Poi ricevere la sua benedizione “ACHE PA&#8217;TI ACHE PA&#8217;TI ACHE PA&#8217;GRABAR!!!!!!” mi ha lasciato immobile che ancora adesso raccontarlo mi fa venire la pelle d&#8217;oca.</p>
<p><strong>Cosa ti dicono gli ammiratori?</strong><br />
I miei fans sono il mio “SONG-TEST”&#8230; ah ah ah! Non so se esista questa frase, ma volevo dire: è vedendo loro in pista che capisco se un brano può funzionare o meno; e a loro chiedo sempre e comunque se sono piaciuto o se vorrebbero che cantassi qualcosa di diverso; i loro consigli diventano degli obbiettivi per me nelle successive composizioni.</p>
<p><strong>Ci racconti un aneddoto da dietro le quinte della tua vita di artista?</strong><br />
Beh, quello più bello è stato quando sono andato al concerto di Oscar d&#8217;Leon. Ad un tratto, d&#8217;impulso, mi sono avvicinato a suo figlio che è uno dei suoi coristi e gli ho detto: “io sono Leo Wilber un cantante cubano; pensi che tuo papà mi lasci cantare con lui una canzone?” e lui lo ha chiesto veramente a Oscar, che con un sorriso mi ha invitato a salire sul palco, mi ha abbracciato, mi ha presentato al pubblico e mi ha chiesto: “Cosa cantiamo? Ti va bene “BONITO Y SABROSO”?” Cosa potevo rispondere? In realtà era la prima volta che cantavo quella canzone, ma ero così elettrizzato che l&#8217;ho cantata come se fosse stato un mio cavallo di battaglia&#8230; ringraziando il cielo è andata benone e ne è uscito un duetto eccezionale!!!!!</p>
<p><strong>Descrivi il tuo carattere in poche parole</strong><br />
A prima vista posso apparire antipatico però poi quando mi si conosce e si entra in confidenza; di solito le persone cambiano idea ah ah ah, beh, di solito, non sempre&#8230;</p>
<p><strong>Due pregi e due difetti</strong><br />
Pregi? Condivido quanto ho e sono sincero.<br />
Difetti? Testardo e impulsivo (sono Ariete)</p>
<p><strong>L’ultimo ballo</strong><br />
Con mia moglie dopo essere riuscito a lasciare il bimbo piccolo dai nonni (senza dirgli che andavamo in discoteca perché anche lui ama la musica come me e avrebbe voluto seguirci) e siamo dovuti scappare come “due fidanzatini” ah ah ah!</p>
<p><strong>L’ultimo viaggio</strong><br />
Alla mia tierra dopo 7 anni di assenza, per girare il video de “La salsa soy yo” a Varadero con l&#8217;eccellente produttore cubano Maikel Santos Ruiz.</p>
<p><strong>L’ultima volta che ti sei arrabbiato</strong><br />
Beh 5 minuti fa ah ah ah! Con me stesso perché non mi riusciva un&#8217;armonia per una canzone!!!!!! Mi arrabbio spesso(è un altro difetto)</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai sorriso</strong><br />
Ogni mattina!!! Quando mi sveglio e coccolo mio figlio che è la mia gioia più grande!! E poi sono un eterno sorridente solo per il fatto di vivere penso sia la ”la vita” il sorriso più grande</p>
<p><strong>Ma alla fine: dov’è nata la salsa?</strong><br />
Sarebbe molto facile per me dire che è nata a Cuba&#8230; in realtà ha origini molto più antiche da ricercare nelle percussioni africane, nelle melodie spagnole, addirittura arabe&#8230; Ciò che in realtà nasce a Cuba è la “la Clave”, sia come ritmo che come strumento musicale. L&#8217;originalità di Cuba sta nell&#8217;aver fuso assieme la Clave con i ritmi e le melodie giunte da oltreoceano. In questo senso, secondo me, la salsa è nata a Cuba.</p>
<p><strong>Scegli un artista famoso con cui duettare</strong><br />
So che sarà impossibile, però è il mio grande sogno: Gilberto Santarosa&#8230; ma si sa, la speranza è l&#8217;ultima a morire&#8230;</p>
<p><strong>Progetti?</strong><br />
Per adesso il mio album come solista. È il primo e sarà un concentrato di idee nuove e tradizione! Tutte canzoni inedite scritte da me. La direzione musicale è affidata al maestro peruviano Rodolfo Guerra, la casa discografica sarà Cubamusic Records, sotto la direzione generale del dott. Renzo Stella che ha avuto fiducia in me e nel mio progetto.</p>
<p><strong>Salutami a la cubana</strong><br />
Oye negra&#8230;.!!! Que Dios nos la mande CON SALSA!!!!</p>
<p><strong>E adesso salutami dimostrandomi che “la salsa eres tu”!</strong><br />
Ti saluto con una frase della canzone che ho ideato assieme al gruppo cubano Eminencia Clasica per il mio album: NO ES LO MISMO FIGURARSE QUE SER FIGURA!! ah ah ah ah!<br />
Ed è un consiglio per tutti quelli che iniziano nel mondo dell&#8217;arte: siate umili e la stella vi illuminerà sempre!!!!!!!!!<br />
Un beso y un abrazo grande de todo corazon!!!</p>
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		<title>IN DUE SI UCCIDE MEGLIO</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 07:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe pastore]]></category>
		<category><![CDATA[in due si uccide meglio]]></category>
		<category><![CDATA[stefano valbonesi]]></category>

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		<description><![CDATA[In due si uccide meglio, Quando i serial killer agiscono in coppia di Giuseppe Pastore e Stefano Valbonesi Edizioni XII, collana Mezzanotte Nella collana Mezzanotte diretta da Alessio Valsecchi per Edizioni XII non c’è spazio solo per la narrativa. In &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/19/in-due-si-uccide-meglio/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=517&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>In due si uccide meglio,</strong></em><br />
<em><strong>Quando i serial killer agiscono in coppia</strong></em></p>
<p>di <strong>Giuseppe Pastore</strong> e <strong>Stefano Valbonesi</strong><br />
<strong>Edizioni XII</strong>, collana Mezzanotte</p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/serial-killer.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-518" title="serial-killer" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/serial-killer.jpg?w=640" alt=""   /></a>Nella collana Mezzanotte diretta da <strong>Alessio Valsecchi</strong> per <strong>Edizioni XII</strong> non c’è spazio solo per la narrativa. In due si uccide meglio, Quando i serial killer agiscono in coppia, è un saggio scritto da <strong>Giuseppe Pastore e Stefano Valbonesi</strong> sul fenomeno dei serial killer che agiscono in coppia. Da Henry Lee Lucas e Ottis Tool a Lake e Ng fino alla coppia italiana “Ludwig” e fino agli Strangolatori della Collina, sono analizzati 8 storie della storia del crimine in coppia, più una nona parte dedicata alla casistica delle “Donne che ammazzano”.</p>
<p><span id="more-517"></span>Ciascun capitolo non è scandito secondo la classica successione cronologico-biografica ma introduce il lettore nel pieno della vicenda attraverso la fotografia di un momento significativo di una precisa storia criminale. Storia che viene poi esaminata dal punto di vista biografico, psicologico, scientifico sulla base di una letteratura saggistica consolidata, richiamata sia nelle citazioni sia in capitoli di approfondimento teorico.<br />
