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		<title>Sa Reina di Simone Caltabellota</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 07:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Molto bello. Io conosco bene quel particolare senso di vuoto che Simone ha descritto, ho respirato quei pomeriggi afosi, ho subito quegli sguardi lancinanti. Ho incontrato me stesso varie volte mentre cercavo un posto nel mondo senza capire che c’è &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2013/06/11/sa-reina-di-simone-caltabellota/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1434&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Molto bello. Io conosco bene quel particolare senso di vuoto che Simone ha descritto, ho respirato quei pomeriggi afosi, ho subito quegli sguardi lancinanti. Ho incontrato me stesso varie volte mentre cercavo un posto nel mondo senza capire che c’è solo un posto mentre tutti gli altri sono di passaggio. C’è solo un posto anche se decidi di non tornarci più. Questa storia mi ha commosso. Questa storia sono io</em>.  <strong>(</strong><b>Marcello Fois)</b></p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/06/sa-reina.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1435" alt="sa reina" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/06/sa-reina.jpg?w=640&#038;h=314" width="640" height="314" /></a>titolo<strong> Sa Reina </strong></p>
<p>di <strong>Simone Caltabellota</strong></p>
<p>ed. <strong>Ponte alle Grazie</strong></p>
<p>collana <strong>Scrittori</strong></p>
<p>pag. <strong>176</strong></p>
<p>euro <strong>13</strong></p>
<p>Nella regione del Sulcis troneggia un ulivo leggendario. Si chiama <em><strong>Sa Reina</strong></em> – La Regina – e già dal nome, eponimo del titolo, si capisce che non è un albero qualsiasi: ha attraversato millenni e vanta fama di essere il più antico del Mediterraneo.<span id="more-1434"></span></p>
<p>Chi affonda nelle sue atmosfere deve fare i conti col luogo e col tempo. Capita a <strong>Davide</strong>, il protagonista, che si avventura in questo viaggio sardo insieme ad altri due amici: <strong>Lucien</strong>, un rocker inglese cinquantenne appassionato di civiltà prenuragiche, e <strong>Leo</strong>, il cuore spezzato da un amore finito.</p>
<p>I posti sono familiari a Davide: qui è cresciuta una parte di lui, nonostante vivesse a Roma, qui affondano le sue radici e qui tornava con i suoi d’estate. Ecco perché – nel momento del presente narrativo – il passato si fa avanti e spodesta la successione temporale ordinaria, sovrapponendo all’<i>hic</i> ritagli di vita remota, lampi di quotidianità coi cari, di rabbie anche, che si incastreranno alla fine alle vicende. Il tutto grazie a un <strong>raffinato rimbalzo di dimensioni</strong> che costituiscono un percorso significativo nella produzione di Caltabellota (penso anche a “Il giardino elettrico”, Bompiani, 2010, della cui recensione che <a href="http://www.carmillaonline.com/2010/09/10/il-giardino-elettrico-intervista-a-simone-caltabellota/">trovate qui</a> riporto poche righe: <em>Ragazzi e trentenni, fantasmi e innamorati si muovono in una Roma magica e misteriosa, immobile, palcoscenico onirico delle loro vite, dei loro amori, dei loro suicidi. Il luogo è in realtà un non luogo suggestivo, quello deputato a epicentro in cui si toccano esistenze spirituali e fisiche, energie sottili: lì è, appunto, il giardino elettrico</em>).</p>
<p>Moltissimi gli <strong>elementi sciamanici</strong> rintracciati nel libro che, anzi, si può catalogare come romanzo di viaggio, di formazione, ma soprattutto di iniziazione: la natura e il suo selvaggio, le piante, la figura del saggio, la metamorfosi (in questo caso taurina), i valichi tra il mondo dei vivi e l’oltretomba:</p>
<p><em>Le Tombe dei giganti, spiega, sono formate da due elementi principali sempre presenti: un portale di pietra alla cui base si apre una cavità, a volte poco più che una fessura, orientata verso il punto in cui sorge il sole, e dietro di esso una camera tombale dalla forma allungata, una sorta di bozzolo destinato a custodire i corpi degli eroi, cioè i Giganti, in attesa che si sveglino di nuovo e rinascano.</em></p>
<p>Poi c’è la musica. Perché se il ciclo di <strong>morte e resurrezione</strong> viene accostato a quello del <strong>rock’ n’ roll</strong>, il rimando al genere riprende il tema sciamanico del ritmo dell’universo. E sciamanica è la sostanza allucinogena, l’<strong>erba sardonia</strong> altrimenti conosciuta come “prezzemolo del diavolo”: piccolissimi frutti che possono rivelarsi letali se presi in dosi sbagliate, ma senza dubbio viatico per esperienze ultrasensoriali. E allora il tempo può davvero compiere balzi e “cadere rovinando”, condurre al precipizio.</p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/06/simo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1436" alt="simo" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/06/simo.jpg?w=640"   /></a>Per portare avanti un’operazione del genere occorre la forma giusta. Essendo la sostanza così <strong>tellurica e visionaria</strong> al contempo, è necessaria una scrittura che si sappia piegare ai flussi onirici pur mantenendo la solidità della materia, soprattutto quando questa è in filo diretto con la natura: vento che si alza, luce che vibra, campi distesi come coperte grinzose. Delle volte è semplicemente una domanda, un ballo o il desiderio di un bacio. È necessario mantenere l’equilibrio, quindi, con una materia letteraria del genere. Ecco, <strong>Simone Caltabellota</strong> (nella foto) ci riesce con maestria e grazia. Restituisce intatte nelle loro suggestioni queste realtà a metà tra sogno e concretezza, magia e un pizzico di tecnologia: qui si muovono i protagonisti, coi loro cellulari e la loro inesperienza, persi e ritrovati in una terra che tanto tempo fa era abitata da <strong>Eroi e Giganti</strong>.</p>
<p>Del resto l’autore stesso – 44 anni, già direttore editoriale di Fazi, fondatore di Lain e creatore della label musicale Sleeping Star, è fa parte del comitato editoriale della Elliot – ci conferma questa nostra lettura:</p>
<p><em>L’idea di un Tempo non solo lineare è qualcosa in cui credo assolutamente. Del resto la saggistica scientifica più recente ne ha fatto ormai un serio argomento di discussione e studiosi e filosofi come <strong>Ioan Petru Culianu</strong> già oltre venti anni fa hanno iniziato a presentare l’ipotesi che la Storia come la conosciamo sia semplicemente una convenzione, perché in realtà noi la cambiamo ogni volta che la ricostruiamo in modo differente, scegliendo di sottolineare alcuni eventi o passaggi piuttosto che altri.</em></p>
<p>Ultima cosa e mi perdonino i sardi per questa nota forse per loro ovvia: <strong>Sa Reina esiste davvero</strong>. Si trova nel Bosco degli Ulivi S&#8217;Ortu Mannu, a Villamassargia e ha una circonferenza di 16 metri. Se cercate su google troverete anche la foto, che è poi la stessa dell’albero in copertina.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/1434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/1434/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1434&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>RAFFAELLO AVANZINI</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 05:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[newton compton]]></category>
		<category><![CDATA[raffaello avanzini]]></category>

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		<description><![CDATA[NATO: a Roma, aprile 1971 ATTIVITA’: Amministratore delegato SEGNI PARTICOLARI: perfezionista SITO: http://www.newtoncompton.com/ Le sue origini e la formazione Sono nato a Roma e dopo aver finito il liceo mentre studiavo alla Facoltà di Economia e Commercio ho cominciato a &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2013/06/07/raffaello-avanzini/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1423&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/06/avanzini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1424" alt="avanzini" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/06/avanzini.jpg?w=640"   /></a>NATO:</strong> a Roma, aprile 1971</p>
<p><strong>ATTIVITA’:</strong> Amministratore delegato</p>
<p><strong>SEGNI PARTICOLARI:</strong> perfezionista</p>
<p><strong>SITO:</strong> <a href="http://www.newtoncompton.com/contatti">http://www.newtoncompton.com/</a></p>
<p><strong>Le sue origini e la formazione</strong></p>
<p>Sono nato a Roma e dopo aver finito il liceo mentre studiavo alla Facoltà di Economia e Commercio ho cominciato a lavorare in casa editrice partendo dalla qualifica di magazziniere.</p>
<p><strong>Cosa rispondeva, da piccolo, quando le chiedevano che lavoro avrebbe voluto fare da grande?</strong></p>
<p>Il regista per lo sconfinato amore che nutro per il cinema.<span id="more-1423"></span></p>
<p><strong>Newton Compton è una casa editrice fondata nel 1969 da Vittorio Avanzini&#8230;</strong></p>
<p>Mio padre ha fondato questa casa editrice due anni prima che io nascessi, sono nato in mezzo ai libri.</p>
<p><strong>Newton Compton si definisce “pioniera nel settore dei libri economici”. Come nasce l’dea della collana 1.000 lire, madrina degli odierni super-economici Newton a 0,99 euro (nella foto sotto)?</strong></p>
<p>La casa editrice ha sempre avuto la filosofia della divulgazione del sapere a tutti i livelli e a tutti i ceti sociali. Libri economici di buona qualità e fattura. Non è un caso che tra i nostri classici possiamo vantare curatele e traduzioni tra le più prestigiose. Non ultimo il caso della nuova traduzione dell’<i>Ulisse</i> di Joyce fatta da un Enrico Terrinoni vincitore del Premio Napoli per la migliore traduzione 2012.</p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/06/avanzini2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1425" alt="avanzini2" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/06/avanzini2.jpg?w=640"   /></a></p>
<p>I cento pagine mille lire furono un successo clamoroso, ne vendemmo circa 60 milioni di copie e realizzammo una prima tiratura record da un milione di copie quando mettemmo sul mercato La divina commedia. I primi dodici Live usciti qualche settimana fa (ormai noti a tutti come gli 0,99) hanno già venduto quasi due milioni di copie e sono appena arrivati nelle librerie e nei luoghi della GD altri dodici nuovi titoli. Tutto quel che riguarda l’esclusione di questi bestseller formato tascabile da larga parte delle classifiche dei libri più venduti pubblicate sulle testate e le polemiche sulla qualità li lasciamo ai poveri di idee.</p>
<p><strong>Pubblicate libri di vario genere, dall’horror, ai classici, ai libri per ragazzi, alla fantascienza etc. in qualità di amministratore di una casa editrice, ma soprattutto in qualità di osservatore del mondo editoriale, le chiedo, sulla base della sua esperienza, che idea si sia fatto in merito ad alcune questioni che riguardano l’editoria. Come la crisi ha cambiato l’editoria (-9,4% di titoli pubblicati)?</strong></p>
<p>Anche l’editoria, come molti altri settori del mercato, è cambiata per la crisi. Già la percentuale dei lettori nel nostro Paese era bassa, certo è difficile pensare a un incremento del numero delle persone che leggono in un momento come questo dove l’incertezza economica fa da padrona. Ma soprattutto non ci sono politiche che incentivino la lettura. L’editore deve essere il primo a sperimentare senza la paura di percorrere strade ancora poco battute. Sono convinto che megaseller come Le sfumature abbiano fatto bene non solo all’editore che ha pubblicato la trilogia.</p>
<p><strong>Quali romanzi vengono penalizzati?</strong></p>
<p>Nessuno in particolare, è la mancanza di coraggio e di idee che penalizza il mercato.</p>
<p><strong>Quanti stranieri pubblica Newton Compton (in percentuale), per quanto riguarda la narrativa?</strong></p>
<p>40% stranieri e 60% di autori italiani, compresi i vari generi.</p>
<p><strong>Newton Compton è molto attenta sia agli scrittori italiani sia agli esordienti. Uno scrittore/scrittrice con cui avete molto osato.</strong></p>
<p>Noi alla Newton scommettiamo su autori esordienti che ci pare abbiano le potenzialità per essere dei bestselleristi di domani. Facciamo anche operazioni di marketing che gli altri editori riservano solo ad autori già affermati. Casi come quello di <strong>Marcello Simoni</strong> (al suo esordio con il <i>Mercante dei libri maledetti</i> che ha vinto il <strong>Premio Bancarella</strong> e venduto oltre 300.000 copie) o <strong>Anna Premoli</strong> (nata nel selfpublishing, ma ormai vincitrice del <strong>Premio selezione Bancarella</strong> 2013 e arrivata a tagliare il traguardo delle 100.000 copie) sono davvero delle belle scommesse vinte.</p>
<p><strong>Esiste una critica letteraria onesta/scissa da logiche di mercato?</strong></p>
<p>Sì, quella esercitata ogni giorno dai lettori. Sui blog, in rete, per strada. La critica letteraria più potente è il passaparola. Ricordo quando alcuni scrivevano che Ammaniti era solo una moda passeggera o che la Tamaro non valeva nulla. Chi li ha denigrati all’epoca spesso si è ricreduto o è scomparso dalla scena, ma Tamaro e Ammaniti sono sempre ai primi posti in classifica.</p>
<p><strong>Rispetto a questo momento di stallo, quali provvedimenti potrebbero migliorare la situazione?</strong></p>
<p>Attuare delle vere politiche di invito alla lettura, partendo dalla scuola. Perché noi non abbiamo la lezione di lettura? Negli Stati Uniti dove i lettori si trovano in ogni fascia sociale e la percentuale di chi legge è molto più alta che da noi, a scuola c’è la Reading Class, la lettura andrebbe insegnata. E poi smetterla di pensare o di trasmettere l’idea che per leggere si debba essere colti e con un’istruzione superiore, questo messaggio ha consegnato milioni di persone alla televisione. Politiche di prezzo giuste per ogni genere editoriale.</p>
<p><strong><span style="line-height:1.5;">Com’è l’ambiente intellettuale italiano? </span></strong></p>
<p>Non lo so non lo frequento, preferisco stare a contatto con i veri lettori piuttosto che con chi esercita la critica fine a se stessa.</p>
<p><strong>Ci dà una definizione (molto libera) della voce “editore”?</strong></p>
<p>Un imprenditore che abbia a cuore il bene dell’azienda, delle persone a cui da lavorare e che nutra una sincera passione per la divulgazione, il libro è un bene di tutti e non il prodotto a uso e consumo solo di un&#8217; élite.</p>
<p><strong>Un consiglio a un aspirante. Una cosa da fare.</strong></p>
<p>Leggere tanto prima di scrivere. Se invece si ha già un libro da proporre si può andare sul sito <a href="http://www.libromania.net/">www.libromania.net</a>, la nuova piattaforma per gli aspiranti scrittori.</p>
<p><strong><span style="line-height:1.5;">Una cosa da evitare.</span></strong></p>
<p>Pensare di non aver nulla da imparare.</p>
<p><strong><span style="line-height:1.5;">Un libro che vorrebbe in catalogo</span></strong></p>
<p><strong></strong>Più che un libro le faccio due nomi: Calvino e Moravia.</p>
<p><strong>Un libro sul quale non punterebbe mai</strong></p>
<p>Non esiste: le sorprese possono essere dietro l’angolo.</p>
<p><strong><span style="line-height:1.5;">Ci saluta anticipando una prossima uscita?</span></strong></p>
<p><i>Non lasciarmi andare</i> di<strong> Jessica Sorensen</strong>, un romanzo sentimentale romantico e sexy che esce proprio oggi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/1423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/1423/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1423&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>IRENE VANNI</title>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2013 05:46:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[ATTIVITA’: scrittrice e giornalista SEGNI PARTICOLARI: geloni da mouse sulla mano destra La TROVATE SU: http://www.irenevanni.blogspot.it Le tue origini e la tua città Da generazioni circoscritte a Pontedera (PI). Cosa rispondevi da piccola quando ti chiedevano che lavoro volevi fare? &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2013/05/31/irene-vanni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1413&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b style="line-height:1.5;"><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/irene-vanni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1415" alt="Irene Vanni" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/irene-vanni.jpg?w=640"   /></a>ATTIVITA’:</b></p>
<p>scrittrice e giornalista</p>
<p><b>SEGNI PARTICOLARI:</b></p>
<p>geloni da mouse sulla mano destra</p>
<p><b>La TROVATE SU</b><b>:</b></p>
<p><a href="http://www.irenevanni.blogspot.it" rel="nofollow">http://www.irenevanni.blogspot.it</a></p>
<p><strong>Le tue origini e la tua città</strong></p>
<p>Da generazioni circoscritte a Pontedera (PI).</p>
<p><strong>Cosa rispondevi da piccola quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?</strong></p>
<p>La scrittrice.<span id="more-1413"></span></p>
<p><strong>E adesso cosa dici?</strong></p>
<p>Era meglio se smettevo di studiare in terza media e andavo a fare un lavoro qualsiasi.</p>
<p><strong><i>Come se fosse ieri</i> è il tuo ultimo libro, uscito per Fabbri: il plot in dieci parole.</strong></p>
<p>Tre amiche si ritrovano per un concerto dei Duran Duran.</p>
<p><strong>Tu sei anche critica musicale: perché proprio i Duran Duran, cosa ti è rimasto di quel gruppo e di quell’epoca musicale?</strong></p>
<p>Mi interesso a ogni genere musicale, principalmente metal o progressive per questioni giornalistiche, ma seguo tutt’oggi i Duran Duran e altre band dell’epoca ancora attive. Per un romanzo di formazione generazionale mi sono sembrati il cardine ideale intorno a cui far ruotare tutta una serie di suggestioni musicali, televisive, sportive, così come politiche e sociali, in confronto all’epoca odierna. Siamo davvero cambiati così tanto? E, del resto, unitamente allo stile e ai dialoghi, erano perfetti anche per dare colore, leggerezza e ironia a un mainstream che avrebbe potuto scadere facilmente nel mattone.</p>
<p><strong>Il romanzo è ambientato in un tempo attuale, ma i ricordi del passato premono e l’occasione perché tre amiche si rivedano dopo 25 anni è proprio un concerto. Parlaci di queste tre donne.</strong></p>
<p>Prima di morire di cancro, una casalinga si fa promettere da tre amiche d’infanzia di ritrovarsi per portare la figlia a un concerto dei Duran Duran, vissuto da loro all’età della ragazzina con una fuga da casa. Il punto è che queste tre donne, Laura, Simona e Cinzia, si sono distaccate negli anni e hanno esistenze problematiche, l’una perché in cerca di un impiego nell’Italia della crisi, l’altra perché soffocata da un amante sposato che l’ha raccomandata sul lavoro, l’ultima perché divorziata da poco e dedita all’alcool. Nessuna di loro è sposata o ha figli, e proprio lo scontrarsi con questa promessa e la figlia di Manuela le riporterà indietro nel tempo: a quello che avrebbero voluto essere e quello che potrebbero essere ancora &#8211; loro, che sono sopravvissute &#8211; con un atteggiamento diverso nei confronti del presente&#8230; lavoro, amore o salute che sia.</p>