Ogni protagonista è scandagliato nelle azioni e nelle interpretazioni, vengono indagate le origini del male senza pretese giustificatorie ma per onore di completezza.<br />
Una disamina precisa, limpida, tecnicamente ineccepibile, quella di Pastore e Valbonesi, che parte dal fatto e indaga direttamente alla fonte, tanto che alcune volte sono i protagonisti stessi a smascherare le loro ombre. Leonard Lake, colui che diede il via alla folle Operazione Miranda (ovvero insieme al compagno di merende Charles NG sequestrava, violentava, torturava,  filmava e uccideva giovani donne), è citato direttamente dal video che ha lasciato la sua terrificante testimonianza: «Sono un uomo realista. Ho trentotto anni, sono un po’ paffuto, non ho molti capelli e sto perdendo quelli che mi restano. Non sono particolarmente attraente per le donne, e tutte le calamite tradizionali –i soldi, la posizione, il potere- io non le ho. Ma sono ancora molto attivo sessualmente, e sono attratto da un particolare tipo di donna che quasi per definizione non è interessata a uno come me. [...] Quello che voglio è una partner sessuale sottomessa, voglio poter usare una donna ovunque e quando voglio. E quando sono stanco o sazio o annoiato o disinteressato, voglio semplicemente metterla via&#8230;»<br />
Vorrei spendere due paroline per l’accurata prefazione del criminologo Ruben De Luca, uno dei massimi esperti in Italia di criminologia seriale, e per  la copertina realizzata da Diramazioni, duo (Jessica Angiulli e Lucio Mondino) che ha già dato prova, nei precedenti volumi di Edizioni XII, della sua arte oscura all’insegna di forme/sfumature/apparizioni dall’ inquietante cupezza ipnotica.<br />
Richiamo infine in chiusura le parole di Alessio Valsecchi che, dopo aver tracciato un breve curriculum artistico/criminologico dei due autori, conclude la sua postfazione con un riferimento all’eccellente lavoro svolto a quattro mani. Perché questo è «un libro che testimonia come uccidere non sia l’unica cosa che in due si può fare meglio»</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libroguerriero.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libroguerriero.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libroguerriero.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libroguerriero.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libroguerriero.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libroguerriero.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libroguerriero.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libroguerriero.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libroguerriero.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libroguerriero.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libroguerriero.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libroguerriero.wordpress.com/517/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=517&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>RIGHETTO/STRUKUL: INTERVISTA DOPPIA</title>
		<link>http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/17/righettostrukul-intervista-doppia/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 14:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[matteo righetto]]></category>
		<category><![CDATA[matteo strukul]]></category>

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		<description><![CDATA[NOME:  MATTEO RIGHETTO ATTIVITA’:  NARRATORE SEGNI PARTICOLARI: AL BELLO SCRIVERE PREFERISCE IL FORTE RACCONTARE LO TROVATE SU:   www.matteorighetto.com Twitter: @Matteo_Righetto WWW.SUGARPULP.IT (immagine sopra di Carlo Vanin) NOME: MATTEO STRUKUL ATTIVITA’: SCRITTORE. SEGNI PARTICOLARI:  Capelli e barba: lunghi. Occhi: verdi. &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/17/righettostrukul-intervista-doppia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=498&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NOME:</strong>  MATTEO RIGHETTO<br />
<strong>ATTIVITA’:</strong>  NARRATORE<br />
<strong>SEGNI PARTICOLARI:</strong><br />
AL BELLO SCRIVERE PREFERISCE IL FORTE RACCONTARE<br />
<strong>LO TROVATE SU:  </strong><br />
www.matteorighetto.com<br />
Twitter: @Matteo_Righetto<br />
WWW.SUGARPULP.IT</p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/sugar-ok.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-500" title="sugar ok" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/sugar-ok.jpg?w=640" alt=""   /></a>(immagine sopra di Carlo Vanin)</p>
<p><strong>NOME:</strong> MATTEO STRUKUL<br />
<strong>ATTIVITA’:</strong> SCRITTORE.<br />
<strong>SEGNI PARTICOLARI: </strong> Capelli e barba: lunghi. Occhi: verdi.<br />
<strong>LO TROVATE SU:</strong> WWW.MATTEOSTRUKUL.COM<br />
WWW.EDIZIONIEO.IT<br />
WWW.SUGARPULP.IT<br />
WWW.REVOLVERLIBRI.IT</p>
<p><span id="more-498"></span></p>
<p><strong>Oltre a quello prettamente collegato con la tua attività letteraria, che lavoro fai?</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Sono insegnante di lettere alle superiori, ho fondato  Sugarpulp e da poco anche Scuola Twain (ne sentirai parlare presto).</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Sono direttore del nuovo marchio editoriale REVOLVER di Edizioni BD.</p>
<p><strong>Sei uno dei due fondatori di Sugarpulp, definisci in due righe cos’è Sugarpulp.</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Sugarpulp rappresenta il tentativo di raccontare storie   dai toni forti, preferibilmente neri, ispirate ad una certa narrativa nordamericana e legate al territorio. Qualunque territorio. La barbabietola rappresenta il simbolo di una narrativa legata alla terra e quindi per niente claustrofobica. I nostri riferimenti, per fare alcuni esempi sono: Lansdale, McCarthy, Gischler, Crews, Burke, Hymes, Caldwell, Woodrell.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Una scommessa: prendere il pulp noir a stelle e strisce di Joe Lansdale, Victor Gischler, Jim Thompson, James Ellroy, Don Winslow, Dave Zeltserman, Anthony Neil Smith fra gli altri e farne un’enorme zuppa mescolandolo con grappe e paludi della Bassa, zuccherifici e barbabietole, ippodromi e tipologie umane scassate che qui abbondano. Come ha detto Gischler: un western all’italiana, si parva licet…ma tanto lo ha detto lui quindi licet licet.</p>
<p><strong>Ci racconti com’è nata la cosa e quando vi siete seduti a tavolino per definirla?</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