<p><strong>Curi “Horror Magazine” e frequenti il web da tempo: quanto peso hanno, sulle vendite, le recensioni di blog e e-zine?</strong></p>
<p>Alla resa dei conti, il grosso lo fanno ancora le vetrine e i media tradizionali, per quanto riguarda i libri. In riferimento alla musica, i talent show pop sono rimasti pressoché l’unico canale, motivo per cui il web è importante soprattutto per musicisti rock o metal.</p>
<p><strong>A proposito delle recenti polemiche sul web: cosa ne pensi in merito alla moderazione e all’esplosione di aggressioni?</strong></p>
<p>Il web è uno spazio in cui ogni malato di mente può sfogare le sue frustrazioni fino ad arrivare allo stalking per futili motivi. Sono a favore della moderazione da quando io stessa ne sono stata vittima. La censura è un’altra cosa.</p>
<p><strong>Quando un libro non ti piace, lo lasci o lo finisci?</strong></p>
<p>Lo finisco, per studiare cosa non devo fare.</p>
<p><strong>L’ultima volta che ti sei arrabbiata</strong></p>
<p>Stamani. Quando mi si scombinano i piani e gli orari del’intera giornata per mancanze altrui, divento una belva.</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai tentato inutilmente</strong></p>
<p>Far andare d’accordo i miei due gatti. Ripetutamente e sempre inutilmente.</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai tentato con successo</strong></p>
<p>Quando ho proposto il romanzo a Fabbri dopo averlo scritto in venti giorni senza revisionarlo. Prima di osare un’altra cosa del genere passerà parecchio tempo.</p>
<p><strong>L’ultima parolaccia</strong></p>
<p>Non ci faccio caso.</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai scosso la testa</strong></p>
<p>Poco fa. Non capisco come faccia la gente a cascare ancora nelle bufale di Facebook (“è a pagamento se non copi e incolli questo”; “la Nasa ti spierà mentre fai la pipì se non copi e incolli questo”; “io dichiaro che i miei diritti bla, bla, bla&#8230;”</p>
<p><strong>L’ultima risata</strong></p>
<p>Quando ho letto la domanda 2  e la domanda 3.</p>
<p><strong>Due pregi e due difetti</strong></p>
<p>Tenace e sincera. Irascibile e catastrofica.</p>
<p><strong>Progetti?</strong></p>
<p>Qualche presentazione promozionale e un nuovo romanzo per cui ho già firmato con Fabbri.</p>
<p><strong>Salutaci  da <i>I musicanti degli elementi </i>(Delos Books), il tuo precedente libro.</strong></p>
<p><i>Siam qui per suonare e cantare con voi. </i></p>
<p><i>Ridete, mangiate e danzate con noi!</i></p>
<p><i></i><i>Lasciamo l’inverno, mandiamolo via!</i></p>
<p><i>La Luna nel ciel ci farà compagnia.</i></p>
<p><strong>E adesso salutaci da <i>Come se fosse ieri</i> </strong></p>
<p>“Era l’attacco di All You Need Is Now dei Duran Duran. Il primo singolo dell’ultimo disco le era piaciuto subito perché riprendeva lo spirito, l’energia e i colori dei vecchi tempi con sonorità moderne. Venato un po’ di malinconia forse, ma parlava dell’adesso, dell’importanza dell’ora presente, quella in cui avrebbe dovuto darsi una mossa.”</p>
<p><i> </i></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/1413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/1413/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1413&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Irene Vanni</media:title>
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		<title>CLAUDIO CECIARELLI</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 09:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[claudio ceciarelli]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni e/o]]></category>

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		<description><![CDATA[ATTIVITA’: Editor per la narrativa italiana in e/o. SEGNI PARTICOLARI: nessuno, a parte una brutta cicatrice in faccia dovuta alla mia passione per i cani, anche per quelli stronzi. LO TROVATE SU: Su fb, ma molto di rado, altrimenti su Marte ogni lunedì &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2013/05/29/claudio-ceciarelli/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1408&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/cecia-1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1409" alt="Cecia 1" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/cecia-1.jpg?w=299&#038;h=254" width="299" height="254" /></a>ATTIVITA’: </strong>Editor per la narrativa italiana in e/o.</p>
<p><strong>SEGNI PARTICOLARI: </strong>nessuno, a parte una brutta cicatrice in faccia dovuta alla mia passione per i cani, anche per quelli stronzi.</p>
<p><strong>LO TROVATE SU: </strong>Su fb, ma molto di rado, altrimenti su Marte ogni lunedì mattina.</p>
<p><span id="more-1408"></span></p>
<p><b>Le tue origini e la formazione</b></p>
<p>Liceo classico e laurea in filosofia morale, due anni di praticantato presso la redazione del Messaggero e due anni di volontariato alla Sapienza.</p>
<p><b>Cosa rispondevi, da piccolo, quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?</b></p>
<p>La guardia forestale (agli amici) o il giornalista (ai genitori e agli insegnanti).</p>
<p><b>E adesso cosa rispondi?</b></p>
<p>La guardia forestale (a tutti).</p>
<p><b>Qual è il lavoro dell’editor, al di là della revisione in solitudine? Ti chiedo di parlarci del “poi”, dal momento in cui l’editor si confronta con l’autore</b>.</p>
<p>In realtà nella maggior parte dei casi “prima”, “durante” e “poi” sono un tutt’uno: per funzionare davvero, il rapporto con l’autore dev’essere improntato alla sua fiducia nei miei confronti. Questa fiducia devo es­sere capace di costruirla fin dalla “chiacchierata” preliminare, quella in cui spiego quali sono i criteri del mio lavoro, in cui esprimo le mie impressioni sul libro e in cui ascolto quali sono i dubbi (e le certezze) del­l’autore stesso.</p>
<p>Una volta trovato il punto esatto in cui collocare l’asticella, inizia il “durante”, ossia il lavoro sul testo, che ovviamente svolgo in solitudine ma sottoponendo le mie proposte all’autore a blocchi di una trentina di pagine alla volta, in modo da ricevere un feedback da parte sua che mi serve per tarare meglio gli interventi successivi. In questo modo si avvia una dialettica a volte entusiasmante il cui risultato è che la versione finale di un determinato passaggio (o la scelta di una singola parola) non è né quella iniziale dell’autore né quella proposta da me, ma è del tutto nuova. E di solito è la migliore (quella che io chiamo “opzione <i>Eureka! </i>”).</p>
<p><b>Hai raccontato di aver appreso il mestiere non grazie a una scuola specifica, ma imparando attento al mondo e con umiltà. La mia sen­sa­zio­ne è che oggi si tenda a privilegiare il processo inverso, pur con le do­vute eccezioni: si pretende tutto subito e guai se non si ottiene. Cosa ne pensi? Può bastare un corso per diventare editor?</b></p>
<p>No che non può bastare un corso per diventare editor, ma questo vale per quasi tutte le professioni, che per lo più vanno apprese “sul campo”, sbagliando e imparando, soffrendo e ripartendo. Nella migliore delle ipotesi, un corso per diventare editor, se presentato onestamente da chi lo tiene, serve a capire se è un lavoro nelle nostre possibilità e nelle nostre corde oppure no. Ecco due parole chiave per capirlo: umiltà e coraggio. Coraggio perché quello dell’editor è un lavoro ingrato per la sua mancanza di “oggettività”: ar­ri­verà sempre qualcuno, dopo, a farci le pulci, a dire che avrebbe fatto diversamente e meglio, ecc. ecc. Ecco, ci vuole il coraggio di saper difendere le proprie scelte accompagnato dall’umiltà di dare per scontato che ogni lavoro fatto è perfettibile. Credimi, servono spalle larghe per tenere insieme le due cose.</p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/cecia-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1410" alt="Cecia 2" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/cecia-2.jpg?w=640"   /></a></p>
<p><b>Al di là della tua esperienza in edizioni e/o, ti chiedo che idea ti sei fatto, guardandoti attorno in merito ad alcune questioni che riguardano l’editoria. Come la crisi ha cambiato l’editoria (-9,4% di titoli pubblicati)? </b><b>Quali romanzi vengono penalizzati?</b></p>
<p>L’editoria è già cambiata, e sta cambiando, non solo a causa della crisi (ce ne sono state altre), ma per una molteplicità di fattori, non solo nazionali, che non è questa la sede per affrontare analiticamente. Di per sé, il fatto che ci sia una contrazione nel numero di titoli pubblicati potrebbe persino essere un fatto positivo, in un Paese in cui da sempre si pubblicano troppi libri (lo diceva già Flaiano più di mezzo secolo fa: in Italia tutti scrivono ma pochi leggono. E oggi, con il <i>self publishing</i>, siamo al delirio). È vero che ogni crisi si lascia dietro molte macerie, ma rappresenta uno stimolo incomparabile a osare, a inventare e reinventare. E le case editrici che sperano di cavarsela pubblicando solo i libri più commerciali rischiano di perdere cre­dibilità e con essa il treno della ripartenza: bisogna saper essere anticiclici, per dirla con il linguaggio degli economisti. Io credo che un romanzo davvero buono abbia oggi le stesse possibilità di essere pubblicato che aveva ieri o l’altroieri.</p>
<p><b>Rispetto a questo momento di stallo, quali provvedimenti potrebbero migliorare la situazione?</b></p>
<p>Ma per chi mi hai preso? Se lo sapessi sarei già Ministro della Cultura… Ciò detto, vedrei con grande favore una politica intelligente dello Stato (è un ossimoro?) a sostegno delle librerie indipendenti, del­l’editoria indipendente, delle campagne di sensibilizzazione alla lettura, insomma, di tutta la filiera del libro, come del resto avviene da tempo in altri Paesi europei.</p>
<p><b>Com’è l’ambiente intellettuale italiano? </b></p>
<p>Stagnante, anzi morto, nei suoi luoghi istituzionali, compresa gran parte delle università, la cui sterilità e autoreferenzialità sono oggi pari, pur con le solite lodevoli eccezioni, a quelle del ceto politico. Nella cosiddetta “società civile”, invece, nonostante tutto permangono sacche di resistenza e vitalità che faticano però a trovare un’organizzazione e uno sbocco sufficienti per fare massa critica.</p>
<p><b>Ci dai una definizione della voce “scrittore”?</b></p>
<p>No.</p>
<p><b>Un consiglio a un aspirante. Una cosa da fare.</b></p>
<p>Leggere molto e bene, leggersi e rileggersi moltissimo, cestinare moltissimissimo.</p>
<p><b>Una cosa da evitare.</b></p>
<p>Prendere sempre per oro colato il giudizio degli amici.</p>
<p><b>Salutaci svelandoci una tua passione.</b></p>
<p>Letteraria? David Foster Wallace. Extraletteraria? I cani, le Dolomiti, andare a spasso con il mio cane sulle Dolomiti.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/1408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/1408/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1408&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>LE VENDICATRICI &#8211; KSENIA (Carlotto/Videtta)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 13:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[le vendicatrici]]></category>
		<category><![CDATA[marco videtta]]></category>
		<category><![CDATA[massimo carlotto]]></category>

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		<description><![CDATA[-          Eppure ci deve essere un modo. -          Per fare cosa? – domandò Luz, che stavolta le sedeva accanto. -          Per riuscire veramente a stare alla pari. -          Con chi? -          Con loro, gli uomini. È da poco uscito il &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2013/05/22/le-vendicatrici-ksenia-carlottovidetta/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1394&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>-          Eppure ci deve essere un modo.</em></p>
<p><em>-          Per fare cosa? – domandò Luz, che stavolta le sedeva accanto.</em></p>
<p><em>-          Per riuscire veramente a stare alla pari.</em></p>
<p><em>-          Con chi?</em></p>
<p><em>-          Con loro, gli uomini.</em></p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/vendicatrici.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1399" alt="vendicatrici" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/vendicatrici.jpg?w=640"   /></a>È da poco uscito il primo romanzo de «<strong>Le Vendicatrici</strong>», scritto a quattro mani da <strong>Massimo Carlotto</strong> e <strong>Marco Videtta</strong>, ciclo che continuerà ad essere pubblicato nei prossimi mesi da <strong>Einaudi</strong> – più precisamente a giugno (<em><strong>Eva</strong></em>), settembre (<em><strong>Sara</strong></em>) e novembre (<em><strong>Luz</strong></em>).</p>
<p>Questo primo tassello, romanzo dalla copertina rossa, è dedicato a Ksenia, la bella siberiana cui hanno sottratto la vita e il passaporto, per costringerla a sposare un rozzo e disgustoso strozzino, Antonio Barone.<span id="more-1394"></span></p>
<p>Nella terra d’origine di <strong>Ksenia</strong> le donne non vengono trattate coi guanti – “Laggiù gli uomini bevevano e picchiavano le mogli. Bevevano e si dimenticavano dei figli” –, ecco perché lei si è fidata della classica illusione del principe azzurro e si è ritrovata invischiata in una situazione orrenda: sui documenti figura moglie di Barone, ma di fatto è una schiava a tutti gli effetti e deve sottostare alle sue perverse richieste sessuali (che consuma sempre in compagnia di una terribile e – all’inizio – misteriosa signora sui 45 anni, la signora dei Parioli). Quando il lettore scoprirà chi è, questa misteriosa donna, proverà un forte raccapriccio.</p>
<p><strong>Barone</strong> non è un criminale affascinante, viene contrassegnato dalle stigmate della voracità e dell’ottusità: ha “un trogolo al posto del cervello e del cuore”, è “un sacco di letame” ignorante e assolutamente insensibile rispetto a tutti coloro che sta mandando in rovina con la sua attività di usura.</p>
<p>Di fianco a questa grettezza d’animo e alla brutalità odiosa, la delicatezza di Ksenia risplende in tutto il suo candore. Perfino la rabbia si fa purezza. Così pura che, quando incontra altre donne ferite, purezza e odio si miscelano con grazia ed esplodono in quelle che saranno <strong>memorabili detonazioni</strong>. Bello che due autori uomini abbiano scritto di quattro eroine del genere.</p>
<p><em>-          La mia vendetta è un progetto complesso, ma lo scopo che ora abbiamo in comune è punire questi criminali.</em></p>
<p><em>-          La giustizia punisce.</em></p>
<p><em>-          Qui la legge e i suoi tribunali non c’entrano nulla. Ci siamo tu e io. E la nostra vendetta.</em></p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/vendica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1401" alt="vendica" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/vendica.jpg?w=640"   /></a></p>
<p>Conosciamo  <strong>Luz</strong> – colombiana di Cali, pelle creola e fluenti capelli scuri, prostituta molto cinica quando racconta dei suoi clienti, forse perché ne ha davvero viste di tutti i colori –, quindi <strong>Eva</strong> – profumiera tradita, fregata e abbandonata da quello scavezzacollo di suo marito – e infine <strong>Sara</strong>, vero nome di Monica, ferocemente sodomizzata da due energumeni stronzi.</p>
<p>Per una serie di coincidenze architettate con maestria dagli autori, queste quattro grandi donne sfregiate dalla vita e annichilite dall’altro sesso, si incontrano: allora <strong>la vendetta sgorga naturale come unico viatico possibile di sopravvivenza</strong>. La vendetta non fine a se stessa, però, ma come opportunità per ristabilire un equilibrio scardinato e in questo sta tutta la sua sacralità: il lettore non può esimersi, parteggia per queste <strong>erinni</strong> sfortunate che impongono la loro giustizia e lo fanno con serietà, quasi con onestà, mantenendo intatta la loro femminilità ferina, sia quando colpiscono con violenza, sia quando si concedono una debolezza. Come Eva, non rassegnata ad aver perso il marito, pur dopo tutte le umiliazioni cui lui l’ha sottoposta.</p>
<p>La loro forza è la <strong>rabbia, la solidarietà</strong> – quella solidarietà che manca spesso alle donne – e, per assurdo, proprio l’<strong>apparente vulnerabilità</strong>.</p>
<p>Come <strong>Uma Thurman</strong> in Kill Bill, anche qui i cammini verso la meta finale sono disseminati di momenti sciamanici: si alterneranno espiazioni, riti di passaggio, perdite e conquiste. E, chiuso il libro, il lettore – qualsiasi lettore: uomo e donna – sentirà che un po’ di giustizia è stata versata. Finalmente.</p>
<p><strong>Collana:</strong> <a title="Stile libero Big" href="http://www.einaudi.it/catalogo/(codSercollana)/SB1/(searchSessionKey)/Stile%20libero%20Big">Stile libero Big</a><br />
<strong>pp.</strong> 328<br />
<strong>€</strong> 15,00<br />
<strong>ISBN</strong> 9788806212698</p>
<p><b>GLI AUTORI:</b></p>
<p><b><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/vend2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1395" alt="vend2" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/vend2.jpg?w=640"   /></a>Massimo Carlotto</b> (Padova, 1956), è tra gli scrittori italiani uno di quelli che con maggiore consapevolezza ha usato il noir come genere capace di raccontare le trasformazioni, anche nascoste, della società. Ma ogni definizione gli va sempre piú stretta, come dimostra il suo percorso d&#8217;autore, che tende sempre piú a una forma di romanzo oltre ogni genere, che si avvale del thriller e del noir senza limitarsi in essi. Scoperto da Grazia Cherchi, ha pubblicato il primo libro nel 1995 (<i>Il fuggiasco</i>, edizioni e/o). Sono seguiti, sempre per e/o, i romanzi <i>La verità dell&#8217;Alligatore</i>, <i>Il mistero di Mangiabarche</i>, <i>Le irregolari. Buenos Aires horror tour</i>, <i>Nessuna cortesia all&#8217;uscita</i>, <i>Il corriere colombiano</i>,<i>Arrivederci amore, ciao</i>, <i>Il maestro di nodi</i>, <i>L&#8217;oscura immensità della morte</i>, <i>Niente, piú niente al mondo</i>, <i>Nordest</i> (con Marco Videtta), <i>La terra della mia anima</i>, e il recentissimo<i> </i><i>Alla fine di un giorno noioso</i>. Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato, con Francesco Abate, il bestseller <i>Mi fido di te</i>. Sempre per e/o è uscito con molto successo il romanzo storico <i>Cristiani di Allah</i>. Carlotto ha scritto anche, tra l&#8217;altro, molti racconti e drammi. Il suo personaggio piú noto è Marco Buratti, l&#8217;Alligatore, detective ex carcerato, che forma un intero ciclo fino al 2009. Nel 2012, per Einaudi Stile libero, ha pubblicato <i>Respiro corto</i>; nel 2013 <i>Cocaina</i> (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e <i>Ksenia</i>, il primo romanzo del ciclo «Le Vendicatrici» (con Marco Videtta). I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all&#8217;estero.</p>