É nata sul finire del 2008 in un&#8217;osteria della periferia di Padova. Il tavolino c&#8217;era, ma ci servì soltanto per appoggiare le bottiglie di vino.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Non mi ricordo: secondo me era una cena a casa mia, mia moglie aveva cucinato un fantastico chili con carne e io e Matteo ci eravamo ammazzati di Margarita e Birra Sol e con Matteo abbiamo <a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/struk-ok.jpg"><img class="alignleft  wp-image-501" title="struk ok" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/struk-ok.jpg?w=292&#038;h=403" alt="" width="292" height="403" /></a>cominciato a parlare di pulp e veneto, veneto e pulp e barbabietole da zucchero e zucchero e pulp e alla fine è venuto fuori Sugarpulp. Lui ti darà sicuramente una risposta più intelligente…io tendo a perdermi in cazzate. Anzi ecco vedi mi sa che il nome è nato così quindi ho invertito le domande cioè le risposte. Comunque l’idea era il pulp della</p>
<p>(foto di <a href="http://www.dustyeye.com/">Dusty Eye</a>)</p>
<p>barbabietola e la barbabietola serve a produrre lo zucchero. Poi mi pare che lui sicuramente ha avuto l’idea della sezione di barbabietola perché il colore della barbabietola è veramente fico fra il viola, il rosa shocking e il ciclamino. Ed è molto pulp…pure troppo pulp, ah ah ah. Poi abbiamo commissionato l’opera meravigliosa – il sito – a Barbapapà Carlo Alberto Fornea e poi un po’ alla volta una massa di facinorosi è salita a bordo.</p>
<p><strong>Com’è nato il nome?</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Sugarpulp significa “polpa di zucchero”, vale a dire il succo estratto della barbabietola, prodotto tipico della pianura padano-veneta, simbolo ispirato al nostro radicamento sul territorio. Oltre ovviamente, al richiamo del “pulp”, come genere letterario.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Volevamo il pulp della nostra terra, delle barbabietole con cui si fa lo zucchero. Quindi pulp e sugar, white sugar please…</p>
<p><strong>Ma tu quanto sei Sugarpulp? Facci un esempio</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Adoro: vendemmiare l&#8217;uva merlot che coltiva mio padre; frequentare le peggiori bettole del Veneto; mangiare polenta e sopressa e bere la grappa fatta in casa. Direi 100% Sugarpulp!</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Credo nella Grappa Nardini e nelle partite a bocce, nello Spritz e nello zucchero di barbabietola, nei tramezzini gordi di maionese e nell’hockey su ghiaccio, questo secondo me è sia sugar che pulp daaaaaai.</p>
<p><strong>X RIGHETTO:</strong> <strong>Dei commento ricevuti a “Savana Padana” <a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/matteo-righetto-c-giovanni-de-sandre1.jpg"><img class="alignright  wp-image-502" title="GDS-MATTEO RIGHETTO" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/matteo-righetto-c-giovanni-de-sandre1.jpg?w=340&#038;h=282" alt="" width="340" height="282" /></a>(Zona) e Bacchiglione Blues (Perdisa Pop) che ricordi con piacere.</strong><br />
Te ne cito 3:<br />
<strong>a)</strong>“Lo sai che da quando mio figlio ha letto il tuo libro ha scoperto il piacere della lettura?”<br />
(Una collega)<br />
<strong>b)</strong>”Oltre a far schifo, Savana Padana denigra l&#8217;intero paese di S.Vito e la sua comunità cristiana.”<br />
(portavoce del Comitato: “Contro Savana Padana”)<br />
<strong>c)</strong>”Una bomba! Roba da far sembrare Ammaniti letteratura per anime candide”<br />
(Giovanni Pacchiano, Il Sole 24Ore)</p>
<p><strong>X STRUKUL: Dei commento ricevuti a “La ballata di Mila” che ricordi con piacere.</strong><br />
Sono stati tutti molto generosi con il mio libro. Citerei almeno due commenti che ricordo con piacere:<br />
<strong>1</strong> Con Matteo Strukul il pulp inaugura una nuova felice stagione. Nuove idee, stile &#8216;oltre il genere&#8217;, potenti iniezioni di &#8216;reale&#8217; e un personaggio femminile veramente affascinante. Inizia la saga di Mila. Finalmente. L&#8217;aspettavamo da tempo. (MASSIMO CARLOTTO)<br />
<strong>2</strong> Chi ama il Quentin Tarantino di Kill Bill non potrà non lasciarsi sedurre dalle atmosfere madide e violente di Matteo Strukul. (Camilla Gaiaschi su D, La Repubblica delle Donne)</p>
<p><strong>Di’ qualcosa all’altro cofondatore</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Tàjate i cavéi e fatte &#8216;na fameja!</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Tajate ea barba!</p>
<p><strong>Un suo pregio</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
É un genio.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Matteo è uno che non molla mai, ha una spinta, un entusiasmo travolgenti e in una situazione come quella di Sugarpulp è fondamentale avere una persona accanto con una simile volontà, ne approfitto per ringraziarlo ancora una volta. Un po’ come avere Sandokan che carica i suoi tigrotti o Gibson nella parte di William Wallace prima della presa di York…è uno capace di galvanizzare anche un’ameba non so se mi spiego, un vero trascinatore.</p>
<p><strong>Un suo difetto</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
É straconvinto che lo sia pure io.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
…boh? Ne ha?</p>
<p><strong>Di’ qualcosa alla Sugarpulp Crew</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Gringos, ormai non ci ferma più nessuno!</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Ragazzi grazie, state facendo un lavoro fantastico: competenti, ficcanti, efficaci, acuti, solerti, veramente sono ammirato, siete un gruppo pazzesco non si poteva sperare di meglio. Il Primo Festival Sugarpulp è stato una bomba! E ora andiamo dritti verso il prossimo obbiettivo: la seconda edizione eh eh! (Senza di loro io e Matteo non potremmo andare davvero da nessuna parte).</p>
<p><strong>Uno scrittore lontano che vorresti intervistare</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Te ne dico tre: Mark Twain, Erskine Cladwell e Derek Raymond.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Uno? Ok allora dico ROBERT LOUIS STEVENSON</p>
<p><strong>Cosa ne pensi della questione morale in merito al pulp? Ovvero, cosa rispondi a coloro che dicono: Parlare di violenza istiga alla violenza?)</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Ma per carità! Allora tale questione dovrebbe riguardare pure L&#8217;Iliade, diversi canti dell&#8217;Inferno dantesco e molte novelle del Decameron&#8230; E perché no, l&#8217;Antico Testamento e pure il Nuovo, se penso alla Passione di Cristo! L&#8217;arte è arte. Punto. Come diceva Wilde: Non esistono libri morali contrapposti a libri immorali.<br />