<p><b><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/vend41.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1400" alt="vend4" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/vend41.jpg?w=166&#038;h=148" width="166" height="148" /></a></b><b>Marco Videtta</b> è nato a Napoli nel 1956 e vive a Roma. Ha pubblicato saggi e articoli su cinema e letteratura. Lavora come sceneggiatore, story editor e produttore per la fiction televisiva e il cinema. Con Massimo Carlotto ha scritto il bestseller <i>Nordest</i>, premio Selezione Bancarella, e <i>Ksenia</i>, il primo romanzo del ciclo «Le Vendicatrici» (Einaudi Stile Libero 2013). Nel 2009 ha pubblicato per e/o <i>Un bell&#8217;avvenire</i>. I suoi romanzi sono stati tradotti in francese, inglese e tedesco.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/1394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/1394/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1394&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LILLI LUINI</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 06:08:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ATTIVITA’:   non sa fare altro che leggere (definizione della mamma) SEGNI PARTICOLARI:   convinta di avere trent’anni, e si vede (che è convinta) La TROVATE SU: http://www.lanteriluini.it/ http://www.leggendoscrivendo.it/AUTORI2/LANTERILUINI.html https://www.facebook.com/lilli.luini Le tue origini e la tua città Sono nata a Varese, ma &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2013/05/16/lilli-luini/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1383&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>ATTIVITA’:   </b>non sa fare altro che leggere (definizione della mamma)</p>
<p><b>SEGNI PARTICOLARI:   </b>convinta di avere trent’anni, e si vede (che è convinta)</p>
<p><b>La TROVATE SU: </b></p>
<p><b><a href="http://www.lanteriluini.it/">http://www.lanteriluini.it/</a></b></p>
<p><b><a href="http://www.leggendoscrivendo.it/AUTORI2/LANTERILUINI.html">http://www.leggendoscrivendo.it/AUTORI2/LANTERILUINI.html</a></b></p>
<p><b><a href="https://www.facebook.com/lilli.luini">https://www.facebook.com/lilli.luini</a></b></p>
<p><strong>Le tue origini e la tua città</strong></p>
<p>Sono nata a Varese, ma vivo da sempre sul Lago Maggiore, tra Angera e Taino. Famiglia varesotta, di quelle stanziali che al massimo si spostano in provincia. Io sognavo l’altrove, e a dire il vero lo sogno ancora. Infatti i miei figli ci sono andati, altrove.<span id="more-1383"></span><!--more--></p>
<p><strong>Cosa rispondevi da piccola quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?</strong></p>
<p>A sei anni l’architetto, a dieci la giornalista, a quattordici il neurochirurgo.</p>
<p><strong>E adesso cosa dici?</strong></p>
<p>Che da pensionata voglio fare lo scrittore.</p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/lilli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1387" alt="lilli" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/lilli.jpg?w=640"   /></a></p>
<p><strong>Hai pubblicato per Editrice Nord “La cappella dei penitenti grigi”, scritta insieme a Maurizio Lanteri (nella foto sopra). Il plot del romanzo in dieci parole.</strong></p>
<p>Professore di storia incontra una rossa e finisce nei guai.</p>
<p><strong>Avete scelto di ambientare il mistero nella suggestiva cittadella medievale di Aigues-Mortes: cosa vi ha colpiti di questo luogo?</strong></p>
<p>C’è una strana magia. Su quelle mura, se ascolti, senti l’eco dei secoli che sono passati, della gente che è stata lì, ha combattuto, sofferto. E appena più in là, senti le strida dei fenicotteri e l’odore della lavanda. C’è la natura selvaggia, incontaminata ma allo stesso tempo c’è l’impronta dell’uomo, il suo passaggio.</p>
<p><strong>Scrivere a 4 mani è una bella scommessa: come avete proceduto metodologicamente?</strong></p>
<p>Noi tramiamo al telefono. Ci raccontiamo i personaggi, i loro background, inventiamo e così l’idea buona, quella che manda la storia nella direzione giusta, salta sempre fuori. Poi si prosegue come se fossimo un unico scrittore: Maurizio scrive al mattino, quando finisce il suo tempo a disposizione chiude il file. Io me lo scarico appena torno dal lavoro, alla sera, leggo le parti nuove (ed è bellissimo, perché comunque è come leggere un libro di cui non vedevi l’ora di conoscere il seguito) e proseguo.</p>
<p><strong>Cosa vi inquieta e cosa vi stuzzica l’interesse rispetto ai Penitenti Grigi, elementi della congrega trattata nel libro?</strong></p>
<p>La stessa caratteristica inquieta e stuzzica: l’ossessione per l’anonimato, che pervade tutta la loro storia e prosegue ancora oggi. E’ vero che chi fa del bene molto spesso vuole rimanere anonimo, ed è giusto così. Ma ovviamente uno scrittore di gialli con queste cose ci va a nozze.</p>
<p><strong>Le difficoltà della pubblicazione.</strong></p>
<p>Non abbiamo mai incontrato difficoltà a pubblicare, le difficoltà sono venute dopo. La prima esperienza è da dimenticare. Il libro – si intitolava <em><strong>La casa del priore</strong> </em>- in pratica non esisteva, le poche librerie che lo ordinavano sudavano le proverbiali sette camicie per averlo.  Persino IBS rispondeva che era impossibile averlo. Ti demoralizzi. Poi al primo libro ci arrivi con tutte le tue belle illusioni o quasi. I rapporti con l’editore sono arrivati alla rottura, ho dovuto rivolgermi a uno studio legale e francamente avevo deciso di non pubblicare più. Poi le cose sono via via migliorate. Il secondo, <em><strong>Non tornare a Mameson</strong></em>, era facilmente reperibile, in Liguria addirittura era nelle vetrine.</p>
<p><strong>Secondo te com’è la situazione editoriale in Italia dal punto di vista degli editori?</strong></p>
<p>Non credo se la passino bene. Lo so che non è bello, ma sono realista: per poter campare anche gli editori devono vendere i loro prodotti. La letteratura di consumo assolve questo compito. Tuttavia, rispetto a 30 anni fa, quando sotto l’ombrellone leggevamo Judith Kranz e Wilbur Smith, la qualità è decisamente peggiorata. La colpa è al 50% tra lettori che chiedono prodotti mediocri, di facilissimo consumo, ed editori che non si sforzano di svolgere anche un’azione di educazione alla lettura.</p>
<p><strong>L’ultima volta che ti sei arrabbiata</strong></p>
<p>Dipende dal significato del termine. Mi capita di arrabbiarmi, ma molto difficilmente di diventare una furia e perdere il controllo. L’ultima volta è stato almeno tre anni fa, quando mio figlio ha portato il mio portatile in bagno e l’ha fatto cadere rompendo lo schermo.</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai tentato inutilmente</strong></p>
<p>Quando ho cercato di convincere il nostro editore di allora a credere nel nostro secondo romanzo, <span style="line-height:1.5;"> <em><strong>Non tornare a Mameson, </strong></em>e ristamparlo. Pazienza. Da allora ho imparato che è saggio chi, davanti a una causa persa, non insiste.</span></p>
<p><strong>L’ultima volta che hai tentato con successo</strong></p>
<p>Quando mi ha contattato per la prima volta quella che oggi è la nostra agenzia letteraria, chiedendo un incontro. Ho accettato, anche se non avevo nessuna informazione su di loro.</p>
<p><strong>L’ultimo bacio</strong></p>
<p>Ah questa è facile. Stamattina. Mio marito e io non ci separiamo mai senza un bacio.</p>
<p><strong>L’ultima parolaccia</strong></p>
<p>Un paio d’ore fa ho lanciato un c… ma molto, come dire?, sorridente. Mi ero dimenticata di cambiare il disco orario dell’auto. Non ho preso la multa, ma comunque per queste cose non mi arrabbio mai.</p>
<p><strong>L’ultima volta che hai scosso la testa</strong></p>
<p>Non me lo ricordo… magari ho risposto di no a qualche domanda, e ho accompagnato con il gesto. Scuotere la testa in segno di compatimento invece non mi è usuale. Non sono una che compatisce.</p>
<p><strong>L’ultima risata</strong></p>
<p>Stamattina in macchina, mentre parlavo con il mio socio di scrittura. Lui aveva letto i paragrafi che ho scritto ieri sera e ovviamente avevo inserito un trabocchetto-scherzo per lui. Lo fa anche lui con me, per vedere e sono attenta. Ne escono sempre degli scambi di battute rilassanti.</p>
<p><strong>Due pregi e due difetti</strong></p>
<p>Sono pigra e spendacciona. A volte non capisco come mio marito riesca a non arrabbiarsi mai. Pregi? Sono onesta e disponibile. A volte anche troppo, al punto che mi chiedo se non sia una forma di narcisismo. Una delle battute più frequenti dei miei amici è “piantala di fare la Madre Teresa”.</p>
<p><strong>Progetti?</strong></p>
<p>Uno solo, in questo momento. Arrivare alla fine del nuovo romanzo. Poi ce ne sarebbero tanti, tipo andare a New York e in tanti altri posti.</p>
<p><strong>Salutaci  in francese, lingua che ormai conoscerai benissimo, dopo esserti documentata a lungo nel sud della Francia</strong></p>
<p>Au revoir, à bientôt! Et merci beaucoup. Ho praticamente esaurito il mio vocabolario… e pensa che una volta lo parlavo benissimo.</p>
<p><strong>E adesso salutaci come ci saluterebbe un Penitente Grigio</strong></p>
<p>Non saluta, il penitente grigio, secondo me. Al limite fa un cenno con la testa ed è difficile accorgersene, perché il vero penitente grigio ha la cagoule, cioè il cappuccio con solo i buchi per gli occhi J</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/1383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/1383/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1383&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>NICOLETTA SIPOS</title>
		<link>http://libroguerriero.wordpress.com/2013/05/14/nicoletta-sipos/</link>
		<comments>http://libroguerriero.wordpress.com/2013/05/14/nicoletta-sipos/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 11:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[nicoletta sipos]]></category>
		<category><![CDATA[sperling & kupfer]]></category>

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		<description><![CDATA[ATTIVITA’:  scrivente SEGNI PARTICOLARI:  un po’ di mal di schiena peggiorato dallo yoga LA TROVATE SU: facebook http://www.nicolettasipos.it/ Le tue origini e la tua formazione Sono nata in Ungheria da papà ungherese mamma italiana e sono arrivata in Italia a &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2013/05/14/nicoletta-sipos/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1378&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>ATTIVITA’:</b>  scrivente</p>
<p><b>SEGNI PARTICOLARI:  </b></p>
<p>un po’ di mal di schiena peggiorato dallo yoga</p>
<p><b>LA TROVATE SU: </b></p>
<p>facebook</p>
<p><a href="http://www.nicolettasipos.it/">http://www.nicolettasipos.it/</a></p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/sipos.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1379" alt="sipos" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/sipos.jpg?w=640"   /></a></p>
<p><strong>Le tue origini e la tua formazione</strong></p>
<p>Sono nata in Ungheria da papà ungherese mamma italiana e sono arrivata in Italia a 10 anni. Ho studiato al liceo classico e mi sono laureata in scienze politiche.</p>
<p><span id="more-1378"></span></p>
<p><strong>Quando da piccola ti chiedevano che lavoro volevi fare, cosa rispondevi?</strong></p>
<p>Scrivere. Scrivevo sulle foglie: ho scritto romanzi interi sulle quelle del nostro giardino.</p>
<p><strong>Se te lo chiedono adesso?</strong></p>
<p>Avrei fatto meglio a fare il medico. Sarei forse più utile.</p>
<p><strong>Nel 2009 è uscito per Sperling &amp; Kupfer “Il buio oltre la porta”: un sottotitolo oltre a quello che già c’è (“Un matrimonio da favola. Una casa da sogno. Un corpo pieno di lividi”).</strong></p>
<p>Quando l’amore fa male. Non permettere che l’amore ti dia dipendenza. Salvati la pelle.</p>
<p><strong>Cosa ha impedito alla tua protagonista (e cosa impedisce a tante altre donne, come lei) di non ficcarsi in situazioni simili?</strong></p>
<p>Il fatto che questi uomini siano spesso molto seducenti e dall’apparenza assolutamente innocua. E queste donne si innamorano, giustamente. Hanno scelto male e poi dopo le bloccano vergogna, frustrazione, la paura di non essere credute, di non riuscire a mantenersi, l’amore è vissuto come dipendenza: è una droga, ha effetti pervasivi, è un’euforia, quindi è difficile uscirne se non hai aiuto, invece le donne si chiudono e si isolano.</p>
<p><strong>Lo scrittore ha il dovere di interessarsi ai proprio tempi o può vivere recluso in un mondo a parte?</strong></p>
<p>Può vivere recluso, ma non serve a niente.</p>
<p><strong>Sostieni che la discriminazione che le donne subiscono oggi avvenga anche per colpa nostra. Come rimediare?</strong></p>
<p>Intanto capire che tutti abbiamo dei talenti uguali a quelli degli uomini, non siamo da meno, abbiamo diritto a cercare la nostra felicità, non siamo condannate  a essere le ombre dei nostri maschi, perché se siamo persone complete saranno più felici anche gli altri familiari.</p>
<p><strong>Hai lavorato per diversi quotidiani (Avvenire, Il Giorno), sei stata inviata speciale del settimanale GENTE prima di diventare, nel 1994, redattore capo di CHI. Hai lasciato la redazione nel giugno 2009, ma continui a collaborare con il giornale. Cosa ti affascina del mondo giornalistico?</strong></p>
<p>Ho sempre sperato di poter essere testimone del mio tempo, di vedere problemi, di cercare soprattutto soluzioni. Spesso il giornalismo non cerca soluzioni, ma scandalo, invece per me far capire i meccanismi alla gente è molto improntate</p>
<p><strong>Cosa invece non ti piace?</strong></p>
<p>Il sensazionalismo vuoto, la volgarità, non mi piace lo scandalo fine a se stesso, aggredire i personaggi, tormentarli per ottenere qualcosa di sensazionale.</p>
<p><strong>Cosa cambieresti?</strong></p>
<p>Penso che i meccanismi siano abbastanza giusti, siamo noi che li abbiamo corrotti: stiamo inseguendo le richieste più basse del pubblico, mentre invece potremmo portare cultura e conoscenza, due parole desuete, purtroppo. Su questo insisto anche quando vado nelle scuole a parlare di violenza: occorre collegare i fenomeni per capirne le ragioni.</p>
<p><strong>Il pezzo di cui sei più orgogliosa.</strong></p>
<p>Credo di averne scritti 30.000, sono in difficoltà. Però, forse… una intervista telefonica all’ultimo sopravvissuto del Titanic. Mi ha raccontato la sua storia – era piccolissimo, ai tempi della tragedia – ma i colleghi hanno deciso che io me la fossi inventata. Invece era tutto vero: avevo parlato con qualcuno, poi chissà: negli anni mi è venuto il dubbio che il mio interlocutore potesse avermi mentito, ma io ho agito in buona fede. Di questo sono orgogliosa: di tutto quello che ho scritto non ho mai forzato la mano o inventato.</p>
<p><strong>Quello per cui hai più sudato.</strong></p>
<p>Un memoriale di Lisa Sergio, una figlioccia di Marconi che finì in prigione nel 1936 perché era la voce radiofonica della rassegna stampa estera e, parlando della guerra in Etiopia, diceva peste e corna di Mussolini, però lo diceva in inglese. Finì in prigione e poi fu liberata grazie a un intervento di Marconi, migrò in America e lì si rifece una vita. Una persona dolce che io amavo molto: ho dovuto raccontare la sua storia in breve ma non è stato facile. Ai miei occhi era una specie di detective, una spaccona.</p>
<p><strong>L’ultima delusione</strong></p>
<p>Non avere scritto un libro che avevo in mente e che mi è arrivato già scritto da una persona che conosco. Questo mi ha insegnato a non mollare.</p>
<p><strong>L’ultimo sorriso</strong></p>
<p>Adesso, parlando con te.</p>
<p><strong>L’ultima scoperta</strong></p>
<p>Mi piace molto insegnare. Una cosa che ho cominciato a fare quest’anno e mi lascia la sensazione di seminare qualcosa.</p>
<p><strong>L’ultimo sassolino tolto dalla scarpa</strong></p>
<p>Sono molto appassionata di discipline orientali, quindi i sassolini me li tolgo ogni mattina facendo meditazione. Sono abbastanza serena.</p>
<p><strong>L’ultima incertezza</strong></p>
<p>Scrivendo il libro che ha trovato un agente, ma non ancora un editore. Sperò che vada a finire bene.</p>
<p><strong>Allora un grande in bocca al lupo. A cosa stai lavorando, ora?</strong></p>
<p>A un nuovo libro: la saga di una grande famiglia europea. Chissà…</p>
<p><strong>Con Simonelli hai pubblicato “L’antica arte dello scandalo”: salutaci scandalizzandoci.</strong></p>
<p>Mi ha commossa, in quanto donna, la vicenda di Maria Antonietta, questa cagna austriaca che tutti si divertivano a schernire in un modo pazzesco attribuendole amori saffici, pedofilia, un po’ di tutto. Lei probabilmente era una brava signora finita sugli scandali anche per colpa di queste voci. Il pettegolezzo ti toglie l’umanità e quindi ti autorizza a farti di tutto.</p>
<p><strong>Ora salutaci come Alice, la protagonista de “Il buio oltre la porta”, nel momento in cui si ribella.</strong></p>
<p>Non arrendetevi, non pensate che il domani sia buio come l’oggi: forse vi porterà un sorriso.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/1378/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/1378/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1378&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>MARIEL SANDROLINI</title>
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		<comments>http://libroguerriero.wordpress.com/2013/05/11/mariel-sandrolini/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 May 2013 12:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[mariel sandrolini]]></category>
		<category><![CDATA[pendragon]]></category>

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		<description><![CDATA[ATTIVITA’:   nonna part time, con la passione della scrittura. SEGNI PARTICOLARI:  creativa! se pur, nella terza eta’. La TROVATE SU: ttps://www.facebook.com/mariel.sandrolini http://marielsandrolini.blogspot.it/ https://twitter.com/msandrolini Le tue origini e la tua città Sono nata e cresciuta a Bologna. Petroniana doc, dopo 40 &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2013/05/11/mariel-sandrolini/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1367&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b style="line-height:1.5;">ATTIVITA’:   </b>nonna part time, con la passione della scrittura.</p>
<p><b></b><b>SEGNI PARTICOLARI:  </b>creativa! se pur, nella terza eta’.</p>
<p><b></b><b>La TROVATE SU</b><b>: </b></p>
<p><b></b>ttps://www.facebook.com/mariel.sandrolini</p>
<p><a href="http://marielsandrolini.blogspot.it/">http://marielsandrolini.blogspot.it/</a></p>
<p><a href="https://twitter.com/msandrolini" rel="nofollow">https://twitter.com/msandrolini</a></p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/mariel.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1368" alt="mariel" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/mariel.jpg?w=640"   /></a></p>
<p><b></b><b>Le tue origini e la tua città</b></p>
<p>Sono nata e cresciuta a Bologna. Petroniana doc, dopo 40 anni di permanenza in via Nazario Sauro, ho lasciato il centro Felsineo. Esigenze di famiglia  hanno fatto si che Sala Bolognese (Bo) diventasse da dieci anni “il mio paese”. Un paese di pianura con la nebbia che ammanta e si sposa con la bruma del mattino.</p>