I libri o sono belli, o sono brutti.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Boh, io dico che parlare di violenza è normale e non farlo è ridicolo, non sopporto i farisei, quelli che dicono che non bisogna parlare di certe cose oppure che è necessario parlare di certe cose perché questo servirà a ottenerne altre. Sono un uomo banale, parlo di quello che mi va, trovo i personaggi cattivi molto più divertenti dei buoni e poi nessuno si sognerebbe di dire che i fratelli Grimm erano due guerrafondai…perché dico io? Perché erano due filologi? Ma per piacere, quindi guarda: si parli del pulp e della violenza e non si cerchi di spiegarla o altre cazzate del genere, credo semplicemente che la violenza sia una cosa con cui ognuno di noi nella vita prima o poi fa i conti. E poi il sangue e la violenza sono alla base delle tragedie di Sofocle, Eschilo, Euripide e qualcuno vuol dirmi che non c’è sangue e violenza in Macbeth o King Lear? Ma di cosa vogliamo parlare… buttiamo a mare anche il Bardo? Non credo! Sangue e violenza sono essenziali per noi, anche se continuiamo a nasconderci dietro a patine di perbenismo e tette rifatte quello che di cui ci frega davvero è sangue, carne e violenza: voglio dire non è che Omero nell’Iliade risparmiasse sui cadaveri. Siamo perversi per questo? Boh, l’importante è cercare di controllarsi nella vita normale e se – e dico se &#8211; scrivere storie gore, pulp, noir, horror, fiabe scannate serve a esorcizzare la violenza ben venga altrimenti si può sempre piangere, oppure guardarsi un film horror o mettersi a correre o suonare la chitarra elettrica a tutto volume…finchè trafiggi la carta non ti possono mettere in galera, giusto?</p>
<p><strong>Come si distingue un critico letterario serio da uno pacchiano?</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Dalle competenze comprovate e dall&#8217;onestà intellettuale prima di tutto. Poi anche dalla capacità di andare controcorrente di fronte ad una convinzione personale che, alla lunga, gli dà ragione.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Bella domanda: devo dire la verità, ho molto rispetto per i critici letterari italiani, ne conosco parecchi e quelli che fanno questo mestiere sono non solo fior di professionisti ma anche persone con un pazzesco senso dell’umorismo, non tutti è chiaro, e una bella sincerità. Poi, certo, ci sono le eccezioni. Diciamo che un critico letterario serio motiva il suo giudizio, solitamente, con un’analisi efficace e spietata di quelli che sono in cuor suo i difetti e i pregi del libro. Se invece fra il giudizio finale e i pensieri precedenti non si avvertono reali collegamenti logici be’ allora quello è uno da lasciare a casa. Ma quando leggi Ermanno Paccagnini, Giovanni Pacchiano, Gian Paolo Serino, Matteo Persivale, Maurizio Bono, Sergio Pent, Enrico Remmert, Dario Fertilio, Cristina Taglietti, Piero Soria, Brunella Schisa, Lara Crinò, Carlotta Vissani, Leonetta Bentivoglio, Camilla Gaiaschi e tutti quelli che mi sto dimenticando e che non posso nominare perchè sennò andiamo avanti fino a domani…be’ Chapeau.</p>
<p><strong>Tre libri che porteresti sulla Luna</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Tre son troppo pochi, ma sto al gioco e dico: La Divina Commedia come capolavoro assoluto della letteratura mondiale, lo Zohar e infine l&#8217;Ulisse di Joyce, così forse è la volta buona che riesco a finirlo.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Be’ prima di arrivarci avrei parecchio tempo davanti a me quindi vorrei tre libri fantastici, di quelli che potrei rileggere altre cento volte, dico: “La freccia nera” di Robert Louis Strevenson, “I masnadieri” di Friedrich Schiller, “L’Urlo e il furore” di William Faulkner.</p>
<p><strong>Tre libri che non porteresti mai sulla Luna</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Uno a caso di Chiara Gamberale, uno qualunque di Sveva Casati Modignani e uno qualsiasi di Crepet. Il trionfo della banalità.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
“Gang bang” di Chuck Palahniuk, due palle, “Cronaca familiare” di Vasco Pratolini, micidiale, e “La noia” di Alberto Moravia…direi più chiaro di così?</p>
<p><strong>L’ultima volta che ti sei arrabbiato</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Un mese fa, quando un benzinaio mi ha fatto il pieno di Super. Peccato però che la mia auto vada a gasolio.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Mi pare con i montatori della cucina nuova, che mi hanno messo su il piano cottura collegandolo male al tubo del gas con conseguente bolla d’aria e perdita di gas… ma dico stiamo scherzando? La gente non sa più fare il suo mestiere!</p>
<p><strong>L’ultimo bacio</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
A mia figlia, ora.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Ieri sera.</p>
<p><strong>L&#8217;ultima volta che hai detto di no</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
La settimana scorsa, allo Schnautzer Gigante del mio vicino di casa in preda ad un attacco di foia fuori dal comune.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Mmmmmm&#8230;.prossima domanda?</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai imprecato anche solo mentalmente</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Impreco di continuo, anche come semplice intercalare.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Due giorni fa quando il medico mi ha detto che avevo il colesterolo alto, poi ho imprecato anche vocalmente.</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai pensato: “Questa cosa va   assolutamente ripetuta”</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Tre giorni fa, esattamente cinque ore dopo aver ingerito accidentalmente due compresse di un potente antidepressivo scambiate per due pasticche Leone alla vaniglia.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Quando ho finito di leggere “La Gabbia delle scimmie” diavolo se uno scrive come Victor Gischler devi leggerlo almeno due volte di fila.</p>
<p><strong>X RIGHETTO: L’anno scorso sei uscito con “Bacchiglione blues”. Com’è messo, quest’anno, il vostro fiume?</strong><br />
- Il fiume quest&#8217;anno ha deciso di congelarsi, col freddo che fa&#8230;</p>
<p><strong>X STRUKUL: Se avessi voglia di comprarmi una pistola (magari un Revolver&#8230;), dove mi consigli di andare?</strong><br />
- Su www.revolverlibri.it autori fantastici e di tutti i calibri ma sempre perfettamente oliati e pornti a fare centro. Scherzi a parte narrativa pop-pulp-noir-crime da urlo.</p>
<p><strong>X RIGHETTO: E la Savana? C’è ancora dalle vostre parti?</strong><br />
- Qui la Savana è sempre più estesa, mia cara. I grandi mammiferi che si scannano l&#8217;uno contro l&#8217;altro sono sempre più numerosi.</p>
<p><strong>X STRUKUL: “La ballata di Mila” è un esordio di grande successo. Ci sarà un fumetto dedicato a lei?</strong><br />
- Ci stiamo lavorando con Alessandro Vitti e esordiremo a Mantova Comics &amp; Games il 24, 25 e 26 febbraio, poi a seguire a partire da aprile il debutto in tutte le fumetterie e un lungo tour promozionale insieme a toccare una serie di città: Padova, Reggio Emilia, Milano, Castelfranco Veneto, Bologna, Parma e moltissime altre.</p>
<p><strong>Com’è l’ambiente letterario/intellettuale?</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO:</strong> Posso dirlo con due aggettivi? Pavido e autoreferenziale.</p>
<p><strong>STRUKUL:</strong> Quello letterario – intellettuale non lo conosco, per quel che concerne quello editoriale posso dire quel che segue. Sono usciti autori interessanti, soprattutto autrici, cito Marilù Oliva, Francesca Bertuzzi e Lorenza Ghinelli e non tagliare il tuo nome please. Le storie narrate da queste autrici sono spiazzanti, hanno un’estetica, un gusto, un taglio innovativo e originale. Si fa presto a dire che Newton vende perché fa i libri a 9,90. Niente di più sbagliato secondo me. Pubblicano ottime storie, buoni libri, con una grafica aggressiva, dei titoli che hanno un loro mood, e costano poco e adesso gli altri li stanno imitando, sarà un caso? Non credo proprio e trovo geniale che riescano a piazzare gli esordienti italiani in classifica. C’è qualcosa di più bello? Raffaello Avanzini c’ha preso e non è la prima volta. Onore al suo intuito e alla sua capacità di conquistare spazio sul mercato. Dopo di che appunto ci sono autori che pubblicano con Elliot, bella casa editrice, che ho apprezzato, come la tua omonima eh eh, e poi mi è piaciuto molto il romanzo di Paolo Roversi – Milano Criminale – anche se lui non è certo uno di primo pelo ma un autore affermato, però dicevo: ha scritto proprio un bel romanzo. Mi piace anche come sta lavorando Keller, hanno pubblicato Richard Aleas, e Aìsara – Helenà autore francese da urlo peraltro se non sbaglio scoperto da Massimo Carlotto. Ecco, Massimo Carlotto: fantastico come si sia dedicato all’editoria in questi ultimi anni mettendosi, insieme a Colomba Rossi, in prima linea e, per certi aspetti, rimettendosi in gioco ma mi fermo qui perché non voglio fare spot. Però Sabot/age è una figata. Mi sono piaciuti tantissimo anche i thriller di E/O cartonati ed elegantissimi anche se sono stati – mi pare – colposamente poco seguiti. Il che è semplicemente una follia considerato che hanno pubblicato uno dei romanzi noir più belli degli ultimi dieci anni: “Borderlords” pubblicato con il titolo “Sicarios”, di T. Jefferson Parker, uno che ha vinto l’Edgar tre volte. No, dico ce ne rendiamo conto? Credo l’unico ad esserci riuscito nella storia della letteratura crime mondiale. Quel libro in Italia dovrebbe vendere almeno un milione di copie, spero che quelli che mancano all’appello per fare quel numero si sveglino. Sembra uno Stephen King in viaggio anfetaminico. Quindi il panorama editoriale italiano lo vedo molto bene, c’è offerta varia e intelligente. I lettori secondo me dovrebbero semplicemente aumentare ma ci riusciremo solo abbassando i prezzi dei libri – considerata la crisi – e facendo loro capire che i Festival letterari – secondo me una risorsa straordinaria – sono momenti in cui è possibile vivere un’incredibile avventura umana senza nemmeno pagare il prezzo del biglietto. Anzi no, il biglietto c’è… comprate almeno qualche libro degli autori presenti: se vi sono piaciuti, se vi hanno convinto, se li avete conosciuti e vi siete divertiti. Io credo che le persone abbiano bisogno di fare quadrato, di confrontarsi, di condividere vino e cultura oggi più che mai. Andiamo tutti in Valpolicella dannazione! O magari al Festival Sugarpulp, eh eh.</p>
<p><strong>E il mondo del web in cui vi muovete?</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Il web ovviamente offre più margine di movimento, così come diverse possibilità di proporre e offrire idee nuove, anche osando a fare cose che sulla carta stampata nessuno accetterebbe mai di considerare minimamente.</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Straordinario, esistono realtà come Thrillermagazine, Carmilla, Sugarpulp, Milanonera, Pegasus Descending, Sartoris, Contorni di noir, Liberi di scrivere, Corpifreddi, thrillerpages, che fanno onore al genere e dove e’ fantastico poter essere recensiti o intervistati. sono realtà gestite da persone estremamente competenti, attente, intelligenti, acute. Mi scuso con quelli che ho Dimenticato ma a citarli tutti mi servirebbero due pagine però e’ evidente che mi riferisco ai nominati e anche a quelli che per problemi di memoria – ormai completamente a puttane – mi sono dimenticato.</p>
<p><strong>Progetti?</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO:</strong> Tanti. Prossima domanda?</p>
<p><strong>STRUKUL:</strong> Dunque parecchi, al momento: il sequel di Mila, il fumetto di mila, Poi una commedia nera gia’ finita ambientata all’universita’, un romanzo storico e una trilogia sui vampiri (Quest’ultima sia in Romanzo che a fumetti. il fumetto lo realizzerò insieme a Tazio Bettin, illustratore di “white wolf”, uno dei più famosi giochi di ruolo dedicati ai vampiri.)</p>
<p><strong>Salutaci da barbabietola</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong><br />
Perché il Nordest, la Bassa, la grande Pianura Padana, non sono più, da oggi, un Paese per vecchi!</p>
<p><strong>STRUKUL</strong><br />
Vi saluto citando il vecchio Jack Burton in Big Trouble in Little China: “Basta che vi ricordiate cosa fa il vecchio Jack Burton, quando dal cielo arrivano frecce sotto forma di pioggia e i tuoni fanno tremare i pilastri del cielo. Sì, il vecchio Jack Burton guarda il ciclone scatenato proprio nell&#8217;occhio e dice: Mena il tuo colpo più duro, amico. Non mi fai paura” E questo è moooolto Sugarpulp. Grazie Marilù. Bacio. MS</p>
<p><strong>Salutaci uscendo dal tuo ultimo romanzo</strong></p>
<p><strong>RIGHETTO</strong></p>
<p>Welcome to capolinea, brutti figli di puttana!</p>
<p><strong>STRUKUL</strong></p>
<p>Ciao Belli e occhio: LE RAGAZZE VI SPACCANO IL CULO.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libroguerriero.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libroguerriero.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/libroguerriero.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/libroguerriero.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/libroguerriero.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/libroguerriero.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libroguerriero.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libroguerriero.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libroguerriero.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libroguerriero.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libroguerriero.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libroguerriero.wordpress.com/498/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=498&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>MARIA GIOVANNA LUINI</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 07:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[ATTIVITA’: scrittrice e comunicatore scientifico (medico) SEGNI PARTICOLARI: erre blesa LA TROVATE SU: www.mariagiovannaluini.it In “Ritorno ai delfini” (Edizioni Creativa, 2012), Lucia vive su una vecchia barca bianca. La sua vita poggia sulla scrittura: i libri che pubblica le hanno &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/16/maria-giovanna-luini/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=495&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ATTIVITA’:</strong> scrittrice e comunicatore scientifico (medico)<br />