<p><span id="more-1367"></span></p>
<p>Dove i campi si risvegliano al primo tocco di primavera e tutta la Barabana è un mare verde…<!--more-->Dove le spighe di grano ondeggiano al sole di luglio, e inchinano le cime verso le colline per trovare refrigerio. Tutto è armonico, suggestivo, un contesto idilliaco per leggere… pensare…scrivere.</p>
<p>Sin da bambina, i libri erano i mie compagni di svago, poi ho iniziato a scrivere poesie… 3 libri, saggi 1,  romanzi 2 e 2 gialli.</p>
<p><b></b><b>Cosa rispondevi da piccola quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?</b></p>
<p>Volevo aprire una negozio di libri</p>
<p><b>E adesso cosa dici?</b></p>
<p>…che mi piace riempire fogli bianchi per condividere con altri le mie emozioni</p>
<p><b>“Vortice di terrore” è il tuo ultimo libro, uscito per Pendragon: il plot in dieci parole.</b></p>
<p>Quello che in un primo momento appare come una banale scomparsa di un noto imprenditore,</p>
<p>si rivelerà un vero intrigo internazionale. Un enigma per l’ispettore Marra dai mille colpi di scena. Un messaggio in codice, la tratta dei clandestini… da Torino, passando per Zagabria fino al deserto infuocato del Gulistan. Tutta una scia di delitti… chi è la mano assassina?</p>
<p><b></b><b>Come hai costruito la figura dell’ispettore Marra?</b></p>
<p>Ho plasmato Marra come volevo che fosse: bolognese doc, trasferito alla mobile di Torino per ragioni di servizio.  Amante degli scacchi, un gioco di sfida e riflessione. Single, tante storie. Nessuna donna  al momento ha voluto condividere e contrapporsi con la dedizione assoluta per il suo lavoro. Con gli anni un po’ della sua goliardia bolognese si sta’ affievolendo, pur non disdegnando una serata con la sua squadra a  fare bisboccia e bere birra. Nei momenti di maggior tensione, tracanna caffè… la sua droga! È un personaggio che prenderà verve sia in Vortice che in Brividi nella Notte.</p>
<p><b>“La mia vendetta avrà la tua firma” è il libro precedente. Parlaci della scelta dell’ambientazione torinese, voluta per entrambi i romanzi.</b></p>
<p>Ho amici a Torino. Una sera d’inverno  ero ospite loro. Presentavo in libreria a Torino il mio libro “Le scelte di Erica”. Ha fine serata mi hanno portato in un locale ai Murazzi, sul lungopò. C’era un concerto jazz, musica che adoro. Tra noi c’era un ispettore di polizia in pensione. È uscito il discorso che volevo scrivere un thriller. L’ispettore mi ha raccontato fatti, omicidi, molti dei quali avvenuti ai Murazzi. Il giorno seguente mi hanno condotto a visate luoghi e narrato aneddoti. Poi è la città esoterica per eccellenza… si ho detto: questa è l’ambientazione per mio romanzo.</p>
<p><b>Cosa rispondi a quelli che ritengono il giallo e il thriller un sotto-genere?</b><b></b></p>
<p>Che vorrei proprio mettermi a tavolino e parlarne con loro.  Anche se le  definizioni tra noir, giallo e thriller hanno specifiche differenti, direi loro che si sbagliano, che giallo e thriller solo equiparate, non sotto-stanno a nessuno.</p>
<p><b>L’ultimo libro letto</b></p>
<p>Qualcuno morirà, di James  Patterson</p>
<p><b>Quando un libro non ti piace, lo lasci o lo finisci?</b></p>
<p>Assolutamente lo chiudo.</p>
<p><b>L’ultima volta che ti sei arrabbiata</b></p>
<p>Venti giorni fa, fuori di testa. Cosa inusuale per me, ma me l’hanno fatta grossa!</p>
<p><b>L’ultima volta che hai tentato inutilmente</b></p>
<p>Di montare la maionese per il tonné…un disastro!</p>
<p><b>L’ultima volta che hai tentato con successo</b></p>
<p>Di riparare il rubinetto del lavabo… e ci sono riuscita!</p>
<p><b></b><b>L’ultima parolaccia</b></p>
<p>Porca vacca!</p>
<p><b>L’ultima volta che hai scosso la testa</b></p>
<p>Non è mia abitudine.</p>
<p><b>L’ultima risata</b></p>
<p>Sorrido sempre&#8230; gente allegra il ciel l’aiuta.</p>
<p><b>Due pregi e due difetti</b></p>
<p>Leale e sincera. Permalosa, perfezionista.</p>
<p><b>Progetti?</b></p>
<p>“Brividi nella Notte” noir in embrione. Vedremo Marra  fresco di nomina “Commissario” che rientra nella sua Bologna, alla mobile di Piazza Galilei.</p>
<p>Altri casi, altri personaggi, altro suspense…</p>
<p><b>Salutaci  da vendicatrice</b></p>
<p>«Non farti illusioni, prima o poi ci rivedremo!  Attenta a quel giorno, dovrai guardarti alle spalle».</p>
<p><b>E adesso salutaci da un Vortice di terrore</b></p>
<p>«Ciao sbirro, buona fortuna!».</p>
<p>«Buona fortuna a te, Airone» disse sorridendo il detective, constatando che il giovane aveva calzato a pennello il ruolo dell’infiltrato.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/1367/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/1367/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1367&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>IVO TIBERIO GINEVRA</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 09:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[ivo tiberio ginevra]]></category>

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		<description><![CDATA[ATTIVITA’: impiegato insoddisfatto e futuro editore. SEGNI PARTICOLARI: sono tutti nel cuore. LO TROVATE SU: ivoginevra.blogspot.it  -  http://www.ivoginevra.it Le tue origini e la formazione Sono nato  52 anni fa a Caltanissetta e da 39 vivo a Palermo. Ho fatto l’avvocato &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2013/05/08/ivo-tiberio-ginevra/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1355&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/ivo2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1357" alt="ivo2" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/ivo2.jpg?w=640"   /></a>ATTIVITA’:</b> impiegato insoddisfatto e futuro editore.</p>
<p><b>SEGNI PARTICOLARI: </b>sono tutti nel cuore.</p>
<p><b>LO TROVATE SU:</b> ivoginevra.blogspot.it  -  <a href="http://www.ivoginevra.it" rel="nofollow">http://www.ivoginevra.it</a></p>
<p><b>Le tue origini e la formazione</b></p>
<p>Sono nato  52 anni fa a Caltanissetta e da 39 vivo a Palermo. Ho fatto l’avvocato per 13 anni e poi ho smesso perché non mi piaceva manco sparato.</p>
<p><b>Cosa rispondevi da piccolo quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?</b></p>
<p>E allora&#8230; nell’ordine: il pittore, il calciatore, il professore, il tenore, il prete, il barone rampante, Ettore, Enea, Don Chisciotte e infine il porno divo passato il delirio mistico letterario.<span id="more-1355"></span></p>
<p><b></b><b>E adesso cosa rispondi?</b></p>
<p>Che lavoro vorrei fare? mi andrebbe di rispondere il pensionato senza pensieri, ma con l’aria che tira credo che non sarà più possibile, quindi faccio una scelta suicida: l’editore.<b></b></p>
<p><b></b><b>“Sicily Crime” è il tuo noir uscito per Robin Edizioni. Si tratta della seconda indagine del commissario Falzone, dopo “Gli assassini di Cristo”. Ci racconti com’è nato questo personaggio?</b></p>
<p>Semplice. Approfittando di un’offerta su e-bay ho comprato da un privato tutte le serie complete di C.S.I. Las Vegas, Miami e New York. Purtroppo passato l’entusiasmo iniziale mi sono addormentato. Da sveglio, non ricordavo più quali erano gli episodi che avevo visto. Riflettendo mi sembravano tutti uguali. Tutti così supertecnlogici, superperbenisti, superfighi, superseri, supertutto, ecc., poi i casi si risolvevano sempre con la solita ricerca positiva all’AFIS&#8230; neanche un sorriso, insomma una noia mortale, da qui la voglia di creare un gruppo di sbirri diametralmente opposto ai vari poliziotti americani. Così è nato un collerico Bartolazzi in sostituzione del paziente investigatore di turno, un sofferente e terreno Falzone al posto del commissario ipertutto e un medico legale donnaiuolo per sostituire quelli compassati dei vari CSI. Una bella parlata in siciliano e soprattutto si deve ridere, anche se amaro. Ancora mi diverto molto quando li faccio interagire.</p>
<p><b><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/ivo.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1356" alt="ivo" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/05/ivo.gif?w=640"   /></a>Perché hai scelto la Sicilia, come ambientazione?</b></p>
<p>Siciliano sono! E poi non sarei stato credibile se avessi ambientato tutto in un’altra regione, però una bella missione in Veneto da parte di un collerico Bertolazzi la vedo bene e credo proprio che la scriverò.</p>
<p><b></b><b>Gli sbirri siciliani che proponi sono molto diversi da quelli belli e dannati americani, per fortuna questi hanno debolezze e nevrosi tutte umane che li rendono molto vicini al lettore</b></p>
<p>Ho molti amici “sbirri” con i quali sono anche cresciuto. Frequentandoli pure sul posto di lavoro, ti rendi subito conto che hanno un senso del dovere e una rettitudine morale sopra la media, poi per il resto sono ricchi di umane debolezze proprio come noi. Per questo mi piace scrivere di “sbirri” terreni con tutte le solite rotture di scatole. Ecco sono reali.</p>
<p><b></b><b>Secondo te perché il noir è un genere molto seguito?</b></p>
<p>È vero, è vivo, è attuale, è libero e dà libertà.</p>
<p><b></b><b>Due tuoi pregi e due difetti</b></p>
<p>Ho il gran pregio/difetto di scordare tutto, e poi&#8230; Di cosa stavamo parlando?<b> </b></p>
<p><b></b><b>Cosa fai nel tempo libero?</b></p>
<p>Sono un appassionato ornitologo e mi diletto nel riprodurre uccelli anche rari. Seguo molto il calcio e lo sport in genere (questo mi riesce bene col telecomando in mano) e soprattutto leggo molto. Leggere è la mia vita, poi, ma molto poi, scrivo qualche romanzo.</p>