<strong>SEGNI PARTICOLARI:</strong> erre blesa<br />
<strong>LA TROVATE SU:</strong> www.mariagiovannaluini.it</p>
<p><strong><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/lui.jpg"><img class="alignleft  wp-image-496" title="lui" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/lui.jpg?w=264&#038;h=338" alt="" width="264" height="338" /></a>In “Ritorno ai delfini” (Edizioni Creativa, 2012), Lucia vive su una vecchia barca bianca. La sua vita poggia sulla scrittura: i libri che pubblica le hanno portato notorietà e l’hanno aiutata ad affrontare i traumi più tragici del passato. La scrittura e la pubblicazione come catarsi?</strong><br />
Catarsi, sostegno, sfogo, elaborazione profonda di traumi e ricordi. Prende il dolore e lo trasforma, solo così può eliminarne la parte tremenda. In Lucia è molto evidente. La scrittura le è propria da sempre ma esplode quando la vita colpisce duro. Accade spesso nelle persone colpite da una malattia grave, poi la differenza sta nel prodotto della scrittura. Ciò che nasce dalla scrittura catartica e terapeutica non è sempre da divulgare come testo letterario, secondo me.<br />
<span id="more-495"></span><br />
<strong>Se ti chiedessi un sottotitolo al libro?</strong><br />
L’amore trova sempre una strada. Oppure: Il risveglio.</p>
<p><strong>“La ricerca felice” (Brioschi, 2011): con questo saggio non hai voluto accantonare gli episodi di malasanità, hai piuttosto puntato l’attenzione sulla credibilità di cui gode la sanità italiana, l’attenzione alle esigenze di cura di ogni paziente, al di là della condizione sociale ed economica. Perché spesso i media additano invece le mancanze?</strong><br />
In parte è giusto. Il dovere dei media è l’informazione e le mancanze nella sanità esistono. Oltretutto la positività non fa notizia, a nessuno viene in mente di mostrare un servizio su ciò che funziona (è la logica della comunicazione). Casomai potrei chiedermi come mai non si punti mai l’attenzione sulle mancanze della sanità straniera, che hanno la medesima percentuale nei Paesi più industrializzati e tecnologicamente avanzati. Pensiamo all’errore medico, spesso oggetto di attenzione da parte dei media. E’ giusto che il medico senta addosso la pressione della gente, può sbagliare come tutti ma deve essere consapevole che il comportamento ha una conseguenza. Forse sai che nel mio passato c’è la consulenza e il contributo di scrittura alla sceneggiatura di “Crimini bianchi”, Taodue, una fiction sull’errore medico. E’ stata una fiction con scarsa audience, odiata dai medici. In media non ne hanno capito lo spirito, che non era la criminalizzazione ma l’analisi di ciò che accade in un (vero o presunto) errore medico o nell’accusa a vuoto da parte di pazienti. Perché è vero che alcuni errori non ci sono, si sta andando rapidi verso la medicina difensiva (tremenda nemesi) perché esiste una facilità di accusa incredibile. Un mio collega è stato messo su un quotidiano con fotografia enorme quando un paziente lo accusava, quando poi è stato dichiarato del tutto innocente il trafiletto era grande quanto un’unghia. Con “La ricerca felice” e “Crimini bianchi” ho voluto approfondire la luce e l’ombra della sanità e della ricerca (puntualizzo che in “Crimini bianchi” ho messo anche un errore grave che ho commesso io, volevo che fosse anche per me un confronto utile alla mia vita). La ricerca oncologica e l’attività quotidiana di medici e ricercatori in Italia hanno l’eccellenza, ed è pienamente meritata: non si giustifica lo scetticismo a priori di chi cerca immediatamente una soluzione fuori dai confini nazionali. E’ triste, dispendioso e inutile che dopo una diagnosi di tumore si dia per scontato che si debbano affrontare viaggi “della speranza”, è davvero tragico. Alcune scoperte mondiali sono state fatte proprio in Italia, e il livello della cura è altissimo. Inoltre i centri internazionali sono in contatto con l’Italia, le equipe sono internazionali: se vedo che un paziente ha bisogno di una cura speciale che al momento esiste solo in un altro Paese mi attivo subito per contattare i colleghi stranieri e inviare il paziente.</p>
<p><strong>Della ricerca medica in Italia, cosa pensi?</strong><br />
I ricercatori sono in gamba, hanno creatività. Hanno fantasia e questo li distingue dagli altri in tutto il Mondo. Gli italiani sanno trovare soluzioni, inventarsi percorsi, immaginare ipotesi, di fronte alle criticità se la cavano alla grande. E hanno una preparazione eccellente. Peccato che in Italia siano pagati pochissimo, ancora le nomine siano basate su logiche che poco hanno a che fare con il curriculum e la preparazione, e gli investimenti in ricerca siano scarsi. Anni fa ho lavorato in Belgio in un centro avanzato di ricerca a Leuven, meno male che il rientro è stato in IEO altrimenti il mio curriculum non avrebbe garantito alcuna certezza lavorativa. In pratica, all’estero il curriculum che ti costruisci lavorando e studiando conta tantissimo, in Italia devi rivolgerti ai centri di eccellenza oppure alle strutture che hanno capito come si fa a tirare su una squadra che funzioni. E sui fondi avrei molto da dire. Dovremmo ogni giorno ringraziare Enti e Fondazioni (AIRC, per esempio) che garantiscono la continuità della ricerca e gli stipendi a tanti ricercatori!</p>
<p><strong>Come vedi la sanità nel futuro prossimo?</strong><br />
A rischio la qualità dei servizi e della ricerca per scelte economiche “alte” e oggettive difficoltà. A rischio l’equità di prestazioni, come conseguenza delle difficoltà economiche e della riorganizzazione in aziende. Sai che ormai parliamo di aziende, e non a caso. Ospedali e centri di ricerca hanno dovuto e voluto trasformarsi in aziende. Non dubito che fosse necessario, ma la burocratizzazione è inquietante. Ruoli come medico e infermiere hanno ormai una grande parte di burocrazia e managerialità che da un lato possono essere “al passo con i tempi”, dall’altro rallentano, frantumano il rapporto di fiducia con i pazienti, limitano le possibilità di interazione. Non dimentichiamo che sul campo, a contatto diretto con la gente che sta male, esistono necessità ed eccezioni, si deve mettere il cuore insieme alla competenza. Penso ai servizi agli immigrati clandestini, al dovere di informazione e prevenzione da garantire a tutti, alle prestazioni urgenti e in emergenza. Scienza, etica e cuore. Questa è la nostra medicina. Invece di avere manager al servizio dei pazienti (come dovrebbe essere), quindi anche a disposizione dei medici e infermieri, abbiamo medici e infermieri che devono essere a disposizione dei manager (non dei pazienti). Esagero? Forse. Vedremo tra un po’.</p>
<p><strong>Una questione su cui io e te ci siamo già confrontate, ma te la richiedo perché è un argomento a cui entrambe teniamo molto. Le donne e la scrittura. Le donne e il lavoro, in generale. Esistono le stesse possibilità e opportunità rispetto agli uomini?</strong><br />
No. Avevi ragione tu. Quando hai sollevato il problema insieme a Laura Costantini ho dato una risposta che al momento ritenevo vera. E ho dimostrato con chiarezza che la verità è difficile da comprendere, almeno per me. Nella mia altalena percettiva credevo che la difficoltà femminile fosse (quasi) tutta nella testa delle donne e non avesse elementi oggettivi. Poi l’attacco di buonismo mi è passato e ho rivisto le mie idee. L’attività di scrittura della donna “deve” avere limiti e ambiti, per definizione. La donna che esca dagli ambiti scontati di stile e argomento è giudicata e limitata nelle possibilità, e comunque esiste un confine preciso entro cui può muoversi. Se va oltre trova cancelli chiusi o semichiusi. Nel lavoro medico sono fortunata: sono senologa e responsabile della comunicazione scientifica del mio istituto (IEO a Milano), la visione è internazionale. In IEO abbiamo una pluralità di direttori uomini/donne, manche se mi aspetto in futuro una proporzione più equa. IEO ha qualche donna direttore di unità, questo è bellissimo, e si tratta anche di donne chirurgo (per l’Italia è notevole). Nel mio ambito di professione comunicativa (divulgazione scientifica) devo ancora verificare se sia possibile lo sfondamento del tetto di cristallo. Le parole di parità ci sono, qualche segno concreto anche, attendo i fatti reali. Anche qui la donna ha da dimostrare tre volte tanto. Ma sono fiduciosa, so che esistono le premesse per l’evoluzione.</p>
<p><strong>Due tuoi pregi e due difetti</strong><br />
Difetto uno. Volubile. E’ un difetto visibilissimo, anzi potrei dirti che l’unica costante della mia vita è che sono volubile.<br />
Difetto due. Golosa.<br />
Difetto tre. Ipersensibile. Ne metto tre perché sono davvero evidenti.<br />
Sui pregi riferisco i più gettonati. Generosa e sensibile.</p>
<p><strong>I tuoi maestri</strong><br />
In medicina: mio padre <strong>Abele</strong>, mio marito <strong>Alberto</strong> e <strong>Umberto Veronesi</strong>.<br />
Nella scrittura <strong>Simenon</strong> nei romanzi-romanzi, <strong>Christine Angot</strong> e ogni autore io abbia letto, ogni collega scrittore abbia frequentato anche una volta sola. Ho tanti amici scrittori, sono sempre maestri perché mi aiutano a confrontarmi e capire, a migliorare se posso. E anche mio marito, che tempo fa mi disse: “Se vuoi che la scrittura sia professione devi trattarla come tale. E’ uguale alla chirurgia: richiede impegno, tempo di esercizio e serietà”.<br />
Qualche editore, anche. Non necessariamente miei editori.<br />
Un maestro assoluto si chiama <strong>Andrea Mauri</strong>, il mio amico con la sindrome di Down. E’ saggio e capace di insegnare l’amore puro.</p>
<p><strong>L’ultimo viaggio</strong><br />
Sono sempre in viaggio per lavoro (scrittura e comunicazione scientifica). Roma è la mia seconda città, vale come viaggio? Venezia, Praga, Vienna, Ponza, Napoli.</p>
<p><strong>L’ultima malinconia</strong><br />
L’ambulatorio di oggi. Una donna nata nel 1976, mamma di un bambino piccolo, è entrata per un controllo, appena ho dato un’occhiata ai suoi esami ho capito che le avrei cambiato la vita. Non avrei voluto farlo. In trenta secondi ho dovuto organizzarmi mentalmente per scovare il modo migliore per dirle che ha un tumore al seno bilaterale.</p>
<p><strong>L’ultima risata di gusto</strong><br />
Con un amico al telefono.</p>
<p><strong>L’ultima volta che ti sei arrabbiata</strong><br />
Ieri. Ma confido di riuscirci anche oggi, sono Pesci ascendente Pesci quindi il mio umore cambia nel volgere di istanti.</p>
<p><strong>L’ultima volta che ci hai ripensato</strong><br />
La mia mente ripensa troppo. Troppo troppo. Sto provando a darle un limite. Deve pensare, non ri-pensare.</p>
<p><strong>Cosa non sopporti in generale?</strong><br />
L’ipocrisia. E’ faticosa e non necessaria. E le riunioni, per il medesimo motivo. L’eccesso di telefonate senza preavviso. La noia. La paura.</p>
<p><strong>Cosa invece ti piace molto?</strong><br />
L’amore, il sesso, la scrittura e il cibo.</p>
<p><strong>Cosa stai scrivendo ora?</strong><br />
Un romanzo ambientato in un istituto oncologico. Mai avrei pensato di farlo, anzi negavo di volere mischiare le due professioni. Poi le due professioni sono diventate così simili dal punto di vista della potenza comunicativa (e compenetrate) che ho abdicato. Dopo la curatela di “Longevità” di Umberto Veronesi (Bollati) che esce il 16 febbraio mi sono buttata nel romanzo. Alla proposta di un editore ho risposto va bene, ci provo. Sto scrivendo una storia che ha dentro medici, pazienti, infermieri, gente di ogni tipo, malattia, amore, speranza, terrore, salute… Il panorama quotidiano, insomma. E c’è anche la medicina integrata, mia passione: una spolveratina di cure energetiche (anche se non so quanto riuscirò a farle restare nella trama).</p>
<p><strong>“I racconti delle bacche rosse” (Lampi di stampa) è una tua raccolta di fiabe. Salutaci con un incantesimo.</strong><br />
Esiste una bacca del vostro colore preferito, ce l’avete a portata di mano. Dona la visione di Dio. Mettetevi in pace e silenzio e afferratela. Scoprirete che Dio è dentro di voi e la morte non esiste.</p>
<p><strong>E adesso salutaci tornando dai delfini.</strong><br />
Luce a voi. A te un abbraccio speciale, ti sono grata per questa intervista e ti stimo come donna e scrittrice.</p>
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		<title>LARA MANNI</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 05:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ATTIVITA’: TRAFFICANTE IN LIBRI. LI LEGGE E LI SCRIVE. SEGNI PARTICOLARI: CAMMINA COSI’ LENTAMENTE CHE SEMBRA FERMA. LA TROVATE SU: LARAMANNI.WORDPRESS.COM   FACEBOOK Dopodomani, ovvero il 17 febbraio, esce per Fazi Tanit, l’atteso volume conclusivo della trilogia (iniziata con Esbat, proseguita &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2012/02/15/lara-manni-2/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&amp;blog=29695292&amp;post=505&amp;subd=libroguerriero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ATTIVITA’:</strong> TRAFFICANTE IN LIBRI. LI LEGGE E LI SCRIVE.<br />
<strong>SEGNI PARTICOLARI:</strong> CAMMINA COSI’ LENTAMENTE CHE SEMBRA FERMA.<br />
<strong>LA TROVATE SU:</strong> LARAMANNI.WORDPRESS.COM   FACEBOOK</p>