<p><b></b><b>Cosa non sopporti in generale?</b></p>
<p>Risposta secca e senza replica alcuna: la tirchieria</p>
<p><b></b><b>Cosa invece ti piace molto?</b></p>
<p>Ti rispondo alla Mr Eugene Harold Krabs <a href="http://www.youtube.com/watch?v=PhVu9kCdA1c">http://www.youtube.com/watch?v=PhVu9kCdA1c</a> I bambini lo conoscono bene.</p>
<p><b></b><b>L’ultimo dubbio</b></p>
<p>Andare di sabato ai grandi magazzini con mia moglie e domenica alle giostre con i miei figli, oppure continuare a scrivere?<b></b></p>
<p><b></b><b>L’ultima certezza</b></p>
<p>Quanto prima perderò il lavoro perché l’azienda dove lavoro è fallita.<b></b></p>
<p><b></b><b>L’ultimo divieto</b></p>
<p>É del computer. Non mi capisce. Si fissa sempre con delle cose assurde&#8230; mai una volta che afferri al volo quello che mi serve. <b></b></p>
<p><b></b><b>L’ultimo sogno ad occhi aperti</b></p>
<p>La caponatina di Adelina e una bella arancina bomba. Con l’occasione rivendico il sesso dell’arancina che è rigorosamente femminile, quindi finitela tutti una buona volta di parlare di <i>arancino</i> o <i>arancini</i> al maschile. È intollerabile. L’arancina è femmina. Non se ne discute affatto.</p>
<p><b></b><b>Progetti?</b></p>
<p>Sì, uno pazzesco. Ho da poco creato insieme alla mia compagna una piccola casa editrice. Se non altro andandomene da questa terra lascerò un po’ di profumo e forse qualcosa di buono. Ci sono tante belle cose da donare ai lettori.</p>
<p><b></b><b>Ci dici qualcosa che ancora non immaginiamo della tua terra?</b></p>
<p>La commistione degli odori. Qui tutto ha un odore e non potete proprio immaginarlo. Visitate la Sicilia perché è una terra incantevole, ma armatevi di pazienza! Qui è tutto un casino.</p>
<p><b></b><b>Salutaci con una citazione da “Sicily Crime”</b></p>
<p>Più che una citazione ti trascrivo un breve dialogo fra il medico legale Di Pasquale e il commissario Falzone all’ingresso della scena del crimine:</p>
<p>- Ce ne sono di tutti i tipi<br />
- Di cosa?<br />
- Di vomitate, guarda &#8211; e indicò &#8211; questa ad esempio è a getto irrefrenabile, invece quella è a merda di vacca tutta concentrata in un’enorme chiazza, questa poi è a spruzzo, tipo esplosione deflagrante, mentre questa dietro a noi&#8230;<br />
- Enzuccio, basta<br />
- E&#8217; a stella, quelle dietro le macchine sono&#8230;<br />
- Mi stai facendo vomitare<br />
- Comunque ritengo che la migliore sia quella &#8220;a raggiera&#8221; del P.M. Da un&#8217;attenta analisi sembra che abbia mangiato rosticceria con wurstel&#8230; &#8211; Sicily Crime</p>
<p><b style="line-height:1.5;">E adesso salutaci in dialetto siciliano</b></p>
<p>‘Ni viremu Curò (<em>Ciao pezzo di cuore</em> – palermitano strettissimo)<b></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/1355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/1355/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1355&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Non chiedete le recensioni…</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 13:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>libroguerriero</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[non chiedete le recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marilù Oliva Non insistete, non chiedete l’amicizia o fingete di interessarvi a una persona solo per arrivare alla fatidica domanda: Ti mando il mio libro così me lo recensisci o mi fai un’intervista? Non deve funzionare così, anche se &#8230; <a href="http://libroguerriero.wordpress.com/2013/04/29/non-chiedete-le-recensioni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1332&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Marilù Oliva</strong></p>
<p>Non insistete, non chiedete l’amicizia o fingete di interessarvi a una persona solo per arrivare alla fatidica domanda: <em>Ti mando il mio libro così me lo recensisci o mi fai un’intervista?</em> Non deve funzionare così, anche se lo so che non è facile, che siete in tanti – siamo in tanti – e si rischia di diventare invisibili, ma non è in questo modo che otterrete una recensione, almeno non da me.</p>
<p>Vorrei chiarire alcuni dettagli, spero una volta per tutte, visto che mi sono accorta che sto perdendo molto tempo per &#8220;sottrarmi&#8221; a richieste invadenti. Forse farei prima a non rispondere, va tanto di moda non rispondere, nell&#8217;editoria. Eppure sono convinta che conservare un minimo di educazione sia più salutare per tutti, sia per chi pone una domanda, che per chi risponde. Quindi ecco la mia risposta.<span id="more-1332"></span></p>
<p><a href="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/04/voglio_fare_lo_scrittore-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1333" alt="voglio_fare_lo_scrittore (1)" src="http://libroguerriero.files.wordpress.com/2013/04/voglio_fare_lo_scrittore-1.jpg?w=640"   /></a></p>
<p>Io non svolgo attività di promozione di qualsiasi libro, non sono un ufficio stampa universale cui rivolgersi per nuove uscite, eventi, concorsi letterari. Semplicemente curo un blog (Libroguerriero) e collaboro con diverse testate, ma lo faccio non con lo scopo di pubblicizzare ogni ovetto sbucato dall’enorme macchina che è la chioccia editoriale (e indotto incluso: festival, premi, etc), bensì lo faccio per il piacere di leggere libri e parlarne. Ma è un piacere personale, non pilotato, quindi pretendo di scegliere i libri da sola, di pancia, egoisticamente, anche perché questo è connesso con la mia attività di scrittura: non avrei mai potuto pubblicare se non avessi macinato tante pagine, la lettura è uno dei miei motori.</p>
<p>Diverse categorie di persone cozzano contro questa mia ansia di libertà e di indipendenza nel recensire, nello specifico:</p>
<p>-         gli autori convinti che tu stia lì, inattiva, 48 ore al giorno di disponibilità, in attesa spasmodica di ogni loro parto. Se recensisci loro un libro, danno per scontato che tu debba farlo con tutti quelli che seguiranno (la prima volta che ti sottrarrai se la prenderanno a morte)</p>
<p>-         gli esordienti che si ritengono gli unici esemplari di scrittori sulla faccia della terra, credono che il tuo più grande desiderio sia indagare sulla loro arte e, anzi, ti guardano stupefatti domandandosi perché tu non l&#8217;abbia ancora fatto.</p>
<p>-         i “finti amici”, ovvero quelli che ti seguono in maniera indefessa, per poi pretendere “favori” o presentare il conto appena ne hanno bisogno</p>
<p>-         i “nemici in maschera”, ovvero quelli a cui stai palesemente sul cazzo (spesso nemmeno loro sanno il perché o magari hanno deciso che gli sei antipatico perché non vai a genio al potente di turno cui loro, in quel momento, hanno scelto di sottomettersi), ma son pronti a coprirsi il volto e svendersi il tempo che tu gli faccia una recensione.</p>
<p>-         gli uffici stampa che ti tartassano quotidianamente di mail da cui chiaramente si evince che hanno già stabilito come ti dovrai muovere (<em>con questo libro mi fai un Bugiardino per l’Unità? Con quell’altro mi fai una recensione per Carmilla?</em>)</p>
<p>-         i criticoni, ovvero quelli che blaterano che <em>gli scrittori non devono fare le recensioni!</em>, poi puntualmente &#8211; quando esce il loro libro &#8211; te lo fanno spedire e ti fanno tampinare dall’ufficio stampa perché non hai ancora provveduto a parlarne come il capolavoro del secolo.</p>
<p>Ho davvero poco tempo e desidero spenderlo coi libri che mi ispirano. Nel caso, sarò io a contattare la casa editrice e chiederne una copia. Non riesco a leggere tutto ciò che vorrei e questo mi obbliga a fare delle scelte, mi dispiace. Il fatto che abbia scritto una trilogia noir non significa che legga solo romanzi di genere. Mi piace sondare scritture molto diverse dalla mia, scovare case editrici minori ma anche seguire i grandi autori che amo, mantenermi aggiornata sugli stranieri, seguire l’istinto se un titolo o una trama o una citazione mi infondono curiosità.</p>
<p>La critica corrosiva e sarcastica non mi interessa: se un libro non mi piace lo mollo presto. Se invece mi piace, proseguo. Se non ne parlo, non significa necessariamente che non l’abbia trovato interessante, magari non ne ho avuto occasione o altri libri di cui ho sentito l’urgenza hanno avuto la precedenza.</p>
<p>All’inizio, quando ho cominciato a collaborare con Thriller Magazine, son stata molto osteggiata per questa scelta di voler parlare di romanzi e di volerlo fare in una certa maniera non aggressiva, eppure non avrei potuto allora &#8211; e oggi non potrei &#8211; fare altrimenti: questa è la mia cifra. Se dovessi rivoltare un romanzo per criticarlo, individuarne gli errori e suggerire un’alternativa giusta, allora dovrei ripetere quello che già faccio tutti i giorni a scuola con gli allievi, nelle ore di italiano. Ma io non perfeziono temi, quando recensisco. Non voglio correggere, voglio ripercorrere le belle sensazioni se un testo mi ha emozionato, tutto qui. In qualche modo credo che il mio sia soprattutto un atto d&#8217;amore verso il libro: anche per questo, quindi, è giusto che resti spontaneo e non commissionato.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libroguerriero.wordpress.com/1332/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libroguerriero.wordpress.com/1332/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libroguerriero.wordpress.com&#038;blog=29695292&#038;post=1332&#038;subd=libroguerriero&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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