<p><strong><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/tanit-di-lara-manni-01.jpg"><img class="alignleft  wp-image-506" title="tanit-di-lara-manni-0" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2012/02/tanit-di-lara-manni-01.jpg?w=289&#038;h=422" alt="" width="289" height="422" /></a>Dopodomani, ovvero il 17 febbraio, esce per Fazi <em>Tanit</em>, l’atteso volume conclusivo della trilogia (iniziata con <em>Esbat</em>, proseguita con <em>Sopdet</em>) nata come fan fiction basata sul manga Inuyasha. Cosa ti ha appassionato di questo manga?</strong><br />
La portata epica, direi. Che spiccava sulle abituali caratteristiche dei manga: intrecci amorosi, redenzione del villain, ambiguità caratteriale dei personaggi chiave. Però, essendo ambientato nel medioevo giapponese, inseriva nella narrazione molte creature del mito. Youkai, yuki-onna, kitsune. Di qui, l’idea della fan fiction. Che al quinto capitolo, però, è diventata una storia autonoma. E al settimo era, a tutti gli effetti, la prima stesura di un romanzo. Dal secondo libro in poi, il manga è rimasto uno sfondo lontanissimo.</p>
<p><span id="more-505"></span><br />
<img title="Continua..." src="http://libroguerriero.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /><br />
<strong>Sul tuo blog stai disseminando degli indizi a proposito di <em>Tanit</em>. Ce ne passi uno?</strong><br />
Anche tre. John Polidori. Edith Bratt, sposata Tolkien. Roland Deschain (il pistolero della Torre nera).</p>
<p><strong>Se ti chiedessi un sottotitolo alla trilogia?</strong><br />
Se me ne fornissi uno, sarei una donna felice. L’ho sempre chiamata “la trilogia delle tre T” perché i titoli finiscono tutti con la stessa consonante, ma sono disperatamente in cerca di una formula migliore. Probabilmente mi orienterei su “La trilogia dei demoni”.</p>
<p><strong>In <em>Sopdet</em> la lotta tra bene e male si interseca alla storia italiana: quella del Carso, durante la prima guerra mondiale; quella dell&#8217;armistizio e Salò; e quella romana del 1977. Perché questi tre momenti?</strong><br />
Perché c’è un detto giapponese secondo il quale quando la storia degli uomini giunge al culmine del caos, i demoni scendono sulla terra. Mi interessava raccontare tre momenti in cui il caos è davvero colato fra gli esseri umani: le battaglie sul Carso, quando Cadorna spinge a un massacro insensato i suoi uomini, senza armi né strategia. Le settimane fra Salò e l’armistizio, con il vuoto di potere che porta alle prime stragi naziste: in particolare, ho raccontato un eccidio dimenticato, quello degli ebrei di Meina. E il 12 maggio 1977, quando i poliziotti si travestono da autonomi e sparano sui manifestanti, uccidendo Giorgiana Masi. Vicende che costituiscono, per i due demoni che si inseguono per tre romanzi e, in Sopdet, per tre epoche, il modo per apprendere la natura degli uomini. L’intera trilogia è un doppio romanzo di formazione, in effetti: per le creature semidivine, e per le protagoniste umane.</p>
<p><strong>La tua storia editoriale è interessante, dimmi se è corretta: avevi pubblicato <em>Esbat</em> a puntate sul web, Feltrinelli ti ha notata e ne ha voluto fare un romanzo. Esistono, quindi, questi circoli virtuosi (e virtuali) in cui i talenti o le opere particolari vengono notati?</strong><br />
Non è andata esattamente così. E’ stato un lettore di <em>Esbat</em> a presentarmi a un’amica, la quale mi ha presentato al suo agente, che a sua volta ha accettato di rappresentarmi e ha proposto il romanzo a Feltrinelli. Quanto ai circoli virtuosi: credo che esistano soprattutto per la scrittura in sé, più che per la pubblicazione, che oggi è insieme faccenda semplice e complessa. Semplice perché non ho mai visto tanti titoli di esordienti in circolazione, complessa perché quei titoli sono schiacciati dalla responsabilità di vendere tanto e subito. Difficile, semmai, è pubblicare il secondo, terzo, quarto libro quando non stravendi.  La crescita di uno scrittore è comunque qualcosa che un editore dovrebbe porre fra i propri compiti,  e noto che avviene solo in casi rari quanto, appunto, virtuosi.</p>
<p><strong>La Fanfiction o (abbreviato in fanfic, FF o fic) è il termine utilizzato per indicare tutte quelle opere scritte prendendo come spunto le storie o i personaggi di un lavoro originale. Come è considerata in Italia?</strong><br />
Come un fenomeno di serie B. Come una pietra di paragone dispregiativa. Come uno sfogo per ragazzine. Non è così: perché accanto alle storie di giovanissime, scritte per puro – e sacrosanto – divertimento, esistono anche opere più complesse che non hanno nulla da invidiare a quelle nate per essere pubblicate su carta o in eBook. Inoltre, il fan writing permette non solo di testarsi e di accogliere suggerimenti e critiche di altri lettori: ma non ha come obiettivo la pubblicazione né la vendita di un testo. E’ gratis. Viene praticato da persone che credono nella scrittura. Dovrebbe suscitare ammirazione e rispetto, non scherno.</p>
<p><strong>Quali sono le tue origini?</strong><br />
Umili, come nei migliori feuilleton.</p>
<p><strong>Tre cose che ti piacciono</strong><br />
Leggere mangiando pane e formaggio. Il vino bianco freddo. Il mare sotto la luna.</p>
<p><strong>Tre cose che detesti</strong><br />
Le briciole del pane e formaggio sul libro. La sbronza da vino bianco. Il raffreddore preso dopo la notte al mare.</p>
<p><strong>L’ultimo sorriso</strong><br />
Dieci minuti fa, guardando la neve che scendeva per la seconda volta in pochi giorni sul mio balcone.</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai fatto una bella litigata</strong><br />
Tendo a non farle, anche in rete. Le liti mi spaventano. Comunque, direi a giugno, e proprio su Internet.</p>
<p><strong>L’ultimo bacio</strong><br />
Dieci minuti fa: a un fiocco di neve.</p>
<p><strong>L’ultima parolaccia</strong><br />
Non le conto. Sono una pessima ragazza, da questo punto di vista.</p>
<p><strong>L’ultima canzone che hai ascoltato</strong><br />
Il cielo è sempre più blu, stamattina.</p>
<p><strong>L’ultimo acquisto in libreria</strong><br />
Tre: Ali Smith, <em>C’è Ma Non Si</em>. <em>Tony &amp; Susan</em> di Austin Wright. <em>Una storia crudele</em> di Natsuo Kirino.</p>
<p><strong>Un nuovo progetto</strong><br />
Due. Rivedere da cima a fondo il nuovo romanzo, titolo provvisorio <em>Il gioco di Lavinia</em>. E, quando viene l’estate, iniziare quello a cui sto girando intorno da qualche mese. Complicato. Sugli anni Ottanta, e non solo.</p>
<p><strong>Salutaci come ci saluterebbe il demone Hyoutsuki</strong><br />
Non saluterebbe ma farebbe scattare gli artigli. E’ di poche parole.</p>
<p><strong>E adesso salutaci in stile <em>Tanit</em></strong><br />
Questa sarebbe una fine, se una fine ci fosse.</p>
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